Carlo: cosa cerchi su Tinder?

Dietro i convenevoli su Tinder.

La domanda di rito “e tu cosa cerchi su tinder?” solitamente scatena lunghe discussioni e sviscera la conoscenza reciproca fino ai grandi temi della vita (giuro! almeno nella mia esperienza, e sempre incalzata dalla controparte maschile).

Carlo invece è stringato. Gli specifico che il primo appuntamento è sempre e solo conoscitivo.. anche ci si dovesse piacere. Lui mi risponde: “a me basta conoscerti”. La sua semplicità è esaustiva.
Si dichiara celibe.. ha rotto da pochi mesi con la ragazza con cui era rimasto fidanzato pochissimo.. un esempio di fidanzamento compulsivo..

Le prime specificazioni di rito (il primo appuntamento serve solo a stabilire se ce ne sarà un secondo) sembra vengablno sempre ben accolte. E anche apprezzate dalle persone a cui la sottopongo su Tinder:

“ci mancherebbe!”, “ma ovvio”, “anche per me è meglio così”.

Tutte ritualità di cortesia che normalmente nell’incalzare della realtà offline non abbiamo il tempo né la voglia di attuare, specie in quelle situazioni preposte al rimorchio.. (tipo –la sera in discoteca- ma va..).

Paradossalmente, rispetto a quello che mi immaginavo del dating online, l’esperienza è decelerata, è un’esperienza in slow motion dell’interazione, e questo rappresenta tutto sommato il lato positivo della cosa. Questo ritmo rallentato sembra tradursi in una distanza di sicurezza reciproca, si apre la possibilità di recuperare una certa attenzione e forse pure una certa sensibilità. Una distanza che è ovviamente però tutta da colmare, conoscendosi faccia a faccia..e lì poi qualche problema spesso insorge.

I problemi alla fine, e più in generale, diventano sempre reali, anche quando all’inizio sono solo virtuali.

Categorie: Carlo, Tinder

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