Riquadro 2 (Lui)

dobbiamo salire al 6° piano senza ascensore…lentamente, il cane arranca dato lo spessore dei gradini

io sono dietro di Lui, e dietro di me nina, il cane appunto

non mi giro a guardarla, questo mai (bisogna aver coraggio quando si instaura una relazione con qualcuno, fosse anche un cane…un po’ tipo orfeo…bisogna aver fiducia sennò ci si perde…che nel caso del cane vuol dire impazzire a rincorrerlo in giro ovunque)

Lui è bello, non solo da dietro…ha una bella schiena e un bel fondo schiena…che salendo le scale mi oscilla davanti agli occhi, ma è bello soprattutto per la sua espressione, anzi le sue espressioni, che ormai mi si sono fissate in testa

ogni tanto Lui si gira,

ma io non scompaio

al massimo arranco

 

a volte arranco mentre mi parla guardandomi negli occhi

o quando mi guarda senza parlarmi, e io senza guardarlo lo vedo

 

tutto sommato però questa cosa di arrancare mi sembra un punto cruciale

vitale…e non solo come dinamica relazionale

anche con le cose…le passioni ad esempio

appassionarsi a qualcosa vuol dire arrancare, almeno all’inizio

 

con il principe ho arrancato tantissimo per riuscire a costruire degli argini che permettessero di canalizzare, indirizzare, addomesticare la valanga di emozioni che sentivo dentro

fosse mai che a qualcuno di quelli che legge dovesse capitare… mi preme specificare che la valanga emozionale nel caso di un incontro nato virtuale può forse più probabilmente travolgerti, rispetto ad un incontro nato reale, per via di quell’ancoramento alla realtà che fatichiamo a mantenere (ok scusate parlo al plurale…anche se forse dovrei tornare al mio personale singolare)

ma forse la considerazione più giusta da fare…e non solo riguardo le valanghe emozionali e gli incontri della vita…ma proprio in generale…è che dipende dall’intelligenza (emotiva) delle persone coinvolte…

molto spesso è così: una cosa va bene o va male (è giusta o sbagliata) se viene fatta bene o male (giusta o sbagliata)

ora certo questo ragionamento se distorto può diventare una legittimazione ad una sorta di libertà d’azione cieca

no…alcune cose stanno fuori da questo confine

alcune cose sono sbagliate o giuste a priori

ma tutto il resto, quello che sta nel mezzo, trova un significato particolare ogni volta diverso

siamo tutti uguali (abbiamo tutti un naso, 5 dita… mi viene in mente Miracolo a Milano), ma anche tutti diversi

ma sto divagando

siccome (almeno) questo post non parla del principe…torniamo alle scale

 

siamo al 5°…nina non ce la fa più, inciampa e torna indietro di qualche gradino

me ne accorgo (anche se non mi giro)

la riacchiappo e arriviamo finalmente al sesto

entriamo in casa

si è trasferito da poco

siamo amici e ci tengo talmente tanto alla sua gentile amicizia che non rovinerò tutto col sesso

più ci frequentiamo e più capisco che devi scegliere: o sesso o amicizia

NON O SESSO O AMORE…che è la più grande stronzata detta da quando l’uomo ha iniziato a (stra)parlare del sesso… e cioè dalla fine del XIX secolo… su questo scriverò un post perché tra le tante cose studiate mi sembra proprio una questione cruciale

 

la casa è luminosa ovviamente, io e nina ci mettiamo sul divano, mentre Lui sbriga un paio di faccende

ancora tutto è sottosopra

ma dalla mia posizione intravedo nella stanza oltre l’ingresso, la cucina

non ho gli occhiali quindi mi alzo per andare a vederla

una volta davanti, la riconosco

è la stessa che ho scelto io

sento una stretta al cuore

(ancora?)

col mio ex la storia era finita anche molto per via della differenza di gusti che col tempo si era aperta tra noi, una voragine quando decidemmo di comprare casa assieme (cosa che appunto non è  mai avvenuta…non siamo riusciti a trovare una casa che piacesse ad entrambi…detta così sembra una stronzata, ma non lo è)

(ecco anche sul gusto vorrei scrivere qualcosa)

 

quella stretta al cuore mi spingeva a girarmi per correre da Lui

ma non l’ho fatto, per due ragioni:

quella cucina, anche se è casa sua, non l’ha scelta Lui (ma poco importa…un segno del destino è una stretta di pancia, non c’entra il ragionamento…)

bisogna imparare a fidarsi delle proprie emozioni, così da viverle fino in fondo, senza scappar via a cercare riparo (magari tra le braccia di qualcuno)

 

Ho deciso di provare a fare un esperimento con tinder

di cui scriverò una volta concluso

temo quindi di dovermi assentare per un po’ dalla mia bacheca wordpress

 

sarà credo interessante e divertente

ma ci vorranno almeno un paio di settimane

 

la canzone che posto di seguito non ha nessuna attinenza con il riquadro descritto

era un po’ che non mi capitava di ascoltarla

poi l’altro giorno, non ricordo dove, mi è comparso sullo schermo l’album… illmatic (ho così scoperto che  esiste il seguito…stillmatic, ma non è bello come il primo…)

 

anyway

 

Represent è la più bella di illmatic

mi piace

per questo la posto

(anche se non c’entra nulla)

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=QKYkDwzi-FI&w=420&h=315]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Categorie: About me

Riquadro 1 (donne al volante)

d’improvviso… un istante, ma anche un’eternità

ha la mano dx sul voltante, le ruote girano verso sinistra…d’improvviso vuole fare inversione, nonostante il monito della linea continua, senza soluzione di continuità
siamo di fronte all’istante in cui decide che le serve anche una mano sul cambio…evidentemente non è automatico, nonostante le dimensioni del suv possano lasciarlo immaginare e invidiare (è comodo, non so se avete mai provato, poco exiting ma comodo)
decide che deve scalare…mettere in folle, decide che forse venirmi addosso non le conviene

quindi passerà la destra sul cambio, e sul volante la sinistra, inerme già da un po’ a confermare un atteggiamento disinvolto alla guida. Solo confermare però… perché la disinvoltura in realtà (forse nei confronti della vita stessa di cui la guida automobilistica rispecchia aspetti fondamentali) è preannunciata molto prima al nostro sguardo dalla disinvoltura attraverso cui questa quasi-non proprio-aggraziata-giovane-signora trangugia (ma mai del tutto, più che altro continuativamente) un fantastico chewingum.

siamo una di fronte l’altra, seppur secondo una prospettiva trasversale alla strada: lei vuole fare inversione, io nel senso contrario passo sulla corsia di sinistra preparandomi a girare al semaforo

potrebbe sembrare un quadro, nel senso che non manca niente, cioè un quadro ben fatto e ben costruito, in tutti i suoi elementi e su tutti i suoi livelli narrativi

una scena, non una fotografia

un fotogramma che racconta più di un’immagine ferma.. racconta cosa succede in quel momento, ma ci dice anche qualcosa su quello che succedeva prima e suggerisce anche magari qualcosa di quello che succederà dopo quell’immagine in scena

è pomeriggio, c’è il sole ma non si muore di caldo, sono in ritardo

dall’alto del suo sedile la giovane donna è impassibile, potrebbe essere in ritardo anche lei, ma non lo darebbe comunque a vedere

io tiro dritto, è verde

l’incrocio di sguardi è inevitabile

la giovane donna rimane impassibile, mi vede ma il suo sguardo trasogna altrove, laddove il chewingum la sta portando

dietro di lei si percepiscono sullo sfondo un parco, la fermata dell’autobus, i passanti e quelli che aspettano…a me sembra che tutti guardino la donna e il suo chewingum

il chewingum ha un ruolo importante, è il centro della prospettiva e del movimento del quadro: se si osserva bene, la traiettoria del movimento delle due macchine include, al centro di un cerchio immaginario, le nostre espressioni facciali: la sua è quella che cattura l’attenzione di chi osserva il quadro, la mia invece è quella in cui l’osservatore si identifica, cioè è quella soggettiva, mentre il chewingum appunto rappresenta l’oggetto da osservare

la disinvoltura cattura sempre l’attenzione

e così la sua, anche solo per un attimo, la mia, poi svolto

 

se mi fermo un attimo e dall’esterno osservo questa scena, scopro subito che a me manca esattamente qualche dose di quella disinvoltura da chewingum

solo qualche dose, perché un sovraddosaggio non fa mai bene, a nessuno…la quasi-non proprio-aggraziata-giovane-signora ne è una prova vivente, ma mi ricorda appunto che in quantità modica non mi farebbe che bene

È agosto, nonostante non lo sembri a guardare la scena (e nonostante non lo sembrasse neanche allora a viverla)..

Indosso una gonna…ma non mi piace

cerco di dimenticarmela anche se non ci riesco, chissà perché ho scelto proprio quella…sono piena di gonne, anche se solitamente non ne metto

in quell’istante di incrocio di sguardi riesco però a dimenticarmi della gonna, del ritardo e del mio appuntamento (sono molto agitata a riguardo)

strano… l’unica cosa che mi riesce a distrarre è l’espressione di questa qui

 

poi col tempo c’ho ripensato

e mi sono rimessa davanti a quel quadro parecchie volte ad osservarlo

poi un giorno ho capito…

 

era una premonizione, se l’avessi colta forse l’appuntamento sarebbe andato meglio

(più disinvoltura da chewingum…)

 

Allora una volta c’ho provato

ho provato a vedere se riuscivo a recuperare qualcosa che sentivo di aver perso quel giorno, a quell’appuntamento,

quindi c’ho provato

ho acceso  tinder apposta per fare questo esperimento

-cioè davvero magari il mio è solo un problema da mancanza-di-disinvoltura-da-chewingum-

 

ho scorso molti profili, prima di trovarne uno che sembrava piacermi senza troppe remore, cioè di pancia

mi metto così a chattare con Alberto,

poche chiacchiere, più chewingum

ci siamo visti quella sera stessa

(e sto parlando di sesso)

 

poteva essere la cosa giusta da fare

di quelle che ti liberano dalle paure, e che ti fanno sentire libera

ha funzionato?

è stata una serata piacevole, che ricorderò con piacere, benché non sia stato l’appuntamento della vita

diciamo che per funzionare non serve solo disinvoltura da chewingum (ma cmq serve!…è stato forse l’appuntamento senza impegno migliore della mia vita)

serve anche la persona giusta che sta aspettando a quello stesso incrocio dove anche tu ti sei fermato, aspettando di svoltare

basta un incrocio di sguardi che ancora non si conoscono, ma che in qualche modo e per qualche strana ragione già si sono riconosciuti,

cioè al limite bastano due donne diverse, una di fronte l’altra per un attimo, a restituire equilibrio e senso al quadro

basta un incrocio di sguardi per ricordarti chi sei, cosa facevi prima, e cosa vorresti fare dopo

e così superare le tante bufere della vita

 

in questo il sesso non c’entra

 

 

 

 

Blizzard, l’album di Fauve, ha rappresentato, con il principe, l’altra grande ispirazione che mi ha portata su wordpress

 

[vimeo 64874264 w=500 h=281] <p><a href=”http://vimeo.com/64874264″>FAUVE ≠ BLIZZARD</a> from <a href=”http://vimeo.com/nokipowlonski”>noki Powlonski</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Categorie: About me

sessoinchat (Tizio2)

Tizio2 è fidanzato e deve essere una storia importante credo, anche se non gli ho chiesto molto a riguardo

nonostante sia fidanzato, se si presenterà l’occasione, lo conoscerò
cioè con lui non mi faccio problemi perché è stato tradito (da poco), quindi in questo caso l’empatia di genere va a quel paese

NON SI TRADISCE

mai, in nessun caso e se succede di certo non ci si scarica la coscienza raccontandolo al partner
se ci si fa scoprire…allora proprio non bisognava tradire…o magari sì, nel senso che se ci si fa scoprire, in fondo forse si voleva mandare a quel paese la storia
ma per concludere una storia non si tradisce!

anyway

Tizio2 quindi non mi farei problemi a conoscerlo facetoface

e comunque abbiamo già fatto sessoinchat….

con lui però è stato diverso (rispetto a Tizio1)
cioè con lui la storia condizionale/indicativo è stata al contrario, proprio diametralmente
cioè Tizio2 ha iniziato la chat all’indicativo, raccontando cosa gli piace fare nel letto con una donna…
progressivamente con il racconto che si faceva più stringente, è passato al condizionale per raccontare cosa “gli piacerebbe fare con me nel letto”

nel suo caso è il condizionale che fa scattare un certo meccanismo…che apre un nuovo scenario…come essere approcciati molto gradualmente fino a quando ti riconosci nel piacere di chi ti sta accerchiando

non so, forse l’empatia per il fatto che è stato tradito, misto al fascino che il suo profilo fb suscitava in me
comunque anche con Tizio2 mi sono coinvolta
è stato forse meno -vero e proprio sessoinchat- rispetto a quello con Tizio1, ma mi ha coinvolta di più

ecco poi questo tipo di meccanismo mica scatta con tutti quelli con cui mi capita di  scrivermi

e di gente che scrive porcate è pieno

il sessoinchat paradossalmente non ha a che fare con le porcate

(ma chi l’avrebbe mai detto??)

a seguire i desideri si scoprono cose nuove…cioè tipo si cresce? ma solo se sei disposto a metterti in discussione…e sul serio…tipo sennò impatti

cioè tipo quando tradisci…

cioè seguire un desiderio mica vuol dire tradire, anzi vuol dire rischiare…tipo lasciare il vecchio per il nuovo, ma senza mischiare il vecchio con il nuovo

certo bisogna imparare col tempo a saper distinguere i desideri dalle ossessioni, e concentrarsi sui primi

(tutto il resto è noia…)

 

questa settimana sono stata in giro per il centro italia

e siccome le vie di mezzo non mi dispiacciono sono pure passata da roma già che c’ero

è una città con cui ho un sacco a che fare

è stupenda

e poi oggi (cioè ieri) c’era un sole pazzesco

io e nina ci siamo godute villa borghese

ecco poi ovvio già che c’ero ho pure acceso tinder… (con la scusa del blog…)

 

non ce n’è…più scendi e più il calore (umano e meteorologico) permette alle persone di essere meno complicate

e forse anche più serene

questa osservazione non c’entra niente col sesso

molto di più con un bel ragazzo e un piatto di rigatoni a mezzanotte

(roma di notte è ancora più bella)

 

eviterò l’ennesimo aneddoto sul principe, anche se continuano ad agitarsi nella mia testa ricordi e premonizioni…msg subliminali… e anche se mannaggia l’astinenza non funziona…cioè forse, Principe, la mia per te non era neanche una dipendenza…e neppure un’ossessione…per quelle l’astinenza funziona sempre…cioè forse era proprio l’occasione giusta, cioè non basterà l’astinenza a farmi dimenticare quanto sei stato cretino tu prima, e scema io dopo

ecco per perdonarmi, perdonarti (e dimenticarti) sì per quello ci vorrà (temo) molto più dell’astinenza…

 

[vimeo 36772208 w=500 h=281] <p><a href=”http://vimeo.com/36772208″>In my place – Coldplay</a> from <a href=”http://vimeo.com/user10436503″>Farid Sediqiani</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

 

 

 

 

 

 

 

 

Categorie: Pensieri

io e il blog (part2)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=KYfNaL9lODs&w=420&h=315] 

 

ci sono altre ragioni che mi hanno spinto a scrivere questo blog, oltre quelle dell’ultimo post sull’argomento (http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/11/05/io-e-il-blog-part1/), ragioni più generali, meno specificatamente tarate su tinder o sul principe

una volta ero a bere un aperitivo con uno conosciuto su tinder, incontrato una volta, mai più visto

ad un certo punto, non ricordo come c’eravamo arrivati, parlavamo di scuola…forse partendo dalle proprie esperienze personali, fatto sta che ad un certo punto gli chiedo: “ma secondo te, se una classe di bambini è indisciplinata, di chi è la colpa? Dei bambini o del maestro?”

“ovviamente dei bambini (hai presente le famiglie al giorno d’oggi?)…ai bambini bisogna insegnare l’educazione…”

ecco non l’ho mai più visto…

credo che sia troppo facile prendersela con dei bambini, e toppo banale con le famiglie…siamo figli del mondo, e quindi dovremmo impegnarci a costruire relazioni elettive oltre che parentali (a tal proposito…se avete voglia andate a leggervi almeno la prima parte di questo articolo: http://www.liberascuola-rudolfsteiner.it/main/home/main.asp?mode=m3&ida=155)

ci vuole davvero un po’ più di tenerezza nella vita

e ci pensavo ieri, perché ero in giro con nina…che già è cucciola, poi è proprio pure bellissima

(ma davvero è un fenomeno impressionante…ogni giorno ci sn almeno una decina di persone che ci fermano per fotografarla)

e pensavo: cacchio sei proprio tenera nina

e sembra una cosa rara… la tenerezza

ci pensavo mentre mi incamminavo verso il bar, per un bicchiere di prosecco, in solitudine dopo il lavoro

ma ovvio da quando c’è nina, è difficile farsi i cazzi propri

al bar c’era sto tizio, un giovane ragazzo, gentile e timido mi sembrava, che con un amico beveva una birra, e saluta nina. Lo rivedo fuori dal bar, mentre si accende una sigaretta. Gli chiedo da accendere, e così inizia a parlare mentre accarezza il cane (che per ora ancora non cammina in giro…e se ne sta dentro la mia borsa)

quindi questo ragazzo mentre fuma mi fa tutto un ragionamento sulla tenerezza che, mentre lo fa, penso “lo devo scrivere nel blog”, e allora improvvisamente mi faccio più attenta, ribatto per cercare di capire meglio il suo pensiero

che credo sia più o meno questo:

cioè lui teorizzava circa l’esistenza non solo della tenerezza come sentimento generico ma proprio come oggetto concreto, cioè come reazione ad un preciso tratto stilistico della natura che serve a favorire legami di protezione (e qui si torna alla questione del maestro)

e forse è anche vero credo…tipo in natura i cuccioli di una specie fanno tenerezza anche ad altre specie… tipo esistono le adozioni tra specie diverse…

finisco la sigaretta e lo saluto:

“ciao bello” (ma da dove mi escono fuori certe espressioni? Non sono una tipa da -ciao bello- eppure non poteva uscirmi meglio)

vabbuò (che è un’ottima traduzione per anyway)

solitamente dopo il bar mi incammino tornando verso l’ufficio, e mi fermo per fumare sul ponte mentre guardo i treni che passano

ieri sera invece ero in ritardo per un appuntamento con un’amica…e avevo la macchina di fronte al bar

-quindi fumo qua fuori senza arrivare al ponte- penso

mi son persa l’ultimo treno (adoro guardare i treni che passano…che vanno e vengono nelle due direzioni), ma ho guadagnato un po’ di tenerezza… perché alla fine sto tizio che parlava di tenerezza mi ha fatto tenerezza

cioè la tenerezza è una strada a doppio senso, è soggettiva ma anche oggettiva, è tenera nina, ma è tenero anche il tizio che si intenerisce di fronte alla sua tenerezza

cioè tipo tenerezza chiama altra tenerezza…

mi ha scritto uno sul blog e ci siamo scambiati qualche impressione sul dating online, quando gli ho raccontato che arrivava nina ha risposto dicendo: “bello, ma è una grande responsabilità”

ecco appunto, la tenerezza favorisce la presa in carico di questa responsabilità, anzi è proprio la chiave per la riuscita di una relazione affettiva e pedagogica

la tenerezza credo sia il meccanismo più importante che a sua volta fa scattare l’(auto)ironia e così le relazioni fluiscono meglio, come ripulire un motore vecchio e incrostato

ma cosa c’entra lo spignatto nel mio blog?

(per chi non sa cosa sia lo spignatto cerchi su internet!)

ma lo spignatto è una questione di chimica e d’amore!

nel senso di “passione” (l’ultimo ordine online è aperto da un mese perché è una questione di precisione che solo con tanta pazienza puoi affrontare…amore e pazienza… rimandano ad un altro post… http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/10/13/amore-passione-e-tanta-pazienza/)

e nel senso di amore per il prossimo…divulgare qualche notizia sullo spignatto è una buona azione!

ecco credo che il mio blog abbia a che fare con questi argomenti: la pedagogia, la tenerezza e l’amore (per il principe e per il prossimo)

cioè non fraintendetemi, non voglio mettermi in cattedra

anzi in cattedra ci metto semmai le esperienze, mie e altrui…di chi voglia raccontarle (quindi non chi, ma cosa)

l’amore per il prossimo non è il mio amore per gli altri, ma l’amore tra le persone… i modi di fare, pensare e sentire, come si intrecciano o si evitano tra loro, è una questione di chimica

come due elementi diversi che trovano in un certo momento, luogo, occasione, una forza attrattiva eccezionale che permette loro di mescolarsi l’uno nell’altro (come per lo spignatto…tipo l’emulsionante…ma non solo e tanto altro…più in generale la trasmissione di qualità tra sostanze diverse)…

o che so… come un abbraccio…

questa è una tematica ricorrente nella vita, anzi forse è proprio la vita stessa, la modulazione di questa forza attrattiva che interviene su di un foglio altrimenti per sempre bianco, o nero.

quindi col blog cerco di scrivere il mio pezzettino di foglio, scrivere di amore, amore per il prossimo attraverso uno sguardo che riesce ad intenerirsi per non cadere nella frustrazione che spesso le relazioni umane impongono

e infatti sembra che almeno abbiamo questa risorsa (doppia), e cioè di poter essere teneri e inteneriti allo stesso tempo

certo non sempre, solo quando scattano certi meccanismi, che non sembra proprio si possano controllare. Non c’entra niente il destino io credo, cioè si tratta di una cosa molto più oggettiva del destino che impersona una soggettività divina…

cioè a volte certe cose accadono e basta, e non bisogna spiegarsele, perché se lo si fa allora l’occasione elettiva finisce in tragedia (tipo se ci pensavo troppo nina mica la prendevo, oppure sceglievo la sorella… e non sarebbe stata la stessa cosa…invece mi sono fidata della sensazione…ed ho fatto bene… ho scelto la più sfigata, perché pensavo -magari non è troppo agitata- e infatti è bravissima)

 

spiegare è come voler invertire un ordine, tipo prima/dopo, causa/effetto, soggetto/oggetto, voler invertire l’ordine, ma mantenendo quella sicurezza che ci darebbe se lo seguissimo

cioè bisogna scegliere ahimè… l’onda o la spiaggia… (l’onda e la spiaggia insieme fanno tragedia, fanno impatto)

cioè bisogna farsi trasportare dall’onda invece che cercare di domarla coi piedi fissati a terra, ma la fiducia ahimè è una questione delicata, di vita o di morte, almeno per come spesso la viviamo.

oppure decidere di rimanere a guardare da lontano la mareggiata

in ogni caso ci vuole  davvero più tenerezza (e davvero più indignazione quando, venendo meno, si finisce in tragedia)

cioè può venir meno la rettitudine, la morale, la deontologia, la disciplina, il rispetto pure… ma se viene meno la tenerezza per l’altro (quando quello ha bisogno di noi) allora siamo finiti, evoluzionisticamente parlando (anche se l’evoluzionismo è stato sorpassato…)

fottuti…(e non parlo di sesso)

 

io quindi scrivo il blog per scrivere di queste cose

 

 

 

suono il pianoforte

fin da piccola…avevo 5 anni quando mi sono messa davanti a quei tasti (giganti per me a quel tempo)

forse è allora che ho sviluppato la mia ossessione per le vie di mezzo….cioè per via della sensazione che fosse dall’unione di bianco e nero (i tasti…le partiture) che veniva fuori la magia

 

in ogni caso la musica classica da lì mi ha sempre accompagnata

scelgo quindi due pezzi che ho passato anni ad ascoltare meravigliandomi all’infinito, ogni volta

quei pezzi che riescono ad ispirare malinconia e speranza allo stesso tempo

 

se penso a tutta la pioggia che è caduta…

vien voglia di saltare direttamente a dicembre (o di tornare a luglio)

ma non avrebbe alcun senso

anzi bisogna cogliere l’occasione e imparare a costruire degli argini (e questo per davvero…viviamo proprio in un paese del cazzo…cioè straordinario e peggiore ad un tempo)

costruire degli argini affinché l’onda possa infrangersi senza farci fuori,

 

cioè alimentarci più che distruggerci

 

(io sono ancora paradossalmente convinta che ce la possiamo fare…amore e pazienza)

 

<3

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=eH4oGJcCzdM&w=420&h=315]

 

 

Categorie: About me

diventare #mistertinder – seconda puntata (Marzia)

Di seguito riporto la seconda puntata che MisterT mi ha inviato l’altro giorno…

(nel frattempo è arrivata nina! la mia nuova cagnolina…e il tempo delle mie giornate si è ridotto improvvisamente…)

<3

nina

<3

 

Ma torniamo a #MisterTinder e alla sua seconda puntata

eccola:

“WHATSAPP… altra magica applicazione che ha abbattuto le barriere dei costi telefonici switchando sui dati internet tutte le spese che vengono generate anche dalla una più semplice relazione, che sia essa di amicizia, di fidanzamento o come nel nostro caso di ABBORDO ESTREMO 😉

Torniamo a Marzia…

E’ sera, dopo cena… e sono a casa seduto comodo sul letto con il computer sulle ginocchia a lavorare un’ po’ tra i miei excel e le mie ricerche su internet, ma completamente distratto e sempre più incuriosito dall’ educatrice conosciuta proprio su TINDER.

Le chiedo del suo lavoro che non è fisso ma a chiamata, non sapeva ancora come sarebbe potuto partire l'”anno scolastico”.

Le chiedo delle vacanze e delle sue preferenze tra divertimenti, hobby, città e locali preferiti.

Probabilmente anche grazie alla sua attività, noto con piacere che non ha particolari timori nel raccontare, anzi, la reputo particolarmente spigliata e trovo in lei quasi un senso liberatorio nel poter raccontare di sé ad uno sconosciuto, con  tono gentile, voce molto suadente, e ne sono decisamente compiaciuto…

Nel raccontarsi mi accorgo di avere proprio spazio per avanzare proposte e con disinvoltura allora le dico che quando ha voglia ed è disponibile si potrebbe andare a bere qualcosa e a fare un giro, avvisandola già sui giorni possibili.

Mi invia una foto di lei al mare e mi fissa per il DOPODOMANI…

QUI HO CAPITO… o se non ho proprio capito, ci sono andato proprio vicino.

La combinazione FOTO/DATA APPUNTAMENTO  ha aperto nella mia mente IL MONDO e non solo 😉

RIFLESSIONE IMMEDIATA SU TINDER.

1. La disinibizione è notevolmente favorita da TINDER.

2. Con TINDER la gente gioca.. e ha la possibilità di lanciare dei chiari segnali.

3. Tinder a volte può risultare uno sfogo psicologico per tutti i problemi e le ansie che sono magari più difficili da condividere con i conoscenti, e a costo zero grazie al WIFI e AI DATI inclusi nei contratti telefonici 🙂

RIFLESSIONE IMMEDIATA SULL’APPROCCIO TINDER

STEP 1. CUORE corrisposto (giudizio estetico superato)

STEP 2. Passaggio a conversazione su WHATSAPP

STEP 3. L’appuntamento reale

STEP 4. Conoscenza fisica e SVILUPPI DI OGNI GENERE.

______________________

Mi presento puntuale come un orologio svizzero, chiamo poco prima di arrivare giusto per avvisare e poter mettere a suo agio Marzia prima di scendere dalla macchina.

La vedo e la saluto come se ci conoscessimo da anni, sorridendo e dicendole che la trovavo bene dall’ultima volta alla cena di classe ( PROBABILMENTE una cretinata colossale ma a questo giro l’ha fatta ridere) e ci dirigiamo insieme alla ricerca di un localino dove scambiare due chiacchiere e bere qualcosa.

Ne beviamo 3.. e passiamo un’oretta e mezza… mi racconta per tutto il tempo delle sue esperienze passate e delle sue delusioni d’amore… ed io sorridendo continuo a dirle che avranno fatto sicuramente bene! 

Mi dice “Sciocco”… e uscendo dal locale mi domanda se avrei avuto piacere ad andare a fumare una sigaretta a casa sua… erano circa le 23:30…

Esco dal suo appartamento per tornare al mio, alle 4:00 del mattino…”

 

l’audio è stato scelto da MisterT, come per tutte le sue puntate

il remix…forse non è il più bello che abbia mai sentito di questa canzone

ma ne propone una versione davvero originale

(e cmq questa canzone… sempre bellissima…)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=dQv79KB9vMs&w=420&h=315]

Categorie: Mister T

io e il blog (part1)

 

perché? Cioè… come mai un giorno ho deciso di mettere su un blog parlando di quello che mi succedeva usando tinder?

cioè… perché una sera ho pensato che fosse interessante per me scrivere e per altri leggere queste storie?

 

1) l’ispirazione (ovvero le premonizioni e il principe)

 

la mia prima ispirazione è stato il principe, l’ho già ampiamente spiegato

credo che se lui non fosse stato la mia prima chat e il mio primo incontro, forse non avrei mai sviluppato questa ispirazione…

cioè la prima risposta da dare a questa domanda consiste quindi in quella valanga di emozioni, sensazioni e premonizioni che l’incontro con federico ha prodotto in me

una valanga che tuttora accompagna le mie giornate, un surplus emozionale che non sapevo dove mettere, come catalogare, ma soprattutto come impiegare dal momento che a lui quest’onda non l’aveva preso

cioè ero sola ad affondare

ho cercato di domarla quest’onda, certo non ci sono ancora riuscita

l’onda non si esaurisce, cioè è una vera ispirazione

anche se appunto è rimasta monca

cioè per quanto mi riguarda non sono riuscita a buttarmi senza paracadute

(che nel caso specifico era il suo numero di telefono, non ha mai voluto fornirmelo)

non ce l’ho fatta, forse proprio nel momento in cui riuscivo a intravedere uno spiraglio

ma poi… anche ora avessi capito (troppo tardi) che la cosa del numero era una stronzata,

ma cosa posso fare…

continuare a stalkerizzarlo?

ho sbagliato la mia scelta e basta (anche se è difficile ammetterlo)

in ogni caso ho fatto tutto da sola, nel bene o nel male, quindi me ne assumo la responsabilità

ecco la decisione di scrivere questo blog… che è stata un scelta progressiva, cioè non è che lo decidi e lo fai…diciamo che lo decidi e inizi a farlo… e vedi che succede, se continui oppure no…la decisione dicevo ha seguito lo svolgersi della storia del principe, nel cui solco si sono costituite le fondamenta del blog

nella storia del principe ci sono un sacco di cose importanti, tipo l’amore, la virtualità, le premonizioni… cioè quelle capacità che vanno oltre quello che ci si immagina di poter fare col proprio cervello, quando ci si lascia un po’ andare… tipo provare a fidarsi, ma non di qualcun altro…più che altro (tornare a) fidarsi delle proprie emozioni

e così visto che non ci sono riuscita col principe, c’ho provato col blog

e questa è la prima ragione

cioè proprio cosa mi spinge a farlo

forse quando finalmente me lo sarò dimenticato (il principe) potrò concludere anche le storie del blog

 

chissà… perché poi io ho anche una mia vita offline

cioè sfatiamo questo mito (dal pudore tutto italiano) che nel dating online circolano solo sfigati? Che siccome nella vita reale non riescono a racimolare incontri, ci provano davanti ad un computer

cioè sfatiamo questo mito dell’essere sfigati-out (cioè proprio come me) come la cosa peggiore al mondo?

(forse in realtà non è così male, visto che poi per crescere sembra che una delle cose più importanti e difficili da superare sia la paura del giudizio degli altri)

anyway

anch’io ho una mia vita offline

anche quella talvolta un po’ virtuale

d’altra parte da quando ho iniziato a usare tinder i miei incontri offline sono paradossalmente diminuiti, faccio meno la cretina in giro la sera ad attaccar bottone, ho scelto gli amici agli amanti, ho deciso che voglio comunicare on- o off- line, cioè in ogni caso, invece di parlare e relazionarmi senza comunicare per davvero

è anche per questo quindi che ho deciso di scrivere questo blog, per sfatare la polarizzazione reale/virtuale (anche la vita reale è un po’ virtuale, e mi piace raccontare quello che sta nel mezzo, e cioè le premonizioni)

 

anyway

 

2) il ragionamento (ovvero il problema della fiducia)

quella sera che decidevo se scrivere o meno questo blog riflettevo sul fatto che tinder mi sembrava risuonare questa corda… andasse a toccare questo fatto, del provare a fidarsi, un po’ per il genere di applicazione che è, un po’ per come è strutturata e un po’ anche proprio per come è organizzata la user experience… ma su questo ci si potrebbe scrivere un (inutile) trattato

ripartiamo dal fatto che anche la vita offline è spesso virtuale (cioè sono virtuali le percezioni talvolta, più o meno dipende)

per esempio quando avevo 14 anni (cioè il primo anno delle superiori) ho avuto la mia prima cotta

ora la prima cotta chiamarla così è una cosa orribile

si ok rende l’idea… ma non la esaurisce…

lui (chiamiamolo… fabio) era bello, già a 14 anni, molto probabilmente da sempre

un po’ tipo bellezza perfetta

ma non solo, c’era qualcos’altro, la percezione seppur virtuale (noi non ci conoscevamo direttamente… al massimo qualche battuta a qualche festa.. ma questo si perde nei miei ricordi) la percezione virtuale dicevo di una persona buona, ma dire buona non rende l’idea (anche se la esaurisce forse)

cioè -buona -poi sembra un’espressione buonista all’italiana

diciamo lo sguardo di una persona onesta… leale (a se stessa)…anche se si parla solo di un ragazzino

questa premonizione ha dovuto attendere un sacco di anni prima di trovare una rispondenza concreta

io e fabio ci siamo rincontrati una cosa come 15 anni dopo e siamo diventati amici, cioè ancora lo stiamo diventando…ci si conosce… pian pianino… che è l’unico modo intelligente per farlo

tipo un movimento lentissimo e millimetrico

ma ora posso dirlo, e non solo pensarlo: lui è esattamente come me l’ero immaginato

non mi aspettavo di rincontrarlo, figuriamoci così senza aspettarmelo, senza neanche ricordarmelo

che flash rivederlo mentre scende dalla macchina, mentre quell’altra prima valanga di emozioni torna fuori fresca come una rosa da sotto la coltre delle mie esperienze sedimentate

10 anni fa sono rimasta coinvolta in un incidente automobilistico, la botta in testa fu piuttosto energica, spezzò in due l’arco temporale della mia vita, prima/dopo…cioè risvegliandomi i ricordi che tornavano dal prima furono in gran parte filtrati (tipo filtro a maglia strettissima), tra quelli sopravvissuti fino al dopo (15 anni..) c’è quindi anche la valanga emozionale della mia prima cotta

cioè… nonostante la virtualità delle sensazioni dei miei 14 anni e della la prima cotta (cioè un amore vissuto nel silenzio dell’imbarazzo), 15 anni dopo, dopo un’emorragia cerebrale e conseguente coma indotto (dopo cioè chissà quanti ml di morfina a ripulire il mio cervello), un giorno di primavera me lo vedo là, uguale, cioè riconoscibilissimo con quell’aura attorno, precisa e identica a come la scrutavo dai gradini di quel primo anno di liceo mentre lui arrivava la mattina in motorino

(l’anno seguente cambiò liceo, e non lo rividi più)

a volte i ricordi rispuntano fuori così, all’improvviso

non pensavo sapesse di me, cioè non del fatto che mi piaceva, ma proprio del fatto che esistevo… e invece rincontrandoci ho scoperto che si ricordava di me, che sapeva chi ero, e pure il mio nome…

a me sembrava già di conoscerlo quando non lo conoscevo, come poi è successo per davvero 15 anni dopo, cioè lui effettivamente è davvero un po’ come me l’ero immaginato, certo non solo, ma anche, e altro ancora

 

cioè fidarsi è difficile (tipo col principe che al suo primo spiraglio sono scappata…è questione di tempistiche…poi certo lui che cretino il suo numero poteva anche darmelo…)

certo a lui molto probabilmente tutto questo non direbbe molto

ma a me continua e continuerà a sussurrarmi all’orecchio un’ispirazione d’amore

quindi per questo scrivo il blog

per via di quest’ispirazione che mi rende più coraggiosa nella sfida che lancio a me stessa, cercando di fidarmi delle mie sensazioni

 

3) lo stalker (ovvero perchè dovrebbero interessare le mie storie?)

ma perché la scrittura? E perché un blog?

al blog ho pensato perché una volta sono stata io la protagonista di un blog , ma non nel senso che lo scrivevo, piuttosto nel senso che qualcuno scriveva di me

avevo frequentato questo ragazzo per un po’, ma la cosa non era andata per via della sua gelosia OSSESSIVA (ora vorrei aprire una parentesi enorme sullo stalking…cioè in generale, non sugli uomini che stalkerizzano le donne, ma non lo farò qui sennò non finisco più)

cmq ad un certo punto ho tagliato corto e gli ho detto che non volevo più vederlo, lui è un attimo impazzito, e tra le altre si è messo pure a scrivere un blog su di me nel quale raccontava la nostra “storia” capovolgendo di segno la realtà…cioè la vittima era lui…

La scrittura serve quindi per rielaborare (o non rielaborare qualcosa)

cioè serve a tante cose, serve per (s)muovere, catalogare, o spiegare, rielaborare ma anche elaborare, spiegarsi o interpretare, ma anche per sbagliare, cioè scrivere vuol dire proprio “fare” qualcosa, trasporre un’idea su di un piano più concreto

cioè tipo: idee, parole, azioni

la parola è davvero l’unica cosa magica che abbiamo (l’ho già scritto qualche post fa) perché può trasformare un’idea in azione

 

“ma perché dovrebbe interessare la lettura di questo blog?” mi domandavo quella sera che decidevo se e cosa scrivere in un ipotetico blog su tinder

bè NON LO SO, mi dicevo, mi veniva però da pensarlo, da immaginarlo (da premonirlo?)

e poi ho provato a fidarmi di questa sensazione

 

 

quindi in definitiva perché mi sono messa una sera a scrivere?

 

Mi sono messa a scrivere pensando al principe

immersa in un surplus emozionale infilato in un blog

 

e da qui chissà dove…

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La canzone che posto è stata l’inizio delle rispondenze con il principe

è una bellissima canzone

e la dedico a tutte le persone coraggiose che non si lasciano sopraffare

 

 

[vimeo 49442252 w=500 h=281] <p><a href=”http://vimeo.com/49442252″>FAUVE ≠ NUITS FAUVES</a> from <a href=”http://vimeo.com/nokipowlonski”>noki Powlonski</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

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