Alta Infedeltà

 Alta Infedeltà o altra fedeltà?

 

A luglio ho passato tutti i giorni la pausa pranzo a casa, guardando Alta Infedeltà.
Più o meno così: ogni giorno apparecchio il tavolino davanti al divano e accendo la tv invece che il pc. Il caldo rende tutti più pigri.

 Chi ha letto qualcosa sul mio blog e si è fatto un’idea di come io sia fatta (spiritualmente intendo), non si stupirà scoprendo che l’unico canale che guardo in tv è real time (o quasi almeno).

 Ecco su real time all’ora di pranzo mandano in onda il programma “Alta Infedeltà”. Alta infedeltà a pranzo? In realtà è una programmazione strategica. Quando meglio ragionare di pancia se non mentre si mangia?


Alta infedeltà racconta storie realmente accadute attraverso interviste e ricostruzioni video che ripercorrono i momenti salienti delle vicende ante, post, in tradimento. Ce li troviamo tutti (tradito, traditore e amante) che raccontano ognuno dal proprio punto di vista la loro esperienza di alta infedeltà. il punto di vista dello spettatore è quello invece delle ricostruzioni video.


E così ho pensato che fosse arrivato il momento di parlare (anche) di questo nel mio blog. Ci tradiremo? Mi tradirà? Lo tradirò? In realtà non mi interessa molto. Mi interessa molto di più affrontare l’argomento in senso più generale, filosofico forse: economia delle relazioni.
Per affrontare l’argomento mi pare utile partire da un esempio, una storia di tradimento appunto, una storia vera, real, di alta infedeltà.

Lei
Non la conosco. So che è sposata e ha un figlio, si occupa di qualcoasa che ha a che fare con l economia. Prima di scrivere quest’articolo mi sono documentata in rete su di lei.. Ho letto qualche suo articolo sull’argomento economico, e da come scrive mi sembra una brava persona, appassionata al suo lavoro appunto.

Lui.
Lo conosco da una vita. Esce da un periodo infernale, durante il quale la passione per il proprio lavoro è diventata un privilegio. Non perché l’ha persa, ma perché anzi forse è stata la sua ancora di salvezza. Lui fa un lavoro importante, anche più importante di chi scrive di economia, ma sicuramente meno prestigioso, e però meno soggetto a velleità egocentriche di riconoscimenti formali che confondono la propria integrità: è professore di italiano alle medie.

Lui e lei si incontrano, non importa come, dove o perché. Importa invece che il destino, o semplicemente la storia, questa storia che racconto, li ha portati là, al primo sguardo che è stato un gesto di intimità assolutamente precoce.

Quindi succede che si riconoscono subito e finiscono per conoscersi, giorno dopo giorno, ora dopo ora, sempre di più. Partono schermati, e non solo per il fatto che entrambi hanno il cuore gia impegnato, ma proprio perché una cosa così di pancia e immediata li lascia interdetti.

Poi succede che un giorno lei lo sta osservando da lontano, ma non troppo distante: lui è rilassato e non pensa a niente, tiene gli occhi socchiusi al vento. Lei d’istinto prende il telefono e gli fa una foto, senza un motivo preciso, forse solo per trattenere il ricordo di quell’immagine rubata. Scatta una foto e la salva sul telefono: un gesto infantile che cerca di condensare il tempo nel lampo di una beatitudine.

Ma quell’istante incapsulato nel microchip della sua sim è pure troppo per lei, ha bisogno di salvarlo quel momento, ma anche di condividerlo, perché sennò che triste sarebbe la sua vita? E quindi condivide subito la foto, la invia a lui, cioè proprio scatta la foto e gliela manda su WhatsApp…così d’istinto, senza premeditazione, come a volersi liberare di un’emozione colma d’amore e di malinconia che proprio non vuole saperne di tornare indietro al mittente .

Immediatamente, al richiamo della notifica di WApp, lui si risveglia dalla beatitudine al sole e guarda stupito la foto comparsa ora sul suo telefono. E controlla il mittente più volte, ci mette un po’ a capire. Nella foto c’è proprio lui, ripreso in quello stesso istante, da lei. Alza lo sguardo, e la vede che già contraccambia il suo sguardo sorridendo. A lui vengono fuori due occhioni a cuore che mentre sorride si sente imbarazzato.

E da quel momento entrambi non capiscono più nulla, presi ormai da un vortice che non sanno dove li porterà. A tutti succede, succedono cose che vanno oltre tutti i piani e le regole che c’eravamo dati, le abitudini e i sentimenti a cui ci eravamo affidati. Qualcosa di più forte che non riusciamo a spiegarci bene, ma che sentiamo fortissimo. Qualcosa che ricalca con straordinaria precisione la dualità della nostra natura umana.

E quindi i due vanno oltre quello che la realtà gli offre, ci si buttano di testa, anche se appunto è la pancia a guidarli.

Lei fa fatica a ragionare, forse perché è impegnatissima e incasinatissima, o forse perché in realtà ha già capito  (quello che sapeva fin dall’inizio), e cioè che le cose col tempo cambiano: mai prendere una decisione confidando che il presente si possa congelare. Quindi lei sa cosa deve fare per onorare quest’unica vita che ci è concessa. Ma quale sia la sua decisione, o se l’abbia già presa, io non lo so.

Lui non ha figli, anche se è fidanzato da tanto con Laura. Che è la sua vita, quella banale magari, e ripetitiva, ma così reale, così vera. Così come il suo lavoro, magari ripetitivo e per qualcuno banale, ma così reale e vero…

Lui non ha figli e quindi forse questa storia d’amore precoce non lo manda troppo in paranoia. Che ci si tradisca, anche all’interno di una coppia solida e felice, dopo tanti anni, la trova una cosa abbastanza normale e comprensibile. Capita. Non è quello che lo sconvolge più di tanto. Non riesce però a spiegarsi di come gli sia successo di vivere qualcosa di pancia e liberamente. Lui non è proprio il tipo, mai stato. Vero esemplare di maschio calmo e serafico, indipendente e un tantino asociale, quanto basta per sentirsi fighi a sufficienza.

Mesi dopo, una sera a caso, a lui viene in mente lei. Sente come uno strano desiderio di contatto. Prende in mano il telefono, riguarda la foto che tempo prima lei gli aveva scattato e inviato. Un moto di calore percorre il suo corpo, e così decide di agire d’istinto, una strana decisione che nasce da uno strano desiderio che raramente l’aveva colto nella vita. Cioè le scrive:

“come va?”

(questo a me ricorda il principe che dopo pause interminabili di silenzi telematici mi scriveva un paio di monosillabi)

parte una chat infinita…..(e anche questo mi ricorda il principe)

quell’amore precoce ci mette un attimo a riaccendersi,

e la storia d’amore riprende il suo cammino.

Si ritrovano così ad avere una storia, sicuramente precoce ma stravolgente e ipnotizzante. Una vera storia d’amore, cioè proprio una storia. Una storia di Alta Infedeltà per entrambi.

Che tutto questo possa farli evolvere (o involvere) è una scommessa su cui nemmeno il destino ha ancora deciso come giocare. Perché loro corrono veloci, forse troppo, inafferrabili in ogni caso, anche al destino. Ma prima o poi dovranno fare i conti anche con la realtà che li separa.

Presto o tardi dovranno ragionare.

Come andrà a finire?

Quando il destino li raggiungerà, allora si saprà. Ma perché ciò avvenga servono 2 cose:
che i due rallentino
che il destino acceleri.

E se poi nel frattempo la realtà si sfracellasse dallo sfondo sopra i protagonisti… allora non ne sapremo più nulla.
Oppure sta per iniziare un percorso a lieto fine.

Più che altro questa storia sarebbe dovuta servire come esempio per parlare di tradimento ed economia delle relazioni. Ma poi la mia vena romantica ha preso il sopravvento e mi sono soffermata sul racconto.


E quando l’ispirazione passa si porta via la voglia di scrivere ancora.
Che poi questo è anche il principale problema del tradimento. Quando si tradisce sul serio occorre quantificare le energie, fare un bilancio di quanto si ha, di quello che si vorrebbe, e di quanto ci costa un volo pindarico di Alta Infedeltà in termini di calorie affettive e psichiche.


Il tradimento è una piccola variazione in corso d’opera, se diventa una storia d’amore occorre rivedere l’intero progetto: ho le risorse sufficienti? Nel senso: ho le risorse sufficienti (punto)?

Ma le risorse per riuscire a fare cosa? 

Sia che alla fine si scelga l’amante al marito, o viceversa, l’unica fedeltà essenziale è quella verso il nostro miglior destino. Insomma l’unica persona che non dovremmo mai tradire nella vita siamo noi stessi.

 

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Categorie: Alta Infedeltà

4 commenti

  • F.

    Ho la nausea. Questa è la sensazione che mi è rimasta leggendo il tuo post, e tu non c’entri nulla, nemmeno la storia che hai raccontato: è quello che mi rimanda questa storia che scatena questa reazione, segno che è stata ben raccontata, colpito e affondato.
    Mi sembra di rivivere la mia storia di qualche anno fa, una di quelle anomale che finiscono in qualcosa, cioè qualcosa finisce e qualcosa comincia, un periodo difficilissimo.
    Oggi vagavo tra recensioni di app inutili alla ricerca di qualcosa di diverso, pensavo di cercare qualcosa che non esiste e poi spunta questo blog e la tua “visione” di un’app che non ho il coraggio di scaricare perchè tutti la usano per “quello”, mentre io vorrei cercare altro ma temo di non essere creduto (o forse sono io il primo a non crederci?)
    Mi basterebbe un barlume di possibilità di incrociare persone così…e forse mi hai dato quella spinta che mi mancava.
    Grazie

    • Serena

      Grazie per il commento. E grazie anche ai protagonisti che hanno “ispiratato” questa storia. E grazie perché è un sacco che non scrivo e tu mi hai ricordato che invece devo prendermi il tempo e le energie per farlo. Il prossimo post sarà ovviamente a te dedicato <3 ...scarica subito l'applicazione e buttati 🙂 e se hai bisogno di consigli scrivimi!

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