Alta infedeltà 3: filosofia morale

In questa storia si sono strafiticati nel tempo diversi significati che ancora oggi ispirano…
tuttavia al centro di tutto rimane la questione di porsi o meno certi limiti
… e l’estenuante difficoltà a rispettarli.

(Forse) il solo modo di resistere alle tentazioni è assecondarle, direbbe qualcuno. O forse no… la cosa giusta da fare non è per tutti la stessa. Ogni storia di amori rubati è sé stante, ognuna con i suoi virtuosismi e i suoi precipizi.  Anche se poi il problema è sempre lo stesso: guardarsi negli occhi. Perdersi nello sguardo di una altro è un virtusisimo e un precipizio allo stesso tempo. Per i protagonisti di questa storia è un problema secondario però perché quest’amore rubato si alimenta di pochi sguardi. O forse è pure peggio… chissà com’è stato ad esempio incrociare lo sguardo di nuovo, un anno dopo.  

I presupposti erano quelli di una classica avventura che finisce male. Si spendono grandi parole e sentimenti e lo si fa troppo in fretta presi da un raptus, si tirano in mezzo “amore”, “futuro “e “fiducia” senza che vi sia alcuna base ragionevole su cui farlo, si tirano fuori dal nulla cosmico.

E infatti ad un certo punto è calata, sopra questa storia, l’ombra lunga e sottile di una grande delusione. Le delusioni segnano indelebilmente la nostra esistenza, anzi ne sono il motore. E non è poi tanto la delusione in sé, ma il pericolo di tutta una serie di cattive abitudini che da lì possono scaturire. Oppure si raccoglie il dolore e lo si utilizza per evolversi verso una forma migliore di se stessi. Le delusioni ci impongono indeorgabilmente l’urgenza di certi dubbi e certe ambizioni: a noi sta cogliere l’occasione oppure lasciarla andare. Le delusioni sono potenti, forse l’unica emozione che è in grado di cambiarci sul serio. Verso l’apice della loro potenza, iniziano ad esercitare una pressione talmente forte che è capace di rompere qualcosa dentro di noi.  

A Lei evidentemente l’ultimo anno della sua vita le ha dato un po’ alla testa, ha deviato dal percorso e non è riuscita a rimettersi in carreggiata…ha preso la tangente. Poi ha capito di aver sbagliato e così ha fatto marcia indietro (ma è una cosa che non funziona quasi mai): mettere da parte l’amante per recuperare l’integrità del focolare. In realtà.

Lei prendeva questa decisione sulla scia di un paio di avvenimenti:  

1) suo marito qualcosa sospettava e iniziava a farglielo pesare sul serio

2) Lui (l’amante) aveva deciso di tornare single  

D’altra parte la storia di alta infedeltà era stata fino a quel momento più che altro platonica, digitale visto che si sviluppava attraverso lunghi scambi su wapp. Eppure era una parantesi che aveva ormai attechito e rischiava di germogliare nella fantasia dei protagonisti. Lei comunque ha fatto quello che ha ritenuto giusto. L’infedeltà era durata davvero troppo, oltre…

Eppure Lei voglio dirti due cose: voglio dirti che invece sei libera, libera non solo eventualmente di lasciare tuo marito (questi davvero sono fatti tuoi), ma più che altro libera di essere te stessa al di fuori di quella comunità che ti ha cresciuto, ti ha formato e ti appoggia. Lo dico proprio in senso bio-politico: libera nel senso cioè di trovare nuove strade, nuove strategie, relazioni che compongano un diverso scenario di vita. Non è vero che non saresti niente aldifuori di quella comunità, anzi forse saresti per davvero qualcuno: saresti te stessa.  

Lui c’è rimasto di merda, non ha capito di aver sbagliato perchè tra l’altro ha fatto la scelta giusta…ma questo comunque non gli ha impedito di rimanerci malissimo. E’ filato via veloce, ha colto l’occasione per rimettersi in gioco. Invece di aspettare di trovare una nuova strada, ha subito deciso di intraprenderla. Insomma Lui è riuscito in quello che Lei non riuscirà mai a fare: ha chiuso la sua storia. Sì però alla fine non è riuscito a lasciarsi alle spalle anche l’ombra del suo amore rubato che ancora lo tormenta. E’ vero ha imparato qualcosa, e cioè che è meglio rimanere da soli se la relazione diventa troppo fragile, è questione di sopravvivenza. Però poi non ha seguito la lezione, e ha deciso di tornare laddove sapeva benissimo che l’avrebbe rivista…che cazzata!  

Nè Lei nè Lui in realtà hanno saputo sottrarsi, e hanno deciso di rivedersi. Entrambi avrebbero potuto evitare… entrambi avrebbero potuto scegliere di chiudere tutte le comunicazioni, ma proprio non ce l’hanno fatta. E a distanza di un anno, con una scusa che più banale non si poteva, hanno deciso di rivedersi.

Magari pensano davvero che l’unico modo di resistere alla tentazione sia assecondarla?   Sicuramente entrambi pensano di poter stare ancora una volta a galleggiare tra sogno e realtà, sospesi a fantasticare e giocare con le emozioni.

Ma per quale assurda ragione questa volta dovrebbe funzionare?

O almeno: per quale ragione questo atteggiamento ora dovrebbe portare verso un esito diverso?

Appunto quale ragione? Forse al limite solo una:  (solo) qualche volta l’ostinazione è il respiro affannato di un destino, quale che sia, molto complicato…  

Email this to someoneShare on FacebookTweet about this on TwitterShare on Google+

Categorie: Consigli di bellezza

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Share This