Alta infedeltà: giusto e sbagliato

pensavo di aver capito tutto, o almeno molto, di questa storia…e invece

ho sempre attinto alle trame di questa storia attraverso le parole di lui, in più mettevo l’accento solo su quello che ritenevo più importante io e così mi ero persa qualche pezzo.

Lei è ancora giovane e ingabbiata, e io ho sempre sottovalutato la gabbia che la imprigiona. “non prova a mettersi in gioco perché in fondo le fa comodo così” pensavo…

poi ieri sera mi è sorto un dubbio. I due si sono rivisti, con tutto uno scenario degno di un film. Lui mi ha raccontato un po’ come è andata, e questa volta l’ho ascoltato diversamente, captando nuovi significati.

Forse appunto mi sbagliavo ad inquadrare lei con quel ragionamento un po’ semplicistico che ributta tutto sulla pigrizia.

Tirare in mezzo la pigrizia è in fondo un modo pigro di cercare una spiegazione. Lei non ha trovato una soluzione comoda e di compromesso, lei non sta bene, per niente anche se resiste, ancora resiste. Lei ha imparato a crescere troppo presto e totalmente a sue spese. Ha saltato qualche tappa, e forse più di qualche…direi proprio a partire dalle fondamenta. Cioè c’è qualcosa che è mancato fin dall’inizio, e forse da prima ancora dell’inizio.

Ha oltrepassato il punto di non ritorno. Non si torna più indietro, si ripete. Ci sono quei due o tre avvenimenti della sua vita che hanno disegnato indelebile quella soglia. Non si torna indietro, si ripete, salvo poi fare un sacco di deviazioni.

Ma non si tratta di tornare indietro, di rimangiarsi promesse solenni, piuttosto di rimettersi in gioco verso nuove direzioni, ci vuole fatica, e paura, tanta paura. e certo anche coraggio: cioè tempo…

E allora cara Lei, visto che ieri i nostri destini si sono incrociati, almeno nella mia testa, voglio dirti altre due cose:

lo so…tutto quello che hai in testa è un centrifuga e mantenere l’unità psichica al sicuro è uno sforzo insostenibile, però almeno tu provaci, fallo: rimodella la tua vita sull’idea che hai sempre avuto di come sarebbe per davvero dovuta andare.

Boh… fallo per tutti quelli che non ce l’ hanno fatta o non ce la faranno, e fallo anche per me. Sono figlia del sistema “non posso farlo perché sennò va tutto a puttane” e posso giurarti che poi in ogni caso tutto va a puttane comunque, e quando sarai vecchio e stravolto dalla vita avrai questi rimpianti che ti consumano fino ad offuscarti. capirai, proprio mentre perdi cognizione, che non serviva a nessuno il tuo sacrificio, se non a te stesso per nasconderti.

E avrai qualche figlio al tuo fianco che leggerà questa storia nei tuoi occhi, senza capire perché hai rinunciato, riproponendosi con ferma convinzione di non fare gli stessi errori. Ma senza capire che invece quello è proprio il principio della stessa strada che hai percorso tu.

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