Brutti sogni (ma serena per davvero)

Ultimamente sogno un casino…cioè sogno tanto e faccio sogni incasinati

Nell’interpretazione più classica ogni persona oggetto o particolare di un sogno corrispondono a parti di sé. Tipo: sogni tua madre…in realtà stai rielaborando il tuo sentimento di maternità (o, diciamo ancora più in generale, la tua capacità emotiva di prenderti cura di qualcosa o qualcuno). Cioè nei sogni rielaboriamo le nostre emozioni dandogli vita in un mondo immaginario, ricomposto creativamente attraverso immagini e personaggi che popolano la nostra veglia. Insomma i conflitti interiori, le emozioni appunto, rivivono (o meglio noi le riviamo) nei sogni attraverso i conflitti “esteriori”.

Questa cosa freudiana ha uno spiccato collegamento con l’induismo perché anche nell’indusimo c’è un rapporto particolare tra il tutto e i molti che formano il tutto.

 

Anyway

 

 

Mi trovo in ospedale, lo capisco dall’odore soprattutto, ma anche perché mi trovo in una sala d’aspetto con una tipa dietro un vetro che chiama numerini. Per il resto non sembra un ospedale normale, è pieno di pubblicità, negozi, ristoranti. Io sono con i miei genitori per qualcosa che deve fare mio padre, tipo una visita, un intervento. Il clima è piuttosto agitato nella sala, ma io incredibilmente resto serena…

L’attesa è infinita, ma tipo ore per ogni numero. Le ore passano così, come le noccioline, una dopo l’altra senza accorgersi.

La tipa dietro al vetro è piuttosto folkloristica. Urla e si sente benissimo cosa dice a ciascun paziente….anche se ora non ricordo cosa esattamente, ma diciamo informazioni mediche personali. Io penso “caspita però alla faccia della privacy” ma non sono a disagio né spazientita, anzi quasi divertita…e serena, serena davvero.

Ad un certo punto la tipa dietro il vetro riceve una telefonata, si lamenta e poi lancia contro il muro il portatile, nel senso che davvero lo lancia, anche se però incredibilmente il telefono non si rompe, perché dopo un po’ squilla di nuovo.

Da una delle porte che affacciano sulla sala d’aspetto esce l’anestesista (come mai ma la riconosco? non so ma è proprio l’anestesista) una bella donna che si avvicina al bancone dell’accettazione, si guarda intorno (è una bella donna quindi si attira gli sguardi circostanti) e poi davvero inaspettatamente fa una cosa diciamo strana: si annusa ripetutamente le ascelle avvicinando il naso all’incavo, ma evidentemente non sente bene l’odore, o forse vuole sentirlo proprio bene, allora scosta la maglietta dal petto e ci infila il naso, in direzione sempre dell’incavo ascellare. Torna fuori dalla maglietta, quella blu dei dottori, e sospira soddisfatta. Questo mi ricorda un film, “un pesce di nome wanda”.

Che strano penso: siamo in un ospedale davvero strano, sembra un sogno…ma non brutto, perché in fondo io rimango divertita davanti a tutto ciò.

Solitamente in queste situazioni io tiro fuori il peggio di me, qui invece mi sento pacificata.

Finalmente è il nostro turno, ma la tizia dietro il vetro ci dice che dobbiamo aspettare il pomeriggio, evidentemente è molto che aspettiamo, ma non importa, sono ancora spensierata e allegra.

Qualche giorno dopo ci convocano per l’intervento. Arriviamo prestissimo, tipo che ci svegliamo nel cuore della notte per arrivare in tempo, ma poi dobbiamo aspettare ancora un sacco di ore. Un infermiere gentile ci porta nella stanza assegnata a mio padre e mi dice che se voglio posso dormire, effettivamente c’è un letto libero nella stanza.

Gli chiedo se mio padre deve mettersi in pigiama. “nono può infilarsi nel letto vestito” (-strano- penso) ma non sa tra quanto lo verranno a prendere per l’intervento… potrebbe anche essere nel pomeriggio.

Io sempre serena mi siedo sul letto di mio padre di fianco a lui e inevitabilmente mi addormento…

Vengo svegliata di soprassalto da un’infermiera che urla rimpoverandomi di essermi addormentata vicino a mio padre “è inaccettabile” urla (davvero urla), nel frattempo anche mio padre si era addormentato con me e il risveglio è davvero brusco per entrambi, ma io rimango tranquilla e le dico che mi avevano detto che potevo dormire lì. L’infermiera cattivissima quindi espode ancora di più e mi dice che non può essere vero…gli faccio presente che mio padre soffre di crisi convulsive e non deve essere svegliato in modo brusco…lei sbuffa…a questo punto però inizio a sentirmi a disagio, e le chiedo quale sia il suo nome. Ma lei si gira e mi dice: “no, non glielo dico”. Quindi mi incazzo, e le faccio una foto. Poi arriva uno della sicurezza che mi chiede di cancellare per favore la foto. E perché? gli chiedo, ma lui continua a dire che non è carino fare foto. Carino? A questo punto io sono incazzata. No non la cancello finché mio padre non uscirà di qua, io non la cancello.

 

 

 

Vabe insomma tutta un’esperienza molto contorta, quasi un brutto sogno se non fosse per due motivi:

 

  • io mantengo sempre la serenità e, a parte un po’ di incazzatura sul finale, non sento mai di avere paura
  • è successo tutto per davvero

 

Alla fine l’ospedale HSR per me è stato davvero un brutto sogno…e di ospedali milanesi ho ahimè grande esperienza…

Anche se, appunto, tutto questo non è stato un sogno, è successo tutto per davvero, così come descritto fin dai minimi particolari….

 

(e vabè che non faccio pubblicità a nessuno…ma in negativo sì, assolutamente sì…un po’ come al principe azzurro)

 

 

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3 commenti

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  2. Sognare è non soffocare nella notte. Io ad esempio sto male nella vita tutti mi urlano addosso perché non sono capace di ottenere quello che mi spetta, ho un’amica con cui convivo per sopravvivere insieme lavoro solo io e in più mi fa il cazziatone perché non mi pagano in tempo per pagare l’affitto. Lei non lavora. Io alzo la voce, spiego le mie ragioni, e di notte mi sveglio che non respiro. Non ricordo i sogni. Ho solo il cuore a mille. Vale

  3. Io sogno spesso che faccio cose che fanno soffrire la mia mamma. Cioè non mi perdono certe cose che le ho detto in vita. Non mi perdono di averla lasciata 2 anni da sola. Tu sai nulla del perdono? ho fatto una scelta sbagliata e ho attirato guai nella mia vita. In conseguenza del mio ragazzo che mi ha piantato dopo 6 anni per una depressione dovuta al fatto che si sentiva vecchio a 26 anni. Okay lo so non sei una psicologa ma dove potrei trovare un buon riferimento per capire i miei sogni?

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