C8-2 (riflessione)

Ripensando all’incontro con Stefano mi soggiungono alcune riflessioni…

Come già scritto nell’ultimo post, con lui s’è deciso di aspettare.
ma aspettare cosa?
ecco non lo so…credo però che sia “aspettando” che il “cosa” si scopre…cioè per dire che non si tratta solo di aspettare a finire a letto assieme.
quindi ecco tra un pensiero che tira l’altro sono giunta ad una riflessione sull’attesa…

quando avevo 18 anni sono partita insieme a due compagne di scuola per un fantastico INTERRAIL
avete presente?
anyway
in stazione centrale a milano prima di partire c’eravamo comprate un paio di macchinette fotografiche…di quelle usa e getta.
ancora conservo qualche foto di quel mitico viaggio…ancora così vivido nella mia memoria che invece ha perso gran parte dei ricordi per strada
(ecco per dire che le cose importanti rimangono)
alcune di queste foto sono dei selfie…ovviamente ho conservato solo le foto più belle….e solo i selfie migliori
migliori nel senso di riusciti…perché la maggiorparte fuoriscivano dal campo di ripresa.

ecco la riflessione sui selfie che poi si potrebbe estendere come riflessione generale su certi cambiamenti legati alla diffusione delle tecnologie digitali:
i selfie si sono sempre fatti….anche l’autoscatto di un tempo era un selfie. la novità quindi non è la pratica in sè, ma forse alcuni dettagli che al giorno d’oggi rendono questa esperienza piuttosto impregnata di narcisimo: la possibilità di seguire in diretta la ripresa di se stessi…cioè lo schermo che restituisce immediatamente al soggetto che si sta per rappresentare l’immagine del sé già rappresentato…
avete presente narciso vero?…quello che si specchiava ammirandosi nell’acqua del fiume finché non ci cadeva dentro… lasciandoci la pelle (ecco invece noi forse ci lasciamo le palle…cioè il coraggio… di vivere?)
ecco questi cambiamenti (la tecnologia digitale, la doppia telecamera e il narcisismo) hanno a che fare io credo con l’attesa e la distanza.
l’attesa e la distanza (non chiedetemi di cosa…a ciascuno il suo) sono due cose importanti da capire e coltivare nella vita per maturare e arrivare a vivere (come suppongo si debba) questa vita che ci capita un po’ per caso di vivere.
ricordo da bambina quando mi capitava di dover stare chessò seduta e ferma ad aspettare qualcosa o qualcuno….avevo trovato svariati modi per “ingannare” l’attesa (in latino gannire vuol dire anche scherzare….anyway)…osservavo forme e colori intorno a me….seguivo i disegni di un tappeto…o il paesaggio di un quadro…o le forme di un mobile…le currve, i ghirigori, i rilivevi e le sfumature…
poi sì ho sviluppato forme anche più paranoiche…tipo dire le parole al contrario…

io e C8 abbiamo deciso entrambi di conccederci reciprocamente il tempo dell’attesa….di cosa appunto non so, ma proprio una certa curiosità l’uno verso l’altro ci ha permesso di fermarci alla distanza giusta per iniziare ad osservarci
poi vabbè l’estate è l’estate e quindi se ne riparlerà a settembre (sì perché questo post è del mese scorso)
io nel frattempo sono partita un’altra volta, sempre con l’elisa. Abbiamo scelto Pag un’isola croata meravigliosa….oltre il divertimento. quest’isola è una piccola Ibiza….dove puoi trovare sia una natura ancora selvaggia sia tutto un turismo avanzatissimo di party notturni (e diurni)…
effettivamente io e elisa siamo state attratte qua dal Sonus (un festival di musica elettronica)…ma poi aspettando che iniziasse ci siamo distratte a fare alro…tipo osservare i paessaggi incredibili che molti scorci sull’isola regalano.
addirittura c’è una parte dove ti sembra di stare sulla luna…da provare…
quindi alla fine il festival è passato in secondo piano
mentre l’inquadratura è passata sulle spiagge, le cene e le stelle
ogni tanto dal telefono qualche segnale
qualche volta anche da stefano: “stefano ok”
buffo…ovvio “ok” sta per “okcupid” ma tutto sommato ogni volta che mi capita di leggere il suo nome dalla mia rubrica quell'”ok” mi piace proprio
e paradossalmente quest’ok riguarda più il passato che il presente…cioè anche il presente, ma non il futuro
il futuro è ahimè sempre “chissa”…il futuro non è mai “ok”, purtroppo non è mai al sicuro
però ecco ora il passato inizia ad essere davvero passato (e accettabile), e il presente diventa ok
cioè quest’ok riguarda forse più me stessa e i conti in sospeso
più a che fare col mio modo di pormi con stefano che non stefano in sè
più col fatto che il tempo è più forte di tutti
anche dei miei dolori
di tutte le rivoluzioni, belle o brutte

 

 

questa la posto perché Ste a luglio mi ha portato al suo concerto

Categorie: C8

5 commenti

  • Luca

    Aspettare cosa e “che roba”? Non è che adesso tutte le scelte nevrotiche devono essere compatite (o rese belle!). Scusa “ma che é?!”, direbbe una mia amica napoletana. Aspettiamo che la pasta alle vongole venga scotta, così vediamo cosa succede! <>, ‘Sti nevrotici milanesi! Mi pare davvero una trovata ottima! Così una poi, “nel tempo dell attesa”, come lo chiami tu, deve “ricorrere” ai ricordi del liceo, per cercare di stare minimamente a galla. Tuffi nel passato invece che nel futuro! Ragazza, bisogna correre! Occorre proprio correre, per distrarsi dalla “nevrosi milanese”. Magari evitando di correre proprio a Milano, che é super-inquinata. Ciao!

  • emy83

    cara serena,apprendo che anche tu quest estate eri nella favolosa isola di pag!un tale che mi piace era anche lui li a novaglia pensa!e proprio per ingannare il tempo in sua assenza,mi sono imbattuta nel tuo blog,e vincendo molte resistenze pensa,mi sono iscritta a tinder!fidandomi del mio infallibile istinto ho incontrato subito,di sera,fuori dalla stazione,E. da pazzi uno dice!non ci eravamo nemmeno scambiati il contatto facebook!(ma ci eravamo sentiti,mi piaceva la sua voce in un modo incredibile).era in vacanza in una località vicina alla mia…per rompere il ghiaccio abbiamo parlato dell’esosità della ztl…comunque e.carissimo,ho voluto trattarlo subito come una persona che conoscevo da anni…abbiamo fatto un giro,bevuto qualcosa…adesso io credo che se nn fosse stato lui non l’avrei incontrato…ma questo a posteriori.dettaglio:abita a 150 km porcaccia di una miseria…

    • Serena

      Che belle coincidenze! Pag-tinder-ilblog. noi due notti a Novalja e poi siamo finite in un paesino minuscolo bellissimo che si chiama Simuni..e siamo uscite un attimo dal casino. Bellissimo! Davvero c ho lasciato un pezzettino di cuore ❤️

  • Silviogiovanni

    Ho provato a seguire ciò che scrivi e, a parte un citazionismo picchio (un pò su Focault un pò sulla tua memoria), non si capisce proprio dove vuoi andare a parare. Giusto una domanda, si tratta di un diario-blog o di un esperimento letterario?
    Grazie

    • Serena

      1) intendi andare a parare con questo articolo o in generale nel blog? comunque mi sa che non lo so di preciso neanch’io (almeno per ora) sia nell’uno che nell’altro caso
      2) mah…direi che parodiedirelazioni è ad un tempo un blog-diario e un esperimento letterario

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