Lillo in discoteca

Qualche tempo fa mi ha scritto Lillo alla mail del blog

Il nome l’ha scelto poi lui

(“Per il nome vedi tu, Lillo, Maurizio, Alberto…… Basta che sia il nome di un comico che fa ridere!!)

La sua prima mail indicava solo un link:

Si tratta di un video molto carino e divertente… in linea con gli argomenti trattati sul mio blog

Incuriosita gli ho risposto domandandogli se qualche storia da raccontare ce l’aveva pure lui

E così Lilllo mi ha mandato questo racconto:

 

“Ecco una storiella: vado con degli amici a riccione x il fine settimana in discoteca. Solita serata beviamo un po’.. Conosco una ragazza (molto precisa ma carina) ci mettiamo a parlare fuori e poi decidiamo di andare a fare colazione, mentre andiamo al bar lei mi chiede che intenzioni ho con un tono che non mi piaceva, e mi dice che ci sono 2 alternative :

1. Ci conosciamo meglio questi giorni (mai visti prima pero’ ci piacevamo)

2. Facciamo sesso e non ci scambiano nemmeno i numeri..

Vista la situazione ho aperto subito la busta n.2 , e li’ lei mi dice “risposta sbagliata sei un deficiente!!” con faccia schifata..

Allora io senza perdermi d’animo dirotto il discorso sul fatto che ho fame e che devo assolutamente mangiare, cappuccini cornetti marmellate..

Andiamo al bar, lei parcheggia molto scazzata e si mette a parlare con le sue amiche che intanto erano arrivate  (mi guardavano un po’ così .. Non so cosa le aveva detto 🙂 )

Stiamo 10 minuti e riesco a convincerla (voleva lasciarmi al bar) a farmi portare dai miei amici per tornare a casa..

Appena in macchina, le ribadisco il concetto della busta n.2 (mi piaceva molto la storia della scelta sbagliata) e finalmente dopo molte resistenze si decide ad ” aprirsi ” ed iniziamo a baciarci a spogliarci, solo che le faccio notare che eravamo di fronte al bar dove c’erano le sue amiche, ma visto che faceva finta di niente ho continuato.. Le tolgo tutto! e lo facciamo in macchina a 2 metri dalle sue amiche (e altri 20) che mangiavano (fortuna per lei i vetri che si appannavano..)

Ci spostiamo, andiamo in un posto più’ tranquillo in campagna, ed abbiamo continuato bene, poi mentre mi accompagna dai miei amici mi dice che veramente era meglio non scambiarsi i numeri di telefono, perché le avevo fatto fare una figura di merda di fronte al suo bar, e le stavano arrivando chiamate e messaggi da un po’ troppa gente che l’aveva vista prima. Allora rispettando la scelta n.2 fatta prima ci siamo salutati così come ci eravamo conosciuti.

Fine :)”

 

 

La morale della sua storia?

non la so (scrivere con precisione…o diciamo ora non ne ho voglia, sarebbe troppo lungo),

ma sicuramente riguarda le donne…

ognuno (anzi ognuna) può cmq facilmente risalirne il senso…

 

Anche la canzone è un suggerimento di Lillo:

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=te2FtMFsSrI&w=560&h=315]

L’ineluttabilità è la scusa dei mediocri [cit]: Franco, Martino e il Principe 2.0

non so perché ma continuo ad associare due incontri fatti recentemente…

incontri che non c’entrano niente col sesso o tinder, ma che mi hanno catapultata entrambe le volte in una dimensione virtuale…

e cioè al di fuori del mio consuetudinario spazio di vita

 

ho conosciuto Franco che ha finito da poco di scontare tot mesi per stalking

e Martino, un homeless raccolto un paio di settimane fa al parco mentre pascolavo Nina

 

mentre inizio a scrivere questo post non mi è ben chiaro quale sia il collegamento fra i due,

ma per qualche ragione la mia testa continua ad associarli…

 

anyway

 

la particolarità della storia di franco sta fuori dal racconto…a latere…

cioè durante l’ora passata assieme, mentre appunto mi raccontava la sua storia, ogni tanto suonava il suo telefono, interrompendo il suo racconto

 

“ciao amore, ma sì! bevo il caffè e torno…tu intanto mettiti tranquilla a vedere un film, torno presto”

 

torno presto…dal tono si capisce che vuole rassicurarla

 

dall’altra parte del telefono c’è Lei che a lui è costata una condanna a nove mesi, alcuni dei quali scontati in carcere

 

(la cosa più interessante del suo racconto riguarda le giornate in carcere, gli ho fatto domande a raffica, ma non è l’argomento di questo post)

 

la cosa che stupisce è che la relazione tra lo stalker e la sua vittima non si sia conclusa dopo la condanna

si potrebbe pensare che lo stalker sia riuscito a mantenere il dominio sulla sua vittima anche durante l’incarcerazione

oppure, come vengo portata a fare dal racconto che mi sta facendo, che l’episodio giudiziario sia solo uno dei tanti passaggi di una relazione molto complicata…

 

questo per dire che se da una parte c’è uno che si becca una condanna a nove mesi per stalking, anche se forse non è proprio uno stalker né lei la sua vittima… non è che magari da un’altra parte quando lo stalking è reale questi dispositivi potrebbero non funzionare a dovere? un po’ come la questione della mia privacy sul nuovo dominio…

 

cioè la privacy funziona alla perfezione quando non serve a nulla

quando invece servirebbe funzionasse, magari non funziona

 

anyway

 

Martino invece è un homeless, cioè diciamo più che altro è un punkabbestia con cane appresso

Ma già dal cane capisci che non è il solito punkabbestia stereotipato
Si trascina dietro infatti Fatima, una labrador vecchia e buona che con Nina e’ andata subito d’accordo

 

Dormivano da una settimana (in pieno inverno) nel parchetto dietro casa

Gli ho detto: se ti serve qualcosa abito là, citofonami

Mezz’ora dopo diluviava…

È rimasto 4 giorni

Poi già ospitavo un amico che si è appena lasciato con la ragazza (rimasto homeless pure lui)

Sono stati 4 giorni di confusione

 

D’altra parte mi sono trasferita nella casa nuova anche se praticamente è ancora un cantiere

Quindi confusione per confusione…

 

Martino non è italiano, bensì austriaco

Non parla molto inglese e il mio tedesco fa schifo

Così più che altro rimanevamo in silenzio

Io facevo le mie cose, lui o andava in giro, o stava in casa a disegnare, per terra col cane

Un mercoledì mattina ha ripreso la strada

 

Ho tentato di capire un po’ della sua vita, ma la mancanza di un linguaggio comune rendeva la cosa troppo impegnativa per me che comunque ero presa dalla ristrutturazione in corso della casa.

A quanto ho capito lui (30 anni) ha una famiglia d’origine in austria che non vede spesso, ma che ogni tanto va a trovare. Credo che la sua sia una scelta di vita, non so però quanto ponderata, cioè quanto scelta…più che altro sembra uno abituato a vivere così…

 

Certo ad entrambi verrebbe da dire: ma ce la fate?

A franco: ma scusa quella prima ti denuncia e poi ancora che le stai appresso?

A Martino: ma scusa sei giovane, spigliato, hai imparato quanto la vita può essere dura, ma perché non uscire dal degrado?

 

Mi viene in mente il post di un amico di fb che finiva dicendo: l’ineluttabilità è la scusa dei mediocri

Oppure mi viene in mente il Principe 2.0 che c’ha riprovato di nuovo, a scrivermi (ancora?), dopo che di fronte alla mia onestà (non sono una pornostar) aveva già declinato. Mi ha riscritto di nuovo… (ma avrà capito il concetto della pornostar? mi domando mentre leggo)

 

“come sei messa tra oggi e domani?”

 

“stasera non ci sono, domani dopo le 2130”

 

“cmq te l’ho detto, secondo me sarebbe meglio lasciar perdere, ma se proprio vuoi vengo a sbatterti su quel tavolo”

 

(ero indecisa se riportarlo questo msg, ma d’altra parte questo è il Principe 2.0… il modo migliore per capirlo è leggerlo direttamente)

 

la scena alla bertolucci, la prima a cui mi ero sottratta, ammettendo di non essere una pornodiva…era decisamente più spinta di questa

 

d’altra parte, per evitare equivoci, l’ho ribadito:

 

“Io più di me stessa per come sn, nn ho da offrirti. Sigaretta, due chiacchiere, sesso. Una cosa normale insomma”

 

“dai sì lascia stare”

 

 

 

 

 

no ma tu sei squilibrato Principe 2.0

 

io preferivo quello reticente, timido che non ammetterà mai di esserlo, che  la timidezza gli si vede in ogni singolo movimento, quello che poi si lascia convincere, anche se lo fa sembrare una concessione, che non ha bisogno di scrivere certe cose (perché al limite, se gli va, le fa)

 

e scusami ma il tuo upgrade è assolutamente antisesso (nonostante le volgarità scritte in chat)…

 

frasi tipo “cmq io te l’ho detto che secondo me è meglio lasciar perdere”… non aiutano… e non hanno senso visto che sei tu che mi stai cercando, dopo che io sono stata onesta…

 

ma poi no… non è secondo te… perché questa (quella del lasciar perdere) è una riflessione che ho introdotto io con la mia onestà

 

se non sei capace di resettarti alla prima versione (e cioè di perdonare il mio pacco di settembre)

puoi evitare di stalkerizzarmi inutilmente?

 

 

 

 

 

Se poi ti venisse in mente che invece hai voglia di perdonarmi…

 

e visto che ancora non te l’ho detto:

 

 

scusa

 

 

la canzone non parla di scuse o pentimenti, la musica però descrive bene (almeno per me) l’emozione triste del rimpianto di non averci provato

una melodia semplice

 

accordi maggiori e minori in sequenza

senza fine

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=qlGQoxzdwP4&w=560&h=315]

Il principe 2.0

tra le varie tipologie umane incontrate su tinder mi  è capitato ultimamente di scrivermi con uno che sembra la versione evoluta del principe

Marco cerca qualcuna da “frequentare seriamente” (le parole sono sue)

ma non è la prima cosa che ti scrive

prima di arrivare infatti alla fatidica domanda “cosa cerchi su tinder?” la chat con Marco è stata piuttosto spinta

paradossalmente però, più gli davo corda e più la conversazione diventava meno erotica, e più intima e gentile

fino a quando non l’ha dichiarato: “cerco qualcuno da frequentare seriamente”

 

lo ripeto, lo riscrivo, perché ancora mi suona strano

 

alla fine pensandoci bene, più che la versione evoluta del principe, mi sembra quella speculare

cioè in realtà dicono la stessa cosa: (non) voglio

delimitano un campo entro cui dettare regole

(che mi sembra, tra l’altro, buona norma nelle questioni relazionali)

quello che credo sia fuorviante è voler stabilire da soli a che gioco giocare

cioè se vuoi giocare, per forza il gioco si sceglie in due…sennò sicuro uno dei due s’annoia…

ora il principe, nella sua versione 2.0 (quella alla bertolucci…) scoperta negli ultimi scambi di penna, aveva perso fascino ai miei occhi

tanto che quando ci pensavo, il suo volto ormai non riuscivo più a distinguerlo, nitido…

insomma stavo perdendo il fuoco (nel senso della messa a fuoco)

ma siccome l’ossessione evidentemente non è solo mia, e siccome quindi lui mi ha scritto di nuovo,

di nuovo mi sono vista nitido il suo faccino, rappresentato nel quadratino dell’avatar di fb

 

(quindi oook principe sei tornato nitido, non temere!

però verrebbe da dire: ti piace vincere facile…)

 

dopo il mio pacco di settembre qualche tempo fa, pentita, l’avevo ricontattato

ma la cosa si era richiusa di nuovo, con un nulladifatto…

cioè ricontattandolo dopo il pacco di settembre, ho ritrovato il principe aggiornato alla versione 2.0…quella da scenario erotico parigino alla bertolucci…quella che finisce in tragedia

(cheppppalle…. che poi quando le tragedie le vivi davvero mica sono così romanzate…mica tutti abbiamo una vita da cronaca nera o rosa…le tragedie di tutti i giorni e della gente comune non hanno tutti quei significati… è solo SFIGA)

 

perché cercare di infilarsi in scenari romanzati che finiscono in tragedia?

forse perché le tragedie di tutti i giorni sono mooolto noiose e cerchiamo di evadere?

 

anyway…la parentesi 2.0 l’avevo chiusa di nuovo, cioè in realtà l’aveva chiusa lui…

nell’ultimo scambio ci siamo invertiti…alla fine questa volta è stato lui a dirmi di no

cioè di fronte al principe 2.0 io mi ero dichiarata onestamente: “mi piace il sesso, anche se non sono una pornostar”

e lui molto educatamente aveva declinato: “allora no grazie”

 

(cmq anche per il principe 2.0 e i suoi squilibri non riesco ad evitare di nutrire grande tenerezza)

 

le parti si sono invertite compiutamente nel finale, con la mia risposta: “oook ciaociao”

 

a settembre (http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/09/16/oook-ciao-ciao-ovvero-la-fine-della-mia-dipendenza/) ero io che gli avevo detto “no guarda così non mi va” e lui “oook ciaociao”

era lui che aveva tentato di fare uno sforzo nei miei confronti (tipo portarmifuori a cena), e io non l’avevo capito, o forse solo non gli avevo creduto

mentre l’ultima volta è lui che non ha capito il mio sforzo nei suoi confronti (quello cioè di dare un’interpretazione accettabile della versione 2.0, cioè lo sforzo di seguirlo nei suoi contorti percorsi mentali)

 

cmq col principe sembra un girotondo, nel senso sia che continuiamo a girarci intorno (e questo dopo mesi inizia a sembrare davvero ossessivo) e sia che continuiamo a scambiarci di posizione

sarebbe bello però incontrarsi ad un certo punto

senza tanti fronzoli e fantasie

o spettri e paranoie

 

se disegnassimo i movimenti circolari reciprocamente compiuti per avvicinarsi e allontanarsi l’uno all’altra, verrebbe fuori un bel disegno

me lo immagino tipo un fiore con troppi petali,

o un balletto complicatissimo, ma delicato e leggero

 

 

 

nell’ultima settimana ho fatto tre incontri particolari e importanti

tra realtà e virtualità

(anche se il dating online non c’entra nulla)

 

Franco, appena uscito di prigione, scontati tot mesi per stalking

un homeless che ospito a casa mia per qualche giorno…cioè mentre scrivo si trova di fianco a me sul divano

una donna che chiamerò Paola, mi ha scritto all’indirizzo del blog

 

a ciascuno dedicherò qualche riflessione

ne voglio però anticipare una

 

con paola abbiamo una cosa in comune

 

l’idea precisa del momento in cui finalmente inizi a sentirti libera

quel senso di libertà impagabile

quando finalmente capisci cosa non funziona

quando inizi a sganciarti dalla paura del giudizio degli altri

quando finalmente ti accorgi che  di fronte a te non c’è nessuna platea

ma solo il tuo riflesso che cerca conferme nel tuo sguardo perso

 

e che perde tempo e tempo…

del tuo tempo

 

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=VIPkkKxRD2g&w=420&h=315]

 

 

 

 

 

domenica

 

mi ero ripromessa di non scrivere per un po’, per occuparmi di altro… sto preparando un nuovo dominio per il blog e ho iniziato il mio esperimento su tinder (di cui scriverò solo una volta concluso)

(oltre a fare  10000 altre cose che esulano dal blog e da tinder)

 

l’altro giorno tuttavia mi sono messa a scrivere…

 

 

mi sveglio troppo presto

cacchio non mi succedeva da un po’

ieri sera sono andata a letto tardi

ho visto un amico, insomma anch’io ho una vita fatta di incontri non virtuali

roberto ha un cane bellissimo

abbiamo fatto un lunga passeggiata al parco, aperitivo, poi sushi e tante chiacchiere

roby è uno che s’è fatto da solo nella vita, fin da piccolo

e siccome si è saputo prender cura di sé è uno che sta bene

e lo vedi per com’è col suo cane

un po’ come quelle cose che puoi scorgere quando osservi uno come guida

 

anyway

 

mi riaddormento, fino a mezzogiorno

ecco di riaddormentarmi davvero quello non mi succedeva da tantissimo

 

ottimo segno

 

a volte penso che a dispensare consigli sulla vita potrei passare per una che sta benissimo, che ha capito come affrontare le avversità…

 

mava

 

cioè, anche se a volte penso di averlo capito, questo in realtà non serve a nulla

perché poi c’è una parte di noi che i nostri ragionamenti mica li segue

sensazioni che vanno capite, cioè vissute

emozioni da addomesticare

 

mi sveglio a mezzogiorno con un senso di riposo addosso ormai dimenticato

ma questa è la sensazione più bella del mondo! penso

 

mi dò una mossa

vado a pranzo fuori

 

a casa di amici

in famiglia

 

ecco la famiglia è una di quelle cose che eventualmente puoi trovare anche dove non te l’aspetteresti

per esempio non nella tua, ma in quella di qualcun altro

 

insomma la famiglia è una di quelle cose che abbiamo scambiato per una cosa di sangue

quando in realtà è il frutto del superamento, della sublimazione, di certi istinti…

 

anyway

 

un po’ inizia a mancarmi la famiglia, dopo anni, anzi decenni (fin da piccolina) passati a pensare che la vita fosse il superamento di quei legami

ora scopro che quei legami mi mancano

ma che tuttavia non muoio se vengono stravolti dall’incedere del tempo e degli eventi

 

ma poi basta poco

io&nina siamo già una famiglia

 

anyway

 

il pranzo è un vero pranzo domenicale

di quelli che richiedono una mezz’ora di sonno sul divano subito dopo il caffè e la sigaretta

 

ma poi devo correre via di nuovo di fretta

devo impormi perché Fabio (il mio amico) non ha nessuna intenzione di alzare le chiappe dal divano

 

salutiamo e ce ne andiamo

devo andare in un’altra casa

fabio mi riporta alla mia macchina

mi metto alla guida

15 minuti dopo parcheggio e mi dirigo verso il 10 della stessa via

sono passati 21 anni dall’ultima volta che entravo in quel palazzo

 

sono venuta a salutare una vecchia amica, e la sua mamma invecchiata, ma che poi la vedi, la abbracci ed è sempre la stessa

io e federica per molte cose non ci conosciamo più, per altre da sempre

mi ha raccontato un po’ come se la passa

e poi c’è arrivata…al suo principe

 

ecco anche il principe è un concetto che puoi trovare dove meno te lo aspetti…nei pensieri di qualcun’altra per esempio

e assomiglia terribilmente a quello che ti frulla in testa a te

insomma il principe è davvero un concetto

oppure un momento, una fase, una curva a gomito per superare un valico

 

io la mia curva l’ho superata qualche giorno fa

 

gli ho scritto (al principe)

di nuovo (?)… sì…

avevo in mente quel nostro giovedì sera da recuperare

ma ci siamo solo scritti

(e magari prima poi scriverò nello specifico anche di questo)

 

non so cosa gli sia successo in questi mesi

fatto sta che federico è diventato un sex-addicted

anche lui??

e anche più spinto dell’originale direi

diverso…

diciamo…in stile -ultimo tango a parigi-

(cioè borderline)

WTF?

 

superare i limiti talvolta può essere un’esperienza avvincente che permette di scoprire scenari nascosti della propria vita (paradossalmente di rimanere ancorati alla realtà… ed evitare idealizzazioni…)

cioè un’esperienza importante!

e sono la prima ad esserne convinta

ma per riuscire a farlo bisogna aver ben presente dove stanno i limiti

 

non si fa in chat…

(cioè il sessoinchat è una cosa molto più banale..)

 

ma soprattutto per riuscire a superare i limiti, dal vivo e sul serio, bisogna saperlo fare… cioè per bene

insomma qualcosa in cui nulla è dato per scontato

come una torta

o chessò un ricamo

qualcosa che cresce e lievita oltre misura, ma senza scoppiare

 

o come un sorriso

 

(sembra facile sorridere

ma se è fatto sul serio,

allora è il frutto di un lungo percorso che ci ha permesso di evolverci

cioè superare noi stessi)

 

 

 

[vimeo 22917762 w=500 h=281] <p><a href=”http://vimeo.com/22917762″>Bryn Christopher – The Quest</a> from <a href=”http://vimeo.com/monumentmedia”>Monument Media</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

diventare #mistertinder – seconda puntata (Marzia)

Di seguito riporto la seconda puntata che MisterT mi ha inviato l’altro giorno…

(nel frattempo è arrivata nina! la mia nuova cagnolina…e il tempo delle mie giornate si è ridotto improvvisamente…)

<3

nina

<3

 

Ma torniamo a #MisterTinder e alla sua seconda puntata

eccola:

“WHATSAPP… altra magica applicazione che ha abbattuto le barriere dei costi telefonici switchando sui dati internet tutte le spese che vengono generate anche dalla una più semplice relazione, che sia essa di amicizia, di fidanzamento o come nel nostro caso di ABBORDO ESTREMO 😉

Torniamo a Marzia…

E’ sera, dopo cena… e sono a casa seduto comodo sul letto con il computer sulle ginocchia a lavorare un’ po’ tra i miei excel e le mie ricerche su internet, ma completamente distratto e sempre più incuriosito dall’ educatrice conosciuta proprio su TINDER.

Le chiedo del suo lavoro che non è fisso ma a chiamata, non sapeva ancora come sarebbe potuto partire l'”anno scolastico”.

Le chiedo delle vacanze e delle sue preferenze tra divertimenti, hobby, città e locali preferiti.

Probabilmente anche grazie alla sua attività, noto con piacere che non ha particolari timori nel raccontare, anzi, la reputo particolarmente spigliata e trovo in lei quasi un senso liberatorio nel poter raccontare di sé ad uno sconosciuto, con  tono gentile, voce molto suadente, e ne sono decisamente compiaciuto…

Nel raccontarsi mi accorgo di avere proprio spazio per avanzare proposte e con disinvoltura allora le dico che quando ha voglia ed è disponibile si potrebbe andare a bere qualcosa e a fare un giro, avvisandola già sui giorni possibili.

Mi invia una foto di lei al mare e mi fissa per il DOPODOMANI…

QUI HO CAPITO… o se non ho proprio capito, ci sono andato proprio vicino.

La combinazione FOTO/DATA APPUNTAMENTO  ha aperto nella mia mente IL MONDO e non solo 😉

RIFLESSIONE IMMEDIATA SU TINDER.

1. La disinibizione è notevolmente favorita da TINDER.

2. Con TINDER la gente gioca.. e ha la possibilità di lanciare dei chiari segnali.

3. Tinder a volte può risultare uno sfogo psicologico per tutti i problemi e le ansie che sono magari più difficili da condividere con i conoscenti, e a costo zero grazie al WIFI e AI DATI inclusi nei contratti telefonici 🙂

RIFLESSIONE IMMEDIATA SULL’APPROCCIO TINDER

STEP 1. CUORE corrisposto (giudizio estetico superato)

STEP 2. Passaggio a conversazione su WHATSAPP

STEP 3. L’appuntamento reale

STEP 4. Conoscenza fisica e SVILUPPI DI OGNI GENERE.

______________________

Mi presento puntuale come un orologio svizzero, chiamo poco prima di arrivare giusto per avvisare e poter mettere a suo agio Marzia prima di scendere dalla macchina.

La vedo e la saluto come se ci conoscessimo da anni, sorridendo e dicendole che la trovavo bene dall’ultima volta alla cena di classe ( PROBABILMENTE una cretinata colossale ma a questo giro l’ha fatta ridere) e ci dirigiamo insieme alla ricerca di un localino dove scambiare due chiacchiere e bere qualcosa.

Ne beviamo 3.. e passiamo un’oretta e mezza… mi racconta per tutto il tempo delle sue esperienze passate e delle sue delusioni d’amore… ed io sorridendo continuo a dirle che avranno fatto sicuramente bene! 

Mi dice “Sciocco”… e uscendo dal locale mi domanda se avrei avuto piacere ad andare a fumare una sigaretta a casa sua… erano circa le 23:30…

Esco dal suo appartamento per tornare al mio, alle 4:00 del mattino…”

 

l’audio è stato scelto da MisterT, come per tutte le sue puntate

il remix…forse non è il più bello che abbia mai sentito di questa canzone

ma ne propone una versione davvero originale

(e cmq questa canzone… sempre bellissima…)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=dQv79KB9vMs&w=420&h=315]

diventare #mistertinder

e’ passata solo metà settimana, ma PESANTISSIMA

sul lavoro mi sono incavolata di brutto, e ci sono rimasta malissimo (a volte le persone sono solo deficienti e basta)

oggi poi una collega è stata male (nulla di grave)… ma a momenti sveniva…le ho infilato le braccia sotto le ascelle e ho sentito il suo peso che cadeva…
per fortuna sono piuttosto sportiva, e in palestra un po’ di pesi li faccio

anyway (ne manca ancora metà…)

venerdì invece mi sono presa mezza giornata per andare in ospedale…
un ospedale che sta in un’altra città
mi devo operare (lo raccontavo un sacco di post fa http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/08/23/sorridere-nonostante-2/)

venerdì conoscerò il dottore che mi opererà, e capirò meglio come/quando/perché/per quanto

(un’operazione banale, ma importante… visto che poi l’ho già fatta e non ha funzionato)

anyway

questo post in realtà è dedicato alla prima puntata della serie di #mistertinder

(che si è gentilmente offerto di raccontare i suoi incontri)

ecco la prima testimonianza:

 

“Sono un uomo esteticamente piacevole, mi ritengo carismatico e con un sottile senso dello humor…

Lavoro tanto, mi relaziono ogni giorno con persone… parlo, racconto, incuriosisco, scopro, propongo,vendo o compro.

Sono single.

Mi trovo a luglio tra le mani una rivista con un articolo che parla di TINDER, fenomeno tecnologico del momento che sfrutta la geolocalizzazione per “GENERARE INCONTRI AL BUIO CON UN CLIC” oltrepassando così le tipiche barriere della timidezza umana.
Stimola subito la mia curiosità sia a livello professionale (comprendere al meglio il funzionamento del logaritmo che prevede i match con tutto ciò che ne compete), sia ovviamente sul piano relazionale di nuovi incontri.

Sarei un timido, ma la vita da tempo mi ha insegnato dei trucchetti per celarlo nel migliore dei modi…
scarico l’app sul telefono, configuro le impostazioni di base, scelgo accuratamente le foto e mi tuffo così tra i clic delle prime preferenze, mettendo in gioco la mia identità, celata comunque dalla riservatezza che l’applicazione ti fornisce.
Come Serena nel suo blog, io stesso utilizzerò nomi fittizi per privacy.

Passa un giorno prima del primo match… l’ipotetica chiave di lettura per l’utilizzo di questo nuovo mezzo per incontri… 
Conosco Marzia, un paio d’anni più di me… donna sportiva, alta e di bell’aspetto… dista una trentina di km da me, non mi ricordo di averla cliccata..
Porgo i miei saluti e esprimo il piacere per la sua preferenza nei miei riguardi e per rompere il ghiaccio sottolineo sin da subito il fatto di essere novizio sull’app e di essere incuriosito dell’a mio avviso senso BORDERLINE dello stesso TINDER.
Si presenta e mi saluta, è un’educatrice e prova innanzitutto a spiegarmi il genere di match che a sua volta DA DONNA riceve ogni giorno…
( avevo trovato il modo per comprendere velocemente da neofita che tipo di “concorrenza maschile” ci potesse essere e quali fossero le “strategie” di approccio utilizzate   ).
Parlo di CONCORRENZA maschile e di STRATEGIE perché MARZIA stessa mi fa intendere che occasioni di incontri e PROPOSTE di OGNI genere riempiono quotidianamente la sua casella di messaggi TINDER.
Eccitato da questa competizione che genera in me adrenalina, leggo con interesse quanto mi scrive e provo quindi anch’io a giocare qualche carta per trasformare il virtuale in reale…

CONSIDERAZIONI del caso

1) TINDER ——> app per creare MATCH – UOMO CERCA DONNA e DONNA CERCA UOMO

2) UN MATCH = Coscienza da ambo le parti che almeno ESTETICAMENTE entrambi hanno avvertito tra loro un interesse.

3) UTILIZZO DI TINDER NEL TEMPO. Una donna che utilizza Tinder da tempo è ben cosciente su chi può eventualmente incontrare, e quindi capace di fare selezione e probabilmente determinata su ciò che le può piacere, incuriosita inconsciamente anche dagli incontri con risvolti “piccanti” o “sfacciati” su cui comunque procede con una attenta selezione.
IDEM per l’uomo: comunque più cacciatore che preda, forse proprio perché la linea sottile su cui viaggia TINDER gioca proprio sul fattore disinibitorio, e sul ribaltamento dei ruoli.

Mi ritrovo dopo una serie di messaggi tra lavoro e tempo libero a “giocare con le parole” con lei… la leggo divertita.. mi chiede di me, si incuriosisce su ciò che faccio e dicendomi di aver notato in una mia foto un fisico sportivo mi domanda gli sport praticati…
Sono contento… col cellulare in mano faccio un sorriso… e quindi sono ora consapevole che ha sfogliato le mie immagini…

Prendo subito coraggio e le chiedo il numero, dandole il mio, per poterla contattare e andare a berci una cosa insieme nei giorni a seguire..
Un attimo di suspence e arriva il suo.. MATCH completato… viene così abbandonato TINDER e si prosegue su WHATSAPP, l’applicazione sdoganata per le comunicazioni, che non è rivestita del velo di imbarazzo che troviamo approcciando all’app della fiamma rossa.

..continua…”

 

la prima osservazione che mi viene da fare è che su tinder in realtà la preferenza per il genere è aperta: puoi cercare uomini, donne o o entrambi

la seconda: è vero! su tinder sembra che tutti siano più cacciatori di come sono di solito offline

la terza (ma forse più importante): #mistertinder è TIMIDO??

 

Io MisterT l’ho conosciuto,

certo non lo conosco bene, ma timido non l’avrei mai detto!

Sono rimasta bene e sorpresa quando l’ho letto,

prima sorpresa, poi bene

 

Questa nota di timidezza arricchisce la sua figura di un aspetto fragile (seppure abilmente celato) che suscita tenerezza ovviamente

 

 

Se aver conosciuto Mister T è stato fantastico (anche perché mi dà una mano con il blog)

è andata a finire che anche scrivere il blog è una cosa fantastica (e non solo perché mi piace un sacco farlo)

ma perché mi ha permesso di scoprire una cosa importante di lui che chissà (altrimenti) se e quando  avrei capito…

 

[vimeo 20087431 w=500 h=375] <p><a href=”http://vimeo.com/20087431″>Tiziano Ferro – Alla mia Età</a> from <a href=”http://vimeo.com/imperat”>Imperat</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

Mister T

Nell’ultimo periodo (il dopo-angelo), dopo aver riacceso tinder, mi sono accorta dell’aumento esponenziale di iscritti, e così dei miei match e delle chat…

cioè non avendo usato l’app per un po’,  l’aumento è stato evidente quando sono tornata a sfogliare profili (pratica che ho scoperto…combatte l’insonnia)

si è riformata così una lunga (pure troppo) lista di match e di chat appena accennate…

poi ho scremato…

di questa lunga lista tre incontri sono degni di nota, di cui due solo virtuali

anche qui inizierei dal fondo di questo percorso…

e quindi dall’ incontro facetoface

 

Mister T

è stato un incontro per niente banale, importante, anche se molto facile e bello…

un appuntamento importante da uno non importante lo riconosci (subito o tardi) quando ti rendi conto che ti stai divertendo, che stai bene senza doverti sforzare di fingere

con Mister T è stata questione di vicinanza fisica (quartieri limitrofi) e mentale (amicizie e interessi in comune)

dopo averlo paccato il we prima, per quello successivo l’ho pressato su wapp (quando, dove?) e sono andata a prendermelo sotto casa

c’è stato un ottimo equilibrio tra il mio voler far da cavaliere (anche se ho una macchina che cade a pezzi) e il suo essere uomo

bisogna riconoscere a Mister T un’abilità: mi ha offerto la cena.

non è una cosa che mi mette a mio agio quando gli altri pagano per me, e infatti è raro che un uomo ci riesca (ma anche un’amica, un conoscente, o per lavoro… si divide a metà, oppure offro io)

(io per lavoro mi occupo anche -molto- -soprattutto- di recupero credito… non so…questa cosa di sentirmi in debito non mi piace…neanche in credito, ma meglio che in debito)

il principe non ce l’aveva fatta, anche se c’aveva provato (e manco l’angelo…)

(cioè ero io che non l’avevo permesso…e forse perché non si era creata con nessuno dei due la complicità giusta, e anche se entrambi mi piacevano un sacco)

Mister T ha una vita complicata, un po’ come la mia anche se ovviamente diversa. Abbiamo entrambi da qualche anno superato una curva a gomito che ha cambiato direzione alle nostre vite.

Confrontarsi sulle reciproche storie di vite è stato quindi liberatorio

è stata una serata lunghissima e piacevolissima

siamo riusciti a: mangiare un gelato, fare aperitivo, andare a cena fuori e berci un drink dopo

siccome poi mi sembrava uno open mind, technology addicted, e che avreivolutosicuramenterivedere (e siccome poi avevo anche bevuto un po’ troppo), gli ho detto subito del blog

mentre glielo dicevo, contemporaneamente mi pentivo, ma osservando le reazioni nel suo volto… cioè siccome non s’accigliava… mi sono progressivamente aperta e appassionata al mio stesso racconto. Quando lo dissi all’angelo avevo forse invece covato troppo a lungo l’ansia di non essere capita che per giorni mi aveva frenata. Con Mister T sono andata diretta e di pancia, e lui ha capito

anzi sul blog  ci era già capitato per i fatti suoi… 🙂

mi ha dato un sacco di consigli utili (se ne intende)

gli ho chiesto di scrivermi un contributo

qualche ragazza l’ha incontrata, incontri interessanti

 

inizierò quindi con la prima puntata di Mister T

(to the next post)

 

 

 

la canzone non c’entra nulla con Mister T (a parte il reggae in sé che mi sembra aderire bene alla sua figura)

è invece un chiaro riferimento a chi, pur essendo BRUTTISSIMO, si prende il tempo e il diritto di giudicare l’estetica altrui…

 

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=MlO3DRR8UvE&w=420&h=315]

 

Cervelli a casa, cuori in fuga (scegliere)

Fin quasi dall’inizio, cioè prima che cambiassi il nome su tinder e perdessi tutti i contatti avevo iniziato a scrivermi con un ragazzo (tipo uno scienziato cervellone) mio coetaneo che in quel periodo si trovava dall’altra parte del mondo per lavoro.

Francesco lavora in Italia (per una volta un cervello noninfuga), mio fratello invece se n’ è andato e ha portato il suo cervellone da un’altra parte (è un fisico, sono stata a trovarlo un paio di volte…altrimondi…)

Anyway

Francesco e’ un cervellone, e come tutti i cervelloni e’ strano, vive in un mondo tutto suo, e secondo me ci sta benissimo..che invidia

La cosa più sorprendente e’ che ride un sacco alle mie battute
si sbellicava… ad un certo punto al secondo appuntamento a momenti cadeva dalla sedia da quanto rideva

che poi non erano neanche battute, ma solo racconti divertenti (o almeno per noi)

ci siamo visti un paio di volte, la seconda abbiamo proprio mangiato fuori, in trattoria però, una cosa informale.

mi fornisce anche consulenza sullo spignatto (nel mondo dello spignatto mancano fonti scientifiche, soprattutto comprensibili)… gli ho fatto ad esempio una domanda fatidica (ma il biossido di titanio fa o non fa male?), mi ha risposto in maniera super approfondita e scientifica… volevo postare le sue risposte su un paio di forum, ma devo chiedergli il permesso prima…

mica male… quella del biossido di titanio è una questione su cui non si trova moltissimo in rete, e cmq niente di convincente, la consulenza di francesco invece mi ha convinta… mi ha spiegato qual è il nocciolo e cosa chiedere esattamente ai produttori prima di procedere con l’acquisto 😉

poi mi ha colpito il suo accento… ha quest’accento che mi ricorda mia nonna, e tutto un comparto della mia vita che risuona su questa cadenza da sotto una coltre di ricordi sempre più spessa

ci rivedremo? chissà, la serata è stata piacevole, la conversazione e le risate mai noiose o annoiate…

viviamo in due quartieri agli antipodi della mappa, anche se non lavora molto distante da dove vivo

quel mix di vogliadiconoscersi-destino-sbattimentiquotidiani stabilirà se ci rivedremo, come sempre (on e off -line)

tra l’altro sono in un periodo incasinatissimo

oggi (cioè ieri… poi boh dipende sempre da quando posto quello che scrivo) è il compleanno di mio padre e di una delle mie migliori amiche… quelle che ti porti dietro dall’età scolare

lemieamichesonotuttesuperfidazate

è un po’ strano stare in mezzo a coppie affiatate da single consolidata

poi ieri (o l’altro ieri) per esempio sono andata all’ikea

sto mettendo su casa (e sono anche in dolce attesa, ma di una cagnolina)

è strano andare da soli all’ikea per mettere su casa

scegliere, valutare, misurare, provare, immaginare

tutto da sola

ma neanche così male (cioè mi ricordo com’era essere fidanzati e so com’è essere single, ho presente oneri e onori di entrambi… non si sta meglio in coppia o da soli a prescindere… banalità che spesso si dimenticano)

adognimodo

dovevo comprare: una cucina, un letto, un armadio, un divano (ma alla fine non ho comprato nulla… scegliere per me è complicato, figuriamoci all’ikea)

inizio da questo, l’essenziale. per fortuna il bagno c’è già, purtroppo è verde (cioè tutto verde… le piastrelle, il pavimento e pure i sanitari…)

proverò a fare decorazioni con la resina per dare un senso a tutto questo verde che mi lascia perplessa.

i colori mi piacciono, alcuni in modo particolare, giallo-rosa-rosso adesempio

quest’anno il must per me è stato il rosa (cioè ogni volta che dovevo scegliere un colore sceglievo il rosa… è iniziato tutto quando ho visto una giacca che mi piaceva, ma era rosa e l’ho comprata lo stesso)

per me scegliere è difficilissimo per via della mia fissazione sulle vie di mezzo

ma so benissimo che qualche volta devi farlo (e qualche volta l’ho fatto)

forse mi riesce meglio sul lavoro (tipo valutare più possibilità e poi sceglierne una su tutte) che non con le emozioni, o con i gusti che ciclicamente decido a priori (tipo con i colori)…

altre cose invece proprio non si decidono ( <3 )

sono scelte facili, appunto perché non devi scegliere… se non di guardarti dentro…

con il principe io non ho mai avuto mezzo dubbio, già prima di conoscerlo e pur di fronte al suo rifiuto (cioè davvero non potevo scegliere di non sceglierlo)

forse avrei… potuto… provare… almeno… a ignorare le mie emozioni (tipo avere pazienza) o almeno chessò far finta di niente all’inizio… tipo buttarmi chiudendo gli occhi un secondo prima

non ce l’ho fatta, per paura… anzi forse terrore

volevo delle garanzie, pretendendo però di non concederne a priori

se avessi potuto scegliere, sarei stata migliore, più coerente

ma insomma quell’onda mi ha preso alla sprovvista

 

forse

se

magari

chissà

 

in fondo però una scelta, specie quando si parla d’amore, non può cambiare i nostri sentimenti (per due motivi)

 

1) semmai succede il contrario…cioè che i sentimenti condizionano le nostre scelte, altrimenti è da pazzi

(un po’ di tempo fa però scrivevo di questa scienziata che in un video presenta i dati di una ricerca secondo cui se è vero che a determinati stati emotivi corrispondono certe posture del corpo, è vero anche il contrario…tipo se sei triste e sorridi nel tuo cervello si attivano le sinapsi della felicità…oook riassumendo da profana)

anyway

2) certo non possiamo trovare sempre rispondenza ai nostri sentimenti, ma che senso avrebbe rinnegare le emozioni che ci hanno spinto a compiere certe scelte? (semmai occorre imparare a convivere con le sconfitte che ne sono derivate)… almeno in questo sono coerente e non rinnego

 

sotto sotto (magari sotto un po’ di narcisismo che forse mi farebbe bene) la mia scelta troverà un posticino nella stratificazione delle mie esperienza e rimarrà quel “minore di 3” a ricordarmi quanto è stata importante per me

 

< 3

 

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“sessoinchat” (sembra un po’ paradossale no?)

ho provato a capire come si fa, cosa ci si dice (anzi scrive), come avviene l’interazione (non parlo di interazione con pervertiti)

e non davanti ad una telecamera (quello è più facile immaginarselo e non è una cosa che mi interessa)

ma scrivendosi

(ora se qualcuno poi volesse riconoscermi che almeno un po’ di coraggio ci vuole non tanto per farlo, quanto per raccontarlo…)

però lo racconto nel prox post…anzi tra due…nel prossimo c’è un nuovo lettore/scrittore da presentare (che poi in realtà è un lettore/scrittore incontrato su tinder… connessioni che si moltiplicano)

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“warning: contains nudity” (si avvisa prima che parta il video)

leggendo l’avviso pensavo (metaforicamente)… “di solito però quando uno si mette a nudo dovrebbe fare meno paura agli altri e a se stesso”

ma invece stranamente così non è

 

[vimeo 65664651 w=500 h=281] <p><a href=”http://vimeo.com/65664651″>Asaf Avidan // Love it or Leave it</a> from <a href=”http://vimeo.com/user6288152″>Asaf Avidan</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lettori/Scrittori: PT (promoting himself) Part2

“ma quindi con la quarta tipologia qualche scambio interessante l’hai avuto!?.. cioè “poi chissà”?
io ho provato solo tinder, a parte aver sbirciato le altre piattaforme ma sul versante gay dal profilo di un amico..
mi piace tantissimo quello che dici a proposito dell’essere promoter di se stessi (capisco perché anch’io mi sento allo stesso modo)
cosa che mi pare invece in contro tendenza nell’universo maschile..cioè molti fanno i duri…quelli che non devono chiedere mai (figuriamoci iniziare una chat… o invitarti fuori…), ma allo stesso tempo sono super narcisisti..cioè insicuri…
ovvio che ti pubblico in anonimato!!
hai un nick di preferenza?”
e lui:
“Risalgo la china delle domande/riflessioni dal fondo. Ho pensato di prendere in prestito uno dei nick che utilizzavo in passato poi mi son detto “perchè non coniare un soprannome nuovo che dia un taglio più appropriato alla conversazione intavolata?”. Giocherò con l’unica lingua straniera in cui mi destreggio discretamente bene: Puzzled Together (PT). Puzzled, perplesso insieme (together) a colei che aprirà quella porta e si troverà di fronte un individuo che non conosce; ma puzzled allude anche alla sensazione di disorientamento e di confusione che ti coglie davanti ad una persona potenzialmente interessante (quarta tipologia). Infine, la parola puzzle richiama il divertimento di comporre centinaia di tasselli inizialmente messi alla rinfusa, cercare di incastrare i pezzi uno con l’altro seguendo il disegno originale… Carattere, sfumature, pregi e difetti, le particolarità che rendono unico ciascun essere umano. Non è proprio ciò che compiono insieme due persone quando tentano di approfondire un rapporto?

Concordo con le tue conclusioni sul fatto che l’essere molto narcisisti sia collegato ad un’insicurezza di fondo. Non la naturale e classica palpitazione da primo appuntamento (per dare un’esempio concreto) ma intendo una sorta di appassimento. Ecco, può darsi che molti abbiano perso i petali e la ventiquattrore da promoter!!
Ebbene sì, ho avuto qualche scambio interessante con fanciulle del quarto tipo; non amo molto raccontare il mio passato. Non perchè quest’ultimo sia bieco o torbido ma ritengo sia più benefico vivere nel presente. Mi concedo uno strappo. L’incontro più significativo è avvenuto con A2 (nessun perchè please), nell’estate del 2010… Stavo attraversando un periodo di stallo con l’università quando conobbi A2 e scoppiò un amore straordinario. Un amore è valido se permette di realizzarsi, di dare il meglio di noi stessi e così fu. Purtroppo però la forza dell’amore si scontrò con sue problematiche di natura psicologica che pian piano uccisero la relazione. Superare quelle problematiche era l’impresa impossibile; impresa affascinante (specie perchè era un’impresa incarnata da un bel viso, fisico e da deliziosi modi di fare) ma di fatto sterile. A2, affondata

PS: davvero hai studiato filosofia come riporta il blog? Secondo me no. Sarebbe carino tracciare una linea a matita, tipo questa ——— oltre la quale Serena(non)mente ;-)”

 

 

allora…

effettivamente non ho studiato proprio filosofia, ma comunque stavo nella facoltà di lettere e filosofia, e giuro che di filosofia ne ho studiata tanta (anche se magari non sembra)

anyway

entrambe le categorie (narcisisti e promoter) rappresentano uomini che credono in se stessi (o almeno più ci credono per davvero e più riescono nel loro ruolo)

ma differiscono in questo:

i narcisisti per natura snobbano i tuoi desideri (esistono solo i loro)

i promoter per natura snobbano il tuo pudore

 

forse dovrei essere più pudica (parlo delle emozioni!)

forse dovrei farmi desiderare di più, dicono funzioni…

ma non ce l’ho mai fatta, ho sempre soprattutto desiderato…

 

sotto sotto PT (che mi sembra un gran promoter) nasconde qualche piccola ferita che gli conferisce quel tocco di nascisismo che non guasta

cioè

se il narcisismo lo tiriamo fuori con ironia per raccontare di quegli aspetti anche amari della vita è una cosa bella e che fa bene (perché anche un po’ ci protegge dagli sguardi indiscreti)

se invece lo tiriamo fuori per nascondere l’insicurezza, uccide qualsiasi cosa nella relazione con l’altro

 

perché poi il bello semmai (anzi quasi sempre) è la via di mezzo

e cioè (almeno nel mio caso) riuscire ad essere timidi senza pudore

😉

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=DDjlaN-X8-0&w=560&h=315]

 

Lettori/Scrittori: PT (promoting himself) Part1

a volte dico che sono la badante dei miei genitori, ma non è vero, lo dico con ironia… cioè proprio a loro lo dico, per farci due risate… se lo dicessi con sarcasmo sarebbe invece una cosa molto triste e fredda… a volte le difficoltà della vita trasformano l'(auto)ironia in sarcasmo, e fanno diventare narcisisti. cioè narcisisti a causa delle emozioni che nel percorso svolto ci hanno messo in difficoltà, difficoltà che a volte diventano dei macigni e non ci danno più la cifra del bicchiere mezzo pieno…bensì di quello mezzo vuoto… cioè non dico narcisisti per il proprio aspetto fisico

arroccati forse è più appropriato, ma visti dall’interno

perché dall’esterno, ad uno sguardo superficiale sembra solo narcisismo…

anyway

molto spesso nelle interazioni online su tinder (come nella vita reale di tutti i giorni) ho incontrato questo narcisismo (opposto e contrario secondo me al problema femminile riguardo l’acidità… ne parlavo molti post fa)

ultimamente mi sono scritta con uno, che alla fine non ho incontrato…

voleva a tutti i costi che ci incontrassimo a casa, o la mia o la sua, cioè contravvenire alla mia regola che ci si conosce fuori casa, in mezzo alla gente

(cioè manco per il principe ho contravvenuto…)

e niente, non c’è stato verso né di convincere me né di convincere lui

è ovvio che avevo ragione, e non lo sto a spiegare, perché è proprio talmente evidente che farlo vorrebbe dire indebolire la ragionevolezza del mio ragionamento

ma la cosa che vorrei sottolineare è il tono della conversazione (prolungata per più di una settimana) su questo argomento… cioè del vedersi fuori

lui non insisteva, seppur ogni tanto mi cercasse (seppur gli avessi detto che non cambiavo idea)

da parte mia ho provato a corteggiarlo, dico apertamente e con ironia per non metterlo a disagio ma sul serio, per vedere se i suoi petali si schiudevano, ma niente

in realtà non penso sia un soggetto pericoloso, e non credo che gli importasse davvero di incontrarci all’interno di 4 mura domestiche, quello che gli interessava, anzi sembrava proprio un bisogno, era di fare come diceva lui.

i narcisisti hanno questo problema che non riescono a chiedere, perché nella loro logica questo inficerebbe la loro perfezione

d’altra parte quando qualcuno non fa come loro si aspettano (o pretendono) si trovano in difficoltà… non potendo chiedere… possono al limite snobbare quello che così si trasforma da un rifiuto ad una diversa visione delle cose… una visione che però loro ovviamente non capiscono né condividono e che anzi tentano di mettere in discussione sul piano della logica..

cioè lo stesso piano su cui è evidente che ho ragione…

WTF?!

ecco questi sono i narcisisti

ma mica tutti uguali, a ciascuno il suo… io addirittura due…l’angelo e il principe erano entrambi un filino narcisisti ma con due approcci alla vita (e quindi anche al loro narcisismo) totalmente opposti (tipo cielo e terra)

i narcisisti secondo me si oppongono ad un altro genere d’uomini di cui PT (spiegherà lui stesso in mail la ragione del suo nick) mi ha involontariamente suggerito una denominazione… e cioè i “promoter di se stessi”

io (anche se non sono un uomo) temo di stare tra i promoter.. (cioè non sono ancora riuscita a trovare una buona via di mezzo…ma cioè soprattutto il problema dell’acidità non ce l’ho) …

per capire meglio il mondo dei promoter (a cui sento quindi di appartenere) uso le parole di PT perché ne incarnano una versione stemperata che io ancora non ho guadagnato nella mia esperienza

mi ha raccontato con leggera e simpatica ironia le sue esperienze con il dating online

nella prima mail cmq è rimasto su un’ironia vaga, nella seconda invece si è aperto di più..

anyway

l’ironia di PT è una buona via di mezzo…

“Ciao… Serena(?!) Il nome non fa la monaca e il blog mi ha sicuramente incuriosito, così ci tenevo a lasciarti il mio punto di vista su questi mondi paralleli partoriti dal web: chat o messaggistica o whatever!

Tinder è stata un’app che mi ha accompagnato ad aprire una finestra sul tuo oceano di pensieri (niente di più per ora)… Tuttavia sono familiare con applicazioni apparentemente un pochino più sofisticate ma dallo stesso denominatore comune. Di tanto in tanto ho usato Badoo, Meetic, Adotta1ragazzo, ecc. e da uomo, disperso in una folla virtuale di tanti altri uomini pronti ad accaparrarsi le attenzioni delle fanciulle di turno (solitamente in numero minore rispetto ai fanciulli), mi son spesso visto come una sorta di… Promoter di me stesso! Hai presente uno di quei venditori porta a porta che suonano al campanello e appena apri iniziano ad articolare frasi che ci vorrebbe la moviola per discernere una parola dall’altra?!
Driiiiin! Suono una volta sola, due è segno di insistenza, tre maleducazione. Dito pigiato non troppo a lungo, un messaggio poema per iniziare una conversazione è una zappata dove non batte il sole.
Sovente non mi aprono, cioè non rispondono. Magari sono ai fornelli a cucinare (ovvero impegnate con altre conversazioni), magari non sono in casa (il sito le dà connesse ma in realtà hanno chiuso il programma da un pezzo) o… magari mi hanno visto dal foto/citofono e non sono di loro gradimento.
Alcune invece, per coincidenze varie o per ispirazione, girano le chiavi nella toppa e… “ciao, Maria/Elena/chipiùnehanemetta piacere!”. Ed è nelle parole strettamente successive che ti giochi il 60 % del lavoro! La porta è aperta ma accostata, mai spalancata. Parte il dialogo… E ci si ritrova fondamentalmente davanti a sei tipologie di utenti:
– parli (o meglio, scrivi), sei partito di buona lena ma non cavi una risposta dal buco e ad un certo punto… BAM, porta chiusa in faccia!
– parli ma dopo uno scambio di messaggi realizzi che stai cercando di rompere il ghiaccio con una che ha fatto divano-porta solo per sgranchirsi le gambe (nel suo dizionario chat = perdita totale di tempo).
– parli e parti per la tangenziale (cioè ti descrivi in maniera un po’ più accurata) ma… Non scatta la molla, ritenta sarai più fortunato!
– parli e imbocchi la tangenziale, poi l’autostrada (di solito riesci a scambiare un contatto più personale rispetto alla chat del sito di turno) poi chissà…
– parli e raccogli risposte talmente striminzite che trasformano il dialogo in un monologo… In questi casi sento la porta richiudersi alle mie spalle perchè me ne sono già andato da un pezzo.
– interagisci che sembra di essere in un’avvincente partita di ping pong, equilibrata e combattuta (se mi passi il termine). Poi la pallina va persa, lei sparisce… L’unica regola che mi son sempre dato è “rimanere me stesso”. Puoi presentarti, ammiccare, stuzzicare… Ma con il mio modo d’essere ripiegato nel depliant informativo che lascerò a quest’ultima signorina che ha aperto. Lo troverà se e quando tornerà e magari ci scapperà la rivincita!

Spero di averti regalato un sorriso, la medicina più sana che possa esistere!”

 

sì è vero mi ha fatto sorridere, più volte… ecco ma in questa lista della spesa ho subito notato un ingrediente speciale… il quarto per la precisione, abilmente nascosto nell’indicizzazione…

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=JLFOrcxokAo&w=420&h=315]