andrea e giorgio

ogni tanto, quasi regolarmente, anche se mai con un’assiduità eccessiva, mi scrivo con andrea che prima dell’estate è stato licenziato

ci siamo scritti anche oggi pomeriggio, ma più che altro mi è venuta in mente una cosa che mi ha scritto settimana scorsa..e che volevo postare, ma non l’avevo fatto..

si parlava del fatto che ci provava, a fare un tot di cose nonostante..

 

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andrea nonostante l’orizzonte cupo ci prova.. a crederci, a fare progetti ecc ecc

per riuscirci io credo che uno debba aver fatto un po’ di economia e risparmio precedentemente, quando viveva una fase di abbondanza (ma non solo di soldi.. anche e soprattutto di energie mentali)

comunque il suo spirito mi piace.. e tutto sommato sono convinta che sia un ottimo lavoratore, qualsiasi sia o sarà il suo mestiere.. insomma uno che non si dà per vinto..

e poi ieri ho sentito di nuovo giorgio, che è via..

non ci scriviamo più, ci sentiamo al telefono

e davvero è una cosa d’altri tempi, ma bellissima

perchè poi a furia di farlo si crea una certa confidenza, certo anche quella forse un po’ virtuale, ma un po’ meno dell’immagine?

cioe’ tra radio e tv: RADIO

(tutte.. le ascolto a rotazione..)

con giorgio si è creata questa cosa complicata che mi sono scoperta, ma non solo perché gli ho detto del blog, ma perché averglielo detto è equivalso a richiedergli uno sforzo notevole..

(e dopo la batosta del principe, mica è stato facile..)

cioè mica è facile crederci, credere proprio in generale, più facile rinunciare

ma si vive una volta sola e sento sempre quest’urgenza di provarci, ma chissà poi a fare cosa.. ma insomma con giorgio c’ho provato

la questione tra me e giorgio verte credo intorno alla mia idea sulle relazioni, anche se così com’è descritta nel blog non è esaurita, anzi è diluita semmai..

perchè la mia idea sulle relazioni è molto più semplice di come l’ho scritta qua.. in un certo senso l’ho anche un po’ camuffata: chi la conosce.. la riconoscerebbe al volo se la leggesse descritta nella sua semplicità.

d’altra parte (ho pensato) ci tengo al mio anonimato ma non perchè mi vergognerei se qualcuno che mi conosce venisse a sapere che uso tinder o leggesse il mio blog sapendo che l’ho scritto io sulla base delle mie esperienze di vita davvero vissute..

(l’anonimato mi interessa fin dall’inizio nei confronti degli altri utenti tinder.. per questo ho scelto un nome diverso dal mio.. che è quello che uso su tinder)

quindi posso esporla anche nella sua versione molto semplificata.. che non ho mai proposto a nessuno dei miei contatti tinder (a parte al principe.. e a giorgio) e che quindi non la riconoscerebbero se la leggessero, e che sarebbe senz’altro riconosciuta da chi mi conosce bene (ma che non si stupirebbe né del fatto che uso tinder né di quello che scrivo nel mio blog)

la versione semplificata è  venuta fuori anche con l’angelo.. e con lui ne abbiamo parlato.. perchè poi per spiegargli quella diluita del blog ho dovuto traslare il ragionamento dalla parodia alla realtà..

ecco tra la versione diluita e quella sintetica passa esattamente lo spazio che intercorre tra la parola realtà e la parola parodia (come nel titolo tra relazioni e parodie)

 

..domani mi sveglio all’alba.. dovrei dormire già da un pezzo

aspetterò un sacco di ore, seduta su una sedia scomoda..

a proseguire questa storia ingannando il tempo..

 

[vimeo 95788230 w=500 h=281] <p><a href=”http://vimeo.com/95788230″>Lilly Wood & The Prick and Robin Schulz Prayer in C</a> from <a href=”http://vimeo.com/easydoesitberlin”>EASYdoesitBERLIN</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

 

 

 

 

 

 

 

Andrea

è stato licenziato, l’ho scoperto quasi subito dal momento che tra le primissime domande, subito dopo (o prima) del “cosa cerchi su tinder” sta “cosa fai nella vita?” che è in realtà una domanda aperta.. non sempre automaticamente la risposta attiene alla professione.
Mentre cerca un altro impiego , ha deciso di imparare a suonare il sax.. mi è sembrata un’ottima idea (quella di contrapporre i ritmi dell’anima a quelli del mercato del lavoro che concludono la loro sinfonia con un bel calcio nel culo)

Ad ogni modo lui due mesi fa è stato licenziato (dopo 5 anni che lavorava nella stessa ditta). Hanno ridotto il personale.. non ho insistito molto sull’argomento. Sul momento ho avuto proprio l’impressione che quell’informazione fosse troppo personale rispetto a quello che cercavo.. cioè tendenzialmente su tinder puoi anche cercare qualcos’altro oltre il sesso, ma sicuramente distrazioni positive, leggerezze inaspettate!Come reagire invece di fronte invece ad una brutta notizia?

C’è imbarazzo e imbarazzo. Solitamente in chat lo scambio di “informazioni” intime (più che personali) alimenta un imbarazzo piacevole.
Con Andrea invece per la prima volta in chat ho provato un imbarazzo di altro genere.. a sapere del suo licenziamento. e ho creduto fosse meglio non calcare la mano sull’argomento (e non solo per la pace dei miei sensi.. seppur non avvertissi da parte sua una preoccupazione angosciante a riguardo, mi sembrava d’obbligo usare attenzione a riguardo).

Intanto … è in vacanza!
Mi scrive spesso, anche lui però vive in un’altra città e non credo sarà così facile incontrarsi.
Ad ogni modo non mi aspettavo di parlare di lavoro su tinder, se non nei termini di una prima conoscenza generale dell’altro, sicuramente non in quelli relativi ai problemi che un licenziamento po’ sollevare nella vita di una persona. Senza sapere nulla di lui è anche difficile valutare la drammaticità (eventuale )della situazione, insomma ho preferito non insistere.

un rapporto di lavoro è una relazione, una fra le più importanti
Se finisce con un licenziamento, finisce male. E’ un po’ come essere lasciati…A me non è ancora successo..
Mi è successo però di capire che spesso sul lavoro le dinamiche relazionali non sono così lontane e distanti da quelle che regolano la vita di coppia, o, paradossalmente, l’interazione di una notte. Nel mio piccolo sul lavoro, fortunatamente , ho solo rifiutato una proposta (credo sarebbe stata buona) di assunzione (prima della crisi!) sì. Non fu certo un trauma, ma neanche una cosa positiva .Ricordo bene quel giorno: seduto dall’altra parte della scrivania, mi chiese se ero interessata, lui era giovane, 12 anni più di me (sebbene fosse il capo) e carino da morire, ma non lo stimavo molto e non mi fidavo. Accettare in quel momento voleva dire tagliare fuori dalla mia prospettiva troppe cose che mi interessavano…

Io stavo seduta là mentre lui mi diceva: “mancano ancora tre mesi di stage, ma voglio sapere se sei interessata a rimanere. Nel caso formulo una proposta”. Ho sentito il volto che andava in fiamme. Rossa a dir poco. Ho iniziato a balbettare che non me la sentivo, che non ero sicura fosse la mia strada. Mi chiese: “c’è qualcosa che ti mette a disagio qua con noi?”. Non riuscii a spiegare nulla, ho solo balbettato.so solo che rifiutai. Salutati velocemente tutti, passai velocemente per la mia scrivania e presi la porta dell’ufficio, quasi fossi una fuggitiva!

Come facevo a spiegare al mio capo che non lo stimavo e non mi fidavo a tal punto da mettergli la mia vita in mano?.. non gli sarebbe suonato un po’ ambiguo?? Sarebbe stato meglio mentirgli (come fa la gente nelle relazioni)? Oppure se non ci riesci, arrossire e scappar via..