FEDE E/O RAGIONE

Me ne vado, e non chiudo la porta. Dovrebbe farlo lui, ma siccome manco si alza per accompagnarmi, faccio da sola e la lascio accostata.

Sono piuttosto serena, e avverto che sarà l’ultima volta che scendo quelle scale. Ma poi chissà appunto non credo in queste cose, c’è comunque questa sensazione. Che invece non avevo avuto l’anno scorso, a luglio, quando uscendo da casa sua (il mattino dopo) mi guardavo attorno con la sensazione “rivedrai questi posti…” come in effetti poi mesi dopo è successo più di una volta.

Anyway

E’ successo come se l’avessi mandato a quel paese, ma con toni molto pacati. Anzi è stato più lui ad un certo punto ad innervosirsi, e lì ho capito che dovevo mollare il colpo.

Mi rimetto in macchina e mi avvio verso la circonvallazione. C’è un punto in circonvallazione che da un sacco di tempo è in cantiere. In prossimità della piazza finalmente però hanno riaperto la viabilità e così l’attraverso, fino al semaforo successivo, rosso. La nuova viabilità della piazza fa curvare la strada secondo una prospettiva diversa rispetto a prima. In particolar modo a quel semaforo, se ti capita di fermartici col rosso, di fronte a te l’inquadratura è curvata di 30° verso destra. Intravedo, oltre il cantiere, un po’ di più quello che da anni ormai stanno costruendo e demolendo. In particolar modo vedo come una banchina… una piattaforma sotto una tettoia. Insomma sono di fronte ad un riquadro, ad un’inquadratura ben precisa.

Ora non sto a spiegare perché o per come, ma insomma in quegli stessi istanti il principe (l’avrei scoperto giorni dopo) guardava in una fotografia quella stessa identica inquadratura.

Guarda tu le coincidenze… cioè lasciandoci io e il principe fissavamo la stessa immagine…

Già è una bella coincidenza, di quelle talmente belle che risolvono la tua ossessione. Perché ti danno la conferma che cercavi, il riconoscimento che smette di farti sentire ignorato dal destino, perché finalmente tu e il destino state sulla stessa lunghezza d’onda.

Mi era già successo un’altra volta… ed era stato bellissimo

Io sono nata il giorno X di un certo mese e non so perché o esattamente quando ho iniziato a sviluppare una certa ossessione per questo numero.

(mai avute ossessioni con i numeri?)

cmq… e senza entrare nello specifico… sì sono stata piuttosto ossessionata e piuttosto a lungo riguardo il numero X

è durata anni fino a quando per la prima volta nella mia vita (avrò avuto su per giù 23-24 anni) sono entrata in un casinò. Stavo in sudamerica in compagnia di mia sorella e mio fratello. Mio fratello, fisico teorico, aveva sviluppato un sistema per vincere…robe basate sul calcolo delle possibilità.

La sua teoria era sostanzialmente che doveva giocare circa 800 euro per vincerne 50. Su per giù. Io invece avevo il mio schema elaborato da tutta una vita…andare alla roulette e giocare tutto sul numero X.

Io e mia sorella cambiamo 20 euro in due, mio fratello 800 (pazzo…faceva il dottorato ai tempi…ne guadagnava 600 in un mese)

Ci dividiamo e ognuno va a giocare per conto suo. Io faccio un giro, non ero mai stata in un casinò e mi sento proprio come ad un luna park. Ma tanto a me interessa solo una giostra. Rimando il momento perché è tutta la vita che l’aspetto.

Poi ne scelgo una…di roulette ce ne sono diverse, la scelgo così di pancia senza starci a pensare, mi avvicino… con me c’è mia sorella.

Davanti alla roulette però cambio idea…prendo solo una fiche, la più piccola…vale pochissimo…tipo centesimi di euro.

Cerco il numero X sul tavolo e ci metto molto tranquillamente la mia fiche. Non sono né distratta né concentrata… finalmente posso sottoporre al destino la mia ossessione, concedergliela….anzi abbandonarla al suo volere.

Non ci vuole molto, la pallina finisce sul numero X….il croupier mi fa i complimenti.

Sorrido, mantengo davvero incredibilmente la calma, vedo tutto come rallentato (non avevo bevuto un goccio d’alcool…ero incredibilmente lucida)

Mi ritrovo con un sacco di fiches, davvero tantissime. Ma quello insomma incalza subito e mi chiede cosa voglio fare.

In che senso, non capisco. Ah cacchio…giocare di nuovo…si ma cosa? E quanto?

Cacchio lì mi incasino e mi agito…

“un momento…mi faccia pensare”

il croupier capisce che sono alle prime armi. Perché fino a quel momento invece sembrava fossi una che ne sapeva…cioè dato il mio sangue freddo di fronte alla vincita.

Prendo di nuovo una fiche, di nuovo la più piccola.

In una frazione di secondo mi chiedo: quale? Quale numero?

Niente X (è stato il primo pensiero…già mi liberavo dell’ossessione)

E boh ho subito pensato X/2…Y

E la fiche è finita sul numero Y

Gira la pallina gira…

E anche quella finisce su Y

Il croupier questa volta giuro…mi guarda male…un po’ stupito e un po’ incarognito mi sembra.

Mi riempie di altre fiches

Tante davvero tante

Tutti mi guardano

Guardo mia sorella stupita…cioè lei è stupita…e pure io

Ma serena

Penso subito…ok andiamocene

Riconvertite subito le fiches siamo andati a ballare come dei matti nella discoteca al piano inferiore

Da allora non sono più stata ossessione dal numero X o da qualsiasi altro numero.

La morale di questa storia è doppia:

Confermare un’ossessione definitivamente può aiutare a liberarci della sensazione di sentirci pazzi, che è quella la vera ossessione da superare.

Mio fratello si portò a casa più o meno 50 euro (giocati 800 e ripresi 850), io tra tutto una somma simile…cioè forse fede e ragione si equivalgono?

 

 

 

riguardo al video due cose:

odiosità di tutti i picchiatori, di qualsiasi genere

ma quanto sono belli questi due che si baciano? mi piacciono da matti

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=MYSVMgRr6pw&w=560&h=315]

Lavorare, lavorare, lavorare

 

Ultimamente le cose si fanno difficili su molti fronti

Ma stamattina (tipo ormai non so un mese fa…) mi è arrivato un bel messaggio su twitter

Un po’ fatidico perché mi ha colto in un momento di grande sconforto.

Quindi m’ha dato davvero un grande aiuto

 

(GRAZIE AMICA <3)

 

“ho iniziato a leggere il blog: TU SEI BRAVA! CONTINUA A SCRIVERE!!”

 

scusate la fedeltà con cui riporto il maiuscolo, ma insomma è stata una boccata di ossigeno…

io fin dall’inizio ho però pensato che questo blog avrebbe avuto una fine

o almeno insomma tutta la vita che gira attorno a tinder….

cioè inizio a non poterne più di sconosciuti che mi scrivono su wapp o fb

effettivamente tinder è un buono strumento per incrementare i contatti su fb…nonostante le reticenze di alcuni ad andare sul personale…(paranoie che possono avere cmq solo quelli per i quali la pagina fb costituisca davvero un accesso alla propria intimità)

ora io non uso fb a scopo pubblicitario, ma molti sì…ecco tinder è un nuovo modo per allargare la propria rete d’influenza, tra l’altro con la possibilità di scegliere talune specifiche (demografica, geografica e anche culturale con la storia dei like)

 

E qui veniamo al mio esperimento che intitolerei: “non devi essere un figone o una figona per avere tanti contatti su tinder”

(Che poi erano due originariamente gli esperimenti, e quello a cui tenevo di più non sono ancora riuscita ad ultimarlo. Ma voglio farlo…prima o poi… è quello a cui tengo di più.

Anyway)

L’esperimento diciamo fatto e concluso è una roba molto semplice. E cioè ho provato a fare il profilo tinder di serena, fatto col profilo fb del blog

il profilo tinder così ottenuto è “anonimo”, cioè non ci sono foto in cui mi si veda.

Il risultato inaspettato dell’esperimento è stato il grande successo ottenuto con l’ anonimato, molto maggiore ad esempio di quello ottenuto con l’altro profilo … quello con nome vero e foto del volto.

Non credo sia una questione (solo) estetica, almeno me lo auguro. Cmq non esaurirebbe l’enorme divario (almeno me lo auguro). Penso che le foto in cui si vede/non vede intrighino di più. Ovvio foto però accattivanti…anche nella scelta di soggetti diversi…chessò paesaggi…

Comunque basta creare un’immagine intrigante senza dover far vedere proprio nessuno in faccia.

Ecco in faccia

Forse adesso inizio a capire il filo rosso di questo post

ci metto la faccia, anche se questo mi potrebbe creare dei problemi (o così molti mi dicono….per esempio sul lavoro)

Uno solo mi ha detto: ma va…ovvio devi farla l’intervista…tutte le blogger vogliono farsi vedere

anche se qua è un attimo diverso…però c’ho pensato, e ripensato e lo farò…si tratta di un intervista per un documentario, un piccolo canale, una cosa mica da spappolamento mediatico, pure seria insomma…

Oddio ogni tanto penso…serena stai facendo una stronzata (cioè mica facile superare i pregiudizi…non lo faccio a cuor leggero o con spavalderia)

In questo blog si parla di sesso…(cioè in realtà mica tanto)…ho cercato di raccontare molto altro e anche seriamente…seppur con un linguaggio molto piatto…cioè colloquiale…appunto un diario, un dialogo forse anche troppo interiore

Insomma ci metto la faccia, superando la virtualità di certe paure e affrontando la serietà di altre…più sensate (tipo ho preteso di rivedere il montato prima della messa in onda)

eppure da più parti…”ma che cazzo stai facendo….” , “ti rovini la reputazione…”

“metti che poi nella vita vuoi fare qualcosa e questo ti può ostacolare”

ora (e l’ho già detto forse più di una volta)… sul lavoro molto spesso è come in amore

anche sul lavoro mi auguro di trovare persone serie disposte ad andare Oltre la virtualità di certe percezioni pur di incontrarmi sul serio

ma poi se il mio futuro fosse -io cameriera, Nina, un monolocale e un barsottocasa- non sarebbe male

 

E poi il blog…oltre tinder

 

Perché sono sempre più convinta che “Parodie di Relazioni” fu un’ intuizione giusta

 

 

e grazie Principe per l’ispirazione….

questa sì…

questa te la dovrò per sempre

<3

 

 

 

 

 

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=qMxX-QOV9tI&w=560&h=315]

Colazione (ovvero: chissà perché)

E’ sabato mattina, mi sveglio quando mi pare e appena mi alzo vado al parco con Nina. Facciamo una lunga passeggiata, ma poi sento il bisogno di un caffè…o di qualcos’altro. Deciderò poi. Mi dirigo verso il bar.

Vicino alla vecchia casa c’erano due bar. Ora, trasferita in quella nuova, ne ho ben tre di bar preferiti. In tutti e tre conoscono meglio Nina di me (Nina è il mio minuscolo cane).

Io e Nina entriamo, tutti la salutano. Ricambio al posto suo. Sono indecisa, ma cmq ordino un caffe. All’ultimo cambio idea: “anzi non lo voglio il caffe, posso cambiare? Una spremuta”

 

Non porto gli occhiali, e non ci vedo, ma mi accorgo che già da un po’ c’è un tizio che mi osserva. Questo per dire che gli sguardi sono una di quelle cose che si “sentono” oltre a poterle vedere. Io però mezza cecata non riesco a capire chi sia o perché mi stia guardando.

Proseguo…mi siedo e mi portano la spremuta. La guardo, augurandomi che non sia aspra. E’ la prima volta che la provo in questo mio nuovo bar sotto casa.

No…in effetti è dolce, buona.

 

“Serena!” sento chiamarmi, alzo lo sguardo e il tizio che mi osservava dal fondo della sala ora è di fronte a me.

 

Lo guardo, qualcosa mi dice, sicuramente ci siamo già conosciuti, ma non ricordo chi sia.

oddio non sarà mica uno di tinder…. (imbarazzo)

“Ti ricordi di me? Sono quello di quest’estate…dell’incidente”

“nooo…davvero…sì sei proprio tu…ora ti riconosco! Come stai?”

il tizio suddetto è uno che sta dentro uno dei racconti del blog, anche se non c’entra nulla con tinder.

https://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/08/05/186/

ecco ho riletto l’articolo…inserendo il link

è un articolo importante (cioè importante per me)

anyway

quindi anche lui 6 mesi dopo me lo sono ritrovato davanti

e alla fine mi ha offerto la colazione (cioè la spremuta)

che era rimasta in sospeso da quest’estate

 

“ci vediamo al bar sotto casa!” mi dice mentre lo saluto

“no, mi sono trasferita…ora il mio -bar sotto casa- è questo! Cioè ora vivo qui”

ma non gliel’ho detto, l’ho solo pensato…ho invece annuito “certo…alla prossima!”

chissà perché a volte si dissimula (pure ingiustificatamente)?

Non lo so (non c’è nessuna morale sta volta)

Però è una domanda che spesso mi passa per la capa

 

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=Qmt4pwjGXgQ&w=560&h=315]

INTERVISTA

Settimana scorsa è venuto un giornalista di Lettera43 a casa mia. Mi aveva contattata per fare un’ intervista.

È uscito stamattina il pezzo

Mi piace

Temevo di leggere e accorgermi di essere stata fraintesa o chesso’ cosecosi

E invece no

Il giornalista ha capito e non ha dimenticato niente!

Quindi grazie Davide!

http://www.lettera43.it/esclusive/tinder-la-blogger-sesso-si-ma-mi-sono-innamorata_43675159684.htm

Il titolo ovviamente l ha scelto il giornalista  (io non c’entro niente)

intermezzo: la pratica fruvelia

 

La prima volta che ci devi andare non lo sai. Perché nessuno te lo dice. Al massimo se lo dicono, e commentano a riguardo tra loro, quelli che già ci sono stati.

E’ un palazzo alto, stretto e lungo. E’ il Palazzo dell’Amministrazione.

Appunto la prima volta che ci vai, pensi che sarà come tante altre volte…una coda infinita.

 

Ma non è solo così. Perché quando entri, ti sembra di superare un valico spazio-temporale e fuoriuscire in un’altra dimensione.

E’ inutile che lo spiego perché davvero è una cosa che andrebbe vissuta.

 

Lo scopo principale del Palazzo dell’Amministrazione è innanzitutto quello di archiviare qualsiasi documento, ovviamente cartaceo.

Questo in effetti dovrebbe fungere da garanzia: tutti i documenti vengono duplicati e una copia lì depositata.

Ovviamente dopo molti e molti anni, il Palazzo quasi non riesce più a tenerli tutti quei documenti assieme. E difatti li infilano ovunque, con il risultato però che 9 volte su 10 poi ovviamente nessuno si ricorda dove è finito un certo foglio, piuttosto che un altro.

Ma non importa, e anche se ancora non si è trovato il modo di allargare il Palazzo, comunque tutti i documenti importanti devono essere lì depositati.

Cioè è proprio la Legge che lo dice. Per ora quindi, anche se appunto una soluzione non è stata trovata, si continua a (dover) fare così.

 

Al Palazzo dell’Amministrazione ci sono dovuta andare più volte e col tempo ho imparato ad apprezzare il salto spazio-temporale all’ingresso, con quei dettagli kafkiani che spuntano fuori allì’improvviso e che ti proiettano direttamente sulla superficie delle pagine di un libro.

 

Anyway

 

Qualche tempo fa ero ad una riunione, di lavoro. Anche quella fafkiana… dove ognuno dice una cosa, ma nessuno ascolta.

Fino a quando qualcuno dice qualcosa, catturando la mia attenzione:

 

“ah Serena ricorda che a breve avrò bisogno di quella pratica… quella che hai consegnato a luglio”

 

 

“Pratica? Luglio? (luglio per dire è stato il mese del principe)”

 

E più dentro di me ripetevo -pratica- più il mio cervello ripeteva -luglio… principe-

 

“Serena! la Pratica Fruvelia!… a luglio l’hai consegnata al Palazzo. Ho bisogno della copia timbrata”

 

Siccome sono fermamente convinta che, soprattutto sul lavoro, ma ovvio anche nella vita in generale, l’onestà paghi sempre, ho preferito essere onesta e diretta, anche per capire quanto grave potesse essere il danno.

 

 

“Non posso esserne certa, ma siccome non sono sicura di sapere dove si trovi questa copia, quali potrebbero essere le conseguenze se fosse persa?”

 

 

Le conseguenze sarebbero gravi

tipo… anni di ritardi…

Cioè non mesi

Proprio anni

 

due settimane di tempo per ritrovare la Pratica, ma nessun ricordo di dove si trovasse.

Solo uno vaghissimo di una cartelletta in macchina…e poi quasi la sensazione di aver fatto la stronzata di averla buttata via

 

 

Sono state giornate di angoscia

E più sentivo l’angoscia e più mi paralizzavo

Senza riuscire ad avviare le ricerche

 

Poi un giorno spacchettando pacchetti (sto ancora traslocando….) me la vedo lì davanti, la cartelletta gialla (oook questo potrebbe essere l’anno del giallo…ma boh, se la contende col blu)

 

E chi l’avrebbe detto?

 

Ho provato un sollievo di qualche centimetro, pochi, ma ho creduto di volare…

L’ho restituita quindi con grande soddisfazione

 

E’ una regola, non so da dove salti fuori, ma succede sempre così… (quindi meglio seguirla):

 

Quando perdi qualcosa EVITA DI CERCARLA

 

cioè non so perchè

ma a volte è meglio scappare o far finta di niente

 

certo non sempre

ma a volte sì

 

a volte aiuta ad essere se stessi senza troppi pensieri a distrarci (e sovrastrutturarci)

 

a volte (ma solo qualche)

basta -essere-

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=v3V_YMejHi4&w=560&h=315]

0,2 02 e il Principe 3.0

 

Lo spignatto è tutta una questione di teoria. Poi certo la fase manuale è quella che regala maggiori soddisfazioni, ma solo se appunto viene dopo un lungo lavoro di concentrazione mentale. Cioè tutto sta nel comporre una buona ricetta.

Una delle cose più difficili della parte pratica è il dosaggio degli ingredienti. Mica facile pesare uno 0,2 di chessò un attivo particolare. Questione di gocce, o minuscoli granelli …

Qualche tempo fa pesavo appunto uno 0,2 di xantana…. e ragionavo su cose tipo l’importanza dei particolari, lo spazio del microcosmo…i frattali

Non so perché (cioè appunto non credo ci sia nessuna ragione fatidica a riguardo) ma quello 0,2 m’è rimasto impresso in mente qualche giorno.

 

(Ho avuto coi numeri alcune fissazioni nella mia vita)

 

Anyway

Finalmente poi arriva venerdì, ho un appuntamento, anche se tinder non c’entra niente, ma anche se il blog forse qualcosa sì.

Anyway

 

Finalmente dopo settimane mi prendo una serata di relax in buona compagnia.

Sono stesa sul divano, non ho idea di che ore siano. Mi godo il momento di pace che sto vivendo. Certo ovvio la pace è breve (sempre)…infatti sento un trrrrr… la vibrazione di un telefono

 

“È il tuo?” chiedo sperando non sia il mio

“No-no, è il tuo” dice lui guardando il suo nella mano destra, muto.

“È venerdì sera, sono passate le 10 non rispondo a nessuno” esclamo io da stronza acida

 

In realtà sono le due di notte, ma evidentemente ho perso la cognizione del tempo….

Lui è in piedi, vicino al tavolo e al mio telefono.

Butta lo stesso un occhio…continua a suonare…

 

“È uno 02”

 

Pausa di 2 secondi

 

improvvisamente capisco, smetto di fare la stronza e mi butto sul telefono

capisco…(0,2)…02 e la gravità della cosa…(dettagli)… insomma me la immagino

 

E’ stato importante rispondere (dettagli)

Non l’avessi fatto sarebbe stata una di quelle cose che poi ti rimangono come tanti piccoli sassolini nello stomaco. Soprattutto perché la scelta di non rispondere era stata volontaria e pure ponderata nell’acidità di quella frase “è venerdì sera, dopo le 10 non rispondo”

 

che stronza…non è neanche vero…anzi la mia reperibilità è proprio 24/24

 

Ma tutto sommato ora, con serenità di ragionamento, posso affermare che, forse per la prima volta nella mia vita, è stato maggiore lo stupore rispetto all’orgoglio. Cioè lo stupore verso chi non solo alla fine riesce ad andare Oltre (la sensazione leggendo il mio blog che io sia una “facile”), ma addirittura ti salva il culo, piuttosto che l’orgoglio acido di chi (come me in quel momento) si atteggia… barando… “non rispondo a nessuno…”

 

Così da quel venerdì sono tornata a frequentare gli ospedali…chepppalle…a dormire sulle sedie…

 

e così tutti giorni mi attraverso il centro di Milano (che è bello davvero!… questo però c’entra con una nuova lettrice/scrittrice che tra l’altro non so… vista la sua storia e altre cose… potrebbe essere la mia preferita)

 

 

sono stati giorni difficili e pesanti come macigni

ma anche intensi che mi hanno segnata profondamente

 

e nel bel mezzo dell’intensità…con un tempismo sempre fatidico….il Principe 3.0

 

“oggi e domani come sei messa? Lo so che non sei una pornostar”

 

no, non lo sono

 

(ma per te forse potrei anche diventarlo…)

 

ci siamo rivisti qualche giorno fa…6 mesi dopo

 

6 mesi che sono sembrati, a guadarlo negli occhi, un battito di ciglia

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=Il1gDZzFCB4&w=560&h=315]

 

 

<3

Provarci, sbargliarsi (e poi farsi aiutare)

a proposito di vagoni metropolitani… vi suggerisco il mio blog preferito

https://vagoneidiota.wordpress.com/

 

Sono di fretta, come sempre. Quando crescerò sarò una persona non solo puntuale, ma anche in tempo. Ho i tacchi, alti. Vestita bene. Corro ad un appuntamento di lavoro. E’ difficile calibrare l’animo da scappata di casa con gli impegni seri che pretendono da me una serietà che posso solo emulare.

corro, attraverso l’incrocio sul giallo…volo, mi sembra di volare su quel giallo

sono diventata bravina nel tempo a usare i tacchi, anche in situazioni emergenziali, o dove sembrerebbe impossibile usarli…

ma insomma…a parte che bisogna avere cura dei propri piedi (troppi tacchi, fanno male).. a parte questo fa un certo effetto

cioè è una cazzata, vero, ma giuro che mi sembra faccia un certo effetto

ovvio anche l’altezza (riesco ampiamente a superare il metro,80) fa un certo effetto

ma intendo proprio il saperli (e poterli quindi) portare anche quando e dove sembrerebbe quantomeno assurdo

ma se lo sai fare bene (cioè quindi se hai imparato a farlo) il risultato fa un certo effetto

e quest’effetto può tornare utile sul lavoro, ad esempio quando mi occupo di recupero credito… una volta mi sono pure dovuta arrampicare su un’impalcatura coi tacchi e il tipo era stupito del fatto che non avessi problemi a farlo. quando poi siamo scesi e abbiamo parlato di soldi, cmq mi pareva mi guardasse con maggior rispetto (ecco io ho 31 anni ma ne dimostro meno…anche coi tacchi e tutto il resto)

(voglio sottolineare che recupero credito da persone, o realtà professionali, che i soldi ce li hanno o se li mangiano)

anyway

corro, curvo prendendo le scale che portano alla metro

compro un biglietto al volo, non c’è nessuno all’edicola..ho già i soldi pronti in mano

sento il rumore, cazzo sta arrivando

acchiappo il biglietto, niente resto (ho i soldi calcolati giusti)

vorrei saltare a pie’ pari i tornelli, ma oblitero

e riprendo la corsa

il treno è il mio

quando mi butto sull’ultima rampa di scale, il treno è già sulla banchina con le porte aperte e le persone scendono

orario di punta col suo fiume umano

a metà della rampa capisco che ce la farò…mi rilasso un attimo, mancano pochi gradini

mi fionderò dentro con le porte che si stanno chiudendo alle spalle, ma ce la farò, lo so.

 

basta poco, anzi pochissimo

un piccolissimo cedimento

il ginocchio si piega

e il tacco lungo si incastra nel gradino

cado, cioè proprio precipito verticalmente

e poi non so come mi giro e rotolo orizzontalmente

arrivo così anch’io sulla banchina e vedo, dalla prospettiva orizzontale del pavimento, le porte del treno che si chiudono

 

non ce l’ho fatta

ma non ho neanche il momento di terminare il pensiero che mi accorgo del fiume umano che tenta di evitare di calpestarmi

provo a rialzarmi, ma mi fa male ovunque

 

(mai caduti dalle scale?)

 

il fiume umano prosegue esaurendosi lentamente

nessuno si ferma

è la prima cosa che fa male questa

 

e poi dal fiume emerge una testa

“tutto bene?”

e poi emergono due mani e un busto che mi rimettono in piedi

 

tutto bene?

 

no…a voler sormontare distanze insormontabili ci si fa male

ma se mentre tenti di rialzarti passa di là per caso la persona giusta

allora forse la fatica e il dolore acquisiranno un senso

ma solo se ti fai aiutare, senza imbarazzi (non hai fatto nulla di male, sei solo inciampato)

senza invece intestardirti a pensare che il tuo destino è quello di affondare, precipitare, rotolare

per sfracellarti alla fine

con la faccia a terra

da solo

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=hfmY9Wlxx0o&w=420&h=315]

 

 

 

Andare Oltre

voglio raccontare una storia, ambientata nella vita reale

le chat o il dating online non c’entrano nulla

ma, al solito, la virtualità sì, anzi è centrale

prima della storia però devo fare qualche precisazione

io non sono una sempre ben predisposta nei confronti del prossimo,

diciamo che sono molto selettiva (anche se un po’ a cazzo di cane) nell’elargizione di tempo ed energie

cioè magari raccolgo un giorno un barbone al parco e  lo ospito 5 giorni a casa,

ma poi chessò a natale non faccio regali a nessuno

se posso evitare uno sbattimento lo evito

non sempre, ma tendenzialmente

e più che essere così

è un periodo che sono così

è un periodo che faccio mille cose diverse e ho davvero poco tempo

ma soprattutto poche energie mentali da impiegare nel tempo libero

e quindi più che altro nel tempo libero scrivo il blog, spignatto, leggo e guardo film

cioè interagisco poco con le persone (a parte su tinder…)

un giorno però incontro casualmente un Ragazzo che, qualche amico in comune mi aveva detto, aveva fatto commenti di apprezzamento nei miei confronti

un bel Ragazzo che però io davo un po’ per scontato fosse poco affidabile

non avevo quindi mai colto la cosa e anche lì per lì non l’avevo calcolata

ecco però incontrandolo e parlando del più e del meno, il Ragazzo ad un certo punto mi chiede un favore

“mi informo e ti dico” gli rispondo

ma mentre lo dico già lui mi chiede il numero

insomma questa cosa del favore mi era sembrata alla fine proprio una scusa per chiedermi il numero

e sta cosa mi era stata anche un po’ sul cazzo

anyway

decido quindi di farglielo questo benedetto favore, per amor di logica e coerenza

specie dopo che lui, qualche giorno a seguire, il mio numero l’aveva usato per invitarmi fuori

ma poi uno di quelli che appunto risultano poco affidabili

non so…con un modo di approcciarti che non ti fa sentire importante

quindi niente mi ero incaponita

avrei fatto questo favore, e a tutti i costi

cioè visto che pareva una scusa…

e quindi organizzo un incontro con lui e un’altro tizio, insomma questo benedetto favore

 

lui all’ultimo mi scrive però un msg sbrigativo, paccando l’appuntamento

non mi stupisco

anzi quasi in parte credo di averne goduto

(psicologia malata e contorta)

“hai visto Serena: avevi ragione…”

 

quindi niente mi dimentico dell’accaduto abbastanza in fretta

 

fino a quando, qualche mese più tardi, non mi ritrovo di fronte questo Ragazzo, totalmente inaspettatamente… per lavoro, per questo credo è successo che appena ci siamo visti, entrambi siamo rimasti comunque positivamente sorpresi

 

osservandolo poi durante la giornata di lavoro, oltre la virtualità di certe mie percezioni, ho iniziato a guardarlo con occhi diversi

è raro per me incontrare uno che mi piaccia

e guardate non parlo di bellezza

semmai di meccanismi inconsci che non sono mai riuscita a spiegarmi

affinità inspiegabili, spontanee e delicate

e ho seguito, nonostante l’orgoglio e la virtualità, quest’onda positiva

mi sono così ritrovata nel tempo a conoscere meglio questo Ragazzo e quello che c’era oltre il mio pregiudizio nei suoi confronti

è difficile andare Oltre

è davvero una cosa complicata

ma talvolta appagante perché restituisce interessanti verità nascoste

e ci vuole coraggio, ma anche soprattutto la voglia di farlo che è forse la cosa più rara al mondo, ancor più del coraggio (che ormai è quasi estinto)

anyway

 

poi ad un certo punto…

proprio perché questo Ragazzo iniziava a piacermi sul serio (tipo senza essere il Mio Ragazzo, ma insomma assorbiva tutte le mie energie mentali)

e anche perché dovete sapere che ci sono state di recente giornate di grossi numeri sul mio blog

e visto che la cosa evidentemente mi aveva un attimo esaltata e sentivo il bisogno di condividerla con qualcuno

(io non faccio un lavoro che regala soddisfazioni, se non minime e raramente, e comunque mai personali)

insomma per tutte queste ragioni, un mattino ho pensato bene di raccontare al Ragazzo del mio blog

 

WTF?!

(non imparo mai)

 

non ho molta voglia di scrivere oltre

oltre nel senso di questa storia

perché potete immaginare come finisca

 

a volte succede che per qualcuno semplicemente non valga la pena andare oltre, andare oltre a volte significa sfracellarsi (o diventare uno stalker)

 

quindi devo arrendermi

e accettare il fatto che non posso imporre la mia visione

e non posso pretendere che per forza esista qualcuno che possa comprenderla,

che vada oltre la virtualità (del mio blog in questo caso)

 

 

quello che scrivo nel blog è tutto vero,

ma tutto parodiato

parodiare per me vuol dire mantenere un filo rosso tra realtà e virtualità, aprire un vortice di senso che restituisca significati in codice che riescono cioè a raccontare la verità senza svelarne completamente la realtà

quello che scrivo che mi accade, o mi è accaduto, è vero

così come le mie impressioni e le mie emozioni

anche se le coordinate spazio temporali sono alterate

così come i particolari personali dei protagonisti

ma mai stravolti a caso

sempre invece parodiati, cioè traslati a senso

solo raramente è successo che raccontassi in diretta qualche vicenda (qualche aneddoto riguardante il Principe e l’Angelo)

negli altri casi invece il tempo di differita e la traslazione di certe coordinate sono il mio modo di rielaborare, cioè appunto a ritroso le mie esperienze di vita

 

non so sinceramente perché a qualcuno dovrebbero interessare

eppure così sembrerebbe

quindi continuo da luglio

 

d’altra parte la capacità di rielaborare le esperienze personali di vita è una delle cose più preziose e potenti che abbiamo

e mi sembra questa un’ottima ragione per continuare a scrivere il blog

 

 

certo ora mi rendo conto che questo blog rappresenta una parte importante di me

e devo decidere cosa farne…accettare il fatto che no…forse non esiste l’uomo che possa al contempo interessarsi a me e anche al blog, cioè andare oltre la virtualità dell’impressione?

 

o forse sì, ma è un po’ come una mano di roulette

cioè molto probabilmente no,

ma se per caso invece sì…

 

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Riquadro 3 (Lo sceriffo)

Sono in macchina, procedo con calma, è sera, poche macchine in giro tra natale e capodanno, a quest’ora poi…la città è deserta. E io non ho fretta. Mi sposto sulla sinistra per svoltare al semaforo. Nello specchietto retrovisore noto un macchinone imponente che in velocità si avvicina. Ho la freccia. Se vuole superarmi lo farà sulla destra. Non ci sto tanto a rimuginare…perché sono ancora impensierita da qualcos’altro. Forse poco prima ho preso un rosso, forse c’era la telecamera ha rilevare l’effrazione. Ho visto un bagliore subito dopo aver svoltato al rondò, cioè subito dopo aver visto il semaforo rosso…ma c’era un semaforo?? No perché tra l’altro sembrerebbe inutile…

Anyway

(non sono qua a mettere in discussione la segnaletica stradale)

Cazzo avrò preso la multa! e mi toglieranno anche qualche punto dalla patente (la mia è ancora illibata, con tanti punti extra, cioè non è che di stronzate alla guida ne faccia solitamente…)

cacchiocacchiocacchio…

proprio non l’avevo visto il semaforo rosso, ho aspettato che fluissero le macchine e sono andata, e poi il bagliore

davvero un semaforo un attimo inutile… (in ogni caso va ricordato…)

il macchinone però, mentre ripenso alla scena di prima, noto che non mi supera, avvicinandosi anzi rallenta, sembra affiancarmi

penso lo faccia perché, a furia di rallentare, non mi ha ancora superato in prossimità di una macchina piazzata in doppia fila, e quindi ora deve aspettare il momento giusto, penso.

e invece in quel momento guardo alla mia destra, fuori dal finestrino

e la vedo, lei e il suo macchinone affiancati alla mia macchina (che cade a pezzi letteralmente): una bionda, una bella donna, raffinata, su un bel macchinone

avrà boh tra i 45 e i 50 anni, ma portati bene

Ma cosa cazzo sta facendo? Prima mi rincorre poi mi affianca proprio quando c’è una macchina in doppia fila? Mi spinge ancora di più verso sinistra, mentre tra l’altro dal deserto circostante compare una terza macchina che procede nel senso inverso al nostro…

E’ allora che la donna trova il tempo e l’abilità di tirare giù il finestrino e mettersi a parlare. Il mio rimane chiuso, devo evitare di fare un frontale, ci manca solo che mi metto a parlare con sta tizia.

Nonostante il mio finestrino chiuso, sento quello che la tizia mi dice (evidentemente forse che mi sta urlando)

 

“La prossima volta ti ritiro la patente, polizia”

 

cioè: non ha detto prima “polizia” e poi il resto… (il che è  davvero suonato strano)

 

mi sono fermata e l’ho osservata, mentre ancora con sguardo assassino desisteva svoltando a destra, nella direzione opposta alla mia…

sono rimasta ferma, allibita

sicome la città era deserta, ho dato un occhio dietro di me (il nulla) e sono rimasta esterrefatta, ferma in mezzo alla strada con la freccia

tic/toc

tic/toc

 

wtf?

 

“La prossima volta ti ritiro la patente”

 

C’ho ripensato…

La riflessione di pancia immediatamente scaturita dalle mie sinapsi raggelate (e badate…sapevo bene di avere torto…) è stata:

ma cosa cazzo era…uno sceriffo?

 

Sono ancora ferma in mezzo alla strada, con la freccia inserita

da dietro non arriva nessuno, di fronte più nessuno

 

ma vuoi vedere quindi che quello non era il flash della telecamera

ma lo sceriffo che mi faceva gli abbaglianti…

effettivamente erano sembrati più degli abbaglianti che non il flash di una telecamera…

 

se proprio ci teneva o doveva o poteva (visto che mica posso essere sicura fosse per davvero una poliziotta), invece che spaventarmi avrebbe dovuto prendermi la targa e mandarmi la multa a casa

o che so…tirare fuori la paletta

o non so cazzo ci sarà una procedura da seguire in questi casi, cioè per inseguire uno che va a 40 km/h senza cercare di fargli fare un frontale…

 

evidentemente madame sceriffo cercava lo scontro

(ma io cazzo un incidente in macchina, pure grave, l’ho già fatto… Madame)

 

chissà chi mi ricorda questa che mi rincorre inferocita per punire il mio innocuo ed ingenuo errore (senza accorgersi della gravità dei propri)?

cioè??

esiste un collegamento tra la tipa di Lillo in discoteca, lo sceriffo (cioè le donne in generale nella loro peggiore accezione) e Il Principe 2.0??

 

allo sceriffo però non chiedo scusa

anzi

avrei dovuto prenderla io la sua targa

e poi denunciarla

per ingiustificato far west automobilistico notturno

 

e perché nel mondo in cui viviamo in teoria di sceriffi non dovrebbero esisterne…

veri, in borghese o fasulli non importa

 

et de toute façon

 

buon anno a tutti

<3

 

 

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