L’ineluttabilità è la scusa dei mediocri [cit]: Franco, Martino e il Principe 2.0

non so perché ma continuo ad associare due incontri fatti recentemente…

incontri che non c’entrano niente col sesso o tinder, ma che mi hanno catapultata entrambe le volte in una dimensione virtuale…

e cioè al di fuori del mio consuetudinario spazio di vita

 

ho conosciuto Franco che ha finito da poco di scontare tot mesi per stalking

e Martino, un homeless raccolto un paio di settimane fa al parco mentre pascolavo Nina

 

mentre inizio a scrivere questo post non mi è ben chiaro quale sia il collegamento fra i due,

ma per qualche ragione la mia testa continua ad associarli…

 

anyway

 

la particolarità della storia di franco sta fuori dal racconto…a latere…

cioè durante l’ora passata assieme, mentre appunto mi raccontava la sua storia, ogni tanto suonava il suo telefono, interrompendo il suo racconto

 

“ciao amore, ma sì! bevo il caffè e torno…tu intanto mettiti tranquilla a vedere un film, torno presto”

 

torno presto…dal tono si capisce che vuole rassicurarla

 

dall’altra parte del telefono c’è Lei che a lui è costata una condanna a nove mesi, alcuni dei quali scontati in carcere

 

(la cosa più interessante del suo racconto riguarda le giornate in carcere, gli ho fatto domande a raffica, ma non è l’argomento di questo post)

 

la cosa che stupisce è che la relazione tra lo stalker e la sua vittima non si sia conclusa dopo la condanna

si potrebbe pensare che lo stalker sia riuscito a mantenere il dominio sulla sua vittima anche durante l’incarcerazione

oppure, come vengo portata a fare dal racconto che mi sta facendo, che l’episodio giudiziario sia solo uno dei tanti passaggi di una relazione molto complicata…

 

questo per dire che se da una parte c’è uno che si becca una condanna a nove mesi per stalking, anche se forse non è proprio uno stalker né lei la sua vittima… non è che magari da un’altra parte quando lo stalking è reale questi dispositivi potrebbero non funzionare a dovere? un po’ come la questione della mia privacy sul nuovo dominio…

 

cioè la privacy funziona alla perfezione quando non serve a nulla

quando invece servirebbe funzionasse, magari non funziona

 

anyway

 

Martino invece è un homeless, cioè diciamo più che altro è un punkabbestia con cane appresso

Ma già dal cane capisci che non è il solito punkabbestia stereotipato
Si trascina dietro infatti Fatima, una labrador vecchia e buona che con Nina e’ andata subito d’accordo

 

Dormivano da una settimana (in pieno inverno) nel parchetto dietro casa

Gli ho detto: se ti serve qualcosa abito là, citofonami

Mezz’ora dopo diluviava…

È rimasto 4 giorni

Poi già ospitavo un amico che si è appena lasciato con la ragazza (rimasto homeless pure lui)

Sono stati 4 giorni di confusione

 

D’altra parte mi sono trasferita nella casa nuova anche se praticamente è ancora un cantiere

Quindi confusione per confusione…

 

Martino non è italiano, bensì austriaco

Non parla molto inglese e il mio tedesco fa schifo

Così più che altro rimanevamo in silenzio

Io facevo le mie cose, lui o andava in giro, o stava in casa a disegnare, per terra col cane

Un mercoledì mattina ha ripreso la strada

 

Ho tentato di capire un po’ della sua vita, ma la mancanza di un linguaggio comune rendeva la cosa troppo impegnativa per me che comunque ero presa dalla ristrutturazione in corso della casa.

A quanto ho capito lui (30 anni) ha una famiglia d’origine in austria che non vede spesso, ma che ogni tanto va a trovare. Credo che la sua sia una scelta di vita, non so però quanto ponderata, cioè quanto scelta…più che altro sembra uno abituato a vivere così…

 

Certo ad entrambi verrebbe da dire: ma ce la fate?

A franco: ma scusa quella prima ti denuncia e poi ancora che le stai appresso?

A Martino: ma scusa sei giovane, spigliato, hai imparato quanto la vita può essere dura, ma perché non uscire dal degrado?

 

Mi viene in mente il post di un amico di fb che finiva dicendo: l’ineluttabilità è la scusa dei mediocri

Oppure mi viene in mente il Principe 2.0 che c’ha riprovato di nuovo, a scrivermi (ancora?), dopo che di fronte alla mia onestà (non sono una pornostar) aveva già declinato. Mi ha riscritto di nuovo… (ma avrà capito il concetto della pornostar? mi domando mentre leggo)

 

“come sei messa tra oggi e domani?”

 

“stasera non ci sono, domani dopo le 2130”

 

“cmq te l’ho detto, secondo me sarebbe meglio lasciar perdere, ma se proprio vuoi vengo a sbatterti su quel tavolo”

 

(ero indecisa se riportarlo questo msg, ma d’altra parte questo è il Principe 2.0… il modo migliore per capirlo è leggerlo direttamente)

 

la scena alla bertolucci, la prima a cui mi ero sottratta, ammettendo di non essere una pornodiva…era decisamente più spinta di questa

 

d’altra parte, per evitare equivoci, l’ho ribadito:

 

“Io più di me stessa per come sn, nn ho da offrirti. Sigaretta, due chiacchiere, sesso. Una cosa normale insomma”

 

“dai sì lascia stare”

 

 

 

 

 

no ma tu sei squilibrato Principe 2.0

 

io preferivo quello reticente, timido che non ammetterà mai di esserlo, che  la timidezza gli si vede in ogni singolo movimento, quello che poi si lascia convincere, anche se lo fa sembrare una concessione, che non ha bisogno di scrivere certe cose (perché al limite, se gli va, le fa)

 

e scusami ma il tuo upgrade è assolutamente antisesso (nonostante le volgarità scritte in chat)…

 

frasi tipo “cmq io te l’ho detto che secondo me è meglio lasciar perdere”… non aiutano… e non hanno senso visto che sei tu che mi stai cercando, dopo che io sono stata onesta…

 

ma poi no… non è secondo te… perché questa (quella del lasciar perdere) è una riflessione che ho introdotto io con la mia onestà

 

se non sei capace di resettarti alla prima versione (e cioè di perdonare il mio pacco di settembre)

puoi evitare di stalkerizzarmi inutilmente?

 

 

 

 

 

Se poi ti venisse in mente che invece hai voglia di perdonarmi…

 

e visto che ancora non te l’ho detto:

 

 

scusa

 

 

la canzone non parla di scuse o pentimenti, la musica però descrive bene (almeno per me) l’emozione triste del rimpianto di non averci provato

una melodia semplice

 

accordi maggiori e minori in sequenza

senza fine

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=qlGQoxzdwP4&w=560&h=315]

Il principe 2.0

tra le varie tipologie umane incontrate su tinder mi  è capitato ultimamente di scrivermi con uno che sembra la versione evoluta del principe

Marco cerca qualcuna da “frequentare seriamente” (le parole sono sue)

ma non è la prima cosa che ti scrive

prima di arrivare infatti alla fatidica domanda “cosa cerchi su tinder?” la chat con Marco è stata piuttosto spinta

paradossalmente però, più gli davo corda e più la conversazione diventava meno erotica, e più intima e gentile

fino a quando non l’ha dichiarato: “cerco qualcuno da frequentare seriamente”

 

lo ripeto, lo riscrivo, perché ancora mi suona strano

 

alla fine pensandoci bene, più che la versione evoluta del principe, mi sembra quella speculare

cioè in realtà dicono la stessa cosa: (non) voglio

delimitano un campo entro cui dettare regole

(che mi sembra, tra l’altro, buona norma nelle questioni relazionali)

quello che credo sia fuorviante è voler stabilire da soli a che gioco giocare

cioè se vuoi giocare, per forza il gioco si sceglie in due…sennò sicuro uno dei due s’annoia…

ora il principe, nella sua versione 2.0 (quella alla bertolucci…) scoperta negli ultimi scambi di penna, aveva perso fascino ai miei occhi

tanto che quando ci pensavo, il suo volto ormai non riuscivo più a distinguerlo, nitido…

insomma stavo perdendo il fuoco (nel senso della messa a fuoco)

ma siccome l’ossessione evidentemente non è solo mia, e siccome quindi lui mi ha scritto di nuovo,

di nuovo mi sono vista nitido il suo faccino, rappresentato nel quadratino dell’avatar di fb

 

(quindi oook principe sei tornato nitido, non temere!

però verrebbe da dire: ti piace vincere facile…)

 

dopo il mio pacco di settembre qualche tempo fa, pentita, l’avevo ricontattato

ma la cosa si era richiusa di nuovo, con un nulladifatto…

cioè ricontattandolo dopo il pacco di settembre, ho ritrovato il principe aggiornato alla versione 2.0…quella da scenario erotico parigino alla bertolucci…quella che finisce in tragedia

(cheppppalle…. che poi quando le tragedie le vivi davvero mica sono così romanzate…mica tutti abbiamo una vita da cronaca nera o rosa…le tragedie di tutti i giorni e della gente comune non hanno tutti quei significati… è solo SFIGA)

 

perché cercare di infilarsi in scenari romanzati che finiscono in tragedia?

forse perché le tragedie di tutti i giorni sono mooolto noiose e cerchiamo di evadere?

 

anyway…la parentesi 2.0 l’avevo chiusa di nuovo, cioè in realtà l’aveva chiusa lui…

nell’ultimo scambio ci siamo invertiti…alla fine questa volta è stato lui a dirmi di no

cioè di fronte al principe 2.0 io mi ero dichiarata onestamente: “mi piace il sesso, anche se non sono una pornostar”

e lui molto educatamente aveva declinato: “allora no grazie”

 

(cmq anche per il principe 2.0 e i suoi squilibri non riesco ad evitare di nutrire grande tenerezza)

 

le parti si sono invertite compiutamente nel finale, con la mia risposta: “oook ciaociao”

 

a settembre (http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/09/16/oook-ciao-ciao-ovvero-la-fine-della-mia-dipendenza/) ero io che gli avevo detto “no guarda così non mi va” e lui “oook ciaociao”

era lui che aveva tentato di fare uno sforzo nei miei confronti (tipo portarmifuori a cena), e io non l’avevo capito, o forse solo non gli avevo creduto

mentre l’ultima volta è lui che non ha capito il mio sforzo nei suoi confronti (quello cioè di dare un’interpretazione accettabile della versione 2.0, cioè lo sforzo di seguirlo nei suoi contorti percorsi mentali)

 

cmq col principe sembra un girotondo, nel senso sia che continuiamo a girarci intorno (e questo dopo mesi inizia a sembrare davvero ossessivo) e sia che continuiamo a scambiarci di posizione

sarebbe bello però incontrarsi ad un certo punto

senza tanti fronzoli e fantasie

o spettri e paranoie

 

se disegnassimo i movimenti circolari reciprocamente compiuti per avvicinarsi e allontanarsi l’uno all’altra, verrebbe fuori un bel disegno

me lo immagino tipo un fiore con troppi petali,

o un balletto complicatissimo, ma delicato e leggero

 

 

 

nell’ultima settimana ho fatto tre incontri particolari e importanti

tra realtà e virtualità

(anche se il dating online non c’entra nulla)

 

Franco, appena uscito di prigione, scontati tot mesi per stalking

un homeless che ospito a casa mia per qualche giorno…cioè mentre scrivo si trova di fianco a me sul divano

una donna che chiamerò Paola, mi ha scritto all’indirizzo del blog

 

a ciascuno dedicherò qualche riflessione

ne voglio però anticipare una

 

con paola abbiamo una cosa in comune

 

l’idea precisa del momento in cui finalmente inizi a sentirti libera

quel senso di libertà impagabile

quando finalmente capisci cosa non funziona

quando inizi a sganciarti dalla paura del giudizio degli altri

quando finalmente ti accorgi che  di fronte a te non c’è nessuna platea

ma solo il tuo riflesso che cerca conferme nel tuo sguardo perso

 

e che perde tempo e tempo…

del tuo tempo

 

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=VIPkkKxRD2g&w=420&h=315]

 

 

 

 

 

immedesimandomi..

Sono sempre occupata nel mio esperimento…che durerà più del previsto

quindi per ora non ho molto da dire su tinder

ma qualcosa da scrivere mi viene sempre in mente

 

ad esempio

 

qualche giorno fa mi è capitato di recitare, per la prima volta nella mia vita…

ho dovuto tirar fuori una certa capacità di immedesimazione

e mi è venuto in mente il principe, mentre stavo lì aspettando il momento giusto per partire…c’ho pensato

proprio a lui

tipo al volto

 

anyway

 

il principe è andato

dopo l’ultima parentesi è scomparso

nella mia testa intendo

e infatti mentre cercavo di visualizzarne il volto non ci riuscivo

non riuscivo più a metterlo a fuoco

è stato cmq abbastanza semplice: detto, fatto

alcune cose succedono e basta e quindi è tutto molto semplice

anche se a volte è faticoso

ma non col principe <3

insomma la curva a gomito precedeva sì il termine del valico, ma dopo non c’era il lieto fine

c’era invece uno scenario erotico alla bertolucci

ci pensavo mentre mi concentravo per immedesimarmi nel personaggio… “alla fine con il pacco di settembre devo averlo fatto incazzare”

l’avevo convinto…saremmo andati fuori a cena..io però ho avuto paura…e poi c’era di mezzo l’angelo…e così ho tagliato i contatti

ed è andato tutto a rotoli

no…non mi ero immaginata o idealizzata federico..certo il principe a volte è azzurro (e non esiste), a volte invece ha dei colori normalissimi ed è umano… solo che è un cazzo di riccio chiuso come una roccia… che devi saper prendere in controtempo..sennò inciampi

e io non ce l’ho fatta

le cose e le persone in fondo vengono e vanno

quando se ne vanno, se ne vanno e basta

 

quindi la vita è tornata ad una sorta di normalità

anche se ho lavorato tutto il we e sono a pezzi

domani poi ricomincia la settimana e l’altro lavoro

 

io ho un lavoro più serio diciamo

e poi una miriade diversi

 

ecco nella mia vita, per via di quella mia fissazione per le vie di mezzo, ho accumulato una serie di esperienze lavorative disparate

viste tutte insieme spaventerebbero chiunque

devo scremare più che aggiornare il cv

ma non si tratta di una cosa positiva

 

poi, per quanto riguarda il lavoro serio, per via della parentela che mi lega al capo, non vengo presa sul serio

cioè sul lavoro fin troppo

è fuori che non mi prendono sul serio

amici, conoscenti, o anche sconosciuti…

sottovalutano tutta una serie di aspetti del mio lavoro… che lo complicano e che mi proiettano in una dimensione fatta di responsabilità che pesano a fine giornata, a fine mese, a fine anno

d’altronde anche nella più piccola decisione economica adottata si trova la vita di qualcun altro

è questo il significato io credo dell’economia e delle scelte che la riguardano (e cioè la politica): la vita degli altri

e cerco sempre di fare del mio meglio per valutare e prendere le decisioni migliori

ma è un continuo aver paura e provare, per superare

paura e coraggio

 

anyway

oggi (cioè ieri, cioè boh…qualche giorno fa) mi trovavo su un prato verde, in costume (nel senso…di scena)

tenevo tra le dita una collana appesa al collo, lunga fino alla pancia

e tra me pensavo: ecco di recitare non mi era ancora capitato

un ruolo poi che mai avrei detto di poter recitare!

(ma non dirò qual era)

 

ma in qualche modo mi sentivo a mio agio

 

davvero la vita non smette mai di stupirti…la sensazione del metallo del ciondolo tra le dita me lo dimostrava

 

io qua, vestita così, al freddo, ad aspettare in silenzio…

io così ci sto bene

come in pausa

aspettando l’occasione giusta per partire

 

 

[vimeo 24222149 w=500 h=275] <p><a href=”http://vimeo.com/24222149″>Sound of Silence – Typography in Motion</a> from <a href=”http://vimeo.com/line36″>Andi</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

 

 

 

 

 

domenica

 

mi ero ripromessa di non scrivere per un po’, per occuparmi di altro… sto preparando un nuovo dominio per il blog e ho iniziato il mio esperimento su tinder (di cui scriverò solo una volta concluso)

(oltre a fare  10000 altre cose che esulano dal blog e da tinder)

 

l’altro giorno tuttavia mi sono messa a scrivere…

 

 

mi sveglio troppo presto

cacchio non mi succedeva da un po’

ieri sera sono andata a letto tardi

ho visto un amico, insomma anch’io ho una vita fatta di incontri non virtuali

roberto ha un cane bellissimo

abbiamo fatto un lunga passeggiata al parco, aperitivo, poi sushi e tante chiacchiere

roby è uno che s’è fatto da solo nella vita, fin da piccolo

e siccome si è saputo prender cura di sé è uno che sta bene

e lo vedi per com’è col suo cane

un po’ come quelle cose che puoi scorgere quando osservi uno come guida

 

anyway

 

mi riaddormento, fino a mezzogiorno

ecco di riaddormentarmi davvero quello non mi succedeva da tantissimo

 

ottimo segno

 

a volte penso che a dispensare consigli sulla vita potrei passare per una che sta benissimo, che ha capito come affrontare le avversità…

 

mava

 

cioè, anche se a volte penso di averlo capito, questo in realtà non serve a nulla

perché poi c’è una parte di noi che i nostri ragionamenti mica li segue

sensazioni che vanno capite, cioè vissute

emozioni da addomesticare

 

mi sveglio a mezzogiorno con un senso di riposo addosso ormai dimenticato

ma questa è la sensazione più bella del mondo! penso

 

mi dò una mossa

vado a pranzo fuori

 

a casa di amici

in famiglia

 

ecco la famiglia è una di quelle cose che eventualmente puoi trovare anche dove non te l’aspetteresti

per esempio non nella tua, ma in quella di qualcun altro

 

insomma la famiglia è una di quelle cose che abbiamo scambiato per una cosa di sangue

quando in realtà è il frutto del superamento, della sublimazione, di certi istinti…

 

anyway

 

un po’ inizia a mancarmi la famiglia, dopo anni, anzi decenni (fin da piccolina) passati a pensare che la vita fosse il superamento di quei legami

ora scopro che quei legami mi mancano

ma che tuttavia non muoio se vengono stravolti dall’incedere del tempo e degli eventi

 

ma poi basta poco

io&nina siamo già una famiglia

 

anyway

 

il pranzo è un vero pranzo domenicale

di quelli che richiedono una mezz’ora di sonno sul divano subito dopo il caffè e la sigaretta

 

ma poi devo correre via di nuovo di fretta

devo impormi perché Fabio (il mio amico) non ha nessuna intenzione di alzare le chiappe dal divano

 

salutiamo e ce ne andiamo

devo andare in un’altra casa

fabio mi riporta alla mia macchina

mi metto alla guida

15 minuti dopo parcheggio e mi dirigo verso il 10 della stessa via

sono passati 21 anni dall’ultima volta che entravo in quel palazzo

 

sono venuta a salutare una vecchia amica, e la sua mamma invecchiata, ma che poi la vedi, la abbracci ed è sempre la stessa

io e federica per molte cose non ci conosciamo più, per altre da sempre

mi ha raccontato un po’ come se la passa

e poi c’è arrivata…al suo principe

 

ecco anche il principe è un concetto che puoi trovare dove meno te lo aspetti…nei pensieri di qualcun’altra per esempio

e assomiglia terribilmente a quello che ti frulla in testa a te

insomma il principe è davvero un concetto

oppure un momento, una fase, una curva a gomito per superare un valico

 

io la mia curva l’ho superata qualche giorno fa

 

gli ho scritto (al principe)

di nuovo (?)… sì…

avevo in mente quel nostro giovedì sera da recuperare

ma ci siamo solo scritti

(e magari prima poi scriverò nello specifico anche di questo)

 

non so cosa gli sia successo in questi mesi

fatto sta che federico è diventato un sex-addicted

anche lui??

e anche più spinto dell’originale direi

diverso…

diciamo…in stile -ultimo tango a parigi-

(cioè borderline)

WTF?

 

superare i limiti talvolta può essere un’esperienza avvincente che permette di scoprire scenari nascosti della propria vita (paradossalmente di rimanere ancorati alla realtà… ed evitare idealizzazioni…)

cioè un’esperienza importante!

e sono la prima ad esserne convinta

ma per riuscire a farlo bisogna aver ben presente dove stanno i limiti

 

non si fa in chat…

(cioè il sessoinchat è una cosa molto più banale..)

 

ma soprattutto per riuscire a superare i limiti, dal vivo e sul serio, bisogna saperlo fare… cioè per bene

insomma qualcosa in cui nulla è dato per scontato

come una torta

o chessò un ricamo

qualcosa che cresce e lievita oltre misura, ma senza scoppiare

 

o come un sorriso

 

(sembra facile sorridere

ma se è fatto sul serio,

allora è il frutto di un lungo percorso che ci ha permesso di evolverci

cioè superare noi stessi)

 

 

 

[vimeo 22917762 w=500 h=281] <p><a href=”http://vimeo.com/22917762″>Bryn Christopher – The Quest</a> from <a href=”http://vimeo.com/monumentmedia”>Monument Media</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riquadro 2 (Lui)

dobbiamo salire al 6° piano senza ascensore…lentamente, il cane arranca dato lo spessore dei gradini

io sono dietro di Lui, e dietro di me nina, il cane appunto

non mi giro a guardarla, questo mai (bisogna aver coraggio quando si instaura una relazione con qualcuno, fosse anche un cane…un po’ tipo orfeo…bisogna aver fiducia sennò ci si perde…che nel caso del cane vuol dire impazzire a rincorrerlo in giro ovunque)

Lui è bello, non solo da dietro…ha una bella schiena e un bel fondo schiena…che salendo le scale mi oscilla davanti agli occhi, ma è bello soprattutto per la sua espressione, anzi le sue espressioni, che ormai mi si sono fissate in testa

ogni tanto Lui si gira,

ma io non scompaio

al massimo arranco

 

a volte arranco mentre mi parla guardandomi negli occhi

o quando mi guarda senza parlarmi, e io senza guardarlo lo vedo

 

tutto sommato però questa cosa di arrancare mi sembra un punto cruciale

vitale…e non solo come dinamica relazionale

anche con le cose…le passioni ad esempio

appassionarsi a qualcosa vuol dire arrancare, almeno all’inizio

 

con il principe ho arrancato tantissimo per riuscire a costruire degli argini che permettessero di canalizzare, indirizzare, addomesticare la valanga di emozioni che sentivo dentro

fosse mai che a qualcuno di quelli che legge dovesse capitare… mi preme specificare che la valanga emozionale nel caso di un incontro nato virtuale può forse più probabilmente travolgerti, rispetto ad un incontro nato reale, per via di quell’ancoramento alla realtà che fatichiamo a mantenere (ok scusate parlo al plurale…anche se forse dovrei tornare al mio personale singolare)

ma forse la considerazione più giusta da fare…e non solo riguardo le valanghe emozionali e gli incontri della vita…ma proprio in generale…è che dipende dall’intelligenza (emotiva) delle persone coinvolte…

molto spesso è così: una cosa va bene o va male (è giusta o sbagliata) se viene fatta bene o male (giusta o sbagliata)

ora certo questo ragionamento se distorto può diventare una legittimazione ad una sorta di libertà d’azione cieca

no…alcune cose stanno fuori da questo confine

alcune cose sono sbagliate o giuste a priori

ma tutto il resto, quello che sta nel mezzo, trova un significato particolare ogni volta diverso

siamo tutti uguali (abbiamo tutti un naso, 5 dita… mi viene in mente Miracolo a Milano), ma anche tutti diversi

ma sto divagando

siccome (almeno) questo post non parla del principe…torniamo alle scale

 

siamo al 5°…nina non ce la fa più, inciampa e torna indietro di qualche gradino

me ne accorgo (anche se non mi giro)

la riacchiappo e arriviamo finalmente al sesto

entriamo in casa

si è trasferito da poco

siamo amici e ci tengo talmente tanto alla sua gentile amicizia che non rovinerò tutto col sesso

più ci frequentiamo e più capisco che devi scegliere: o sesso o amicizia

NON O SESSO O AMORE…che è la più grande stronzata detta da quando l’uomo ha iniziato a (stra)parlare del sesso… e cioè dalla fine del XIX secolo… su questo scriverò un post perché tra le tante cose studiate mi sembra proprio una questione cruciale

 

la casa è luminosa ovviamente, io e nina ci mettiamo sul divano, mentre Lui sbriga un paio di faccende

ancora tutto è sottosopra

ma dalla mia posizione intravedo nella stanza oltre l’ingresso, la cucina

non ho gli occhiali quindi mi alzo per andare a vederla

una volta davanti, la riconosco

è la stessa che ho scelto io

sento una stretta al cuore

(ancora?)

col mio ex la storia era finita anche molto per via della differenza di gusti che col tempo si era aperta tra noi, una voragine quando decidemmo di comprare casa assieme (cosa che appunto non è  mai avvenuta…non siamo riusciti a trovare una casa che piacesse ad entrambi…detta così sembra una stronzata, ma non lo è)

(ecco anche sul gusto vorrei scrivere qualcosa)

 

quella stretta al cuore mi spingeva a girarmi per correre da Lui

ma non l’ho fatto, per due ragioni:

quella cucina, anche se è casa sua, non l’ha scelta Lui (ma poco importa…un segno del destino è una stretta di pancia, non c’entra il ragionamento…)

bisogna imparare a fidarsi delle proprie emozioni, così da viverle fino in fondo, senza scappar via a cercare riparo (magari tra le braccia di qualcuno)

 

Ho deciso di provare a fare un esperimento con tinder

di cui scriverò una volta concluso

temo quindi di dovermi assentare per un po’ dalla mia bacheca wordpress

 

sarà credo interessante e divertente

ma ci vorranno almeno un paio di settimane

 

la canzone che posto di seguito non ha nessuna attinenza con il riquadro descritto

era un po’ che non mi capitava di ascoltarla

poi l’altro giorno, non ricordo dove, mi è comparso sullo schermo l’album… illmatic (ho così scoperto che  esiste il seguito…stillmatic, ma non è bello come il primo…)

 

anyway

 

Represent è la più bella di illmatic

mi piace

per questo la posto

(anche se non c’entra nulla)

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=QKYkDwzi-FI&w=420&h=315]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Riquadro 1 (donne al volante)

d’improvviso… un istante, ma anche un’eternità

ha la mano dx sul voltante, le ruote girano verso sinistra…d’improvviso vuole fare inversione, nonostante il monito della linea continua, senza soluzione di continuità
siamo di fronte all’istante in cui decide che le serve anche una mano sul cambio…evidentemente non è automatico, nonostante le dimensioni del suv possano lasciarlo immaginare e invidiare (è comodo, non so se avete mai provato, poco exiting ma comodo)
decide che deve scalare…mettere in folle, decide che forse venirmi addosso non le conviene

quindi passerà la destra sul cambio, e sul volante la sinistra, inerme già da un po’ a confermare un atteggiamento disinvolto alla guida. Solo confermare però… perché la disinvoltura in realtà (forse nei confronti della vita stessa di cui la guida automobilistica rispecchia aspetti fondamentali) è preannunciata molto prima al nostro sguardo dalla disinvoltura attraverso cui questa quasi-non proprio-aggraziata-giovane-signora trangugia (ma mai del tutto, più che altro continuativamente) un fantastico chewingum.

siamo una di fronte l’altra, seppur secondo una prospettiva trasversale alla strada: lei vuole fare inversione, io nel senso contrario passo sulla corsia di sinistra preparandomi a girare al semaforo

potrebbe sembrare un quadro, nel senso che non manca niente, cioè un quadro ben fatto e ben costruito, in tutti i suoi elementi e su tutti i suoi livelli narrativi

una scena, non una fotografia

un fotogramma che racconta più di un’immagine ferma.. racconta cosa succede in quel momento, ma ci dice anche qualcosa su quello che succedeva prima e suggerisce anche magari qualcosa di quello che succederà dopo quell’immagine in scena

è pomeriggio, c’è il sole ma non si muore di caldo, sono in ritardo

dall’alto del suo sedile la giovane donna è impassibile, potrebbe essere in ritardo anche lei, ma non lo darebbe comunque a vedere

io tiro dritto, è verde

l’incrocio di sguardi è inevitabile

la giovane donna rimane impassibile, mi vede ma il suo sguardo trasogna altrove, laddove il chewingum la sta portando

dietro di lei si percepiscono sullo sfondo un parco, la fermata dell’autobus, i passanti e quelli che aspettano…a me sembra che tutti guardino la donna e il suo chewingum

il chewingum ha un ruolo importante, è il centro della prospettiva e del movimento del quadro: se si osserva bene, la traiettoria del movimento delle due macchine include, al centro di un cerchio immaginario, le nostre espressioni facciali: la sua è quella che cattura l’attenzione di chi osserva il quadro, la mia invece è quella in cui l’osservatore si identifica, cioè è quella soggettiva, mentre il chewingum appunto rappresenta l’oggetto da osservare

la disinvoltura cattura sempre l’attenzione

e così la sua, anche solo per un attimo, la mia, poi svolto

 

se mi fermo un attimo e dall’esterno osservo questa scena, scopro subito che a me manca esattamente qualche dose di quella disinvoltura da chewingum

solo qualche dose, perché un sovraddosaggio non fa mai bene, a nessuno…la quasi-non proprio-aggraziata-giovane-signora ne è una prova vivente, ma mi ricorda appunto che in quantità modica non mi farebbe che bene

È agosto, nonostante non lo sembri a guardare la scena (e nonostante non lo sembrasse neanche allora a viverla)..

Indosso una gonna…ma non mi piace

cerco di dimenticarmela anche se non ci riesco, chissà perché ho scelto proprio quella…sono piena di gonne, anche se solitamente non ne metto

in quell’istante di incrocio di sguardi riesco però a dimenticarmi della gonna, del ritardo e del mio appuntamento (sono molto agitata a riguardo)

strano… l’unica cosa che mi riesce a distrarre è l’espressione di questa qui

 

poi col tempo c’ho ripensato

e mi sono rimessa davanti a quel quadro parecchie volte ad osservarlo

poi un giorno ho capito…

 

era una premonizione, se l’avessi colta forse l’appuntamento sarebbe andato meglio

(più disinvoltura da chewingum…)

 

Allora una volta c’ho provato

ho provato a vedere se riuscivo a recuperare qualcosa che sentivo di aver perso quel giorno, a quell’appuntamento,

quindi c’ho provato

ho acceso  tinder apposta per fare questo esperimento

-cioè davvero magari il mio è solo un problema da mancanza-di-disinvoltura-da-chewingum-

 

ho scorso molti profili, prima di trovarne uno che sembrava piacermi senza troppe remore, cioè di pancia

mi metto così a chattare con Alberto,

poche chiacchiere, più chewingum

ci siamo visti quella sera stessa

(e sto parlando di sesso)

 

poteva essere la cosa giusta da fare

di quelle che ti liberano dalle paure, e che ti fanno sentire libera

ha funzionato?

è stata una serata piacevole, che ricorderò con piacere, benché non sia stato l’appuntamento della vita

diciamo che per funzionare non serve solo disinvoltura da chewingum (ma cmq serve!…è stato forse l’appuntamento senza impegno migliore della mia vita)

serve anche la persona giusta che sta aspettando a quello stesso incrocio dove anche tu ti sei fermato, aspettando di svoltare

basta un incrocio di sguardi che ancora non si conoscono, ma che in qualche modo e per qualche strana ragione già si sono riconosciuti,

cioè al limite bastano due donne diverse, una di fronte l’altra per un attimo, a restituire equilibrio e senso al quadro

basta un incrocio di sguardi per ricordarti chi sei, cosa facevi prima, e cosa vorresti fare dopo

e così superare le tante bufere della vita

 

in questo il sesso non c’entra

 

 

 

 

Blizzard, l’album di Fauve, ha rappresentato, con il principe, l’altra grande ispirazione che mi ha portata su wordpress

 

[vimeo 64874264 w=500 h=281] <p><a href=”http://vimeo.com/64874264″>FAUVE ≠ BLIZZARD</a> from <a href=”http://vimeo.com/nokipowlonski”>noki Powlonski</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

io e il blog (part2)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=KYfNaL9lODs&w=420&h=315] 

 

ci sono altre ragioni che mi hanno spinto a scrivere questo blog, oltre quelle dell’ultimo post sull’argomento (http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/11/05/io-e-il-blog-part1/), ragioni più generali, meno specificatamente tarate su tinder o sul principe

una volta ero a bere un aperitivo con uno conosciuto su tinder, incontrato una volta, mai più visto

ad un certo punto, non ricordo come c’eravamo arrivati, parlavamo di scuola…forse partendo dalle proprie esperienze personali, fatto sta che ad un certo punto gli chiedo: “ma secondo te, se una classe di bambini è indisciplinata, di chi è la colpa? Dei bambini o del maestro?”

“ovviamente dei bambini (hai presente le famiglie al giorno d’oggi?)…ai bambini bisogna insegnare l’educazione…”

ecco non l’ho mai più visto…

credo che sia troppo facile prendersela con dei bambini, e toppo banale con le famiglie…siamo figli del mondo, e quindi dovremmo impegnarci a costruire relazioni elettive oltre che parentali (a tal proposito…se avete voglia andate a leggervi almeno la prima parte di questo articolo: http://www.liberascuola-rudolfsteiner.it/main/home/main.asp?mode=m3&ida=155)

ci vuole davvero un po’ più di tenerezza nella vita

e ci pensavo ieri, perché ero in giro con nina…che già è cucciola, poi è proprio pure bellissima

(ma davvero è un fenomeno impressionante…ogni giorno ci sn almeno una decina di persone che ci fermano per fotografarla)

e pensavo: cacchio sei proprio tenera nina

e sembra una cosa rara… la tenerezza

ci pensavo mentre mi incamminavo verso il bar, per un bicchiere di prosecco, in solitudine dopo il lavoro

ma ovvio da quando c’è nina, è difficile farsi i cazzi propri

al bar c’era sto tizio, un giovane ragazzo, gentile e timido mi sembrava, che con un amico beveva una birra, e saluta nina. Lo rivedo fuori dal bar, mentre si accende una sigaretta. Gli chiedo da accendere, e così inizia a parlare mentre accarezza il cane (che per ora ancora non cammina in giro…e se ne sta dentro la mia borsa)

quindi questo ragazzo mentre fuma mi fa tutto un ragionamento sulla tenerezza che, mentre lo fa, penso “lo devo scrivere nel blog”, e allora improvvisamente mi faccio più attenta, ribatto per cercare di capire meglio il suo pensiero

che credo sia più o meno questo:

cioè lui teorizzava circa l’esistenza non solo della tenerezza come sentimento generico ma proprio come oggetto concreto, cioè come reazione ad un preciso tratto stilistico della natura che serve a favorire legami di protezione (e qui si torna alla questione del maestro)

e forse è anche vero credo…tipo in natura i cuccioli di una specie fanno tenerezza anche ad altre specie… tipo esistono le adozioni tra specie diverse…

finisco la sigaretta e lo saluto:

“ciao bello” (ma da dove mi escono fuori certe espressioni? Non sono una tipa da -ciao bello- eppure non poteva uscirmi meglio)

vabbuò (che è un’ottima traduzione per anyway)

solitamente dopo il bar mi incammino tornando verso l’ufficio, e mi fermo per fumare sul ponte mentre guardo i treni che passano

ieri sera invece ero in ritardo per un appuntamento con un’amica…e avevo la macchina di fronte al bar

-quindi fumo qua fuori senza arrivare al ponte- penso

mi son persa l’ultimo treno (adoro guardare i treni che passano…che vanno e vengono nelle due direzioni), ma ho guadagnato un po’ di tenerezza… perché alla fine sto tizio che parlava di tenerezza mi ha fatto tenerezza

cioè la tenerezza è una strada a doppio senso, è soggettiva ma anche oggettiva, è tenera nina, ma è tenero anche il tizio che si intenerisce di fronte alla sua tenerezza

cioè tipo tenerezza chiama altra tenerezza…

mi ha scritto uno sul blog e ci siamo scambiati qualche impressione sul dating online, quando gli ho raccontato che arrivava nina ha risposto dicendo: “bello, ma è una grande responsabilità”

ecco appunto, la tenerezza favorisce la presa in carico di questa responsabilità, anzi è proprio la chiave per la riuscita di una relazione affettiva e pedagogica

la tenerezza credo sia il meccanismo più importante che a sua volta fa scattare l’(auto)ironia e così le relazioni fluiscono meglio, come ripulire un motore vecchio e incrostato

ma cosa c’entra lo spignatto nel mio blog?

(per chi non sa cosa sia lo spignatto cerchi su internet!)

ma lo spignatto è una questione di chimica e d’amore!

nel senso di “passione” (l’ultimo ordine online è aperto da un mese perché è una questione di precisione che solo con tanta pazienza puoi affrontare…amore e pazienza… rimandano ad un altro post… http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/10/13/amore-passione-e-tanta-pazienza/)

e nel senso di amore per il prossimo…divulgare qualche notizia sullo spignatto è una buona azione!

ecco credo che il mio blog abbia a che fare con questi argomenti: la pedagogia, la tenerezza e l’amore (per il principe e per il prossimo)

cioè non fraintendetemi, non voglio mettermi in cattedra

anzi in cattedra ci metto semmai le esperienze, mie e altrui…di chi voglia raccontarle (quindi non chi, ma cosa)

l’amore per il prossimo non è il mio amore per gli altri, ma l’amore tra le persone… i modi di fare, pensare e sentire, come si intrecciano o si evitano tra loro, è una questione di chimica

come due elementi diversi che trovano in un certo momento, luogo, occasione, una forza attrattiva eccezionale che permette loro di mescolarsi l’uno nell’altro (come per lo spignatto…tipo l’emulsionante…ma non solo e tanto altro…più in generale la trasmissione di qualità tra sostanze diverse)…

o che so… come un abbraccio…

questa è una tematica ricorrente nella vita, anzi forse è proprio la vita stessa, la modulazione di questa forza attrattiva che interviene su di un foglio altrimenti per sempre bianco, o nero.

quindi col blog cerco di scrivere il mio pezzettino di foglio, scrivere di amore, amore per il prossimo attraverso uno sguardo che riesce ad intenerirsi per non cadere nella frustrazione che spesso le relazioni umane impongono

e infatti sembra che almeno abbiamo questa risorsa (doppia), e cioè di poter essere teneri e inteneriti allo stesso tempo

certo non sempre, solo quando scattano certi meccanismi, che non sembra proprio si possano controllare. Non c’entra niente il destino io credo, cioè si tratta di una cosa molto più oggettiva del destino che impersona una soggettività divina…

cioè a volte certe cose accadono e basta, e non bisogna spiegarsele, perché se lo si fa allora l’occasione elettiva finisce in tragedia (tipo se ci pensavo troppo nina mica la prendevo, oppure sceglievo la sorella… e non sarebbe stata la stessa cosa…invece mi sono fidata della sensazione…ed ho fatto bene… ho scelto la più sfigata, perché pensavo -magari non è troppo agitata- e infatti è bravissima)

 

spiegare è come voler invertire un ordine, tipo prima/dopo, causa/effetto, soggetto/oggetto, voler invertire l’ordine, ma mantenendo quella sicurezza che ci darebbe se lo seguissimo

cioè bisogna scegliere ahimè… l’onda o la spiaggia… (l’onda e la spiaggia insieme fanno tragedia, fanno impatto)

cioè bisogna farsi trasportare dall’onda invece che cercare di domarla coi piedi fissati a terra, ma la fiducia ahimè è una questione delicata, di vita o di morte, almeno per come spesso la viviamo.

oppure decidere di rimanere a guardare da lontano la mareggiata

in ogni caso ci vuole  davvero più tenerezza (e davvero più indignazione quando, venendo meno, si finisce in tragedia)

cioè può venir meno la rettitudine, la morale, la deontologia, la disciplina, il rispetto pure… ma se viene meno la tenerezza per l’altro (quando quello ha bisogno di noi) allora siamo finiti, evoluzionisticamente parlando (anche se l’evoluzionismo è stato sorpassato…)

fottuti…(e non parlo di sesso)

 

io quindi scrivo il blog per scrivere di queste cose

 

 

 

suono il pianoforte

fin da piccola…avevo 5 anni quando mi sono messa davanti a quei tasti (giganti per me a quel tempo)

forse è allora che ho sviluppato la mia ossessione per le vie di mezzo….cioè per via della sensazione che fosse dall’unione di bianco e nero (i tasti…le partiture) che veniva fuori la magia

 

in ogni caso la musica classica da lì mi ha sempre accompagnata

scelgo quindi due pezzi che ho passato anni ad ascoltare meravigliandomi all’infinito, ogni volta

quei pezzi che riescono ad ispirare malinconia e speranza allo stesso tempo

 

se penso a tutta la pioggia che è caduta…

vien voglia di saltare direttamente a dicembre (o di tornare a luglio)

ma non avrebbe alcun senso

anzi bisogna cogliere l’occasione e imparare a costruire degli argini (e questo per davvero…viviamo proprio in un paese del cazzo…cioè straordinario e peggiore ad un tempo)

costruire degli argini affinché l’onda possa infrangersi senza farci fuori,

 

cioè alimentarci più che distruggerci

 

(io sono ancora paradossalmente convinta che ce la possiamo fare…amore e pazienza)

 

<3

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=eH4oGJcCzdM&w=420&h=315]

 

 

io e il blog (part1)

 

perché? Cioè… come mai un giorno ho deciso di mettere su un blog parlando di quello che mi succedeva usando tinder?

cioè… perché una sera ho pensato che fosse interessante per me scrivere e per altri leggere queste storie?

 

1) l’ispirazione (ovvero le premonizioni e il principe)

 

la mia prima ispirazione è stato il principe, l’ho già ampiamente spiegato

credo che se lui non fosse stato la mia prima chat e il mio primo incontro, forse non avrei mai sviluppato questa ispirazione…

cioè la prima risposta da dare a questa domanda consiste quindi in quella valanga di emozioni, sensazioni e premonizioni che l’incontro con federico ha prodotto in me

una valanga che tuttora accompagna le mie giornate, un surplus emozionale che non sapevo dove mettere, come catalogare, ma soprattutto come impiegare dal momento che a lui quest’onda non l’aveva preso

cioè ero sola ad affondare

ho cercato di domarla quest’onda, certo non ci sono ancora riuscita

l’onda non si esaurisce, cioè è una vera ispirazione

anche se appunto è rimasta monca

cioè per quanto mi riguarda non sono riuscita a buttarmi senza paracadute

(che nel caso specifico era il suo numero di telefono, non ha mai voluto fornirmelo)

non ce l’ho fatta, forse proprio nel momento in cui riuscivo a intravedere uno spiraglio

ma poi… anche ora avessi capito (troppo tardi) che la cosa del numero era una stronzata,

ma cosa posso fare…

continuare a stalkerizzarlo?

ho sbagliato la mia scelta e basta (anche se è difficile ammetterlo)

in ogni caso ho fatto tutto da sola, nel bene o nel male, quindi me ne assumo la responsabilità

ecco la decisione di scrivere questo blog… che è stata un scelta progressiva, cioè non è che lo decidi e lo fai…diciamo che lo decidi e inizi a farlo… e vedi che succede, se continui oppure no…la decisione dicevo ha seguito lo svolgersi della storia del principe, nel cui solco si sono costituite le fondamenta del blog

nella storia del principe ci sono un sacco di cose importanti, tipo l’amore, la virtualità, le premonizioni… cioè quelle capacità che vanno oltre quello che ci si immagina di poter fare col proprio cervello, quando ci si lascia un po’ andare… tipo provare a fidarsi, ma non di qualcun altro…più che altro (tornare a) fidarsi delle proprie emozioni

e così visto che non ci sono riuscita col principe, c’ho provato col blog

e questa è la prima ragione

cioè proprio cosa mi spinge a farlo

forse quando finalmente me lo sarò dimenticato (il principe) potrò concludere anche le storie del blog

 

chissà… perché poi io ho anche una mia vita offline

cioè sfatiamo questo mito (dal pudore tutto italiano) che nel dating online circolano solo sfigati? Che siccome nella vita reale non riescono a racimolare incontri, ci provano davanti ad un computer

cioè sfatiamo questo mito dell’essere sfigati-out (cioè proprio come me) come la cosa peggiore al mondo?

(forse in realtà non è così male, visto che poi per crescere sembra che una delle cose più importanti e difficili da superare sia la paura del giudizio degli altri)

anyway

anch’io ho una mia vita offline

anche quella talvolta un po’ virtuale

d’altra parte da quando ho iniziato a usare tinder i miei incontri offline sono paradossalmente diminuiti, faccio meno la cretina in giro la sera ad attaccar bottone, ho scelto gli amici agli amanti, ho deciso che voglio comunicare on- o off- line, cioè in ogni caso, invece di parlare e relazionarmi senza comunicare per davvero

è anche per questo quindi che ho deciso di scrivere questo blog, per sfatare la polarizzazione reale/virtuale (anche la vita reale è un po’ virtuale, e mi piace raccontare quello che sta nel mezzo, e cioè le premonizioni)

 

anyway

 

2) il ragionamento (ovvero il problema della fiducia)

quella sera che decidevo se scrivere o meno questo blog riflettevo sul fatto che tinder mi sembrava risuonare questa corda… andasse a toccare questo fatto, del provare a fidarsi, un po’ per il genere di applicazione che è, un po’ per come è strutturata e un po’ anche proprio per come è organizzata la user experience… ma su questo ci si potrebbe scrivere un (inutile) trattato

ripartiamo dal fatto che anche la vita offline è spesso virtuale (cioè sono virtuali le percezioni talvolta, più o meno dipende)

per esempio quando avevo 14 anni (cioè il primo anno delle superiori) ho avuto la mia prima cotta

ora la prima cotta chiamarla così è una cosa orribile

si ok rende l’idea… ma non la esaurisce…

lui (chiamiamolo… fabio) era bello, già a 14 anni, molto probabilmente da sempre

un po’ tipo bellezza perfetta

ma non solo, c’era qualcos’altro, la percezione seppur virtuale (noi non ci conoscevamo direttamente… al massimo qualche battuta a qualche festa.. ma questo si perde nei miei ricordi) la percezione virtuale dicevo di una persona buona, ma dire buona non rende l’idea (anche se la esaurisce forse)

cioè -buona -poi sembra un’espressione buonista all’italiana

diciamo lo sguardo di una persona onesta… leale (a se stessa)…anche se si parla solo di un ragazzino

questa premonizione ha dovuto attendere un sacco di anni prima di trovare una rispondenza concreta

io e fabio ci siamo rincontrati una cosa come 15 anni dopo e siamo diventati amici, cioè ancora lo stiamo diventando…ci si conosce… pian pianino… che è l’unico modo intelligente per farlo

tipo un movimento lentissimo e millimetrico

ma ora posso dirlo, e non solo pensarlo: lui è esattamente come me l’ero immaginato

non mi aspettavo di rincontrarlo, figuriamoci così senza aspettarmelo, senza neanche ricordarmelo

che flash rivederlo mentre scende dalla macchina, mentre quell’altra prima valanga di emozioni torna fuori fresca come una rosa da sotto la coltre delle mie esperienze sedimentate

10 anni fa sono rimasta coinvolta in un incidente automobilistico, la botta in testa fu piuttosto energica, spezzò in due l’arco temporale della mia vita, prima/dopo…cioè risvegliandomi i ricordi che tornavano dal prima furono in gran parte filtrati (tipo filtro a maglia strettissima), tra quelli sopravvissuti fino al dopo (15 anni..) c’è quindi anche la valanga emozionale della mia prima cotta

cioè… nonostante la virtualità delle sensazioni dei miei 14 anni e della la prima cotta (cioè un amore vissuto nel silenzio dell’imbarazzo), 15 anni dopo, dopo un’emorragia cerebrale e conseguente coma indotto (dopo cioè chissà quanti ml di morfina a ripulire il mio cervello), un giorno di primavera me lo vedo là, uguale, cioè riconoscibilissimo con quell’aura attorno, precisa e identica a come la scrutavo dai gradini di quel primo anno di liceo mentre lui arrivava la mattina in motorino

(l’anno seguente cambiò liceo, e non lo rividi più)

a volte i ricordi rispuntano fuori così, all’improvviso

non pensavo sapesse di me, cioè non del fatto che mi piaceva, ma proprio del fatto che esistevo… e invece rincontrandoci ho scoperto che si ricordava di me, che sapeva chi ero, e pure il mio nome…

a me sembrava già di conoscerlo quando non lo conoscevo, come poi è successo per davvero 15 anni dopo, cioè lui effettivamente è davvero un po’ come me l’ero immaginato, certo non solo, ma anche, e altro ancora

 

cioè fidarsi è difficile (tipo col principe che al suo primo spiraglio sono scappata…è questione di tempistiche…poi certo lui che cretino il suo numero poteva anche darmelo…)

certo a lui molto probabilmente tutto questo non direbbe molto

ma a me continua e continuerà a sussurrarmi all’orecchio un’ispirazione d’amore

quindi per questo scrivo il blog

per via di quest’ispirazione che mi rende più coraggiosa nella sfida che lancio a me stessa, cercando di fidarmi delle mie sensazioni

 

3) lo stalker (ovvero perchè dovrebbero interessare le mie storie?)

ma perché la scrittura? E perché un blog?

al blog ho pensato perché una volta sono stata io la protagonista di un blog , ma non nel senso che lo scrivevo, piuttosto nel senso che qualcuno scriveva di me

avevo frequentato questo ragazzo per un po’, ma la cosa non era andata per via della sua gelosia OSSESSIVA (ora vorrei aprire una parentesi enorme sullo stalking…cioè in generale, non sugli uomini che stalkerizzano le donne, ma non lo farò qui sennò non finisco più)

cmq ad un certo punto ho tagliato corto e gli ho detto che non volevo più vederlo, lui è un attimo impazzito, e tra le altre si è messo pure a scrivere un blog su di me nel quale raccontava la nostra “storia” capovolgendo di segno la realtà…cioè la vittima era lui…

La scrittura serve quindi per rielaborare (o non rielaborare qualcosa)

cioè serve a tante cose, serve per (s)muovere, catalogare, o spiegare, rielaborare ma anche elaborare, spiegarsi o interpretare, ma anche per sbagliare, cioè scrivere vuol dire proprio “fare” qualcosa, trasporre un’idea su di un piano più concreto

cioè tipo: idee, parole, azioni

la parola è davvero l’unica cosa magica che abbiamo (l’ho già scritto qualche post fa) perché può trasformare un’idea in azione

 

“ma perché dovrebbe interessare la lettura di questo blog?” mi domandavo quella sera che decidevo se e cosa scrivere in un ipotetico blog su tinder

bè NON LO SO, mi dicevo, mi veniva però da pensarlo, da immaginarlo (da premonirlo?)

e poi ho provato a fidarmi di questa sensazione

 

 

quindi in definitiva perché mi sono messa una sera a scrivere?

 

Mi sono messa a scrivere pensando al principe

immersa in un surplus emozionale infilato in un blog

 

e da qui chissà dove…

FullSizeRender (1)

 

La canzone che posto è stata l’inizio delle rispondenze con il principe

è una bellissima canzone

e la dedico a tutte le persone coraggiose che non si lasciano sopraffare

 

 

[vimeo 49442252 w=500 h=281] <p><a href=”http://vimeo.com/49442252″>FAUVE ≠ NUITS FAUVES</a> from <a href=”http://vimeo.com/nokipowlonski”>noki Powlonski</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

ammettere di essersi sbagliati

questo post ho iniziato a scriverlo qualche giorno fa… venerdì per la precisione…prima di arrivare fino a Bergamo per incontrare un chirurgo
(ma non si trattava di dating oline)

pensavo (essendo molto sfigata di mio) che fosse normale rientrare in quella % statistica (0,8%) che -si opera ma poi gli torna il problema- e già avevo dato un senso all’ennesima sgifa (e cioè -sono sfigata-)

bé in realtà non è propriamente così (anche se forse e paradossalmente era più facile da pensare)

in realtà sembra (anche se non si può dire… io cmq me ne frego e lo scrivo) che chi mi ha operato per primo, non deve averlo fatto con la solerzia e la precisione che ci volevano

non mi devo neanche ri-operare ora…non ancora, è troppo presto

(tra 3, 5 mesi o 10 anni non è dato sapere)

“vabbé dottore a questo punto non posso comunque levarmi il pensiero ora?”

“no, non avrebbe senso!”

“ma posso fare tutto quello che mi pare nel frattempo?” (parlavo di sforzi…tipo andare in palestra)

“fai tutto quello che vuoi”

(che bello)

ecco ci si sbaglia, si costruiscono castelli che poi sono difficili da smontare, anche se a smontarli ci si guadagna

per questo conviene sempre rimanere aderenti alla realtà

dopo aver raccontato di bergamo, viene forse ancora più a senso quello che avevo iniziato a scrivere venerdì, prima della visita

 

venerdì mattina:

 

Vorrei scrivere un post per raccontare com’è che mi sono messa a scrivere questo blog

ogni tanto leggo quello che scrive un blogger, uno che scrive bene, ma niente di che (pensavo)… un po’ come la prima canzone postata dal principe…

ieri sera però ho letto il post in cui spiega come ha iniziato a scrivere il suo blog

😮

e sono rimasta a bocca aperta
che sapesse scrivere bene appunto l’avevo facilmente notato, e non mi dispiaceva (mi sembrava però che lo lasciasse a intendere un po’ troppo ostentatamente)

ieri sera, a risuonare bene oltre la forma, c’è stato anche il contenuto che mi ha stesa… cioè una prosa che mi ha travolta, investita, nel senso che mi ci sono pienamente identificata (un po’ evidentemente per affinità generiche e un po’ per la sua bravura a descrivere le emozioni)

quindi ho dovuto ammettere con me stessa che mi ero sbagliata… non di moltissimo, comunque non mi dispiaceva quello che scriveva
però ecco non avevo colto minimamente lo spessore reale

proprio come la canzone sulla bacheca fb del principe (che poi quando l’avevo ascoltata mi aveva fatto piangere)  http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/08/04/federico-prima-dellincontro/

e non so…sono rimasta un po’ perplessa…stamattina al risveglio c’ho ripensato, e l’ho ammesso

-non- avrei potuto far finta di niente (anche se la maggior parte delle persone fa così)

quindi ho ammesso l’errore, ho cercato di essere onestamente me stessa…e ora lo leggo con occhi diversi

 

(a nominare il principe mi viene in mente che ho dimenticato di scrivere che ho rivisto l’angelo…molto velocemente, ma è successo con seguente scambio di sms …che palle però…molto meglio sentirsi che tirarsi scemi a scrivere…o non sentirsi proprio…per questo ho tagliato corto e l’ho salutato velocemente su wapp)

c’è questa enorme differenza tra il principe e l’angelo

entrambi mi hanno tenuta come sospesa su un filo sottile
il principe però lo sapeva, e credo pure gli piacesse
l’angelo assolutamente non se ne rendeva conto (anche se lo faceva), e credo comunque che se l’avesse capito, cmq non gli sarebbe piaciuto

quindi
il principe ha fatto un po’ lo stronzo, ma in maniera evidente e io mi sono difesa bene
l’angelo invece mi ha lasciata indifesa, nonostante appunto i suoi modi angelici…che rarefacevano la carica del meccanismo, ma senza esaurirla

ecco ma una via di mezzo?
cioè normalmente le relazioni (non i fidanzamenti!) dovrebbero essere delle vie di mezzo, una strada comune, per conoscere e farsi conoscere

forse loro non sono tipi da vie di mezzo…
ecco in questo forse mi sono sbagliata (non sulle emozioni provate)

anyway

non sono solo io che faccio fatica ad ammettere di sbagliare

vorrei commentare ancora una volta quelli che insistono sul conoscersi a casa loro

ne ho incontrato un altro così su tinder…che insisteva

seppur meno prepotentemente dell’ altro ( http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/10/12/lettoriscrittori-pt-promoting-himself-part1/ )

ma giù a insistere proponendo ragionamenti (il)logici (WTF?!)

se ti ribatto e riesco a dimostrarti ragionevolmente di aver ragione, PERCHE’ NON AMMETTERLO?

 

ma sapete quanto è irresistibile un uomo che sa ammettere nel modo giusto di aver sbagliato…?

in confronto poi ad uno che invece fa il saccente dicendo stronzate??

 

ANYWAY (!)

 

ci sono delle keyword ricorrenti che conducono al mio blog, due in particolare

“tinder pericoli”

“tinder funziona” (che non è funzionamento di tinder…)

 

credo che tutti nelle relazioni abbiano paura di rimanere fregati (non solo nei fidanzamenti)…di trovarsi a vivere quel momento in cui devi ammettere (magari pure con estrema sofferenza) “pensavo di averci azzeccato (finalmente) e invece cazzo…in realtà…mi stavo pienamente sbagliando…”

certo se uno digita “tinder pericoli” sul motore di ricerca sta pensando ad altro genere di pericoli …

ma io invece, ogni volta che leggo quella kw sulla pagina delle statistiche di wp, mi viene da pensare a quel pericolo: quello di rimanere fregati nello scambio relazionale con un’altra persona

 

dell’altro genere di pericoli ho già scritto, e già dato suggerimenti a riguardo…

 

per quanto riguarda invece il pericolo di rimanerci fregati io penso questo:

(ma è un pensiero applicabile alla vita, cioè alla vita in generale… oltre le relazioni e tinder)

 

tinder (o la vita in generale) funziona (meglio) se riesci a superare (non so come, e in un modo mica uguale per tutti immagino) la paura di rimanerci fregato

 

[vimeo 4435893 w=500 h=281] <p><a href=”http://vimeo.com/4435893″>Depeche Mode – Wrong</a> from <a href=”http://vimeo.com/depechemode”>Depeche Mode</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

 

 

 

 

sessoinchat Tizio1 (part1)

La chat con Tizio1 la inizia lui, mentre sto scremando, quindi penso … ok non ti scremo via

Inizia con un complimento e con delle considerazioni che, se non scadono in volgarità, comunque lasciano intendere che il ragazzo è un attimo “voglioso”

Avevo già pensato di provare a farlo, perché già era successo che qualche tizio accennasse uno stiledichat in tal senso, ma non avevo mai raccolto le occasioni

Questa volta invece ci provo… penso

E quindi alle sue prime osservazioni (complimenti + cose tipo massaggi che gli vengono in mente di farmi mentre guarda le mie foto ..ma sempre con parole carine, non volgari) io rispondo dicendogli che ha delle bellissime idee…

Cioè ad ogni sua idea, rispondo: ma che bella idea

Così cerco di alimentare la sua voglia senza espormi troppo

Ci scambiamo il numero e proseguiamo su wapp

Prosegue nella descrizione di quello che mi farebbe

Gli mando degli emoticons ( :* )

La trasformazione in sessoinchat avviene a questo punto..

Descrivendo quello che gli piacerebbe farmi, dal condizionale passa progressivamente all’indicativo presente, descrivendomi quello che mi -fa-

“sto entrando nel doccia, vieni con me?”

E’ questa la frase che cambia di segno la conversazione

Ora mi pare d’obbligo una riflessione: scrivendo le mani sono occupate…cioè è una cosa che avviene davvero virtualmente perché si costruisce tutto nella testa con la fantasia

Lo scambio di messaggi è immediato (non c’è il tempo perché nel frattempo uno possa fare altro con le mani… oddio poi ci sono quelli multitasking e io ovvio non vedevo che faceva Tizio1, ma ecco l’impressione era che mi stesse davvero solo scrivendo)

Benché avvenga tutto di fantasia quel cambio di direzione della conversazione sicuramente ti coinvolge di più

Non so… è un po’ difficile da spiegare

E’ come entrare in un’altra stanza… svoltare strada… cioè tipo cambiare direzione senza perdersi, mantenendo un contatto…

Credo che il bello sia lì… mantenere un contatto di piacere nonostante le distanze

A differenza del sesso vero dove forse il senso è mantenere un contatto di piacere nonostante l’estrema vicinanza (cosa che voglio dire non può succedere con tutti… degustibus…)

 

…e infatti anche il “risvolto finale” avviene ciascuno per i fatti propri… offline, nonostante la distanza e pensandosi (io però mi sono addormentata appena finita la chat…era tardissimo ed ero già in pigiama infilata sotto le coperte)

 

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=fmYG7BNh5UE&w=420&h=315]