Che fine ho fatto?

Passano irrimediabilmente gli anni, e modificano costantemente tutto nella mia vita, a parte un piccolo nucleo al centro che mi riporta sempre a voltarmi indietro. Sono sicura sia l’unico modo per andare avanti.

E’ incazzata, si capisce da come muove lo sguardo rimbalzando da un punto all’altro dello spazio circostante, senza mai trovare risposta alle domande nervose che mi rivolge:

“cosa ci fa qua? cosa vuole da me? come si è permessa di entrare in casa mia?” ma soprattutto: “chi le ha dato le chiavi??”

E’ assolutamente incontestabile la sua logica. anzi forse per la prima volta nella sua vita è davvero lucida, scevra di tutte le solite sovrastrutture: buone maniere, regole di parentela, bon ton, etc etc. Per la prima volta è se stessa senza veli. Certo per me che le sono di fronte è agghiacciante, mi impietrisce. Evidentemente non aveva troppa voglia di gente in casa.

Allora provo a darle qualche risposta: mamma sono venuta a trovarti, avevo voglia di stare un po’ con voi.

“Ma sempre tititi tititi tititi!!!”

Intende che ho passato gran parte del pomeriggio davanti al computer a scrivere. Mi sono portata da lavorare. e in fondo c’ ha ragione: sì sono passata a trovarli, ma poi sono rimasta assorbita gran parte del tempo davanti allo schermo che si frappone tra me e loro.

E’ da un po’ che capita che parli di me, talvolta proprio rivolgendosi a me, senza capire che io sono lì.

Ma per me è bello anche solo potervi stare vicina, anche se devo lavorare.

“La prossima volta devi chiedermi il permesso prima di venire, e poi ridammi le chiavi!”

no mamma, non le ho le tue chiavi di casa, anzi ce le ho, ma sono a casa mia (chissà perchè mi viene in mente di fare queste precisazioni)

“ecco vedi: tu hai le chiavi di casa mia, ridammele!”

Dopo una vita passata a cercare di staccarmi in tutti i modi dalla morsa di un cordone troppo stretto, senza che lei riuscisse a lasciarmi andare, adesso invece mi allontana e mi rifiuta. Niene di più lucido, finalmente si libera dei fardelli che per una vita l’hanno costretta, chissà perchè e chissà per quali strade contorte, a piegarsi ad una logica emotiva tossica.

L’obiettivo nella vita deve essere sempre e solo quello di essere liberi, e coscienti dei limiti della propria libertà. Sembra quindi che mamma ci sia riuscita a liberarsi (ecco.. cosciente dei propri limiti un po’ meno..)

che questo debba avvenire in seguito ad uno stravoglimento mentale, che addirittura fosse necessario che si spegnessero diverse parti del suo cervello perchè ciò potesse avvenire, mi stupisce, anzi mi sconvolge. A che prezzo questa libertà. Ma appunto almeno può dire liberamente tutto quello che le passa per il cervello nonostante le buche sui percorsi neurali, anzi forse proprio grazie a questi buchi che offuscano tanto di lei, ma anche tanto di quelle etichette inutili che ci costringono ad essere sempre diversi da come siamo per davvero.

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