Colazione (ovvero: chissà perché)

E’ sabato mattina, mi sveglio quando mi pare e appena mi alzo vado al parco con Nina. Facciamo una lunga passeggiata, ma poi sento il bisogno di un caffè…o di qualcos’altro. Deciderò poi. Mi dirigo verso il bar.

Vicino alla vecchia casa c’erano due bar. Ora, trasferita in quella nuova, ne ho ben tre di bar preferiti. In tutti e tre conoscono meglio Nina di me (Nina è il mio minuscolo cane).

Io e Nina entriamo, tutti la salutano. Ricambio al posto suo. Sono indecisa, ma cmq ordino un caffe. All’ultimo cambio idea: “anzi non lo voglio il caffe, posso cambiare? Una spremuta”

 

Non porto gli occhiali, e non ci vedo, ma mi accorgo che già da un po’ c’è un tizio che mi osserva. Questo per dire che gli sguardi sono una di quelle cose che si “sentono” oltre a poterle vedere. Io però mezza cecata non riesco a capire chi sia o perché mi stia guardando.

Proseguo…mi siedo e mi portano la spremuta. La guardo, augurandomi che non sia aspra. E’ la prima volta che la provo in questo mio nuovo bar sotto casa.

No…in effetti è dolce, buona.

 

“Serena!” sento chiamarmi, alzo lo sguardo e il tizio che mi osservava dal fondo della sala ora è di fronte a me.

 

Lo guardo, qualcosa mi dice, sicuramente ci siamo già conosciuti, ma non ricordo chi sia.

oddio non sarà mica uno di tinder…. (imbarazzo)

“Ti ricordi di me? Sono quello di quest’estate…dell’incidente”

“nooo…davvero…sì sei proprio tu…ora ti riconosco! Come stai?”

il tizio suddetto è uno che sta dentro uno dei racconti del blog, anche se non c’entra nulla con tinder.

https://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/08/05/186/

ecco ho riletto l’articolo…inserendo il link

è un articolo importante (cioè importante per me)

anyway

quindi anche lui 6 mesi dopo me lo sono ritrovato davanti

e alla fine mi ha offerto la colazione (cioè la spremuta)

che era rimasta in sospeso da quest’estate

 

“ci vediamo al bar sotto casa!” mi dice mentre lo saluto

“no, mi sono trasferita…ora il mio -bar sotto casa- è questo! Cioè ora vivo qui”

ma non gliel’ho detto, l’ho solo pensato…ho invece annuito “certo…alla prossima!”

chissà perché a volte si dissimula (pure ingiustificatamente)?

Non lo so (non c’è nessuna morale sta volta)

Però è una domanda che spesso mi passa per la capa

 

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=Qmt4pwjGXgQ&w=560&h=315]

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Un commento

  1. In un tempo assai lontano un uomo che era molto gioioso iniziò a piangere provando profondo dolore.Reso estraneo a se stesso per tanta commozione e allontanato da coloro che prima lo amavano decise di andare fuori dal villaggio.
    Camminando a lungo in solitudine estrema giunse in ultimo al cospetto di un vecchio pregante un cielo fatto di nuvole.
    “Perchè vecchio preghi le nubi e non un cielo terso?”chiese l’estraneo,”Ho veduto troppa menzogna nei cieli tersi” rispose il vecchio.Allora l’eremita comprese il suo cuore ed ogni cosa apparve distante e vicina nel medesimo attimo,la mente risultò libera;non era mai morto,nè era mai nato.
    Il vecchio guardò il vagabondo con occhi di compassione e il viandante pianse tutte le lacrime rimanenti,appellò maestro l’anziano ed iniziò a sfiorare gli uomini mutandoli.
    Così alcuni li vide simili l’uno all’altro,come il duplicarsi di una stessa bugia,altri doloranti ma smarriti alla ricerca di chi sapesse vederli ed avere compassione come il vecchio aveva avuto compassione.Da allora una mano mostra e l’altra rinnova.Chi sa vedere è salvo,ma per lui è come camminare in un deserto senza fine in cui poche oasi accolgono strani e celati viandanti i cui nomi morti trovano luce in occhi di ombra.

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