Lettori/Scrittori: PT (promoting himself) Part1

a volte dico che sono la badante dei miei genitori, ma non è vero, lo dico con ironia… cioè proprio a loro lo dico, per farci due risate… se lo dicessi con sarcasmo sarebbe invece una cosa molto triste e fredda… a volte le difficoltà della vita trasformano l'(auto)ironia in sarcasmo, e fanno diventare narcisisti. cioè narcisisti a causa delle emozioni che nel percorso svolto ci hanno messo in difficoltà, difficoltà che a volte diventano dei macigni e non ci danno più la cifra del bicchiere mezzo pieno…bensì di quello mezzo vuoto… cioè non dico narcisisti per il proprio aspetto fisico

arroccati forse è più appropriato, ma visti dall’interno

perché dall’esterno, ad uno sguardo superficiale sembra solo narcisismo…

anyway

molto spesso nelle interazioni online su tinder (come nella vita reale di tutti i giorni) ho incontrato questo narcisismo (opposto e contrario secondo me al problema femminile riguardo l’acidità… ne parlavo molti post fa)

ultimamente mi sono scritta con uno, che alla fine non ho incontrato…

voleva a tutti i costi che ci incontrassimo a casa, o la mia o la sua, cioè contravvenire alla mia regola che ci si conosce fuori casa, in mezzo alla gente

(cioè manco per il principe ho contravvenuto…)

e niente, non c’è stato verso né di convincere me né di convincere lui

è ovvio che avevo ragione, e non lo sto a spiegare, perché è proprio talmente evidente che farlo vorrebbe dire indebolire la ragionevolezza del mio ragionamento

ma la cosa che vorrei sottolineare è il tono della conversazione (prolungata per più di una settimana) su questo argomento… cioè del vedersi fuori

lui non insisteva, seppur ogni tanto mi cercasse (seppur gli avessi detto che non cambiavo idea)

da parte mia ho provato a corteggiarlo, dico apertamente e con ironia per non metterlo a disagio ma sul serio, per vedere se i suoi petali si schiudevano, ma niente

in realtà non penso sia un soggetto pericoloso, e non credo che gli importasse davvero di incontrarci all’interno di 4 mura domestiche, quello che gli interessava, anzi sembrava proprio un bisogno, era di fare come diceva lui.

i narcisisti hanno questo problema che non riescono a chiedere, perché nella loro logica questo inficerebbe la loro perfezione

d’altra parte quando qualcuno non fa come loro si aspettano (o pretendono) si trovano in difficoltà… non potendo chiedere… possono al limite snobbare quello che così si trasforma da un rifiuto ad una diversa visione delle cose… una visione che però loro ovviamente non capiscono né condividono e che anzi tentano di mettere in discussione sul piano della logica..

cioè lo stesso piano su cui è evidente che ho ragione…

WTF?!

ecco questi sono i narcisisti

ma mica tutti uguali, a ciascuno il suo… io addirittura due…l’angelo e il principe erano entrambi un filino narcisisti ma con due approcci alla vita (e quindi anche al loro narcisismo) totalmente opposti (tipo cielo e terra)

i narcisisti secondo me si oppongono ad un altro genere d’uomini di cui PT (spiegherà lui stesso in mail la ragione del suo nick) mi ha involontariamente suggerito una denominazione… e cioè i “promoter di se stessi”

io (anche se non sono un uomo) temo di stare tra i promoter.. (cioè non sono ancora riuscita a trovare una buona via di mezzo…ma cioè soprattutto il problema dell’acidità non ce l’ho) …

per capire meglio il mondo dei promoter (a cui sento quindi di appartenere) uso le parole di PT perché ne incarnano una versione stemperata che io ancora non ho guadagnato nella mia esperienza

mi ha raccontato con leggera e simpatica ironia le sue esperienze con il dating online

nella prima mail cmq è rimasto su un’ironia vaga, nella seconda invece si è aperto di più..

anyway

l’ironia di PT è una buona via di mezzo…

“Ciao… Serena(?!) Il nome non fa la monaca e il blog mi ha sicuramente incuriosito, così ci tenevo a lasciarti il mio punto di vista su questi mondi paralleli partoriti dal web: chat o messaggistica o whatever!

Tinder è stata un’app che mi ha accompagnato ad aprire una finestra sul tuo oceano di pensieri (niente di più per ora)… Tuttavia sono familiare con applicazioni apparentemente un pochino più sofisticate ma dallo stesso denominatore comune. Di tanto in tanto ho usato Badoo, Meetic, Adotta1ragazzo, ecc. e da uomo, disperso in una folla virtuale di tanti altri uomini pronti ad accaparrarsi le attenzioni delle fanciulle di turno (solitamente in numero minore rispetto ai fanciulli), mi son spesso visto come una sorta di… Promoter di me stesso! Hai presente uno di quei venditori porta a porta che suonano al campanello e appena apri iniziano ad articolare frasi che ci vorrebbe la moviola per discernere una parola dall’altra?!
Driiiiin! Suono una volta sola, due è segno di insistenza, tre maleducazione. Dito pigiato non troppo a lungo, un messaggio poema per iniziare una conversazione è una zappata dove non batte il sole.
Sovente non mi aprono, cioè non rispondono. Magari sono ai fornelli a cucinare (ovvero impegnate con altre conversazioni), magari non sono in casa (il sito le dà connesse ma in realtà hanno chiuso il programma da un pezzo) o… magari mi hanno visto dal foto/citofono e non sono di loro gradimento.
Alcune invece, per coincidenze varie o per ispirazione, girano le chiavi nella toppa e… “ciao, Maria/Elena/chipiùnehanemetta piacere!”. Ed è nelle parole strettamente successive che ti giochi il 60 % del lavoro! La porta è aperta ma accostata, mai spalancata. Parte il dialogo… E ci si ritrova fondamentalmente davanti a sei tipologie di utenti:
– parli (o meglio, scrivi), sei partito di buona lena ma non cavi una risposta dal buco e ad un certo punto… BAM, porta chiusa in faccia!
– parli ma dopo uno scambio di messaggi realizzi che stai cercando di rompere il ghiaccio con una che ha fatto divano-porta solo per sgranchirsi le gambe (nel suo dizionario chat = perdita totale di tempo).
– parli e parti per la tangenziale (cioè ti descrivi in maniera un po’ più accurata) ma… Non scatta la molla, ritenta sarai più fortunato!
– parli e imbocchi la tangenziale, poi l’autostrada (di solito riesci a scambiare un contatto più personale rispetto alla chat del sito di turno) poi chissà…
– parli e raccogli risposte talmente striminzite che trasformano il dialogo in un monologo… In questi casi sento la porta richiudersi alle mie spalle perchè me ne sono già andato da un pezzo.
– interagisci che sembra di essere in un’avvincente partita di ping pong, equilibrata e combattuta (se mi passi il termine). Poi la pallina va persa, lei sparisce… L’unica regola che mi son sempre dato è “rimanere me stesso”. Puoi presentarti, ammiccare, stuzzicare… Ma con il mio modo d’essere ripiegato nel depliant informativo che lascerò a quest’ultima signorina che ha aperto. Lo troverà se e quando tornerà e magari ci scapperà la rivincita!

Spero di averti regalato un sorriso, la medicina più sana che possa esistere!”

 

sì è vero mi ha fatto sorridere, più volte… ecco ma in questa lista della spesa ho subito notato un ingrediente speciale… il quarto per la precisione, abilmente nascosto nell’indicizzazione…

 

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