Parresia1 – la divoratrice

L’arte di saper parlar franco…

Parresia è un termine greco antico…una di quelle parole che vogliono dire molte cose, tutte importanti. Cioè è una parola importante. Vuol dire “parlar franco”. Anzi vuol dire di più “essere in grado di parlar franco”. Cioè non è facile parlar franco: primo perché bisogna saper parlare bene (sennò poi uno viene frainteso), e poi perché talvolta può essere anche una cosa diciamo “pericolosa” da fare. Ne parla Foucault in un libro che si chiama “il governo di sé e degli altri”. L’ho studiato per scrivere la tesi… (a foucault un po’ di pubblicità la faccio <3)

Comunque a volte si potrebbe confondere la parresia con la disinvoltura: no! sono due cose ben diverse. Se entrambe presuppongono una certa capacità di dire o fare q.sa, la disinvoltura non è così esposta ai pericoli come la parresia (è un po’ più da paraculi diciamo).

Ecco io nel mio blog ho cercato di avvicinarmi più alla parresia allontanandomi dalla disinvoltura, almeno c’ho provato. I vari “cioè” …“anyway” nei post cercano proprio di esorcizzare la disinvoltura.

Anyway

Però forse posso fare di più, almeno per quanto riguarda me stessa. Un commento me l’ha suggerito: “vorrei solo capirci meglio…mi spieghi?”

Ecco innanzitutto posso dire che non mi chiamo Serena, anche se “serena” mi pare un bell’aggettivo. Scelsi Serena perché anche il mio vero nome è un aggettivo. Mi chiamo romana, cioè Romana.

No…mio padre non vota AN… come un prof all’università esordì dopo essermi presentata. All’università ad un corso di economia, molto affollato rispetto alle lezioni di antropologia, prima di fare una domanda uno doveva presentarsi. Quando fu il turno della mia prima domanda il prof reagì così: “Romana? Come minimo tuo padre vota AN”

No mio padre non vota AN…a parte che mio padre non vota più…cmq non direi mai cosa votava.

Perché -l’ho già detto più volte- non faccio pubblicità a nessuno (al massimo a foucault)… figuriamoci propaganda politica.

Anyway

ho cambiato operatore telefonico…. mi ha dato sempre problemi, all’ennesimo ho abbandonato. Ma soprattutto per colpa di uno stronzo al call center che faceva il furbo. Gliel’ ho promesso “faccio reclamo e comunque: cambio operatore” la massima minaccia del consumatore. Ho dato fuori di testa, un fiume di parole…me la sono presa per una cosa personale infatti. Ho due genitori anziani…invecchiando tutti facciamo sempre più fatica a fare tutto. E niente davanti al furbo io mi incazzo due volte: una per me che ti ho sgamato, e una per tutti quelli che magari non ti sgamavano ma tu rimani uno stronzo.

Poi la rabbia si era sbollentata e avevo un attimo lasciato perdere la cosa, ma il destino ha voluto che un paio di settimane dopo mi arrivasse un sms: “in merito al suo reclamo la preghiamo di contattarci”: no guarda se non mi contatti tu, io di certo non ti chiamo. E così niente ero in giro e sono entrata in un negozio della concorrenza. Cioè non è che sono io ad aver lasciato il mio operatore, più che altro è il mio operatore ad essere uno di quelli che si fa lasciare.

Ad ogni modo hanno fatto di quei casini nella Compagnia del mio operatore che sicuro dobbiamo ringraziare qualcuno se ora le cose lì non funzionano, qualcuno che c’ha guadagnato un sacco. Tipo proprio ringraziare qualche stronzo su qualche yacht… Cioè ringraziare chi divora.

Ce n’era una ieri sera…che divorava: ero a una serata chic, in un posto chic, davanti ad un buffet chic, quindi insomma porzioni minime. Tutti un po’ affamati capiamo alle prime portate che non si mangerà moltissimo, non siamo neanche pochi. Ma Lei rimugina e trova una soluzione: al momento giusto invece di prendere una tartina pensa bene di prendere direttamente tutto il vassoio di tartine…certo ovvio che poi non c’è da mangiare per tutti…e va be…

però ieri sera, oltre a Lei, c’era anche l’intelligenza di chi, dopo averla guardata interrogandosi sul senso della vita, si volta dall’altra parte e, chiacchierando, va alla grande anche solo con dei grissini.

 

Talvolta ci rendiamo inclini a (svendere il meglio e) dare il peggio di noi

http://www.lastampa.it/2015/09/10/economia/telecom-vivendi-si-rafforza-e-va-al-segnale-di-impegno-2w4EJcQDcfxspp8MRhJFnJ/premium.html;jsessionid=69D676E6602841C01165D35730442E44

 

 

 

 

 

 

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15 commenti

  1. A mio parere non è la disinvoltura ad essere confusa con la parresia, ma l’arroganza.
    Molti pensano di essere porta-bandiera di uno stile di vita senza compromessi e senza mezze misure, e per tanto si sentono in dovere di dover dire tutto ciò che pensano, nel bene e nel male; ben venga! Ma ciò che accade in realtà è che manifestano un’ipocrisia che negano anche a loro stessi, facendo valere questa “regola aurea” solo sulle cose semplice, e spesso cattive, raramente sulle cose che contano e quasi mai sul personale.

    Saranno sempre pronti a minacciarti di prenderti a schiaffi, mai di abbracciarti, anche se è quello che di fatto vorrebbero fare!

    Un saluto, un (nuovo) divoratore (del tuo diario).

    • Hai pienamente ragione…l’arroganza! Come ci fosse un crescendo continuo: parresia-disinvoltura-arroganza. Che bella riflessione la tua!

  2. Ho trovato una rarissima mosca bianca. Bianca come il tuo blog, che spicca nel bianco. “Parodie di relazioni”, per me, è una genialata. É una di quelle cose che “becchi” una volta e basta. Come l’attimo! É come incontrare due donne a seno nudo (“Serena e Romana?”) su di una scogliera in mezzo al mare: “Il top é topless!”
    “Fiera, orgogliosa e Serena!”, Romana, tu puoi esserlo per me.
    Resto estasiato ed illuminato
    Ciao

  3. Serena, voglio tornare ad essere “filtrato” nei miei commenti. <>Altrimenti non potrò più scrivere sul tuo blog. Ho questo strano dono della parresia, io, e non vorrei ferire nessuno con le mie verità.

    • infatti non so perché ma i tuoi commenti li pubblica anche senza il mio permesso! 🙂 …volevo giusto rispondere all’altro e ho visto anche questo!

  4. Ciao Serena, o come ti chiami .cioe’, scusa, lo so come ti chiami, Romana. L’hai detto tu stessa. Scusami. Allora, niente, ho letto il tuo articolo, uno dei tanti che tu scrivi con regolarita’. Mi sembri in gamba. Sei una donna…lo colgo dalla sensibilita’ delle cose che scrivi. Ti seguo da un po’ (saltuariamente) e ho il sospetto che per te questa cosa dello scrivere non sia un vezzo da poco…cioe’, a giudicare dalla regolarita’, completezza e vastita’ degli argomenti che tratti di volta in volta, mi viene da pensare che sia un’attivita’ a tempo pieno, o quasi. Cioe’, non si scrive a quel modo e con quell’impegno se la intera faccenda non viene presa sul serio, altro che passatempo piu’ o meno innocuo. A me pare invece una occupazione a tempo pieno. Comunque scrivi bene. Continua cosi’. Fino a quando leggerti sara’ un piacere, lo faro’ volentieri. Ciao

    • Caro Tony purtroppo il ritardo con cui ti rispondo smentisce un attimo il tuo commento. Ad ogni modo…grazie. Scrivere rimarrà sempre una delle cose che mi appassionano di più <3

  5. Io, per la cronaca, credevo che votare PD fosse la cosa piu’ naturale per uno come me che ha sempre creduto ad una “certa” sinistra. Adesso non so piu’ cosa pensare…questo Pd di oggi fa schifo…mi fanno venire tutti il voltastomaco, Renzi per primo.

    • caro Tony che potrei dire…
      io credo che la situazione politica in cui ci troviamo (in Italia intendo) costituisca uno scenario per certi versi inquietantemente inedito, per altri l’è semper istess, in ogni caso davvero cupo

  6. Ah, Se il mondo conoscesse Foucault, il mondo sarebbe un po’ migliore. Per esempio non esisterebbe più la psichiatria, che é una visione sordida della Realtà (oltre ad essere l’immagine più storpia della medicina occidentale!). Foucault lo afferma chiaramente: un giorno finirà! Come tanti altri processi storici, un giorno finirà.
    STIAMO TUTTI ASPETTANDO QUEL GIORNO, FOUCAULT, con ansia, direi! Se consideriamo le dosi di ansiolitici, che gli italiani assumono.
    Io non lo so, se la divoratrice si facesse di ansiolitici. So che mi da meno fastidio un atteggiamento come il suo, di plateale “trascendenza” degli altri, piuttosto di quello di chi, con tutta normalità e di regola, ti fuma addosso.
    A me arrivano delle zaffate di fumo, delle “vere e proprie” staffilettate nel naso e nei polmoni!
    Fumatore, puoi stare attento alla tua stupida sigaretta aggressiva? E se ti versassi io il mio Martini in faccia? (Eccolo!)

  7. Non darmi ragione Serena, altrimenti potrei dirti che tinder non é per nulla tender. Baci, ciao!

    • Ciao stefano,
      le ragioni possono essere molteplici: l’utente ha cancellato il proprio account o eliminato la compatibilita’ col tuo profilo…e poi si’ …a volte si riscontrano problemi tecnici usando l’app

  8. Sigaretta in bocca e tinder in mano: sei troppo occidentale Serena! Dai retta a me che vesto un saio

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