Sì/No alla riforma costituzionale

“Ora o mai più” mi ricorda il Principe con i suoi capricci

Dopo anni di disinteresse per la politica italiana, tornerò a votare a dicembre al referendum per la riforma costituzionale.

Nella mia vita ho votato poco, ma anche tifato poco, in generale. Mi sono però sempre interessata a quello che mi accadeva intorno. Più che il risultato mi ha sempre interessata la partita.

Ad esempio… guardando un giorno in pretura, mi appassiono molto seguendo le scene del processo, gli interventi, le testimonianze, i battibecchi tra gli avvocati, mentre la sentenza in confronto è poca cosa. Anche se poi a volte la sentenza ti lascia senza parole, con l’amaro in bocca.

 

Quindi, dicevo, a dicembre vado a votare per il referendum costituzionale.

 

Mi soffermo solo su alcuni aspetti della riforma…affrontare una riflessione su tutte le modifiche è impossibile…

Mi soffermo sul cuore della riforma, e tralascio tantissime questioni altrettanto interessanti e significative.

 

L’Italia oggi

L’italia è una repubblica parlamentare. Questo vuol dire che esistono tre figure istituzionali importanti che sovrintendono l’esercizio del potere di governo: il parlamento, il presidente della repubblica e la corte costituzionale. Il parlamento è eletto dai cittadini e può essere sciolto dal presidente della repubblica. Il presidente della repubblica è eletto dal parlamento e può essere destituito dalla corte costituzionale. La corte costituzionale è composta da 15 giudici, di cui 5 sono nominati dal presidente della repubblica, 5 dal parlamento e 5 dalle supreme magistrature ordinaria e amministrativa.

Cosa succede con la riforma?

La riforma scrive nuove regole per quanto riguarda sia le competenze del parlamento sia le elezioni del presidente della repubblica sia le nomine per la corte costituzionale.

 

 

1) Il parlamento

La riforma costituzionale si esprime così sulle funzioni della camera dei deputati: “La Camera dei deputati è titolare del rapporto di fiducia con il Governo ed esercita la funzione di indirizzo politico, la funzione legislativa e quella di controllo dell’operato del Governo […]»

E cioè?

Il nuovo sistema bicamerale sancisce il superamento del cosiddetto bicameralismo perfetto, introducendo un bicameralismo differenziato.

?

La Camera dei deputati diventa l’unica ad esercitare pienamente la funzione legislativa, di indirizzo politico e di controllo sul Governo, diventando quindi l’unica titolare del rapporto di fiducia con il Governo. Cioè sarà solo la camera a poter esprimere fiducia o sfiducia nei confronti del governo.

Inoltre sarà solo la camera a fare le leggi, eccetto alcuni casi particolari:

  • leggi di revisione costituzionale e altre leggi costituzionali, come disciplinate dall’invariato articolo 138;
  • leggi che riguardano l’elezione del Senato e i casi di ineleggibilità e incompatibilità dei senatori;
  • leggi di attuazione di disposizioni costituzionali riguardanti la tutela delle minoranze linguistiche, i referendum e altre forme di consultazione popolare;
  • ratifica dei trattati relativi all’appartenenza dell’Italia all’Unione europea e leggi che stabiliscono le norme generali, le forme e i termini della partecipazione dell’Italia alla formulazione e all’attuazione delle politiche comunitarie;
  • leggi sull’ordinamento degli enti territoriali e sui rispettivi rapporti con lo Stato, comprese quindi quelle sulle loro funzioni, sui rispettivi organi costitutivi e sulla legislazione elettorale, sulla concessione di particolari forme di autonomia a regioni e province autonome, nonché sulla loro partecipazione alla formazione e all’attuazione di accordi internazionali e atti normativi comunitari, sull’esercizio del potere sostitutivo del Governo nei confronti degli enti locali, sulle attribuzioni patrimoniali agli enti locali, sulle variazioni territoriali delle regioni e sui loro rapporti diretti con stati esteri.

 

2) Il presidente della repubblica

Per quanto riguarda l’elezione del presidente della repubblica la riforma decide che: “ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi della assemblea. Dal quarto scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dell’assemblea. Dal settimo scrutinio è sufficiente la maggioranza dei tre quinti dei votanti”

Ma con l’attuale costituzione come funziona?

“L’elezione del Presidente della Repubblica ha luogo per scrutinio segreto a maggioranza di due terzi dell’assemblea. Dopo il terzo scrutinio è sufficiente la maggioranza assoluta”.

Ho fatto due calcoli* e ho tradotto in numero come cambierebbe l’elezione.

Teniamo conto che la maggioranza, con l’attuale legge elettorale, si porta a casa 340 seggi. Vediamo quanto pesano questi 340 seggi nell’elezione del presidente della repubblica, pre e post riforma.

 

Prime tre votazioni

  • Pre riforma:

340 seggi = il 54% del totale necessario per vincere

  • Post riforma

340 seggi = il 70% del totale necessario per vincere

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4° votazione

  • Pre riforma:

340 seggi = 72% del totale necessario per vincere

  • Post riforma

340 seggi = 78 % del totale necessario per vincere

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7° votazione

  • Pre riforma:

340 seggi = 72% del totale necessario per vincere

  • Post riforma

la percentuale è calcolata sul totale dei votanti

—————————————————————————–

 

 

2) La Corte Costituzionale

L’attuale costituzione stabilisce che  i giudizi della corte costituzionale sia composta da giudici “nominati per un terzo dal Presidente della Repubblica, per un terzo dal Parlamento in seduta comune e per un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative”.

La riforma costituzionale invece cambia le regole delle nomine: “la corte costituzionale è composta da quindici giudici, dei quali un terzo nominati dal Presidente della Repubblica, un terzo dalle supreme magistrature ordinaria ed amministrative, tre dalla Camera dei deputati e due dal Senato della Repubblica”.

La Riforma quindi, almeno potenzialmente, permette alla maggioranza di controllare le nomine del presidente della repubblica (di cui riesce a controllare le elezioni,), oltre ovviamente a quelle della camera: 5+3=8. Cioè la maggioranza con la riforma si porterebbe a casa molto facilmente 8 nomine su 15 per la corte costituzionale (cioè più della maggioranza)

 

Riepilogando: la maggioranza farà le leggi, avrà il controllo sulla stabilità del parlamento e diventerà l’organo di controllo del suo stesso operato.

Questo, in poche parole, significa: controllo del potere legislativo, esecutivo e giudiziario.

 

E il popolo? Ad oggi per presentare una legge di iniziativa popolare ci vogliono 50.000 firme, sono un’enormità. Con la riforma le firme necessarie salgono a 150.000…

 

No, quindi, non va bene questa riforma costituzionale. La conclusione dalla mia prospettiva è scontata.

 

Occorre forse ricordare che nel XXI secolo le democrazie sono ormai tutte indirette?

Mentre la democrazia diretta è il luogo del governo del popolo (quindi di una massa non meglio distinta che rappresenta la maggioranza), la democrazia indiretta dovrebbe avere come obiettivo quello di stabilire una forma di potere che coltivi l’equilibrio delle parti.

L’equilibrio delle parti? in realtà è forse per questo che ho sempre evitato il voto. Ho sempre cercato altrove un senso politico di intervento nella vita pubblica, principalmente nell’interazione quotidiana con altri esseri umani.

Questa volta invece il voto non riguarda l’orientamento politico di un determinato partito, di una certa personalità o prospettiva. Questa volta il voto riguarda qualcosa che dà senso alla politica per come noi da decenni la intendiamo, qualcosa cioè che sta prima della politica. Si tratta di salvare la struttura portante e potente del principio democratico stesso: l’idea di poter comporre fratture sociali e differenze di vedute entro una forma di governo che sia in grado, contestualmente, di rappresentarle tutte.

 

I renziani dicono che se la riforma non si fa ora, allora non si farà per i prossimi 50 anni.

Mi ricordano il principe.

La prospettiva “ora o mai più” può andare bene qualche secondo prima di fare bungee jumping….può andare bene insomma a spronarci ad affrontare le nostre paure.

 

“Ora o mai più”, invece, usato come minaccia, è l’ultima richiesta di aiuto di una personalità narcisista ormai al tramonto… triste e (s)mascherata.

 

 

 

 

 

*

pre riforma
assemblea: 630 deputati + 315 senatori = 945 votanti
1°/2°/3° votazione: necessari 2/3 dell’assemblea = 630
4° votazione: maggioranza assoluta= 473
 
 
post riforma
assemblea: 630 deputati + 100 senatori = 730 votanti
1°/2°/3° votazione: necessari 2/3 dell’assemblea = 488
4° votazione: necessari 3/5 dell’assemblea = 438
7° votazione: necessari 3/5 dei votanti
 
 
La maggioranza con l’attuale legge elettorale occupa 340 seggi
 
quindi il rapporto tra maggioranza e totale dei seggi è il seguente
da 340/630 si passa a 340/473 per le prime tre votazioni
 
da 340/473 si passa a 340/438 e poi a 340/votanti presenti dalla settima votazione
 
 
pre riforma 1°/2°/3° votazioni
340:630=X:100 53,9%
pre riforma 4° votazione
340:473=X:100 71,8%
 
post riforma 1°/2°/3° votazioni
340:488=X:100 69,6%
post riforma 4/5°/6°° votazione
340:438=X:100 77,6%
post riforma 7° votazione
contano solo i votanti
 

 

 

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Categorie: Brainstorming

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