Frangar non flectar: cannata (anche se mi sento la migliore del mondo). #scontriamilano

Ok ormai è una cosa che posso ahimè dar per assodata. Il mio blog è un problema per la mia vita sentimentale (o forse no…cioè dipende dai punti di vista).

L’altro giorno su fb leggevo una cosa che non sapevo. Non si dice “mi piego ma non mi spezzo”, bensì il contrario “mi spezzo, ma non mi piego” , infatti poi ho cercato e ho trovato il proverbio latino: frangar non flectar..cioè voglion dire due cose ben diverse…e comunque non lo sapevo…sempre pensato fosse il primo.

Anyway

Proverbio azzeccato a riguardo della mia vita sentimentale incrociata col blog.

Cioè mi spezzo perché mi dispiace (quando dico a uno del blog e questo sparisce dalla mia vita), anche se progressivamente ci faccio l’abitudine, e tutto sommato inizio ad avvertire la percezione di una nuova fiducia in me stessa, nonostante i molteplici insuccessi, e appunto non mi piego…cioè proseguo a scrivere.

La furbata della keyword tinder che attira un sacco di visite al blog (ma diciamolo povere qualitativamente) ha turbato l’equilibrio con cui scrivevo fino a qualche tempo fa, quando le visite al blog erano più povere quantitativamente ma decisamente più ricche qualitativamente (tipo il rapporto visite/visitatori).

Effettivamente una delle cose più preziose che mi lascerà questo blog sono le statistiche, la maggior parte inerenti appunto la keyword “tinder”, ma inaspettatemente rivelatrici di qualcos’altro…come una piccola finestra aperta sul <3 di un sacco di persone da ogni dove…presuppongo però tutte italianofone.

<3

un po’ di orgoglio nazionale in fondo non può farci così male.

Io non ho mai fatto pubblicità a nessuno, a parte involontariamente a tinder forse…o forse no (dipende dai punti di vista)

Figuriamoci all’Italia…

ma ci sono due tizi che quasi quasi mi fanno cambiare idea

(mai stata una molto nazionalista…)

Ci sono due tizi che fanno delle strane opere d’arte che poi espongono in giro per le città.

Cose tipo questa:

panettone

o questa:

panettone2

Altre sono invece più provocatorie tipo questa:

water2

Sottosotto, però, le prime due sono più provocatorie

Il finto panettone insomma è carino e decorativo…ti verrebbe voglia di addentarlo, ma ci provassi ahitè sgranocchieresti cemento armato. “E’ così appetibile quindi il cemento armato?”…. viene da domandarsi se ci si sofferma a riflettere.

La seconda che sembrerebbe dire che l’italia naviga nella merda, esprime invece orgoglio nazionalista…cioè quella mano rappresenta lo sforzo per innalzare e mantenere la bandiera italiana al di sopra della merda. Il colore azzurro che contrasta ce lo ricorda, anche se potrebbe indurre a interpretare in senso opposto l’opera d’arte (non è che dico a caso -opera d’arte-)

Scusate le volgarità che solitamente ammetto e talvolta anche apprezzo, ma solamente nella comunicazione orale, qua è particolarmente calzante visto che si tratta proprio di merda, cioè non è solo una metafora.

Anyway

E’ iniziata expo

Tre indizi me l’hanno suggerito

Improvviso aumento di giovani tedeschi e francesi in giro per il quartiere

Elicotteri che svolazzano

E il casino della mayday ieri che è passata dalle mie parti…

Che storia scontata

Non so voi, ma io (che di solito sono una spettatrice incallita) quest’anno invece boicotto tutti: mayday e expo

Che poi ovvio l’expo una volta me l’andrò a vedere, ma non ci credo. Ma non in generale, facevano cose incredibili e spettacolari nel XIX sec all’esposizioni mondiali. Non credo proprio in questa specifica, italiana, ma che sia un’occasione per riflettere a questo credo fermamente. E concordo con i ragazzi di Urbansolid, quelli delle foto sopra (https://www.facebook.com/urbansolid/timeline)…. cioè per far riflettere bisogna essere accattivanti, non andare in giro a spaccare le città, appunto semmai abbellirle.

Prima mi sono fatta un giro su internet…cercando video degli scontri di ieri a milano

Un paio di considerazioni… ma nessuna sul ruolo dei violenti (guardando questi video si vedevano sti tizi incappucciati circondati da fotografi che li riprendevano…io smorzerei invece il loro narcisismo).

Andate al min 3:17 (fin verso 3:55) di questo link per capire cosa intendo…linko un video poco cliccato…ce ne sono alcuni che hanno fatto un sacco (mila mila) di visualizzazioni in una sola giornata…per dire immaginate i guadagni… anyway:

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=ifiVlkNp-xg&w=560&h=315]

capisco benissimo la passione dei fotografi circostanti il tizio che spara non so bene cosa (sembrano petardi)…capisco la passione per i reportage. Ma già che sei lì a rischiare il culo, io mi sarei avvicinata al tipo, avrei provato a dirgli qualcosa…cioè non so tipo…”ma guarda: evita! non è il modo giusto per dire nessuna cosa quello che stai facendo” ovvio magari non m’avrebbe ascoltata, anche qua però forse c’entra la seduzione (in senso lato).

Bisogna essere decisamente più seduttivi nei confronti del prossimo. E’ una pratica relazionale più efficace, divertente e intelligente rispetto quella di alzare barriere

anyway

il min 3:18 del video a me sembra un set cinema(fo)tografico…. oppure tipo quando guardi un film del terrore e ti viene da parlare agli attori: “oh guarda! Voltati…voltati…voltati! Sennò sei morto!!”

e invece nessuno fa niente…(ma tutti assistono)

il tizio incappucciato in mezzo alla piazza con tutti che lo fotografano di fronte ad una folla di caschi mi sembra… non so… una cosa hollywoodiana

questo ahimè credo non faccia onore a nessuno: fotografi, incappucciati e forze dell’ordine (come tutti costretti in un ruolo troppo rigido). E chiedo anticipatamente scusa a tutte e tre le categorie…non è mia intenzione offendervi, forse solo una conseguenza involontaria del racconto della sensazione suddetta. Cioè poi cmq parlo di Categorie, non di singole persone (ci mancherebbe)

ma neanche a me fa onore che stavo sdraiata sul divano …per me il senso civico è importante, se non c’ era nessuno a provare a sedurre quell’incappucciato, allora vuol dire che neanche io ero presente.

Ok, l’anno prossimo vado, e se ne incontro uno glielo dico (con fare accattivante): evita!

(tutta questa riflessione è un po’ come una battuta ma in fondo molto seria)

Cmq un’altra considerazione seria sugli scontri a milano: a me non interessa se hanno fatto bene o male a non caricare i manifestanti, però mi torna in mente genova.

Cacchio… ma allora… se è possibile evitare di massacrare le persone (incappucciate o meno intendo) nel momento emergenziale della guerriglia urbana tipo ieri, sarebbe stato possibilissimo evitare di farlo nel 2001…come successe in caserma o alla diaz! evidentemente c’era ampia libertà di scelta…cioè forse c’è praticamente quasi sempre libertà di scelta

Anyaway

Io il blog tornassi indietro rideciderei di farlo altre mille mille volte…

Già

il mio blog però parla di sesso, e oltre quello in realtà d’amore,

ma soprattutto condanna l’odio (sia ben chiaro)

sempre

e per sdrammatizzare il tutto posto questa canzone

(il senso delle parole lascia a desiderare, ma l’appeal melodico…quello c’è tutto…)

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=kv1gBViFIX4&w=560&h=315]

Lettori/Scrittori a confronto (Alessio e ilSanto), io invece sono senza parole

Oggi ho deciso di imbarcarmi in un’analisi comparativa

Ho ricevuto una mail qualche tempo fa da un lettore che vorrei mettere a confronto con un commento postato qualche giorno fa alla pagina “cos’è tinder” del blog

Iniziamo con il commento:

“Leggendo l’articolo mi sono imbattuto in frasi come “si è scottato”, “magari fai ANCHE sesso”, “i maschi sono timidi e rimandano gli appuntamenti”, “la gente cerca di nuovo l’amore”…..ommioddio…….l’amore su Tinder? L’AMORE SU TINDER?!?!? Ma ci rendiamo conto che Tinder esiste solo ed esclusivamente per fare sesso?! Per scopare?! In Italia siamo una massa di imbecilli (*) praticamente in tutto e quindi la cosa va in maniera diversa, ma l’obbietivo di Tinder è quello! Tu hai voluto ricamarci sopra una bella filastrocca per farla sembrare una cosa carina, e ti giuro che mi fai anche tenerezza, ma sappi che non è come dici tu! Se hai qualche amico che ha provato Tinder per trovare l’amore, o peggio, un amicizia…suggeriscigli di farsi vedere da un dottore della mente, perchè per fare quelle due cose ti conviene coltivare una vita sociale sana, e non andarle a cercare su una piattaforma sviluppata per facilitare l’accoppiamento tra umani

Ahah che spasso”

 

(* CENSURA: scusami ilSanto ma hai usato una parola non offensiva in senso offensivo e almeno qua l’ho levata)

 

la mia risposta:

“ovviamente non sono d’accordo con quello che dici ma ti ringrazio per il contributo (nel prossimo post ne parlo!)

ovviamente disapprovo inoltre l’utilizzo che fai della parola “handicappati”
io non elimino il tuo commento (ma anche perché …scusa…a mio parere l’abuso del termine nuoce innanzitutto alla tua immagine e al msg che volevi esprimere)

se qualcuno però che legge si sentisse offeso mi scriva ed il commento verrà eliminato”

poco dopo aggiungo:

“dimenticavo….non apprezzo neanche (scusa la sincerità) la facilità con cui approcci all’argomento salute mentale…”

 

ecco ma poi ho pensato che forse la cosa migliore era controbattere alSanto attraverso le parole di un altro uomo…visto che poi è proprio lui che tira in mezzo gli altri uomini

e quindi vi propongo le parole di alessio che mi ha scritto alcune mail. Copio/incollo una parte della prima. Anche se non l’ho mai incontrato a me non sembra un imbecille, né un pazzo.

“Ciao Serena,

eccomi qui dopo mesi che ho scoperto il blog, un po’ per caso, e dopo un po’ di mesi che pensavo di scriverti.
Mi sono avvicinato al mondo virtuale perché attratto dall’incontrare persone “lontane”, diverse, fuori dai canali accessibili, persone che a cui arriveresti solo con un balzo virtuale, un balzo fuori dal tempo che va oltre i limiti geografici e oltre le connessioni umane… (amici di amici..ecc).
Ho avuto qualche esperienza, ognuna molto diversa dall’altra, ma mai (o quasi..) mi sono pentito di un incontro. Non so.. qualcuno dice che “gli incontri sono il sale della vita”, nessuna altra frase riassume in 4 parole quello che penso. Lo riconosco, sono forse estremista, ma l’idea di incontrare un persona interessante, magari sconosciuta, mi piace.
Non ho sempre fatto incontri memorabili, ma tutte le volte (o quasi) sono tornato a casa con qualcosa, piccola o grande che sia.. ne è sempre (o quasi) valsa la pena.
Ho trovato ragazze alla ricerca di marito, di sesso, di una relazione, una stolker-psicopatica! Esatto non li trovi solo te.. ;-).. ecc..
Sai cosa non ho mai trovato??? Non ho mai trovato nessuna che arrivasse all’incontro… per l’incontro.. in testa avevano già quello che volevano da me, non parlo in senso assoluto ma comunque l’idea era quella. Non ti nascondo che forse è per questo che nessuna mia ha mai coinvolto mentalmente al 100%.
Io ho un approccio diverso..
Il virtuale mi attrae, ma lo vivo come un aperitivo, sono una persona fisica, ho bisogno di un contatto anche solo visivo per instaurare un feeling completo.. Senza, la scintilla virtuale finisce per affievolirsi, quindi cerco di coglierla..
Sono sempre stato convinto che il tempismo è tutto, purtroppo. Percio’ cerco di non rimandare, ma di organizzare, che è molto diverso.
Se c’è feeling, di qualsiasi tipo, perchè non vedersi? Ecco , io ho sempre incontrato persone con questo spirito, non sono mai partito con l’idea della relazione, del sesso, o chissà cosa… sono sempre partito con la curiosità di conoscere una persona che valesse l’incontro, senza farmi troppe domande, senza pianificare, solo per il piacere di prendere un caffè.. solo per guardarsi negli occhi, vedere espressione, carattere.. fare una risata insieme e capire se quel feeling ipotetico è stata una visione.. o no.
Perciò i miei incontri non sono sfociati tutti nel sesso, ho trovato anche amicizia, comprensione, condivisione, ho trovato qualche persona speciale.. e una stolker-psicopatica.. che cmq è stata una esperienza. 🙂

 

Volevo risponderti Santo…davvero…subito

Ma poi ho lasciato correre

E volevo scriverci un articolo, ma davvero non ne avevo molta voglia…chissà perchè

Boh forse poi chissà …

magari è stata più la dipartita del Principe ad avermi lasciato così

Senza parole

 

E forse Principe davvero va bene così

Va bene lasciarci andare (via), ciascuno verso il proprio destino

Smettiamo di insistere

(ma senza dimenticarci!)

 

E sarà bellissimo così

senza parole…

 

il nostro

sarà per sempre un bacio virtuale

 

 

 

che poi virtuale davvero mica ha un brutto significato

 

cioè tipo viene da virtus….

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=CctHKU4Lvwo&w=420&h=315]

tinder controindicazioni: “Squilibrato” e stalking

L’ esperimento che sto facendo (sempre su tinder ovviamente, ne parlerò una volta concluso) è lunghissimo…e mi costringe a tenere spento il mio account

recentemente però, annoiata un pomeriggio domenicale al parco con nina, l’ho interrotto e ho riacceso il mio profilo…

quando lo chiudo per un po’, e poi lo riaccendo, ogni volta noto che le connessioni  aumentano esponenzialmente: i profili, i match, le chat

siccome io sn sempre la stessa (sempre le stesse foto) non credo sia dovuto ad un mio personale successo

anyway

in pochi giorni, anzi poche ore avevo di nuovo il profilo pieno di contatti

qualche ciao

qualche come va

qualche porcata

ne ho scelto uno e mi sono messa a scrivergli

e così ho conosciuto lui, lo Squilibrato

la chat con Squilibrato inizia come la chat più normale del mondo

sembra uno che non cerca solo sesso

racconta di aver già fatto un paio di incontri, senza aver però trovato nessuna davvero interessante, cioè “persone semplici, senza paranoie che hanno voglia di evadere”

cacchio quando scrive così mi sento connessa (con lui intendo)

poi lui passa molto velocemente ai fatti

dove abiti? (abitiamo vicini -MA OVVIAMENTE NON GLI HO DETTO DOVE PRECISAMENTE- ), vediamoci per bere fuori una cosa

mi fa piacere sentirlo propositivo: solitamente prima di arrivare ad un incontro face to face ci vuole sempre un sacco di tempo

il gap che separa virtuale e reale a me piace invece dipanarlo abbastanza presto (e non mi riferisco al sesso)

 

poi mi inizia a parlare di una sua specifica preferenza

ma non sessuale, più che altro affettiva diciamo

una specifica pratica affettiva (che non dirò qual è) inserita in un normale contesto sessuale

 

anyway

 

la cosa non mi stupisce (ormai su tinder davvero poche cose riescono a stupirmi…)

 

propone di vederci la sera stessa

io acconsento anche se sono un attimo incasinata per una cena fuori

 

“alle 20 al bar e ci beviamo un caffé veloce”

 

ecco poi due ore dopo mi viene in mente che avevo già dato un appuntamento ad un tizio alle otto

(dovevo dargli una cosa di lavoro… non c’entrava con tinder o il sesso)

 

scrivo a Squilibrato che non posso, che mi dispiace ma che, se è libero, si può rimandare al giorno seguente, sennò al primo momento buono per entrambi

Squilibrato (a cui fino a quel momento era piaciuto appellarmi “gioia”) inizia a insultrami pesantemente

gli insulti partivano dal fatto che mentre lo rimbalzavo, e dopo averlo rimbalzato, quel pomeriggio mi ero nuovamente connessa su tinder (effettivamente nel frattempo avevo risposto ad un paio di saluti)

lui, nonostante gli avessi detto che non potevo incontrarlo quella sera neanche per un caffè veloce, aveva insistito, pure troppo, e avevo smesso di rispondergli, quindi si incazza (1°-3° screenshot)…ma poi torna gentile improvvisamente due ore dopo (4° screenshot), ma poi di nuovo si incazza, al solito vede che mi connetto su tinder e se ne esce fuori di testa (5° screenshot)

WTF?

 

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Non avrei postato la conversazione

così di pancia gli avrei lasciato l’esclusiva in quanto a cattivo gusto

ma poi insomma

questo (anche se non dirò nulla di lui) non è l’ultimo dei disperati

sembra una persona rispettabile dalle foto, vanta un lavoro da gentleman (nel senso che lui stesso di fronte a certe mie perplessità, a dimostrazione del fatto che fosse un bravo ragazzo, portava l’argomento -professione-)

forse un po’ se lo merita di veder spiattellato il suo Squilibrio

 

ad ogni modo

di fronte allo Squilibrio (e non sto parlando dei pazienti psichiatrici) sono convinta che l’unico atteggiamento che abbia senso adottare sia una rigida compostezza

quindi non commento, posto semplicemente la conversazione

e a chi legge lascio libera interpretazione

qua c’è da spaziare

perché si tratta di piccole (e poi grandi) follie umane

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=etmSWkeRYbk&w=560&h=315]

 

 

 

Riquadro 2 (Lui)

dobbiamo salire al 6° piano senza ascensore…lentamente, il cane arranca dato lo spessore dei gradini

io sono dietro di Lui, e dietro di me nina, il cane appunto

non mi giro a guardarla, questo mai (bisogna aver coraggio quando si instaura una relazione con qualcuno, fosse anche un cane…un po’ tipo orfeo…bisogna aver fiducia sennò ci si perde…che nel caso del cane vuol dire impazzire a rincorrerlo in giro ovunque)

Lui è bello, non solo da dietro…ha una bella schiena e un bel fondo schiena…che salendo le scale mi oscilla davanti agli occhi, ma è bello soprattutto per la sua espressione, anzi le sue espressioni, che ormai mi si sono fissate in testa

ogni tanto Lui si gira,

ma io non scompaio

al massimo arranco

 

a volte arranco mentre mi parla guardandomi negli occhi

o quando mi guarda senza parlarmi, e io senza guardarlo lo vedo

 

tutto sommato però questa cosa di arrancare mi sembra un punto cruciale

vitale…e non solo come dinamica relazionale

anche con le cose…le passioni ad esempio

appassionarsi a qualcosa vuol dire arrancare, almeno all’inizio

 

con il principe ho arrancato tantissimo per riuscire a costruire degli argini che permettessero di canalizzare, indirizzare, addomesticare la valanga di emozioni che sentivo dentro

fosse mai che a qualcuno di quelli che legge dovesse capitare… mi preme specificare che la valanga emozionale nel caso di un incontro nato virtuale può forse più probabilmente travolgerti, rispetto ad un incontro nato reale, per via di quell’ancoramento alla realtà che fatichiamo a mantenere (ok scusate parlo al plurale…anche se forse dovrei tornare al mio personale singolare)

ma forse la considerazione più giusta da fare…e non solo riguardo le valanghe emozionali e gli incontri della vita…ma proprio in generale…è che dipende dall’intelligenza (emotiva) delle persone coinvolte…

molto spesso è così: una cosa va bene o va male (è giusta o sbagliata) se viene fatta bene o male (giusta o sbagliata)

ora certo questo ragionamento se distorto può diventare una legittimazione ad una sorta di libertà d’azione cieca

no…alcune cose stanno fuori da questo confine

alcune cose sono sbagliate o giuste a priori

ma tutto il resto, quello che sta nel mezzo, trova un significato particolare ogni volta diverso

siamo tutti uguali (abbiamo tutti un naso, 5 dita… mi viene in mente Miracolo a Milano), ma anche tutti diversi

ma sto divagando

siccome (almeno) questo post non parla del principe…torniamo alle scale

 

siamo al 5°…nina non ce la fa più, inciampa e torna indietro di qualche gradino

me ne accorgo (anche se non mi giro)

la riacchiappo e arriviamo finalmente al sesto

entriamo in casa

si è trasferito da poco

siamo amici e ci tengo talmente tanto alla sua gentile amicizia che non rovinerò tutto col sesso

più ci frequentiamo e più capisco che devi scegliere: o sesso o amicizia

NON O SESSO O AMORE…che è la più grande stronzata detta da quando l’uomo ha iniziato a (stra)parlare del sesso… e cioè dalla fine del XIX secolo… su questo scriverò un post perché tra le tante cose studiate mi sembra proprio una questione cruciale

 

la casa è luminosa ovviamente, io e nina ci mettiamo sul divano, mentre Lui sbriga un paio di faccende

ancora tutto è sottosopra

ma dalla mia posizione intravedo nella stanza oltre l’ingresso, la cucina

non ho gli occhiali quindi mi alzo per andare a vederla

una volta davanti, la riconosco

è la stessa che ho scelto io

sento una stretta al cuore

(ancora?)

col mio ex la storia era finita anche molto per via della differenza di gusti che col tempo si era aperta tra noi, una voragine quando decidemmo di comprare casa assieme (cosa che appunto non è  mai avvenuta…non siamo riusciti a trovare una casa che piacesse ad entrambi…detta così sembra una stronzata, ma non lo è)

(ecco anche sul gusto vorrei scrivere qualcosa)

 

quella stretta al cuore mi spingeva a girarmi per correre da Lui

ma non l’ho fatto, per due ragioni:

quella cucina, anche se è casa sua, non l’ha scelta Lui (ma poco importa…un segno del destino è una stretta di pancia, non c’entra il ragionamento…)

bisogna imparare a fidarsi delle proprie emozioni, così da viverle fino in fondo, senza scappar via a cercare riparo (magari tra le braccia di qualcuno)

 

Ho deciso di provare a fare un esperimento con tinder

di cui scriverò una volta concluso

temo quindi di dovermi assentare per un po’ dalla mia bacheca wordpress

 

sarà credo interessante e divertente

ma ci vorranno almeno un paio di settimane

 

la canzone che posto di seguito non ha nessuna attinenza con il riquadro descritto

era un po’ che non mi capitava di ascoltarla

poi l’altro giorno, non ricordo dove, mi è comparso sullo schermo l’album… illmatic (ho così scoperto che  esiste il seguito…stillmatic, ma non è bello come il primo…)

 

anyway

 

Represent è la più bella di illmatic

mi piace

per questo la posto

(anche se non c’entra nulla)

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=QKYkDwzi-FI&w=420&h=315]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

io e il blog (part2)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=KYfNaL9lODs&w=420&h=315] 

 

ci sono altre ragioni che mi hanno spinto a scrivere questo blog, oltre quelle dell’ultimo post sull’argomento (http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/11/05/io-e-il-blog-part1/), ragioni più generali, meno specificatamente tarate su tinder o sul principe

una volta ero a bere un aperitivo con uno conosciuto su tinder, incontrato una volta, mai più visto

ad un certo punto, non ricordo come c’eravamo arrivati, parlavamo di scuola…forse partendo dalle proprie esperienze personali, fatto sta che ad un certo punto gli chiedo: “ma secondo te, se una classe di bambini è indisciplinata, di chi è la colpa? Dei bambini o del maestro?”

“ovviamente dei bambini (hai presente le famiglie al giorno d’oggi?)…ai bambini bisogna insegnare l’educazione…”

ecco non l’ho mai più visto…

credo che sia troppo facile prendersela con dei bambini, e toppo banale con le famiglie…siamo figli del mondo, e quindi dovremmo impegnarci a costruire relazioni elettive oltre che parentali (a tal proposito…se avete voglia andate a leggervi almeno la prima parte di questo articolo: http://www.liberascuola-rudolfsteiner.it/main/home/main.asp?mode=m3&ida=155)

ci vuole davvero un po’ più di tenerezza nella vita

e ci pensavo ieri, perché ero in giro con nina…che già è cucciola, poi è proprio pure bellissima

(ma davvero è un fenomeno impressionante…ogni giorno ci sn almeno una decina di persone che ci fermano per fotografarla)

e pensavo: cacchio sei proprio tenera nina

e sembra una cosa rara… la tenerezza

ci pensavo mentre mi incamminavo verso il bar, per un bicchiere di prosecco, in solitudine dopo il lavoro

ma ovvio da quando c’è nina, è difficile farsi i cazzi propri

al bar c’era sto tizio, un giovane ragazzo, gentile e timido mi sembrava, che con un amico beveva una birra, e saluta nina. Lo rivedo fuori dal bar, mentre si accende una sigaretta. Gli chiedo da accendere, e così inizia a parlare mentre accarezza il cane (che per ora ancora non cammina in giro…e se ne sta dentro la mia borsa)

quindi questo ragazzo mentre fuma mi fa tutto un ragionamento sulla tenerezza che, mentre lo fa, penso “lo devo scrivere nel blog”, e allora improvvisamente mi faccio più attenta, ribatto per cercare di capire meglio il suo pensiero

che credo sia più o meno questo:

cioè lui teorizzava circa l’esistenza non solo della tenerezza come sentimento generico ma proprio come oggetto concreto, cioè come reazione ad un preciso tratto stilistico della natura che serve a favorire legami di protezione (e qui si torna alla questione del maestro)

e forse è anche vero credo…tipo in natura i cuccioli di una specie fanno tenerezza anche ad altre specie… tipo esistono le adozioni tra specie diverse…

finisco la sigaretta e lo saluto:

“ciao bello” (ma da dove mi escono fuori certe espressioni? Non sono una tipa da -ciao bello- eppure non poteva uscirmi meglio)

vabbuò (che è un’ottima traduzione per anyway)

solitamente dopo il bar mi incammino tornando verso l’ufficio, e mi fermo per fumare sul ponte mentre guardo i treni che passano

ieri sera invece ero in ritardo per un appuntamento con un’amica…e avevo la macchina di fronte al bar

-quindi fumo qua fuori senza arrivare al ponte- penso

mi son persa l’ultimo treno (adoro guardare i treni che passano…che vanno e vengono nelle due direzioni), ma ho guadagnato un po’ di tenerezza… perché alla fine sto tizio che parlava di tenerezza mi ha fatto tenerezza

cioè la tenerezza è una strada a doppio senso, è soggettiva ma anche oggettiva, è tenera nina, ma è tenero anche il tizio che si intenerisce di fronte alla sua tenerezza

cioè tipo tenerezza chiama altra tenerezza…

mi ha scritto uno sul blog e ci siamo scambiati qualche impressione sul dating online, quando gli ho raccontato che arrivava nina ha risposto dicendo: “bello, ma è una grande responsabilità”

ecco appunto, la tenerezza favorisce la presa in carico di questa responsabilità, anzi è proprio la chiave per la riuscita di una relazione affettiva e pedagogica

la tenerezza credo sia il meccanismo più importante che a sua volta fa scattare l’(auto)ironia e così le relazioni fluiscono meglio, come ripulire un motore vecchio e incrostato

ma cosa c’entra lo spignatto nel mio blog?

(per chi non sa cosa sia lo spignatto cerchi su internet!)

ma lo spignatto è una questione di chimica e d’amore!

nel senso di “passione” (l’ultimo ordine online è aperto da un mese perché è una questione di precisione che solo con tanta pazienza puoi affrontare…amore e pazienza… rimandano ad un altro post… http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/10/13/amore-passione-e-tanta-pazienza/)

e nel senso di amore per il prossimo…divulgare qualche notizia sullo spignatto è una buona azione!

ecco credo che il mio blog abbia a che fare con questi argomenti: la pedagogia, la tenerezza e l’amore (per il principe e per il prossimo)

cioè non fraintendetemi, non voglio mettermi in cattedra

anzi in cattedra ci metto semmai le esperienze, mie e altrui…di chi voglia raccontarle (quindi non chi, ma cosa)

l’amore per il prossimo non è il mio amore per gli altri, ma l’amore tra le persone… i modi di fare, pensare e sentire, come si intrecciano o si evitano tra loro, è una questione di chimica

come due elementi diversi che trovano in un certo momento, luogo, occasione, una forza attrattiva eccezionale che permette loro di mescolarsi l’uno nell’altro (come per lo spignatto…tipo l’emulsionante…ma non solo e tanto altro…più in generale la trasmissione di qualità tra sostanze diverse)…

o che so… come un abbraccio…

questa è una tematica ricorrente nella vita, anzi forse è proprio la vita stessa, la modulazione di questa forza attrattiva che interviene su di un foglio altrimenti per sempre bianco, o nero.

quindi col blog cerco di scrivere il mio pezzettino di foglio, scrivere di amore, amore per il prossimo attraverso uno sguardo che riesce ad intenerirsi per non cadere nella frustrazione che spesso le relazioni umane impongono

e infatti sembra che almeno abbiamo questa risorsa (doppia), e cioè di poter essere teneri e inteneriti allo stesso tempo

certo non sempre, solo quando scattano certi meccanismi, che non sembra proprio si possano controllare. Non c’entra niente il destino io credo, cioè si tratta di una cosa molto più oggettiva del destino che impersona una soggettività divina…

cioè a volte certe cose accadono e basta, e non bisogna spiegarsele, perché se lo si fa allora l’occasione elettiva finisce in tragedia (tipo se ci pensavo troppo nina mica la prendevo, oppure sceglievo la sorella… e non sarebbe stata la stessa cosa…invece mi sono fidata della sensazione…ed ho fatto bene… ho scelto la più sfigata, perché pensavo -magari non è troppo agitata- e infatti è bravissima)

 

spiegare è come voler invertire un ordine, tipo prima/dopo, causa/effetto, soggetto/oggetto, voler invertire l’ordine, ma mantenendo quella sicurezza che ci darebbe se lo seguissimo

cioè bisogna scegliere ahimè… l’onda o la spiaggia… (l’onda e la spiaggia insieme fanno tragedia, fanno impatto)

cioè bisogna farsi trasportare dall’onda invece che cercare di domarla coi piedi fissati a terra, ma la fiducia ahimè è una questione delicata, di vita o di morte, almeno per come spesso la viviamo.

oppure decidere di rimanere a guardare da lontano la mareggiata

in ogni caso ci vuole  davvero più tenerezza (e davvero più indignazione quando, venendo meno, si finisce in tragedia)

cioè può venir meno la rettitudine, la morale, la deontologia, la disciplina, il rispetto pure… ma se viene meno la tenerezza per l’altro (quando quello ha bisogno di noi) allora siamo finiti, evoluzionisticamente parlando (anche se l’evoluzionismo è stato sorpassato…)

fottuti…(e non parlo di sesso)

 

io quindi scrivo il blog per scrivere di queste cose

 

 

 

suono il pianoforte

fin da piccola…avevo 5 anni quando mi sono messa davanti a quei tasti (giganti per me a quel tempo)

forse è allora che ho sviluppato la mia ossessione per le vie di mezzo….cioè per via della sensazione che fosse dall’unione di bianco e nero (i tasti…le partiture) che veniva fuori la magia

 

in ogni caso la musica classica da lì mi ha sempre accompagnata

scelgo quindi due pezzi che ho passato anni ad ascoltare meravigliandomi all’infinito, ogni volta

quei pezzi che riescono ad ispirare malinconia e speranza allo stesso tempo

 

se penso a tutta la pioggia che è caduta…

vien voglia di saltare direttamente a dicembre (o di tornare a luglio)

ma non avrebbe alcun senso

anzi bisogna cogliere l’occasione e imparare a costruire degli argini (e questo per davvero…viviamo proprio in un paese del cazzo…cioè straordinario e peggiore ad un tempo)

costruire degli argini affinché l’onda possa infrangersi senza farci fuori,

 

cioè alimentarci più che distruggerci

 

(io sono ancora paradossalmente convinta che ce la possiamo fare…amore e pazienza)

 

<3

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=eH4oGJcCzdM&w=420&h=315]

 

 

io e il blog (part1)

 

perché? Cioè… come mai un giorno ho deciso di mettere su un blog parlando di quello che mi succedeva usando tinder?

cioè… perché una sera ho pensato che fosse interessante per me scrivere e per altri leggere queste storie?

 

1) l’ispirazione (ovvero le premonizioni e il principe)

 

la mia prima ispirazione è stato il principe, l’ho già ampiamente spiegato

credo che se lui non fosse stato la mia prima chat e il mio primo incontro, forse non avrei mai sviluppato questa ispirazione…

cioè la prima risposta da dare a questa domanda consiste quindi in quella valanga di emozioni, sensazioni e premonizioni che l’incontro con federico ha prodotto in me

una valanga che tuttora accompagna le mie giornate, un surplus emozionale che non sapevo dove mettere, come catalogare, ma soprattutto come impiegare dal momento che a lui quest’onda non l’aveva preso

cioè ero sola ad affondare

ho cercato di domarla quest’onda, certo non ci sono ancora riuscita

l’onda non si esaurisce, cioè è una vera ispirazione

anche se appunto è rimasta monca

cioè per quanto mi riguarda non sono riuscita a buttarmi senza paracadute

(che nel caso specifico era il suo numero di telefono, non ha mai voluto fornirmelo)

non ce l’ho fatta, forse proprio nel momento in cui riuscivo a intravedere uno spiraglio

ma poi… anche ora avessi capito (troppo tardi) che la cosa del numero era una stronzata,

ma cosa posso fare…

continuare a stalkerizzarlo?

ho sbagliato la mia scelta e basta (anche se è difficile ammetterlo)

in ogni caso ho fatto tutto da sola, nel bene o nel male, quindi me ne assumo la responsabilità

ecco la decisione di scrivere questo blog… che è stata un scelta progressiva, cioè non è che lo decidi e lo fai…diciamo che lo decidi e inizi a farlo… e vedi che succede, se continui oppure no…la decisione dicevo ha seguito lo svolgersi della storia del principe, nel cui solco si sono costituite le fondamenta del blog

nella storia del principe ci sono un sacco di cose importanti, tipo l’amore, la virtualità, le premonizioni… cioè quelle capacità che vanno oltre quello che ci si immagina di poter fare col proprio cervello, quando ci si lascia un po’ andare… tipo provare a fidarsi, ma non di qualcun altro…più che altro (tornare a) fidarsi delle proprie emozioni

e così visto che non ci sono riuscita col principe, c’ho provato col blog

e questa è la prima ragione

cioè proprio cosa mi spinge a farlo

forse quando finalmente me lo sarò dimenticato (il principe) potrò concludere anche le storie del blog

 

chissà… perché poi io ho anche una mia vita offline

cioè sfatiamo questo mito (dal pudore tutto italiano) che nel dating online circolano solo sfigati? Che siccome nella vita reale non riescono a racimolare incontri, ci provano davanti ad un computer

cioè sfatiamo questo mito dell’essere sfigati-out (cioè proprio come me) come la cosa peggiore al mondo?

(forse in realtà non è così male, visto che poi per crescere sembra che una delle cose più importanti e difficili da superare sia la paura del giudizio degli altri)

anyway

anch’io ho una mia vita offline

anche quella talvolta un po’ virtuale

d’altra parte da quando ho iniziato a usare tinder i miei incontri offline sono paradossalmente diminuiti, faccio meno la cretina in giro la sera ad attaccar bottone, ho scelto gli amici agli amanti, ho deciso che voglio comunicare on- o off- line, cioè in ogni caso, invece di parlare e relazionarmi senza comunicare per davvero

è anche per questo quindi che ho deciso di scrivere questo blog, per sfatare la polarizzazione reale/virtuale (anche la vita reale è un po’ virtuale, e mi piace raccontare quello che sta nel mezzo, e cioè le premonizioni)

 

anyway

 

2) il ragionamento (ovvero il problema della fiducia)

quella sera che decidevo se scrivere o meno questo blog riflettevo sul fatto che tinder mi sembrava risuonare questa corda… andasse a toccare questo fatto, del provare a fidarsi, un po’ per il genere di applicazione che è, un po’ per come è strutturata e un po’ anche proprio per come è organizzata la user experience… ma su questo ci si potrebbe scrivere un (inutile) trattato

ripartiamo dal fatto che anche la vita offline è spesso virtuale (cioè sono virtuali le percezioni talvolta, più o meno dipende)

per esempio quando avevo 14 anni (cioè il primo anno delle superiori) ho avuto la mia prima cotta

ora la prima cotta chiamarla così è una cosa orribile

si ok rende l’idea… ma non la esaurisce…

lui (chiamiamolo… fabio) era bello, già a 14 anni, molto probabilmente da sempre

un po’ tipo bellezza perfetta

ma non solo, c’era qualcos’altro, la percezione seppur virtuale (noi non ci conoscevamo direttamente… al massimo qualche battuta a qualche festa.. ma questo si perde nei miei ricordi) la percezione virtuale dicevo di una persona buona, ma dire buona non rende l’idea (anche se la esaurisce forse)

cioè -buona -poi sembra un’espressione buonista all’italiana

diciamo lo sguardo di una persona onesta… leale (a se stessa)…anche se si parla solo di un ragazzino

questa premonizione ha dovuto attendere un sacco di anni prima di trovare una rispondenza concreta

io e fabio ci siamo rincontrati una cosa come 15 anni dopo e siamo diventati amici, cioè ancora lo stiamo diventando…ci si conosce… pian pianino… che è l’unico modo intelligente per farlo

tipo un movimento lentissimo e millimetrico

ma ora posso dirlo, e non solo pensarlo: lui è esattamente come me l’ero immaginato

non mi aspettavo di rincontrarlo, figuriamoci così senza aspettarmelo, senza neanche ricordarmelo

che flash rivederlo mentre scende dalla macchina, mentre quell’altra prima valanga di emozioni torna fuori fresca come una rosa da sotto la coltre delle mie esperienze sedimentate

10 anni fa sono rimasta coinvolta in un incidente automobilistico, la botta in testa fu piuttosto energica, spezzò in due l’arco temporale della mia vita, prima/dopo…cioè risvegliandomi i ricordi che tornavano dal prima furono in gran parte filtrati (tipo filtro a maglia strettissima), tra quelli sopravvissuti fino al dopo (15 anni..) c’è quindi anche la valanga emozionale della mia prima cotta

cioè… nonostante la virtualità delle sensazioni dei miei 14 anni e della la prima cotta (cioè un amore vissuto nel silenzio dell’imbarazzo), 15 anni dopo, dopo un’emorragia cerebrale e conseguente coma indotto (dopo cioè chissà quanti ml di morfina a ripulire il mio cervello), un giorno di primavera me lo vedo là, uguale, cioè riconoscibilissimo con quell’aura attorno, precisa e identica a come la scrutavo dai gradini di quel primo anno di liceo mentre lui arrivava la mattina in motorino

(l’anno seguente cambiò liceo, e non lo rividi più)

a volte i ricordi rispuntano fuori così, all’improvviso

non pensavo sapesse di me, cioè non del fatto che mi piaceva, ma proprio del fatto che esistevo… e invece rincontrandoci ho scoperto che si ricordava di me, che sapeva chi ero, e pure il mio nome…

a me sembrava già di conoscerlo quando non lo conoscevo, come poi è successo per davvero 15 anni dopo, cioè lui effettivamente è davvero un po’ come me l’ero immaginato, certo non solo, ma anche, e altro ancora

 

cioè fidarsi è difficile (tipo col principe che al suo primo spiraglio sono scappata…è questione di tempistiche…poi certo lui che cretino il suo numero poteva anche darmelo…)

certo a lui molto probabilmente tutto questo non direbbe molto

ma a me continua e continuerà a sussurrarmi all’orecchio un’ispirazione d’amore

quindi per questo scrivo il blog

per via di quest’ispirazione che mi rende più coraggiosa nella sfida che lancio a me stessa, cercando di fidarmi delle mie sensazioni

 

3) lo stalker (ovvero perchè dovrebbero interessare le mie storie?)

ma perché la scrittura? E perché un blog?

al blog ho pensato perché una volta sono stata io la protagonista di un blog , ma non nel senso che lo scrivevo, piuttosto nel senso che qualcuno scriveva di me

avevo frequentato questo ragazzo per un po’, ma la cosa non era andata per via della sua gelosia OSSESSIVA (ora vorrei aprire una parentesi enorme sullo stalking…cioè in generale, non sugli uomini che stalkerizzano le donne, ma non lo farò qui sennò non finisco più)

cmq ad un certo punto ho tagliato corto e gli ho detto che non volevo più vederlo, lui è un attimo impazzito, e tra le altre si è messo pure a scrivere un blog su di me nel quale raccontava la nostra “storia” capovolgendo di segno la realtà…cioè la vittima era lui…

La scrittura serve quindi per rielaborare (o non rielaborare qualcosa)

cioè serve a tante cose, serve per (s)muovere, catalogare, o spiegare, rielaborare ma anche elaborare, spiegarsi o interpretare, ma anche per sbagliare, cioè scrivere vuol dire proprio “fare” qualcosa, trasporre un’idea su di un piano più concreto

cioè tipo: idee, parole, azioni

la parola è davvero l’unica cosa magica che abbiamo (l’ho già scritto qualche post fa) perché può trasformare un’idea in azione

 

“ma perché dovrebbe interessare la lettura di questo blog?” mi domandavo quella sera che decidevo se e cosa scrivere in un ipotetico blog su tinder

bè NON LO SO, mi dicevo, mi veniva però da pensarlo, da immaginarlo (da premonirlo?)

e poi ho provato a fidarmi di questa sensazione

 

 

quindi in definitiva perché mi sono messa una sera a scrivere?

 

Mi sono messa a scrivere pensando al principe

immersa in un surplus emozionale infilato in un blog

 

e da qui chissà dove…

FullSizeRender (1)

 

La canzone che posto è stata l’inizio delle rispondenze con il principe

è una bellissima canzone

e la dedico a tutte le persone coraggiose che non si lasciano sopraffare

 

 

[vimeo 49442252 w=500 h=281] <p><a href=”http://vimeo.com/49442252″>FAUVE ≠ NUITS FAUVES</a> from <a href=”http://vimeo.com/nokipowlonski”>noki Powlonski</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

tinder/tender (part 2): tommaso, ovvero un post lunghissimo

Questo blog credo che contenga una specie di “esca” nel titolo… cioè proprio la parola tinder…

Cioè credo che uno se arriva al mio blog ci arriva aspettandosi di trovarci dentro qualcosa… ma se poi se lo legge scopre che dentro non c’è quello che si aspettava

L’ho scritto anche a tommaso (vd tinder/tender part1)

Ma riprendiamo il carteggio da dove l’avevo lasciato nel post precedente…

La mail di tommaso mi ha fatto un sacco piacere.. connessioni appunto, anzi rispondenze…

Quella di trovare una sintonia mentale con qualcuno è una cosa fantastica, cioè quando le parole non sono dette a caso e trovano una spontanea comprensione nell’altro che le accoglie, le capisce e le condivide.

Io alla sua prima mail (il cui oggetto diceva: “un complimento”) ho risposto così:

“un complimento fatto con cognizione di causa e’ ovviamente una cosa fantastica

Ho letto e con calma ti rispondo per benino!

(La mettiamo sul blog la tua mail? O almeno in parte?)

Intanto grazie!

Buona serata”

E il giorno dopo ho ripreso il discorso:

“il principe e l’angelo…pensa che il principe è stata la mia prima chat… su tinder e nella vita…è stato l’unico di cui (dopo il contatto fb) mi sia presa la briga di andare a cercare su google nome e cognome…per poi trovarmelo in un video dove faceva una specie di intervista…cioè questo per dire che davvero la chat è (o non è) l’inizio di qualcosa che prosegue (non una relazione! ma un percorso di conoscenza… reale)

quindi, sì…ho pensato…dovresti farlo..ma BENE

molti a me scrivono semplicemente: “ciao”, cioè la maggiorparte….

io almeno non so dico: ciao tizio (col nome)…e poi tipo: cos’è che non fai mentre stai su tinder? (cioè tipo cosa fai di solito quando non usi tinder)

cerco sempre di non banalizzare… ma anche per capire meglio che tipi sono…

banalizzare (anche quando lo si fa spontaneamente… o inconsciamente…) è un modo per reprimere le emozioni… tra l’altro un modo molto triste…

tutti sti tizi che mi scrivono ciao e basta mi sembrano un po’ banalizzare la cosa… pur di non sentirsi impacciati o sfigati (per poi finire a sembrarlo per davvero… come quelli che dicevano che mimì -mia martini- portava sfiga…e ora a distanza ovviamente gli sfigati sono loro)

quindi dimentichi i nomi delle persone facilmente?

anch’io! pensa che casino che col blog per ognuno devo ricordarmene due diversi…

Ps:ovviamente il complimento m ha fatto un sacco piacere, credimi: mica facile fare sto blog (ma comunque mi piace da matti)..un po’ di timori ce li ho avuti, e ne ho tuttora! Grazie perché il complimento e’ una bellissima ricompensa per il coraggio speso

Puoi chiamarmi Serena..

E’ il nick scelto per il blog

Ciao!”

Ecco la prima riflessione che mi è venuta scrivendomi con tommaso è che le conoscenze che nascono in rete non è che riguardano solo il dating online…o tinder

E poi mi è venuto in mente quel tizio che ho frequentato due anni fa… una conoscenza se non proprio nata online, sicuramente online alimentata…cioè un tizio amico di amici con cui ho iniziato a scrivermi su fb (quando guardo la mia lista di amici su fb mica mi ricordo tutti chi sono… molti sono perfetti sconosciuti o sconosicute…cioè magari incontrati una volta nella vita e mai più visti)

La virtualità non è una cosa a sé stante, anzi è proprio un ramo della nostra vita reale

Ma anche proprio un riflesso di come siamo strutturati noi nella nostra società… dove tutto è polarizzato.. reale e virtuale rispecchiano un po’ quella che è la struttura mentale attraverso cui entriamo in relazione con le altre persone. Cioè quando ci esponiamo, quando poniamo in rilievo un profilo (che tra l’altro cambia nelle diverse circostanze della vita…), decidiamo cosa mettere in luce, e cosa lasciare in ombra. Reale e virtuale ricalcano credo questo meccanismo fisiologico per noi uomini occidentali del nuovo millennio…

Ecco tipo in africa è diverso…(sono stata in africa occidentale un paio di volte per lavoro)… lì le cose sono diverse… lì luci e ombre esistono (a parte che c’è un sole pazzesco) ma definiscono un panorama diverso, l’animo degli individui non è investito di tutte quelle responsabilità di soggettivazione che investono invece la nostra vita quotidiana. Vabbè qua però il discorso si complica… diciamo che (ma non secondo me!) una certa parte dell’umanità (quella europea) dal XIX sec in poi ha avviato un percorso di “evoluzione” sociale e culturale incentrato sull’individuo. Prima l’inidividuo (così come ci sentiamo noi adesso) non esisteva, non erano le sue scelte a definirlo bensì la sua “posizione”, posizione che non stava a lui decidere o accaparrarsi.

(ok semplificando molto queste dinamiche che comunque non sono mai fissate una volta per tutte, né in europa né in africa, né da nessuna parte)

anyway

al giorno d’oggi invece l’individuo è tale perché sceglie, perchè anela, perchè ci prova…ma nonostante questo sembri definire un panorama di libertà, così non è (secondo me, ma non solo…) perché cmq qualsiasi scelta faccia, ricade all’interno dell’arco descritto da una polarizzazione (che poi più che polarizzazione direi più genericamente campo…diciamo una lista fissata di possibilità)

Ad esempio: reale o virtuale (cioè o stai da una parte o dall’altra), sesso o relazione (o da una parte o dall’altra)

L’avevo scritto un po’ di tempo fa… sembra che tinder si ponga un po’ nel mezzo di una di queste polarizzazioni (sesso/amore)… e a me sembra una cosa intelligente e coraggiosa, che evita di farci finire in quei vortici emotivi che ci distruggono e fanno a pezzi (non parlo solo di amore/sesso…pensiamo ai rapporti di lavoro per esempio): nonostante si abbia l’illusione di poter scegliere (e così accaparrarsi nuove posizioni polarizzate… cioè che ci sembrano porti sicuri in cui ripararci), questo in realtà non accade e le cose rimangono spesso al di fuori del nostro controllo (e delle polarizzazioni)…

cioè se noi “siamo” perchè “scegliamo”, e se questo può essere facile sulle cose (tipo la cultura…tipo la musica o lo scrittore preferito)… cosa succede quando scegliamo le persone? Ma soprattutto se chi scegliamo alla fine non ci (cor)risponde per davvero?

(crediamo di morire e) ce ne andiamo fuori de testa…

Allora conoscersi per davvero (online o offline) forse e’ l’ unica cosa che abbia senso fare quando si interagisce con le persone

ANYWAY….

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=44jdsAxIjiY&w=420&h=315]

 

 

“Oook ciao ciao” (ovvero la fine della mia dipendenza)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=vwuMKA85xFc&w=420&h=315]

 

non so bene come chiamare questo post

sicuramente ha a che fare con la serietà, o cmq con la forza di volontà

e anche un po’ con l’autoironia

insomma.. quello che viene dopo l’indecisione e la confusione, dopo che ci fermiamo un attimo e aspettiamo per vedere quello che succede

non so.. tipo la quiete dopo la tempesta

settimana scorsa hanno operato mio padre, un intervento banale ma brutto.. era il suo primo intervento.. ne è uscito estremamente affaticato, ma sereno

era andato bene

io di operazioni invece (sempre banali ma brutte) ne ho già fatte molte.

E’ vero: è tutto orribile in ospedale, ma ti fortifica, in ogni caso ne esci più tranquillo di prima

cioè ci sono posti nella nostra società.. non solo il carcere.. che se ci entri ti cambiano.. ti “raddrizzano”, o almeno quello è l’obiettivo, disciplinarti.. anche se è vero che nessuno cambia mai troppo facilmente.. e infatti serve un’intera istituzione per agire su individuo

anyway

nonostante non sia riuscita a sentire prima alessandro.. (volevo il suo parere.. poi spiego meglio perché) tra l’angelo (giorgio) e il principe (federico) ho scelto:

ME STESSA <3

Giorgio mi ha proposto di passare il we insieme al mare questa settimana, ma temo dovrò rifiutare.. gli ho detto che ci pensavo

“ovvio che mi farebbe piacere, devo vedere come sn messa col lavoro..”

ovvio che partirei domani con lui per iniziare una nuova vita su un’isola deserta.. non c’è neanche bisogno di specificarlo.. uno così non si trova facilmente, e no.. non sono così stupida da lasciarmelo scappare..

giorgio ha iniziato a leggere il blog, per questo c’è bisogno di un altro post perché per questo io lo stimo tantissimo.. perché mi sembra ricalcare proprio la mia idea di relazione.. cioè insomma aspettare per vedere che succede.. senza chiedere nulla in cambio..quando ci penso il mio <3 si scioglie

(anche continuare a ripetere che non si vuole una relazione equivale a chiedere qualcosa all’altra persona: SE LO DICI UNA VOLTA MAGARI LO DICI SOLO PER SPECIFICARE, ma in quel caso puoi anche non dirlo, SE INVECE CONTINUI A CERCARE L’ALTRA PERSONA PER RIBADIRGLIELO AD UN CERTO PUNTO  TI GIRI INDIETRO E LA VEDI :O .. UNA “RELAZIONE” di dipendenza 🙁 )

ma poi se proprio dovessi scegliere tra l’essere dipendente e l’essere l’oggetto della dipendenza altrui, scelgo la prima..

anyway

uno alla volta non vuol solo dire che non frequento più persone contemporaneamente (tutti noi abbiamo il diritto a sentirci unici –perché è proprio così che siamo-), ma anche e soprattutto che il mio cuore è unico, nel senso che ne ho uno solo.. bisogna andarci piano.

io ho passato tutta la vita (a parte quell’unico lungo fidanzamento) a scrutare all’orizzonte se ci fosse qno che mi piacesse PER DAVVERO, ed era una cosa talmente rara ed effimera, non accadeva quasi mai e mai per più di 10 minuti.. e ora che invece mi è accaduta per due volte consecutivamente sto un attimo perdendo la bussola.

L’altra sera sono andata a ballare (adoro andare a ballare..anche con un ginocchio distrutto), era un po’ che non andavo.. e mi guardavo intorno. Cioè (pensavo) magari sono cambiata io (strano..) e ora magari le persone mi piacciono di più in generale, magari mi guardo intorno e sono meno schizzinosa (ma non parlo di bellezza..mai piaciuti i belli, il primo è l’angelo..e questa cosa mi spiazza quando lo vedo.. anche di questo devo parlare) ma insomma a me non sembrava essere cambiato nulla..

non andavo a ballare da prima del principe.. assurdo..

Con il principe (che era diventato l’oggetto della mia dipendenza) non ho potuto fare altro che smettere..

Ho interrotto le nostre connessioni virtuali (fb e tinder)

Appena fatto ho percepito subito una sensazione di sollievo

Certo sono anche molto triste

Anzi tristissima

Ma è normale, anzi quasi bello

È l’amore che fa quest’effetto, e bisogna sempre lasciarsene invadere per non rimanerne feriti.. perché quello (l’amore) tanto si insinua lo stesso.. è qsa che va oltre la tua forza di volontà, ma che se assecondi nel modo giusto, riuscirai a rendere docile

(Secondo me, specie quando si interagisce con gli altri, è molto importante capire la differenza tra disciplinare e addomesticare.. o insomma tra le due facce di questa medaglia)

volevo parlare col sex addicted perché lui è uno che le sue pulsioni le ha addomesticate più che disciplinate..

alessandro è il classico bel ragazzo che ama divertirsi e non credo sia in cerca di una relazione: quello che la sera in discoteca ti rimorchia, fa il carino, è gentile, ma è chiaro fin da subito che cerca la compagna di una notte.. (senza bisogno di specificarlo) anche se poi incontrando la persona giusta non si tira indietro di fronte alle emozioni.. anzi sembra averne assoluta dimestichezza..

cioè è uno che poteva aiutarmi a capire se questa storia del principe era solo una mia paranoia, o poteva valere la pena aspettare-per-vedere-che-succede

ma abbiamo orari diversi.. cioè specie lui con i turni in ospedale..

poi è tornato uno dei miei amici tinderiani (cioè un amico reale che usa tinder) da un viaggio di lavoro, ieri sera davanti al biliardo ne abbiamo parlato..

lui è sempre stato dalla parte dell’angelo.. “è più bello.. e gli piaci”

quando ho riaperto l’argomento

sbotta: “ancora??”

ecco forse l’ho capito in quel momento..

a parte che questo mio amico è forse l’unica persona che stimo davvero su questo pianeta, perché secondo me ha capito tutto della vita..

ma poi la reazione che ha avuto, più di quello che ha detto, ha fatto scattare un meccanismo dentro di me..

quindi stamattina dopo un lungo msg e l’ultima dedica (la canzone postata in ouverture) ho staccato questa benedetta connessione (entrambe.. quella di fb e quella di tinder)

altre non ne abbiamo

il numero di telefono non ce l’eravamo mai scambiati

non aveva mai voluto.. una di quelle cose su cui mi ero impuntata.. come se poteva essere la dimostrazione di q.cosa.. ora però lo ringrazierei, impuntandosi anche lui così mi ha lasciata libera e questo (anche se lui non lo sa) è un gesto d’amore che mi ha aiutato a fare altrettanto con lui..

<3

(cacchio l’amore è proprio qualcosa che attiene alla libertà)

la sua risposta al mio ultimo msg d’amore (diciamolo.. uno dei miei pipponi..):

“Oook ciao ciao”

(l’autoironia cmq mi salva sempre)

 

 

Uomini e donne ( questa è un’altra espressione che la tv ci ha rubato:( )

Con l’estate che finisce tornano gli sbattimenti, ma tornano anche i vecchi contatti tinder dalle vacanze e alla carica..

A parte alessandro (il sex addicted.. che però sarebbe bene chiamare col suo vero nome virtuale, perché sempre con l’epiteto pare brutto, e invece è una brava persona), un altro ragazzo di cui non ho ancora mai parlato, e andrea.. che ogni tanto mi scrive.. ho chiuso un’attimo le attività di scambio comunicativo telematico (molti alla fine sono semplicemente amici di penna..)

Ah! Poi si è rifatto vivo in maniera insistente Paolo (quello che ti chiama su skyp, si fa vedere, ma non ti parla.. quello che mi voleva incontrare in un parcheggio.. e che alla fine non ho mai conosciuto)..

Mi erano arrivati dei msg su skyp mentre ero al mare, c’eravamo salutati di fretta (“no, non ti posso chiamare , qua non c’è linea”), mi aveva detto venerdì vengo da te (:O), io tornavo giovedì, ma poi non s’era più fatto sentire (sarà la decima volta che mi pacca.. nel senso: fa tutto lui.. propone un app e poi all’ultimo rimbalza o non si fa sentire)

Ma insomma sono passati due mesi.. cioè deciditi.. no?

Che paranoie..

e quando glielo dico..mi risponde: è che abiti lontano. Ma non mi quadra la risposta.. gli avevo detto: vengo io, incontriamoci a metà strada, ma non in un parcheggio.. cioè gli avevo dato alternative.

chissà…

anyway..

Dopo aver molto parlato dell’universo maschile, sento il bisogno di fermarmi un attimo su quello femminile.

Stamattina (alle 7) ero in ospedale e mi è capitata davanti una di quelle infermiere che si sente come se facesse parte delle forze dell’ordine. Si mette davanti a mia madre che è seduta di fianco a me, e le chiede in tono perentorio: “nome!”. Intervengo per dirle che in realtà il paziente è mio padre (alla mia sinistra), ma impedisce di comunicarglielo, perché appena esalo la prima sillaba esce fuori il poliziotto che è in lei, (versione femminile inacidita nel tono e nello spirito): “non dite altro! Solo il nome!” (mentre continua a guardare mia madre).

Mi metto a ridere (per evitare che finisca in una cazzottata..)

A quel punto mi ascolta: “ma il paziente è mio padre!” (mentre glielo indico)

Morale(?): l’acidità è un problema femminile importante, bisognerebbe far qualcosa.. io ho una teoria a riguardo. e cioè che questa cosa riguardi quella generazione di donne che ha attraversato la guerra, da sole con i figli a carico (cioè i nostri genitori). Io credo che si sia prodotta una frattura profonda generazionale che ancora strascica i suoi effetti. Quelle donne avevano le palle, ma hanno anche dovuto dimenticare (ora non dico tutte ovvio..e non tutte nella stessa misura) una serie di emozioni (tipo la tenerezza, la serenità, l’amorevolezza, l’accondiscendenza..), e hanno così cresciuto dei figli molto consapevoli e attaccati alle cose belle della socializzazione (faticosamente ritrovata dopo una pazzesca guerra civile) e della cultura, ma che si sono dovuti confrontare con questa rigida tristezza che ancora segnava i volti delle loro madri invecchiate.

Moralebis(?): vorrei farmi un profilo tinder maschile per cercare di capire meglio l’universo femminile (ma ho questa cosa dell’essere onesti..che mi preme sempre..)

Ma davvero siamo così insopportabili?

Effettivamente analizzandoci alla guida (che secondo me è sempre uno specchio fedele del panorama interiore di una persona) sembra che le donne siano (ovvio non tutte..) per lo più impacciate e spregiudicate (un mix pericoloso).

All’università mi fecero studiare che solo in due specie di scimpanzé e negli esseri umani succede che il maschio riconosce la sua prole (da qui deriva il tabù dell’incesto). Questo succede perché, ingrandendosi il cervello, il periodo di gestazione si allunga e la femmina ha bisogno dell’aiuto del maschio per sopravvivere. Ok.. semplificando molto.. (non si sa mai che qualche studioso possa risentirsi.. tra l’altro non l’ho mai detto: il primo ad avermi parlato di tinder fu un antropologo. Mi piace un sacco l’antropologia, se non fosse stato proprio un antropologo a parlarmene forse non l’avrei scaricata..). Ecco poi questa cosa l’ho studiata un sacco di anni fa, quindi prendetela con le pinze (al massimo andate a spulciare in rete..).

Comunque.. questa cosa delle cellule sociali entro cui si riconoscono dei legami parentali (famiglia) è una cosa recente nella storia dell’evoluzione.

Se alla base delle società umane (cioè non quella occidentale.. o quella mediorientale, quelle africane o sudamericane, ma di tutte) sta questo pezzettino (e cioè che il maschio diventa papà) i papà com’è che sono sicuri della propria paternità? Cioè in natura il controllo non è neanche necessario. Ma nel caso degli esseri umani? E infatti il test del dna ha sconvolto questo scenario (per esempio a livello giuridico).. anyway..

(una volta ho letto da qualche parte una statistica allarmante: 4 papà su 10 crescono un figlio non loro senza saperlo)

Moraleter(?): l’evoluzione dell’uomo si basa anche e molto sul controllo del comportamento sessuale della donna.. ma una donna controllata e inacidita, com’è? E come crescerà i suoi figli?

Moralequater(?): a questo punto potremmo anche fare la rivoluzione forse (e forse tinder potrebbe anche aiutare).. ma non sessuale, nè politica, ma l’unica forse possibile.. quella fatta col <3

(per insegnare agli uomini che possono fidarsi di noi..)

 

[vimeo 19887868 w=500 h=291] <p><a href=”http://vimeo.com/19887868″>Tracy Chapman – Talkin’ ‘bout a Revolution</a> from <a href=”http://vimeo.com/blueskiesvideo”>Blue Skies</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>