Frangar non flectar: cannata (anche se mi sento la migliore del mondo). #scontriamilano

Ok ormai è una cosa che posso ahimè dar per assodata. Il mio blog è un problema per la mia vita sentimentale (o forse no…cioè dipende dai punti di vista).

L’altro giorno su fb leggevo una cosa che non sapevo. Non si dice “mi piego ma non mi spezzo”, bensì il contrario “mi spezzo, ma non mi piego” , infatti poi ho cercato e ho trovato il proverbio latino: frangar non flectar..cioè voglion dire due cose ben diverse…e comunque non lo sapevo…sempre pensato fosse il primo.

Anyway

Proverbio azzeccato a riguardo della mia vita sentimentale incrociata col blog.

Cioè mi spezzo perché mi dispiace (quando dico a uno del blog e questo sparisce dalla mia vita), anche se progressivamente ci faccio l’abitudine, e tutto sommato inizio ad avvertire la percezione di una nuova fiducia in me stessa, nonostante i molteplici insuccessi, e appunto non mi piego…cioè proseguo a scrivere.

La furbata della keyword tinder che attira un sacco di visite al blog (ma diciamolo povere qualitativamente) ha turbato l’equilibrio con cui scrivevo fino a qualche tempo fa, quando le visite al blog erano più povere quantitativamente ma decisamente più ricche qualitativamente (tipo il rapporto visite/visitatori).

Effettivamente una delle cose più preziose che mi lascerà questo blog sono le statistiche, la maggior parte inerenti appunto la keyword “tinder”, ma inaspettatemente rivelatrici di qualcos’altro…come una piccola finestra aperta sul <3 di un sacco di persone da ogni dove…presuppongo però tutte italianofone.

<3

un po’ di orgoglio nazionale in fondo non può farci così male.

Io non ho mai fatto pubblicità a nessuno, a parte involontariamente a tinder forse…o forse no (dipende dai punti di vista)

Figuriamoci all’Italia…

ma ci sono due tizi che quasi quasi mi fanno cambiare idea

(mai stata una molto nazionalista…)

Ci sono due tizi che fanno delle strane opere d’arte che poi espongono in giro per le città.

Cose tipo questa:

panettone

o questa:

panettone2

Altre sono invece più provocatorie tipo questa:

water2

Sottosotto, però, le prime due sono più provocatorie

Il finto panettone insomma è carino e decorativo…ti verrebbe voglia di addentarlo, ma ci provassi ahitè sgranocchieresti cemento armato. “E’ così appetibile quindi il cemento armato?”…. viene da domandarsi se ci si sofferma a riflettere.

La seconda che sembrerebbe dire che l’italia naviga nella merda, esprime invece orgoglio nazionalista…cioè quella mano rappresenta lo sforzo per innalzare e mantenere la bandiera italiana al di sopra della merda. Il colore azzurro che contrasta ce lo ricorda, anche se potrebbe indurre a interpretare in senso opposto l’opera d’arte (non è che dico a caso -opera d’arte-)

Scusate le volgarità che solitamente ammetto e talvolta anche apprezzo, ma solamente nella comunicazione orale, qua è particolarmente calzante visto che si tratta proprio di merda, cioè non è solo una metafora.

Anyway

E’ iniziata expo

Tre indizi me l’hanno suggerito

Improvviso aumento di giovani tedeschi e francesi in giro per il quartiere

Elicotteri che svolazzano

E il casino della mayday ieri che è passata dalle mie parti…

Che storia scontata

Non so voi, ma io (che di solito sono una spettatrice incallita) quest’anno invece boicotto tutti: mayday e expo

Che poi ovvio l’expo una volta me l’andrò a vedere, ma non ci credo. Ma non in generale, facevano cose incredibili e spettacolari nel XIX sec all’esposizioni mondiali. Non credo proprio in questa specifica, italiana, ma che sia un’occasione per riflettere a questo credo fermamente. E concordo con i ragazzi di Urbansolid, quelli delle foto sopra (https://www.facebook.com/urbansolid/timeline)…. cioè per far riflettere bisogna essere accattivanti, non andare in giro a spaccare le città, appunto semmai abbellirle.

Prima mi sono fatta un giro su internet…cercando video degli scontri di ieri a milano

Un paio di considerazioni… ma nessuna sul ruolo dei violenti (guardando questi video si vedevano sti tizi incappucciati circondati da fotografi che li riprendevano…io smorzerei invece il loro narcisismo).

Andate al min 3:17 (fin verso 3:55) di questo link per capire cosa intendo…linko un video poco cliccato…ce ne sono alcuni che hanno fatto un sacco (mila mila) di visualizzazioni in una sola giornata…per dire immaginate i guadagni… anyway:

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=ifiVlkNp-xg&w=560&h=315]

capisco benissimo la passione dei fotografi circostanti il tizio che spara non so bene cosa (sembrano petardi)…capisco la passione per i reportage. Ma già che sei lì a rischiare il culo, io mi sarei avvicinata al tipo, avrei provato a dirgli qualcosa…cioè non so tipo…”ma guarda: evita! non è il modo giusto per dire nessuna cosa quello che stai facendo” ovvio magari non m’avrebbe ascoltata, anche qua però forse c’entra la seduzione (in senso lato).

Bisogna essere decisamente più seduttivi nei confronti del prossimo. E’ una pratica relazionale più efficace, divertente e intelligente rispetto quella di alzare barriere

anyway

il min 3:18 del video a me sembra un set cinema(fo)tografico…. oppure tipo quando guardi un film del terrore e ti viene da parlare agli attori: “oh guarda! Voltati…voltati…voltati! Sennò sei morto!!”

e invece nessuno fa niente…(ma tutti assistono)

il tizio incappucciato in mezzo alla piazza con tutti che lo fotografano di fronte ad una folla di caschi mi sembra… non so… una cosa hollywoodiana

questo ahimè credo non faccia onore a nessuno: fotografi, incappucciati e forze dell’ordine (come tutti costretti in un ruolo troppo rigido). E chiedo anticipatamente scusa a tutte e tre le categorie…non è mia intenzione offendervi, forse solo una conseguenza involontaria del racconto della sensazione suddetta. Cioè poi cmq parlo di Categorie, non di singole persone (ci mancherebbe)

ma neanche a me fa onore che stavo sdraiata sul divano …per me il senso civico è importante, se non c’ era nessuno a provare a sedurre quell’incappucciato, allora vuol dire che neanche io ero presente.

Ok, l’anno prossimo vado, e se ne incontro uno glielo dico (con fare accattivante): evita!

(tutta questa riflessione è un po’ come una battuta ma in fondo molto seria)

Cmq un’altra considerazione seria sugli scontri a milano: a me non interessa se hanno fatto bene o male a non caricare i manifestanti, però mi torna in mente genova.

Cacchio… ma allora… se è possibile evitare di massacrare le persone (incappucciate o meno intendo) nel momento emergenziale della guerriglia urbana tipo ieri, sarebbe stato possibilissimo evitare di farlo nel 2001…come successe in caserma o alla diaz! evidentemente c’era ampia libertà di scelta…cioè forse c’è praticamente quasi sempre libertà di scelta

Anyaway

Io il blog tornassi indietro rideciderei di farlo altre mille mille volte…

Già

il mio blog però parla di sesso, e oltre quello in realtà d’amore,

ma soprattutto condanna l’odio (sia ben chiaro)

sempre

e per sdrammatizzare il tutto posto questa canzone

(il senso delle parole lascia a desiderare, ma l’appeal melodico…quello c’è tutto…)

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=kv1gBViFIX4&w=560&h=315]

Arretrati: Strategie d’evasione (questo post non ha un senso vero e proprio ma è il risultato di un’improvvisa impellenza narrativa)

Mi sono fermata al centro…non so se posso andare a rifornirmi a destra, stanno tutti a sinistra. Quindi mi sono fermata al centro, aspetto che il tizio che serve la benzina finisca di farsi pagare, poi gli chiederò se posso mettermi a destra.

Ma nel frattempo arriva lui….il cazzone furbetto. E’ chiaro che mi sono messa in mezzo aspettando di capire da che parte andare, ma lui ne approfitta e mi supera.

E qui apro una parentesi: a me non interessa passare da rompicoglioni, quando qualcuno sbaglia glielo dico. La stessa severità cmq la indirizzo anche verso me stessa…ho questa cosa del senso civico che mi preme.

Una sera ero in un locale con il principe…ero andata a prendere due cocktail da berci insieme e stavo tornando al tavolo (per dire che il principe me lo sono davvero un sacco corteggiato <3)

Uno dei due calici, entrambi pieni fino all’orlo, oscilla e un po’ di vodka tonic cade sul pavimento …quindi appoggio i bicchieri al nostro tavolo e torno indietro, prendo due fazzoletti, pulisco a terra. Torno al tavolo e il principe mi dice: “sei la prima persona nella mia vita che vedo fare una cosa del genere”

 

Addirittura?

 

Cmq principe quando una persona per la prima volta ti comunica qualcosa di nuovo…bè principe potrebbe essere amore…

 

(Ma cmq il principe l’ho rimandato al mittente…cioè alla sua idea del cazzo di destino e di uomo depresso. Ho messo dei limiti)

 

Torniamo al benzinaio…(che poi mi rifornisco di gpl e le code sono sempre lunghe perché tutti fanno sempre il pieno)

 

Cmq insomma sto cazzone furbetto esce dalla macchina e glielo dico.

Tranquillamente, senza urlare ma a voce alta (tutti possono sentire): “complimenti, sei proprio un cazzone furbetto”

Lui mi guarda, ascolta ma non risponde.

Il benzinaio e un altro conducente in attesa si mettono a ridere. Poi il cazzone furbetto se ne va…. “No… ma hai fatto bene…”

Al benzinaio in realtà l’ho dovuto spiegare cos’era successo…perché non aveva capito.

Anyway

l’intervento comunque mi era uscito bene, col tono giusto ecce ecc.

Ora, questa cosa di dire le cose è importante, e soprattutto per la forma che si utilizza, più che per la sostanza.

Cioè la sostanza è importante ma nella comunicazione è forse più importante la forma, cioè le strategie di convincimento, cioè l’abilità di essere accattivanti. E’ come nel linguaggio…ok quello che vuoi dire, ma soprattutto ti serve un codice per capirti con gli altri.

Anyway

Siccome ho un po’ di riflessioni in sospeso faccio un attimo di confusione

Non è che abbia consigli da fornire su come essere accattivanti. Anzi, mi sono sempre sentita goffa e poco affabile…provarci c’ho sempre provato, e magari nel tempo sono anche migliorata, ma non è una cosa che ho nel sangue. C’è a chi riesce decisamente meglio.

Per questo credo mi piaccia così tanto scrivere questo blog. Cioè qualcosa di molto personale e poco altruistico, come un po’ uno sfogo…non mi interessa di quello che la gente “potrebbe pensare” o almeno non di più di quanto invece mi interessi sfogarmi liberamente.

Ma poi un blog è un blog…una serie di temi…come a scuola…solo che scegli tu il titolo, sempre. E non c’è nessun voto, perché nessuno è unilateralmente deputato a sentenziarlo. Siccome però siamo stati abituati ad essere “votati”…fa strano che questa sentenza non arrivi mai. E quindi continui a scrivere, aspettando però sotto sotto un giudizio finale, tipo universale…

visto che poi la rete ….cioè si tratta di un giudizio universale non tanto perché tutti sono giudicati ma piuttosto perché tutti possono farlo con te

anyway

(è la prima volta che lo sottolineo…per dire la difficoltà del momento…)

questo davvero è più un libero sfogo che un post

scusate

le cose cmq (volevo dire) vanno dette e pure nel modo giusto. Certo spesso la paura di essere fraintesi o anche manipolati nella discussione è un problema…ma insomma ok un po’ di prudenza, no la paura (paura e prudenza spesso si escludono a vicenda)

cioè smettiamo di aver paura del giudizio degli altri…anzi proprio sbattiamocene…cosa può avere uno di tanto orribile da nascondere? (mi auguro nulla)

Però con prudenza moduliamo i messaggi che mandiamo…

Cioè sbattiamocene della sostanza quella è nostra e della nostra “buona ragione”…

la forma quella invece… già forse è una gabbia…non se ne esce

but

piuttosto che tentare di aprirne la serratura, iniziamo a costruire un tunnel…insomma un’uscita alternativa..

una strategia d’evasione

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=7pqYTTW4hKk&w=420&h=315]

 

 

 

Lavorare, lavorare, lavorare

 

Ultimamente le cose si fanno difficili su molti fronti

Ma stamattina (tipo ormai non so un mese fa…) mi è arrivato un bel messaggio su twitter

Un po’ fatidico perché mi ha colto in un momento di grande sconforto.

Quindi m’ha dato davvero un grande aiuto

 

(GRAZIE AMICA <3)

 

“ho iniziato a leggere il blog: TU SEI BRAVA! CONTINUA A SCRIVERE!!”

 

scusate la fedeltà con cui riporto il maiuscolo, ma insomma è stata una boccata di ossigeno…

io fin dall’inizio ho però pensato che questo blog avrebbe avuto una fine

o almeno insomma tutta la vita che gira attorno a tinder….

cioè inizio a non poterne più di sconosciuti che mi scrivono su wapp o fb

effettivamente tinder è un buono strumento per incrementare i contatti su fb…nonostante le reticenze di alcuni ad andare sul personale…(paranoie che possono avere cmq solo quelli per i quali la pagina fb costituisca davvero un accesso alla propria intimità)

ora io non uso fb a scopo pubblicitario, ma molti sì…ecco tinder è un nuovo modo per allargare la propria rete d’influenza, tra l’altro con la possibilità di scegliere talune specifiche (demografica, geografica e anche culturale con la storia dei like)

 

E qui veniamo al mio esperimento che intitolerei: “non devi essere un figone o una figona per avere tanti contatti su tinder”

(Che poi erano due originariamente gli esperimenti, e quello a cui tenevo di più non sono ancora riuscita ad ultimarlo. Ma voglio farlo…prima o poi… è quello a cui tengo di più.

Anyway)

L’esperimento diciamo fatto e concluso è una roba molto semplice. E cioè ho provato a fare il profilo tinder di serena, fatto col profilo fb del blog

il profilo tinder così ottenuto è “anonimo”, cioè non ci sono foto in cui mi si veda.

Il risultato inaspettato dell’esperimento è stato il grande successo ottenuto con l’ anonimato, molto maggiore ad esempio di quello ottenuto con l’altro profilo … quello con nome vero e foto del volto.

Non credo sia una questione (solo) estetica, almeno me lo auguro. Cmq non esaurirebbe l’enorme divario (almeno me lo auguro). Penso che le foto in cui si vede/non vede intrighino di più. Ovvio foto però accattivanti…anche nella scelta di soggetti diversi…chessò paesaggi…

Comunque basta creare un’immagine intrigante senza dover far vedere proprio nessuno in faccia.

Ecco in faccia

Forse adesso inizio a capire il filo rosso di questo post

ci metto la faccia, anche se questo mi potrebbe creare dei problemi (o così molti mi dicono….per esempio sul lavoro)

Uno solo mi ha detto: ma va…ovvio devi farla l’intervista…tutte le blogger vogliono farsi vedere

anche se qua è un attimo diverso…però c’ho pensato, e ripensato e lo farò…si tratta di un intervista per un documentario, un piccolo canale, una cosa mica da spappolamento mediatico, pure seria insomma…

Oddio ogni tanto penso…serena stai facendo una stronzata (cioè mica facile superare i pregiudizi…non lo faccio a cuor leggero o con spavalderia)

In questo blog si parla di sesso…(cioè in realtà mica tanto)…ho cercato di raccontare molto altro e anche seriamente…seppur con un linguaggio molto piatto…cioè colloquiale…appunto un diario, un dialogo forse anche troppo interiore

Insomma ci metto la faccia, superando la virtualità di certe paure e affrontando la serietà di altre…più sensate (tipo ho preteso di rivedere il montato prima della messa in onda)

eppure da più parti…”ma che cazzo stai facendo….” , “ti rovini la reputazione…”

“metti che poi nella vita vuoi fare qualcosa e questo ti può ostacolare”

ora (e l’ho già detto forse più di una volta)… sul lavoro molto spesso è come in amore

anche sul lavoro mi auguro di trovare persone serie disposte ad andare Oltre la virtualità di certe percezioni pur di incontrarmi sul serio

ma poi se il mio futuro fosse -io cameriera, Nina, un monolocale e un barsottocasa- non sarebbe male

 

E poi il blog…oltre tinder

 

Perché sono sempre più convinta che “Parodie di Relazioni” fu un’ intuizione giusta

 

 

e grazie Principe per l’ispirazione….

questa sì…

questa te la dovrò per sempre

<3

 

 

 

 

 

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=qMxX-QOV9tI&w=560&h=315]

io e il blog (part2)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=KYfNaL9lODs&w=420&h=315] 

 

ci sono altre ragioni che mi hanno spinto a scrivere questo blog, oltre quelle dell’ultimo post sull’argomento (http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/11/05/io-e-il-blog-part1/), ragioni più generali, meno specificatamente tarate su tinder o sul principe

una volta ero a bere un aperitivo con uno conosciuto su tinder, incontrato una volta, mai più visto

ad un certo punto, non ricordo come c’eravamo arrivati, parlavamo di scuola…forse partendo dalle proprie esperienze personali, fatto sta che ad un certo punto gli chiedo: “ma secondo te, se una classe di bambini è indisciplinata, di chi è la colpa? Dei bambini o del maestro?”

“ovviamente dei bambini (hai presente le famiglie al giorno d’oggi?)…ai bambini bisogna insegnare l’educazione…”

ecco non l’ho mai più visto…

credo che sia troppo facile prendersela con dei bambini, e toppo banale con le famiglie…siamo figli del mondo, e quindi dovremmo impegnarci a costruire relazioni elettive oltre che parentali (a tal proposito…se avete voglia andate a leggervi almeno la prima parte di questo articolo: http://www.liberascuola-rudolfsteiner.it/main/home/main.asp?mode=m3&ida=155)

ci vuole davvero un po’ più di tenerezza nella vita

e ci pensavo ieri, perché ero in giro con nina…che già è cucciola, poi è proprio pure bellissima

(ma davvero è un fenomeno impressionante…ogni giorno ci sn almeno una decina di persone che ci fermano per fotografarla)

e pensavo: cacchio sei proprio tenera nina

e sembra una cosa rara… la tenerezza

ci pensavo mentre mi incamminavo verso il bar, per un bicchiere di prosecco, in solitudine dopo il lavoro

ma ovvio da quando c’è nina, è difficile farsi i cazzi propri

al bar c’era sto tizio, un giovane ragazzo, gentile e timido mi sembrava, che con un amico beveva una birra, e saluta nina. Lo rivedo fuori dal bar, mentre si accende una sigaretta. Gli chiedo da accendere, e così inizia a parlare mentre accarezza il cane (che per ora ancora non cammina in giro…e se ne sta dentro la mia borsa)

quindi questo ragazzo mentre fuma mi fa tutto un ragionamento sulla tenerezza che, mentre lo fa, penso “lo devo scrivere nel blog”, e allora improvvisamente mi faccio più attenta, ribatto per cercare di capire meglio il suo pensiero

che credo sia più o meno questo:

cioè lui teorizzava circa l’esistenza non solo della tenerezza come sentimento generico ma proprio come oggetto concreto, cioè come reazione ad un preciso tratto stilistico della natura che serve a favorire legami di protezione (e qui si torna alla questione del maestro)

e forse è anche vero credo…tipo in natura i cuccioli di una specie fanno tenerezza anche ad altre specie… tipo esistono le adozioni tra specie diverse…

finisco la sigaretta e lo saluto:

“ciao bello” (ma da dove mi escono fuori certe espressioni? Non sono una tipa da -ciao bello- eppure non poteva uscirmi meglio)

vabbuò (che è un’ottima traduzione per anyway)

solitamente dopo il bar mi incammino tornando verso l’ufficio, e mi fermo per fumare sul ponte mentre guardo i treni che passano

ieri sera invece ero in ritardo per un appuntamento con un’amica…e avevo la macchina di fronte al bar

-quindi fumo qua fuori senza arrivare al ponte- penso

mi son persa l’ultimo treno (adoro guardare i treni che passano…che vanno e vengono nelle due direzioni), ma ho guadagnato un po’ di tenerezza… perché alla fine sto tizio che parlava di tenerezza mi ha fatto tenerezza

cioè la tenerezza è una strada a doppio senso, è soggettiva ma anche oggettiva, è tenera nina, ma è tenero anche il tizio che si intenerisce di fronte alla sua tenerezza

cioè tipo tenerezza chiama altra tenerezza…

mi ha scritto uno sul blog e ci siamo scambiati qualche impressione sul dating online, quando gli ho raccontato che arrivava nina ha risposto dicendo: “bello, ma è una grande responsabilità”

ecco appunto, la tenerezza favorisce la presa in carico di questa responsabilità, anzi è proprio la chiave per la riuscita di una relazione affettiva e pedagogica

la tenerezza credo sia il meccanismo più importante che a sua volta fa scattare l’(auto)ironia e così le relazioni fluiscono meglio, come ripulire un motore vecchio e incrostato

ma cosa c’entra lo spignatto nel mio blog?

(per chi non sa cosa sia lo spignatto cerchi su internet!)

ma lo spignatto è una questione di chimica e d’amore!

nel senso di “passione” (l’ultimo ordine online è aperto da un mese perché è una questione di precisione che solo con tanta pazienza puoi affrontare…amore e pazienza… rimandano ad un altro post… http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/10/13/amore-passione-e-tanta-pazienza/)

e nel senso di amore per il prossimo…divulgare qualche notizia sullo spignatto è una buona azione!

ecco credo che il mio blog abbia a che fare con questi argomenti: la pedagogia, la tenerezza e l’amore (per il principe e per il prossimo)

cioè non fraintendetemi, non voglio mettermi in cattedra

anzi in cattedra ci metto semmai le esperienze, mie e altrui…di chi voglia raccontarle (quindi non chi, ma cosa)

l’amore per il prossimo non è il mio amore per gli altri, ma l’amore tra le persone… i modi di fare, pensare e sentire, come si intrecciano o si evitano tra loro, è una questione di chimica

come due elementi diversi che trovano in un certo momento, luogo, occasione, una forza attrattiva eccezionale che permette loro di mescolarsi l’uno nell’altro (come per lo spignatto…tipo l’emulsionante…ma non solo e tanto altro…più in generale la trasmissione di qualità tra sostanze diverse)…

o che so… come un abbraccio…

questa è una tematica ricorrente nella vita, anzi forse è proprio la vita stessa, la modulazione di questa forza attrattiva che interviene su di un foglio altrimenti per sempre bianco, o nero.

quindi col blog cerco di scrivere il mio pezzettino di foglio, scrivere di amore, amore per il prossimo attraverso uno sguardo che riesce ad intenerirsi per non cadere nella frustrazione che spesso le relazioni umane impongono

e infatti sembra che almeno abbiamo questa risorsa (doppia), e cioè di poter essere teneri e inteneriti allo stesso tempo

certo non sempre, solo quando scattano certi meccanismi, che non sembra proprio si possano controllare. Non c’entra niente il destino io credo, cioè si tratta di una cosa molto più oggettiva del destino che impersona una soggettività divina…

cioè a volte certe cose accadono e basta, e non bisogna spiegarsele, perché se lo si fa allora l’occasione elettiva finisce in tragedia (tipo se ci pensavo troppo nina mica la prendevo, oppure sceglievo la sorella… e non sarebbe stata la stessa cosa…invece mi sono fidata della sensazione…ed ho fatto bene… ho scelto la più sfigata, perché pensavo -magari non è troppo agitata- e infatti è bravissima)

 

spiegare è come voler invertire un ordine, tipo prima/dopo, causa/effetto, soggetto/oggetto, voler invertire l’ordine, ma mantenendo quella sicurezza che ci darebbe se lo seguissimo

cioè bisogna scegliere ahimè… l’onda o la spiaggia… (l’onda e la spiaggia insieme fanno tragedia, fanno impatto)

cioè bisogna farsi trasportare dall’onda invece che cercare di domarla coi piedi fissati a terra, ma la fiducia ahimè è una questione delicata, di vita o di morte, almeno per come spesso la viviamo.

oppure decidere di rimanere a guardare da lontano la mareggiata

in ogni caso ci vuole  davvero più tenerezza (e davvero più indignazione quando, venendo meno, si finisce in tragedia)

cioè può venir meno la rettitudine, la morale, la deontologia, la disciplina, il rispetto pure… ma se viene meno la tenerezza per l’altro (quando quello ha bisogno di noi) allora siamo finiti, evoluzionisticamente parlando (anche se l’evoluzionismo è stato sorpassato…)

fottuti…(e non parlo di sesso)

 

io quindi scrivo il blog per scrivere di queste cose

 

 

 

suono il pianoforte

fin da piccola…avevo 5 anni quando mi sono messa davanti a quei tasti (giganti per me a quel tempo)

forse è allora che ho sviluppato la mia ossessione per le vie di mezzo….cioè per via della sensazione che fosse dall’unione di bianco e nero (i tasti…le partiture) che veniva fuori la magia

 

in ogni caso la musica classica da lì mi ha sempre accompagnata

scelgo quindi due pezzi che ho passato anni ad ascoltare meravigliandomi all’infinito, ogni volta

quei pezzi che riescono ad ispirare malinconia e speranza allo stesso tempo

 

se penso a tutta la pioggia che è caduta…

vien voglia di saltare direttamente a dicembre (o di tornare a luglio)

ma non avrebbe alcun senso

anzi bisogna cogliere l’occasione e imparare a costruire degli argini (e questo per davvero…viviamo proprio in un paese del cazzo…cioè straordinario e peggiore ad un tempo)

costruire degli argini affinché l’onda possa infrangersi senza farci fuori,

 

cioè alimentarci più che distruggerci

 

(io sono ancora paradossalmente convinta che ce la possiamo fare…amore e pazienza)

 

<3

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=eH4oGJcCzdM&w=420&h=315]

 

 

io e il blog (part1)

 

perché? Cioè… come mai un giorno ho deciso di mettere su un blog parlando di quello che mi succedeva usando tinder?

cioè… perché una sera ho pensato che fosse interessante per me scrivere e per altri leggere queste storie?

 

1) l’ispirazione (ovvero le premonizioni e il principe)

 

la mia prima ispirazione è stato il principe, l’ho già ampiamente spiegato

credo che se lui non fosse stato la mia prima chat e il mio primo incontro, forse non avrei mai sviluppato questa ispirazione…

cioè la prima risposta da dare a questa domanda consiste quindi in quella valanga di emozioni, sensazioni e premonizioni che l’incontro con federico ha prodotto in me

una valanga che tuttora accompagna le mie giornate, un surplus emozionale che non sapevo dove mettere, come catalogare, ma soprattutto come impiegare dal momento che a lui quest’onda non l’aveva preso

cioè ero sola ad affondare

ho cercato di domarla quest’onda, certo non ci sono ancora riuscita

l’onda non si esaurisce, cioè è una vera ispirazione

anche se appunto è rimasta monca

cioè per quanto mi riguarda non sono riuscita a buttarmi senza paracadute

(che nel caso specifico era il suo numero di telefono, non ha mai voluto fornirmelo)

non ce l’ho fatta, forse proprio nel momento in cui riuscivo a intravedere uno spiraglio

ma poi… anche ora avessi capito (troppo tardi) che la cosa del numero era una stronzata,

ma cosa posso fare…

continuare a stalkerizzarlo?

ho sbagliato la mia scelta e basta (anche se è difficile ammetterlo)

in ogni caso ho fatto tutto da sola, nel bene o nel male, quindi me ne assumo la responsabilità

ecco la decisione di scrivere questo blog… che è stata un scelta progressiva, cioè non è che lo decidi e lo fai…diciamo che lo decidi e inizi a farlo… e vedi che succede, se continui oppure no…la decisione dicevo ha seguito lo svolgersi della storia del principe, nel cui solco si sono costituite le fondamenta del blog

nella storia del principe ci sono un sacco di cose importanti, tipo l’amore, la virtualità, le premonizioni… cioè quelle capacità che vanno oltre quello che ci si immagina di poter fare col proprio cervello, quando ci si lascia un po’ andare… tipo provare a fidarsi, ma non di qualcun altro…più che altro (tornare a) fidarsi delle proprie emozioni

e così visto che non ci sono riuscita col principe, c’ho provato col blog

e questa è la prima ragione

cioè proprio cosa mi spinge a farlo

forse quando finalmente me lo sarò dimenticato (il principe) potrò concludere anche le storie del blog

 

chissà… perché poi io ho anche una mia vita offline

cioè sfatiamo questo mito (dal pudore tutto italiano) che nel dating online circolano solo sfigati? Che siccome nella vita reale non riescono a racimolare incontri, ci provano davanti ad un computer

cioè sfatiamo questo mito dell’essere sfigati-out (cioè proprio come me) come la cosa peggiore al mondo?

(forse in realtà non è così male, visto che poi per crescere sembra che una delle cose più importanti e difficili da superare sia la paura del giudizio degli altri)

anyway

anch’io ho una mia vita offline

anche quella talvolta un po’ virtuale

d’altra parte da quando ho iniziato a usare tinder i miei incontri offline sono paradossalmente diminuiti, faccio meno la cretina in giro la sera ad attaccar bottone, ho scelto gli amici agli amanti, ho deciso che voglio comunicare on- o off- line, cioè in ogni caso, invece di parlare e relazionarmi senza comunicare per davvero

è anche per questo quindi che ho deciso di scrivere questo blog, per sfatare la polarizzazione reale/virtuale (anche la vita reale è un po’ virtuale, e mi piace raccontare quello che sta nel mezzo, e cioè le premonizioni)

 

anyway

 

2) il ragionamento (ovvero il problema della fiducia)

quella sera che decidevo se scrivere o meno questo blog riflettevo sul fatto che tinder mi sembrava risuonare questa corda… andasse a toccare questo fatto, del provare a fidarsi, un po’ per il genere di applicazione che è, un po’ per come è strutturata e un po’ anche proprio per come è organizzata la user experience… ma su questo ci si potrebbe scrivere un (inutile) trattato

ripartiamo dal fatto che anche la vita offline è spesso virtuale (cioè sono virtuali le percezioni talvolta, più o meno dipende)

per esempio quando avevo 14 anni (cioè il primo anno delle superiori) ho avuto la mia prima cotta

ora la prima cotta chiamarla così è una cosa orribile

si ok rende l’idea… ma non la esaurisce…

lui (chiamiamolo… fabio) era bello, già a 14 anni, molto probabilmente da sempre

un po’ tipo bellezza perfetta

ma non solo, c’era qualcos’altro, la percezione seppur virtuale (noi non ci conoscevamo direttamente… al massimo qualche battuta a qualche festa.. ma questo si perde nei miei ricordi) la percezione virtuale dicevo di una persona buona, ma dire buona non rende l’idea (anche se la esaurisce forse)

cioè -buona -poi sembra un’espressione buonista all’italiana

diciamo lo sguardo di una persona onesta… leale (a se stessa)…anche se si parla solo di un ragazzino

questa premonizione ha dovuto attendere un sacco di anni prima di trovare una rispondenza concreta

io e fabio ci siamo rincontrati una cosa come 15 anni dopo e siamo diventati amici, cioè ancora lo stiamo diventando…ci si conosce… pian pianino… che è l’unico modo intelligente per farlo

tipo un movimento lentissimo e millimetrico

ma ora posso dirlo, e non solo pensarlo: lui è esattamente come me l’ero immaginato

non mi aspettavo di rincontrarlo, figuriamoci così senza aspettarmelo, senza neanche ricordarmelo

che flash rivederlo mentre scende dalla macchina, mentre quell’altra prima valanga di emozioni torna fuori fresca come una rosa da sotto la coltre delle mie esperienze sedimentate

10 anni fa sono rimasta coinvolta in un incidente automobilistico, la botta in testa fu piuttosto energica, spezzò in due l’arco temporale della mia vita, prima/dopo…cioè risvegliandomi i ricordi che tornavano dal prima furono in gran parte filtrati (tipo filtro a maglia strettissima), tra quelli sopravvissuti fino al dopo (15 anni..) c’è quindi anche la valanga emozionale della mia prima cotta

cioè… nonostante la virtualità delle sensazioni dei miei 14 anni e della la prima cotta (cioè un amore vissuto nel silenzio dell’imbarazzo), 15 anni dopo, dopo un’emorragia cerebrale e conseguente coma indotto (dopo cioè chissà quanti ml di morfina a ripulire il mio cervello), un giorno di primavera me lo vedo là, uguale, cioè riconoscibilissimo con quell’aura attorno, precisa e identica a come la scrutavo dai gradini di quel primo anno di liceo mentre lui arrivava la mattina in motorino

(l’anno seguente cambiò liceo, e non lo rividi più)

a volte i ricordi rispuntano fuori così, all’improvviso

non pensavo sapesse di me, cioè non del fatto che mi piaceva, ma proprio del fatto che esistevo… e invece rincontrandoci ho scoperto che si ricordava di me, che sapeva chi ero, e pure il mio nome…

a me sembrava già di conoscerlo quando non lo conoscevo, come poi è successo per davvero 15 anni dopo, cioè lui effettivamente è davvero un po’ come me l’ero immaginato, certo non solo, ma anche, e altro ancora

 

cioè fidarsi è difficile (tipo col principe che al suo primo spiraglio sono scappata…è questione di tempistiche…poi certo lui che cretino il suo numero poteva anche darmelo…)

certo a lui molto probabilmente tutto questo non direbbe molto

ma a me continua e continuerà a sussurrarmi all’orecchio un’ispirazione d’amore

quindi per questo scrivo il blog

per via di quest’ispirazione che mi rende più coraggiosa nella sfida che lancio a me stessa, cercando di fidarmi delle mie sensazioni

 

3) lo stalker (ovvero perchè dovrebbero interessare le mie storie?)

ma perché la scrittura? E perché un blog?

al blog ho pensato perché una volta sono stata io la protagonista di un blog , ma non nel senso che lo scrivevo, piuttosto nel senso che qualcuno scriveva di me

avevo frequentato questo ragazzo per un po’, ma la cosa non era andata per via della sua gelosia OSSESSIVA (ora vorrei aprire una parentesi enorme sullo stalking…cioè in generale, non sugli uomini che stalkerizzano le donne, ma non lo farò qui sennò non finisco più)

cmq ad un certo punto ho tagliato corto e gli ho detto che non volevo più vederlo, lui è un attimo impazzito, e tra le altre si è messo pure a scrivere un blog su di me nel quale raccontava la nostra “storia” capovolgendo di segno la realtà…cioè la vittima era lui…

La scrittura serve quindi per rielaborare (o non rielaborare qualcosa)

cioè serve a tante cose, serve per (s)muovere, catalogare, o spiegare, rielaborare ma anche elaborare, spiegarsi o interpretare, ma anche per sbagliare, cioè scrivere vuol dire proprio “fare” qualcosa, trasporre un’idea su di un piano più concreto

cioè tipo: idee, parole, azioni

la parola è davvero l’unica cosa magica che abbiamo (l’ho già scritto qualche post fa) perché può trasformare un’idea in azione

 

“ma perché dovrebbe interessare la lettura di questo blog?” mi domandavo quella sera che decidevo se e cosa scrivere in un ipotetico blog su tinder

bè NON LO SO, mi dicevo, mi veniva però da pensarlo, da immaginarlo (da premonirlo?)

e poi ho provato a fidarmi di questa sensazione

 

 

quindi in definitiva perché mi sono messa una sera a scrivere?

 

Mi sono messa a scrivere pensando al principe

immersa in un surplus emozionale infilato in un blog

 

e da qui chissà dove…

FullSizeRender (1)

 

La canzone che posto è stata l’inizio delle rispondenze con il principe

è una bellissima canzone

e la dedico a tutte le persone coraggiose che non si lasciano sopraffare

 

 

[vimeo 49442252 w=500 h=281] <p><a href=”http://vimeo.com/49442252″>FAUVE ≠ NUITS FAUVES</a> from <a href=”http://vimeo.com/nokipowlonski”>noki Powlonski</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

Giorgio e il blog (evitando di fare cazzate..)

Come prevedevo la settimana e’ stata pesantuccia. Sebbene c’avessi provato a luglio.. a non trascinarmi le questioni più antipatiche a settembre.. ahimè non c’ero riuscita e quindi me le sono trovate ad aspettarmi in ufficio..

(sì perché nel frattempo ho cambiato lavoro.. o meglio ne avevo due.. ora ne ho uno solo..)

ho sentito giorgio.. al telefono
A lui la webcam non piace.. (FINALMENTE UNO CHE NON E’ NARCISISTA??)

Questa cosa del narcisismo maschile andrebbe approfondita.. come quella dell’acidità femminile.

Quando l’ho visto la prima volta non ci volevo credere, perché già dalle foto mi ricordava qno.. dal vivo ho proprio pensato.. mi sa che ci siamo già conosciuti?

Pensavo.. magari anche lui si ricorda che ci conosciamo, ma preferisce fare finta di niente..?.. e chissà chi è?.. così ripercorrevo nella mia testa la mia rubrica, i contatti, le amicizie, le conoscenze..ma non mi veniva in mente dove ci fossimo già incontrati..

Ad un certo punto prendo coraggio e glielo chiedo: ma ci conosciamo?

Mi guarda un po’ come se fossi pazza, ma con uno sguardo che non mi offende.. anzi..

“no.. non mi sembra”

Insisto: sicuro?

Lui: sìsì

Al primo app scopro subito  che siamo diversi, cioè opposti su un tot di cose..

Tipo..

Io parole Lui numeri

Io agitata Lui calmo (ma calmo per davvero!)

Io città Lui campagna

Ho anche scoperto che su altre cose invece siamo vicini.. tipo mi è capitato di vivere dove lui è cresciuto.. lontano da dove adesso viviamo entrambi. Entrambi suoniamo (anche se generi e strumenti diversi). E poi condividiamo una certa prospettiva sul mondo, anzi sugli altri. Sul fatto di essere gentili e cortesi.. o almeno cosi mi sembra..

Dopo il primo incontro, quando ci siamo (ri)conosciuti (riconosciuti perché a volte riconosci nella realtà l’immagine virtuale che ti eri fatto, e perché comunque chattando non è non ci si conosca.. quindi è come conoscersi due volte..)..

dopo il primo incontro, quando ci siamo conosciuti (dicevo)..ci siamo visti altre due volte.. la prima c’eravamo piaciuti..

Dopo il terzo app una cosa mi era chiara: gli avrei detto del blog

Un mattino ho pensato con questo è meglio che faccio meno la cretina.. vuoi vedere che per una volta che il destino me ne invia uno quasi perfetto, me lo gioco in un bicchier d’h2o??

E poi avevo già scritto di lui..

e poi.. un giorno (due giorni prima di dirglielo) è capitato che improvvisamente il blog ha iniziato a ricevere un numero consistente di visite, entrando nella classifica di wordpress giornaliera.. certo in fondo.. però ci sono anchio 😉 ..

boh.. non ho voluto rischiare che lo scoprisse da solo, o di dirglielo troppo tardi.. il momento giusto era quello.. più in là col tempo forse si sarebbe sentito preso in giro.. (soprattutto lui che non è narcisista.. cioè a un altro magari poteva anche piacere la cosa, a giorgio no.. e questo già lo sapevo di lui)

e poi mi sono concessa il lusso di essere me stessa..

Cioè lo sai che se ti butti giù da un ponte alto è sicuro che ti sfracelli.. questo succede anche con lo spirito.. a volte le stronzate le riconosci prima di farle 😉 😉

Questo forse è il vero colpo di fulmine.. quasi un istinto di sopravvivenza che non si sperimenta solo quando il tuo corpo rischia di abbandonarti, ma anche quando sono le emozioni che potrebbero ferirti e paradossalmente torni lucido..

Certo poi gliel’ho detto un po’ troppo di fretta forse, su wapp.. avrei dovuto farlo a voce, spiegargli un po’ cosa c’era dentro.

Gli scrivo: “ma lo sai che usando tinder mi succedeva di fare delle esperienze interessanti e alla fine c’ho fatto su un blog.. ci sei anche tu. Ma è tutto anonimo!”

La prima reazione è stata calma. Ma anche quelle successive.. pensavo si sarebbe incazzato, sarebbe scappato, corso a leggere tutto..

e invece no

Gli dico: più tardi ti mando il link, ma ricorda che la parola parodie nel titolo non sta lì a caso!

mmmh..a parte che suona un po’ come pararsi il culo, perché appunto parodie sì ma fino a un certo punto..e poi se non è facile trovarmi su google, col suggerimento del titolo è stato facilissimo. Quando gli mando il link, lui l’aveva già trovato..ma non aveva letto molto

Mi scrive: ho letto solo l’ultima cosa su di me credo, il resto ho evitato.. sennò svenivo.. sappi che non lo leggerò, però ho sperato che quello che hai scritto su di me fosse vero, mi piace come scrivi

( <3 )

Ma poi è partito..

sparito diciamo..

a fine giornata la cosa più strana (magari anche un po’ magica, ma nel caso specifico soprattutto un po’ triste) era il senso che di nuovo sembrava uscire da solo legando insieme realtà, virtualità e parodia: quel mattino dopo avergli detto del blog, ma prima di mandargli il link (anche se tanto se l’era già letto) scrivo il post “giorgio se ne va..” (per prendermi un attimo di tempo per rielaborare)..

Poi  lui parte, e sparice..

La sera penso (e ci ripenso) “un altro che se ne va.. effettivamente posso capire che non sono un tipo facile..”

E poi penso al titolo del post (giorgio se ne va) che appunto avevo scelto come espediente narrativo per prendermi del tempo.. ma poi penso: cazzo.. scrivo post profetici… se n’è andato veramente.. e non solo perché è partito.. si è arreso..

Me l’ha detto l’altro giorno il mio psicologo (anche lui di ritorno dalle vacanze.. mentre gli raccontavo la mia estate vedevo che s’accigliava..):

“Qualche volta pur di sentire qualcosa (per qualcuno), ci accontentiamo di drogarci di paura..” (parlava del principe..)

ma questa volta io ho deciso di non rischiare, di non far finta di essere un’altra e, anche se so di essere strana e talvolta pure troppo, di mettermi a nudo (metaforicamente parlando) 😉 😉 😉

….