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tinder/tender (part 2): tommaso, ovvero un post lunghissimo

Questo blog credo che contenga una specie di “esca” nel titolo… cioè proprio la parola tinder…

Cioè credo che uno se arriva al mio blog ci arriva aspettandosi di trovarci dentro qualcosa… ma se poi se lo legge scopre che dentro non c’è quello che si aspettava

L’ho scritto anche a tommaso (vd tinder/tender part1)

Ma riprendiamo il carteggio da dove l’avevo lasciato nel post precedente…

La mail di tommaso mi ha fatto un sacco piacere.. connessioni appunto, anzi rispondenze…

Quella di trovare una sintonia mentale con qualcuno è una cosa fantastica, cioè quando le parole non sono dette a caso e trovano una spontanea comprensione nell’altro che le accoglie, le capisce e le condivide.

Io alla sua prima mail (il cui oggetto diceva: “un complimento”) ho risposto così:

“un complimento fatto con cognizione di causa e’ ovviamente una cosa fantastica

Ho letto e con calma ti rispondo per benino!

(La mettiamo sul blog la tua mail? O almeno in parte?)

Intanto grazie!

Buona serata”

E il giorno dopo ho ripreso il discorso:

“il principe e l’angelo…pensa che il principe è stata la mia prima chat… su tinder e nella vita…è stato l’unico di cui (dopo il contatto fb) mi sia presa la briga di andare a cercare su google nome e cognome…per poi trovarmelo in un video dove faceva una specie di intervista…cioè questo per dire che davvero la chat è (o non è) l’inizio di qualcosa che prosegue (non una relazione! ma un percorso di conoscenza… reale)

quindi, sì…ho pensato…dovresti farlo..ma BENE

molti a me scrivono semplicemente: “ciao”, cioè la maggiorparte….

io almeno non so dico: ciao tizio (col nome)…e poi tipo: cos’è che non fai mentre stai su tinder? (cioè tipo cosa fai di solito quando non usi tinder)

cerco sempre di non banalizzare… ma anche per capire meglio che tipi sono…

banalizzare (anche quando lo si fa spontaneamente… o inconsciamente…) è un modo per reprimere le emozioni… tra l’altro un modo molto triste…

tutti sti tizi che mi scrivono ciao e basta mi sembrano un po’ banalizzare la cosa… pur di non sentirsi impacciati o sfigati (per poi finire a sembrarlo per davvero… come quelli che dicevano che mimì -mia martini- portava sfiga…e ora a distanza ovviamente gli sfigati sono loro)

quindi dimentichi i nomi delle persone facilmente?

anch’io! pensa che casino che col blog per ognuno devo ricordarmene due diversi…

Ps:ovviamente il complimento m ha fatto un sacco piacere, credimi: mica facile fare sto blog (ma comunque mi piace da matti)..un po’ di timori ce li ho avuti, e ne ho tuttora! Grazie perché il complimento e’ una bellissima ricompensa per il coraggio speso

Puoi chiamarmi Serena..

E’ il nick scelto per il blog

Ciao!”

Ecco la prima riflessione che mi è venuta scrivendomi con tommaso è che le conoscenze che nascono in rete non è che riguardano solo il dating online…o tinder

E poi mi è venuto in mente quel tizio che ho frequentato due anni fa… una conoscenza se non proprio nata online, sicuramente online alimentata…cioè un tizio amico di amici con cui ho iniziato a scrivermi su fb (quando guardo la mia lista di amici su fb mica mi ricordo tutti chi sono… molti sono perfetti sconosciuti o sconosicute…cioè magari incontrati una volta nella vita e mai più visti)

La virtualità non è una cosa a sé stante, anzi è proprio un ramo della nostra vita reale

Ma anche proprio un riflesso di come siamo strutturati noi nella nostra società… dove tutto è polarizzato.. reale e virtuale rispecchiano un po’ quella che è la struttura mentale attraverso cui entriamo in relazione con le altre persone. Cioè quando ci esponiamo, quando poniamo in rilievo un profilo (che tra l’altro cambia nelle diverse circostanze della vita…), decidiamo cosa mettere in luce, e cosa lasciare in ombra. Reale e virtuale ricalcano credo questo meccanismo fisiologico per noi uomini occidentali del nuovo millennio…

Ecco tipo in africa è diverso…(sono stata in africa occidentale un paio di volte per lavoro)… lì le cose sono diverse… lì luci e ombre esistono (a parte che c’è un sole pazzesco) ma definiscono un panorama diverso, l’animo degli individui non è investito di tutte quelle responsabilità di soggettivazione che investono invece la nostra vita quotidiana. Vabbè qua però il discorso si complica… diciamo che (ma non secondo me!) una certa parte dell’umanità (quella europea) dal XIX sec in poi ha avviato un percorso di “evoluzione” sociale e culturale incentrato sull’individuo. Prima l’inidividuo (così come ci sentiamo noi adesso) non esisteva, non erano le sue scelte a definirlo bensì la sua “posizione”, posizione che non stava a lui decidere o accaparrarsi.

(ok semplificando molto queste dinamiche che comunque non sono mai fissate una volta per tutte, né in europa né in africa, né da nessuna parte)

anyway

al giorno d’oggi invece l’individuo è tale perché sceglie, perchè anela, perchè ci prova…ma nonostante questo sembri definire un panorama di libertà, così non è (secondo me, ma non solo…) perché cmq qualsiasi scelta faccia, ricade all’interno dell’arco descritto da una polarizzazione (che poi più che polarizzazione direi più genericamente campo…diciamo una lista fissata di possibilità)

Ad esempio: reale o virtuale (cioè o stai da una parte o dall’altra), sesso o relazione (o da una parte o dall’altra)

L’avevo scritto un po’ di tempo fa… sembra che tinder si ponga un po’ nel mezzo di una di queste polarizzazioni (sesso/amore)… e a me sembra una cosa intelligente e coraggiosa, che evita di farci finire in quei vortici emotivi che ci distruggono e fanno a pezzi (non parlo solo di amore/sesso…pensiamo ai rapporti di lavoro per esempio): nonostante si abbia l’illusione di poter scegliere (e così accaparrarsi nuove posizioni polarizzate… cioè che ci sembrano porti sicuri in cui ripararci), questo in realtà non accade e le cose rimangono spesso al di fuori del nostro controllo (e delle polarizzazioni)…

cioè se noi “siamo” perchè “scegliamo”, e se questo può essere facile sulle cose (tipo la cultura…tipo la musica o lo scrittore preferito)… cosa succede quando scegliamo le persone? Ma soprattutto se chi scegliamo alla fine non ci (cor)risponde per davvero?

(crediamo di morire e) ce ne andiamo fuori de testa…

Allora conoscersi per davvero (online o offline) forse e’ l’ unica cosa che abbia senso fare quando si interagisce con le persone

ANYWAY….

 

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