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Lettori/Scrittori: Fabrizio e Le Relazioni

Mi ha scritto Fabrizio alla mail del blog

Fabrizio è uno che quando si mette a fare una cosa, la fa sul serio… o almeno così mi sembra

con tutto se stesso

e infatti la sua prima mail parte già approfondita

mi racconta di lui

e poi arriva al nocciolo:

ma le relazioni? tipo a 30 anni…

tipo se ne chiudi una importante, che fine fai?

 

“Mi chiamo Fabrizio, ho una trentina d’anni, e non so ancora per quale motivo ti sto scrivendo.

(Poche parole su di me.)

Mi sono sempre ritenuto un po’ “particolare” rispetto al resto del mondo. Da piccolo mi sono sempre sentito su “un altro pianeta” rispetto ai miei coetanei. Mi annoiava il loro modo di giocare, di divertirsi, di interagire: nulla in comune con loro. Tutto questo mi ha, inizialmente, reso timido, fatto sentire diverso ed isolato. Mi sono buttato sulla mia passione (la tecnologia, non di certo il calcio o cose simili J) e lo studio, ottenendo risultati. Intorno ai diciotto anni mi sono “svegliato”, ho cominciato ad avere relazioni con il mondo. Ho trovato subito tanti amici, per i quali mi sono fatto in quattro, quasi come per tenermeli stretti, essendo mancati per tanti anni; ovviamente ne hanno approfittato, ma questa è un’altra storia.

In casa le cose non andavano benissimo. Per ottenere la mia rivincita sul mondo mi sono iscritto all’università, fatto lavoretti nel mio settore, ho fatto politica (di questa cosa oggi ne sono pentito!), in tutti i casi avendo un buon successo.

A 20 anni mi sono fidanzato con una bella persona, Sara, la prima praticamente per tutto.

Con gli amici continuo ad essere presente: sono considerato una persona che ascolta e comprende. Nell’essere vicino agli altri traggo felicità anche per me stesso; anche se mi rendo conto che do molto di più di quanto ricevo, ma non importa.

Nel frattempo mi laureo, mi assumono. A tempo indeterminato.

A 24 anni mi trovo con un buono stipendio, discreta autonomia di progetto, sono ascoltato. Una bella rivincita dopo i miei primi 20 anni ai margini, mi dico. La mia autostima inizia a crescere: ora so che valgo.

Da solo sistemo un appartamento e vado a viverci. Ho 26 anni.

Il crescere insieme con Sara e il vivere la coppia in un modo, forse, un po’ troppo totalizzante ci ha reso, dopo 9 anni, “migliori amici”, ponendo termine alla nostra relazione. Ma chi, a 20 anni, non imposta una relazione in modo simbiotico?

A dispetto di quello che credono buona parte dei nostri conoscenti, la sua scelta di vita e di lavoro, da me sempre ammirata ed incentivata, che la porta a stare all’estero molto a lungo, non c’entra nulla con la fine della nostra storia. Oggi conserviamo un ottimo rapporto e ci siamo uno per l’altro come fratello e sorella.

Dopo il termine della relazione ricomincio da capo. Amici vicini a casa non ne ho, li ho sempre avuti lontani, non ho mai legato con la mentalità provinciale della mia zona. Ricostruisco le amicizie dell’università. A quasi due anni di distanza, non ho mai avuto così tanti amici come oggi. Amici veri, di quelli che ci sono sempre.

Oggi ho una trentina d’anni. Professionalmente in crescita, due progressioni di carriera, sono diventato responsabile di quel settore aziendale in cui ero stato assunto, ho validi collaboratori, sono preso come riferimento nel mio ambito; tutto questo, giuro, senza mai aver chiesto nulla, o riverito nessuno. Sono davvero fortunato, mi dico, in pochi alla mia età ci sono riusciti, considerata la crisi. Ancora non realizzo come il ragazzo timido e fuori dal mondo di dieci anni fa sia riuscito a far questo.

Sto sistemando un secondo appartamento. Aziendale. Tra poco mi sposto, spero per avvicinarmi a lavoro, amici e scappare dalla mentalità provinciale della mia zona.

(Fine del riassunto sulla mia vita. Le parole non sono state così poche.)

Bene, veniamo alle relazioni.

Anzitutto Tinder. Bene, non ce l’ho nè lo uso. Mi è comparso come suggerimento tra le App del Play Store e, incuriosito, ho scritto su Google: “Cos’è Tinder?”… il primo risultato è stato il tuo blog. Che mi ha sin da subito incuriosito, mi ha fatto scoprire un mondo che non conoscevo, seppur dall’esterno. Con il tuo modo di vivere questa esperienza con trasporto ed emozione, mi hai affascinato.

Non credo di avere intenzione di iscrivermi, per il momento.

Sottolineo: ho una mentalità aperta e non giudico chi usa questi strumenti; così come non giudico qualunque (e dico qualunque) atteggiamento umano morale o materiale che non sia criminale o leda altre persone. Semplicemente ho timore ad avvicinarmici, vorrei tentare ancora per un po’ il contatto diretto con le persone.

Non so perchè ti sto scrivendo. O forse si. Forse perché credo che tu, dopo aver conosciuto le persone di cui racconti, per le esperienze che hai avuto o per le cicatrici che porti, possa aiutarmi a capire come funzionano le relazioni a 30 anni. Io sono fermo a 10 anni fa. E a 20 anni era tutto diverso.

Dopo la fine della mia relazione, sono uscito (…soltanto uscito…) con diverse persone.

Ho scoperto che quello che sono, quello che ho costruito, paradossalmente mi allontana dalle donne. O meglio, non mi fa vedere agli occhi delle donne come un possibile compagno.

Elenco delle cose che, se nell’800 avrebbero attirato gentil donzelle, oggi secondo me le allontanano:

 

Ho costruito da solo tutto quello che ho. Non ho nessuno a cui dire grazie.

Ho un lavoro stabile. Una buona posizione. Un buon stipendio.

Una casa mia.

Credo di saper essere un buon amico e confidente.

Credo di essere sufficientemente maturo.

Amo viaggiare.

Non sono opprimente, geloso, amo le persone indipendenti. Lascio spazi.

Non mi interessano le avventure, non mi interessa il sesso facile. Posso aspettare anche mesi.

Vengo rapito mentalmente dalle persone, non fisicamente.

Dicono che abbia un buon carattere.

Non prendo in giro. Se esco con una persona è perchè ci voglio provare davvero; non cambio idea repentinamente.

 

Le persone con cui sono uscito, hanno preferito tenermi come “migliore amico”; per una relazione, hanno scelto invece:

Persone rudi e maleducate.

Uomini che le hanno umiliate, derise per i loro difetti. Anche fisici.

Soggetti cattivi, insensibili, dalla doppia vita.

Persone già impegnate (era cosa nota).

Sfaccendati che nella loro vita non hanno mai combinato nulla e campano alla giornata.

Persone anonime che non si differenziano minimamente dalla massa.

E dire che sono uscito con persone diverse. Diversa cultura, mentalità, modo di ragionare, istruzione, aspetto fisico. Ma questo denominatore comune le ha accumulate.

“Ho passato una giornata/serata/vacanza meravigliosa. Sono stata bene e ti ringrazio. E’ bello parlare con te. Mi capisci. Sei un amico speciale.”; questa è una delle più tipiche risposte.

Una bella soddisfazione, non c’è dubbio, saper mettere a proprio agio una donna. Ma con una buona dose di frustrazione di fondo.

Ed ecco che a trent’anni, di nuovo, mi torno a sentire inadeguato a questo mondo, sebbene limitatamente all’ambito “relazioni”. Inadeguato a causa del nuovo “me” che io stesso ho costruito per uscire dal guscio, con 10 anni di duro lavoro.

Ore 23.02. E’ un’ora che sto scrivendo..

Una buona notte”

 

Ecco vorrei sottolineare un paio di considerazioni a seguito della lettura:

– ma che figata che anche chi non usa tinder mi legge… cioè in fondo è una cosa che proprio mi rende contenta del lavoro sul blog
– io esperta di relazioni? io che sono quella del principe??? no assolutamente…cioè sicuro è un argomento che mi appassiona… quello precisamente della politica e dell’economia delle relazioni (ecco forse io sono una più per un’economia di scambio nelle relazioni…che non monetaria…cioè perché altrimenti qual è l’unità di conto in fatto di relazioni?…ANYWAY)
credo però  che la risposta sia la tua mail Fabrizio
la risposta sono le persone come te che ce la fanno (e non parlo di successo, quello è per chi non ce la fa)… sono poche, ma esistono
cioè mail tipo la tua che ti fanno pensare che c’è un modo più giusto di affrontare la vita
certo senti subito anche il disagio di non esserne anche tu in grado
magari però poi… inizi a pensare
solo fino ad ora…
(lo so t’avevo promesso…o fatto credere…chissà quali risposte a riguardo, ma giuro e ripeto che la risposta al quesito sei tu..le relazioni perché sono così complicate a volte? da una parte il fatto che personalità come la tua in pochi al giorno d’oggi possano vantarle, ma dall’altra e al tempo stesso che il mondo comune (ahitè) si trova in gran parte al di sotto del tuo orizzonte… e in questo, tutto sommato, risiede una sorta di equilibrio cosmico, non trovi?)
 [youtube https://www.youtube.com/watch?v=FHzvjIvJbfE&w=1280&h=750]

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