se abbiamo fatto l’amore diciamo che abbiamo scopato perché è meno drammatico [cit]

Ieri sera sono uscita…è stata una serata lunghissima…dalle sei alle tre di notte.

A parlare con amici. Si sono addensati nella lunga discussione un sacco di argomenti di cui… non so… m’è venuta voglia di scrivere.

In particolare un racconto che pare proprio una storia romantica, anche se non si sa come finisca. Ma non mi riguarda. L’ascoltavo ieri…che poi appunto di storie, ieri sera, se ne sono raccontate tante. C’era pure un addio al celibato…l’amore era nell’aria. Ma partiamo da questa.

Si vedono tutti i giorni, lui non è proprio il suo capo però è uno avanti a lei nella scala professionale diciamo. Sa fare bene il suo mestiere e ovviamente quando uno sa fare bene qualcosa si attira le attenzioni circostanti, dei colleghi, dei superiori e anche dei sottoposti. Che se poi sono giovani, carine e curiose…

Insomma si vedono ogni giorno e siccome lui non è proprio il suo capo possono scherzare, chiacchierare senza paranoie. Ad entrambi piace un sacco la presenza dell’altro, alleggerisce l’esistenza, apre uno spiraglio verso la fine del tunnel….oppure è tutto un miraggio? È tutto solo virtuale…cioè più che altro è immaginato (amori immaginati)?…chissà, fa paura ma poi torna subito la leggerezza di poter scherzare insieme.

Scherzare insieme tra le tante pratiche che si possono adottare per passare il tempo è forse una delle più intelligenti perché appunto alleggerisce il peso della vita, e ci vuole un sacco anche quello nella vita appunto.

Anyway

Ridono, scherzano…piccoli scherzi, battutine sceme, qualche pizzicotto…

Ovvio che Oltre si sta costruendo anche altro…ma c’è bisogno di farlo mentre ci si distrae perché le cose non sono così semplici come sembrano ed affrontarle a volto scoperto evidentemente non è possibile, per nessuno dei due.

Lei è fidanzata, da sempre. Lui è insicuro, da sempre. Ma forse appunto le cose stanno per cambiare, per entrambi. Lui non ne può più e ha bisogno di esplicitare la cosa. Prima o poi sarebbe successo, cioè sarebbe successo che la pentola entrasse in pressione, ma appunto cosa succederà poi non si può dire. E’ un po’ un salto nel buio vero…tipo la pubblicità di cui raccontavo qualche post fa (uno bacia una tizia e sente come se si stesse buttando giù da un palazzo)

(L’avevo detto o no che è una storia romantica??)

La pubblicità potrebbe sembrare una stronzata ma invece ovviamente no…ci si ritrova dentro un interessante specchio della realtà che ci circonda…come un sunto del mondo (uno spot appunto) partorito dalle menti di un tot di persone che con diverse competenze e da diverse prospettive guardano, analizzano e postproducono il mondo circostante (per dire che non è che proprio lo producano) ma che lo fanno con uno stesso obiettivo…quello cioè di vendere un prodotto che potrebbe sembrare una cosa come dire un po’capitalistica, ma sì ovvio, però è anche una di quelle cose ancestrali del mondo…il mercato e lo scambio di merci…e le tecniche di convincimento…

ANYWAY

Anche il corteggiamento è una sorta di pubblicità di se stessi, self-marketing insomma

A lui ovviamente il mio consiglio è stato uno solo…è sempre alla fine lo stesso…

“si vive una volta sola, sfruttala”…

ma che poi … se accetti di saltare giù dal palazzo …t’accorgi che in realtà era tutta un visione…era solo un gradino…

ma il romanticismo fa quest’effetto spesso: altera le coordinate spazio-temporali e ti dà alla testa… da lì in poi diventa una sfida

la cosa più bella della mia storia col Principe è che sono riuscita a raccogliere la sfida…

tipo appunto ho affrontato un sacco di paure pur di venir fuori e mi sono impegnata per farlo bene

e di questo Principe io non smetterò mai di ringraziarti seppur da lontano e in silenzio

<3

cioè poi non so se lui pensa o ha avuto l’impressione che io sia uscita bene

ma cacchio ora l’ho capito (e non solo di testa, ma essendoci passata attraverso proprio ho sedimentato bene l’esperienza e ora la comprendo davvero)

se ti piaci perché comunque c’hai provato (e non parlo solo delle relazioni d’amore)

se ti piaci perché non hai mollato…e non hai mollato fino all’ultimo

se ti piaci perché hai saputo sfidare i tuoi limiti per arrivare a conoscerti meglio

se ti piaci perché sei riuscito a sfidare i tuoi limiti senza tradirli…cioè con coscienza e rispetto di te stesso

allora le sconfitte smettono di farti male e riesci molto naturalmente a lasciar andare quello che è giusto che scorra via, lontano da te

cioè le sconfitte non so più tragedie, finali angoscianti di film drammatici

le sconfitte diventano passaggi, snodi, curve…cioè incroci sulla strada

vincere o perdere, ottenere o dover rinunciare… non saranno più gli obiettivi e i bersagli

ma la via da seguire per continuare il viaggio (perdonate la retorica)

senza perdersi (almeno non troppo)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=pzQ82Ny1ToI&w=420&h=315]

In ferie (finalmente)

Ho una lista di contatti su tinder ormai troppo lunga. Cerco di scambiare due parole con tutti per farmi un’idea al di là delle foto che vedo. Quelli che rimangono inattivi dopo un po’ li elimino, ma comunque riuscire a stare dietro a tutti è un po’ difficile. Cioè.. se decidi di fermarti alla prima impressione (come facevo all’inizio) rischi di non trovare nessuno che ti piaccia.. c’è sempre qualcosa che ti lascia dubbioso. Solo una volta mi è capitato di trovare un profilo -almeno apparentemente- perfetto ai miei occhi (il primo like, la prima chat..ecc ecc.. federico) e comunque sono rimasta perplessa, perché insomma finché non vedo non credo..

Oggi pomeriggio finalmente sono partita. E’ strano perché allontanandomi dalla città ho sentito l’impulso di chiudere tutte le connessioni da tutti i device che mi porto dietro. Tra l’altro sono partita con del lavoro da smaltire.. su cui devo concentrarmi. Quindi ho chiuso tinder. Inoltre i protagonisti delle storie che racconto ormai sono tutti trasferiti su altre piattaforme.. ogni tanto mi arriva qualche messaggio da fb o da wapp, ma tralascio.

Ultimamente.. con il fatto poi di scrivere di quello che mi succede, era diventato troppo compulsivo e faticoso. Inoltre per seguire il filo occorre riprendere alcune tracce arretrate.. federico per esempio.. ma non solo.

Prima però di riprendere la storia di federico mi preme osservare la tendenza (contraria evidentemente a quello che invece mi è venuto spontaneo fare a me) a usare l’app proprio quando si esce dal proprio territorio. Ho “matchato” (ho stabilito compatibilità) con un sacco di persone che non sono della mia città ma a cui è capitato di passarci e in coincidenza usare l’app. Non a caso.. visto che c’è sempre questo problema dell’imbarazzo.. “poi magari qualcuno che mi conosce mi vede tra i profili disponibili..” (siamo pur sempre italiani).

Le osservazioni in questo caso sono due.

La prima è scontata: ci vergogniamo delle nostre pulsioni. Cioè.. ok avere un certo pudore.. ma su una chat di incontri??.. sembra che viviamo la cosa in maniera conflittuale.

La seconda: ma non è che più in generale la socialità ci inibisce? Non mi è mai capitato di incontrare qualcuno che né prima virtualmente né dopo faccia a faccia desse per scontato l’interesse sessuale. Cosa che invece è assolutamente data per scontata in molte situazioni di socialità serale e giovanile: se la sera vai a ballare, ti vesti bene e ti metti carina, vai in giro a divertirti con le tue amiche, allora automaticamente stai cercando un incontro sessuale. Ma perché? Io mi facevo carina anche quando avevo 7 anni per andare alla festa di compleanno di qualcuno. Ricordo che andavo matta per le scarpe di vernice rossa… me le mettessi adesso..

Da una parte sembra che su tinder, dietro la ricerca di un partner sessuale, si nasconda il bisogno di socialità, vissuto quindi in maniera conflittuale. E dall’altra nella vita reale si fatichi a coltivarlo, quasi fosse una chimera.

Su tinder ho sempre (dico -sempre- non a caso) avviato dei contatti avvertendo una curiosità reciproca che davvero non era solo sessuale. Pure il sex addicted alla fine cercava un contatto non solo fisico..