io e il blog (part2)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=KYfNaL9lODs&w=420&h=315] 

 

ci sono altre ragioni che mi hanno spinto a scrivere questo blog, oltre quelle dell’ultimo post sull’argomento (http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/11/05/io-e-il-blog-part1/), ragioni più generali, meno specificatamente tarate su tinder o sul principe

una volta ero a bere un aperitivo con uno conosciuto su tinder, incontrato una volta, mai più visto

ad un certo punto, non ricordo come c’eravamo arrivati, parlavamo di scuola…forse partendo dalle proprie esperienze personali, fatto sta che ad un certo punto gli chiedo: “ma secondo te, se una classe di bambini è indisciplinata, di chi è la colpa? Dei bambini o del maestro?”

“ovviamente dei bambini (hai presente le famiglie al giorno d’oggi?)…ai bambini bisogna insegnare l’educazione…”

ecco non l’ho mai più visto…

credo che sia troppo facile prendersela con dei bambini, e toppo banale con le famiglie…siamo figli del mondo, e quindi dovremmo impegnarci a costruire relazioni elettive oltre che parentali (a tal proposito…se avete voglia andate a leggervi almeno la prima parte di questo articolo: http://www.liberascuola-rudolfsteiner.it/main/home/main.asp?mode=m3&ida=155)

ci vuole davvero un po’ più di tenerezza nella vita

e ci pensavo ieri, perché ero in giro con nina…che già è cucciola, poi è proprio pure bellissima

(ma davvero è un fenomeno impressionante…ogni giorno ci sn almeno una decina di persone che ci fermano per fotografarla)

e pensavo: cacchio sei proprio tenera nina

e sembra una cosa rara… la tenerezza

ci pensavo mentre mi incamminavo verso il bar, per un bicchiere di prosecco, in solitudine dopo il lavoro

ma ovvio da quando c’è nina, è difficile farsi i cazzi propri

al bar c’era sto tizio, un giovane ragazzo, gentile e timido mi sembrava, che con un amico beveva una birra, e saluta nina. Lo rivedo fuori dal bar, mentre si accende una sigaretta. Gli chiedo da accendere, e così inizia a parlare mentre accarezza il cane (che per ora ancora non cammina in giro…e se ne sta dentro la mia borsa)

quindi questo ragazzo mentre fuma mi fa tutto un ragionamento sulla tenerezza che, mentre lo fa, penso “lo devo scrivere nel blog”, e allora improvvisamente mi faccio più attenta, ribatto per cercare di capire meglio il suo pensiero

che credo sia più o meno questo:

cioè lui teorizzava circa l’esistenza non solo della tenerezza come sentimento generico ma proprio come oggetto concreto, cioè come reazione ad un preciso tratto stilistico della natura che serve a favorire legami di protezione (e qui si torna alla questione del maestro)

e forse è anche vero credo…tipo in natura i cuccioli di una specie fanno tenerezza anche ad altre specie… tipo esistono le adozioni tra specie diverse…

finisco la sigaretta e lo saluto:

“ciao bello” (ma da dove mi escono fuori certe espressioni? Non sono una tipa da -ciao bello- eppure non poteva uscirmi meglio)

vabbuò (che è un’ottima traduzione per anyway)

solitamente dopo il bar mi incammino tornando verso l’ufficio, e mi fermo per fumare sul ponte mentre guardo i treni che passano

ieri sera invece ero in ritardo per un appuntamento con un’amica…e avevo la macchina di fronte al bar

-quindi fumo qua fuori senza arrivare al ponte- penso

mi son persa l’ultimo treno (adoro guardare i treni che passano…che vanno e vengono nelle due direzioni), ma ho guadagnato un po’ di tenerezza… perché alla fine sto tizio che parlava di tenerezza mi ha fatto tenerezza

cioè la tenerezza è una strada a doppio senso, è soggettiva ma anche oggettiva, è tenera nina, ma è tenero anche il tizio che si intenerisce di fronte alla sua tenerezza

cioè tipo tenerezza chiama altra tenerezza…

mi ha scritto uno sul blog e ci siamo scambiati qualche impressione sul dating online, quando gli ho raccontato che arrivava nina ha risposto dicendo: “bello, ma è una grande responsabilità”

ecco appunto, la tenerezza favorisce la presa in carico di questa responsabilità, anzi è proprio la chiave per la riuscita di una relazione affettiva e pedagogica

la tenerezza credo sia il meccanismo più importante che a sua volta fa scattare l’(auto)ironia e così le relazioni fluiscono meglio, come ripulire un motore vecchio e incrostato

ma cosa c’entra lo spignatto nel mio blog?

(per chi non sa cosa sia lo spignatto cerchi su internet!)

ma lo spignatto è una questione di chimica e d’amore!

nel senso di “passione” (l’ultimo ordine online è aperto da un mese perché è una questione di precisione che solo con tanta pazienza puoi affrontare…amore e pazienza… rimandano ad un altro post… http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/10/13/amore-passione-e-tanta-pazienza/)

e nel senso di amore per il prossimo…divulgare qualche notizia sullo spignatto è una buona azione!

ecco credo che il mio blog abbia a che fare con questi argomenti: la pedagogia, la tenerezza e l’amore (per il principe e per il prossimo)

cioè non fraintendetemi, non voglio mettermi in cattedra

anzi in cattedra ci metto semmai le esperienze, mie e altrui…di chi voglia raccontarle (quindi non chi, ma cosa)

l’amore per il prossimo non è il mio amore per gli altri, ma l’amore tra le persone… i modi di fare, pensare e sentire, come si intrecciano o si evitano tra loro, è una questione di chimica

come due elementi diversi che trovano in un certo momento, luogo, occasione, una forza attrattiva eccezionale che permette loro di mescolarsi l’uno nell’altro (come per lo spignatto…tipo l’emulsionante…ma non solo e tanto altro…più in generale la trasmissione di qualità tra sostanze diverse)…

o che so… come un abbraccio…

questa è una tematica ricorrente nella vita, anzi forse è proprio la vita stessa, la modulazione di questa forza attrattiva che interviene su di un foglio altrimenti per sempre bianco, o nero.

quindi col blog cerco di scrivere il mio pezzettino di foglio, scrivere di amore, amore per il prossimo attraverso uno sguardo che riesce ad intenerirsi per non cadere nella frustrazione che spesso le relazioni umane impongono

e infatti sembra che almeno abbiamo questa risorsa (doppia), e cioè di poter essere teneri e inteneriti allo stesso tempo

certo non sempre, solo quando scattano certi meccanismi, che non sembra proprio si possano controllare. Non c’entra niente il destino io credo, cioè si tratta di una cosa molto più oggettiva del destino che impersona una soggettività divina…

cioè a volte certe cose accadono e basta, e non bisogna spiegarsele, perché se lo si fa allora l’occasione elettiva finisce in tragedia (tipo se ci pensavo troppo nina mica la prendevo, oppure sceglievo la sorella… e non sarebbe stata la stessa cosa…invece mi sono fidata della sensazione…ed ho fatto bene… ho scelto la più sfigata, perché pensavo -magari non è troppo agitata- e infatti è bravissima)

 

spiegare è come voler invertire un ordine, tipo prima/dopo, causa/effetto, soggetto/oggetto, voler invertire l’ordine, ma mantenendo quella sicurezza che ci darebbe se lo seguissimo

cioè bisogna scegliere ahimè… l’onda o la spiaggia… (l’onda e la spiaggia insieme fanno tragedia, fanno impatto)

cioè bisogna farsi trasportare dall’onda invece che cercare di domarla coi piedi fissati a terra, ma la fiducia ahimè è una questione delicata, di vita o di morte, almeno per come spesso la viviamo.

oppure decidere di rimanere a guardare da lontano la mareggiata

in ogni caso ci vuole  davvero più tenerezza (e davvero più indignazione quando, venendo meno, si finisce in tragedia)

cioè può venir meno la rettitudine, la morale, la deontologia, la disciplina, il rispetto pure… ma se viene meno la tenerezza per l’altro (quando quello ha bisogno di noi) allora siamo finiti, evoluzionisticamente parlando (anche se l’evoluzionismo è stato sorpassato…)

fottuti…(e non parlo di sesso)

 

io quindi scrivo il blog per scrivere di queste cose

 

 

 

suono il pianoforte

fin da piccola…avevo 5 anni quando mi sono messa davanti a quei tasti (giganti per me a quel tempo)

forse è allora che ho sviluppato la mia ossessione per le vie di mezzo….cioè per via della sensazione che fosse dall’unione di bianco e nero (i tasti…le partiture) che veniva fuori la magia

 

in ogni caso la musica classica da lì mi ha sempre accompagnata

scelgo quindi due pezzi che ho passato anni ad ascoltare meravigliandomi all’infinito, ogni volta

quei pezzi che riescono ad ispirare malinconia e speranza allo stesso tempo

 

se penso a tutta la pioggia che è caduta…

vien voglia di saltare direttamente a dicembre (o di tornare a luglio)

ma non avrebbe alcun senso

anzi bisogna cogliere l’occasione e imparare a costruire degli argini (e questo per davvero…viviamo proprio in un paese del cazzo…cioè straordinario e peggiore ad un tempo)

costruire degli argini affinché l’onda possa infrangersi senza farci fuori,

 

cioè alimentarci più che distruggerci

 

(io sono ancora paradossalmente convinta che ce la possiamo fare…amore e pazienza)

 

<3

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=eH4oGJcCzdM&w=420&h=315]

 

 

io e il blog (part1)

 

perché? Cioè… come mai un giorno ho deciso di mettere su un blog parlando di quello che mi succedeva usando tinder?

cioè… perché una sera ho pensato che fosse interessante per me scrivere e per altri leggere queste storie?

 

1) l’ispirazione (ovvero le premonizioni e il principe)

 

la mia prima ispirazione è stato il principe, l’ho già ampiamente spiegato

credo che se lui non fosse stato la mia prima chat e il mio primo incontro, forse non avrei mai sviluppato questa ispirazione…

cioè la prima risposta da dare a questa domanda consiste quindi in quella valanga di emozioni, sensazioni e premonizioni che l’incontro con federico ha prodotto in me

una valanga che tuttora accompagna le mie giornate, un surplus emozionale che non sapevo dove mettere, come catalogare, ma soprattutto come impiegare dal momento che a lui quest’onda non l’aveva preso

cioè ero sola ad affondare

ho cercato di domarla quest’onda, certo non ci sono ancora riuscita

l’onda non si esaurisce, cioè è una vera ispirazione

anche se appunto è rimasta monca

cioè per quanto mi riguarda non sono riuscita a buttarmi senza paracadute

(che nel caso specifico era il suo numero di telefono, non ha mai voluto fornirmelo)

non ce l’ho fatta, forse proprio nel momento in cui riuscivo a intravedere uno spiraglio

ma poi… anche ora avessi capito (troppo tardi) che la cosa del numero era una stronzata,

ma cosa posso fare…

continuare a stalkerizzarlo?

ho sbagliato la mia scelta e basta (anche se è difficile ammetterlo)

in ogni caso ho fatto tutto da sola, nel bene o nel male, quindi me ne assumo la responsabilità

ecco la decisione di scrivere questo blog… che è stata un scelta progressiva, cioè non è che lo decidi e lo fai…diciamo che lo decidi e inizi a farlo… e vedi che succede, se continui oppure no…la decisione dicevo ha seguito lo svolgersi della storia del principe, nel cui solco si sono costituite le fondamenta del blog

nella storia del principe ci sono un sacco di cose importanti, tipo l’amore, la virtualità, le premonizioni… cioè quelle capacità che vanno oltre quello che ci si immagina di poter fare col proprio cervello, quando ci si lascia un po’ andare… tipo provare a fidarsi, ma non di qualcun altro…più che altro (tornare a) fidarsi delle proprie emozioni

e così visto che non ci sono riuscita col principe, c’ho provato col blog

e questa è la prima ragione

cioè proprio cosa mi spinge a farlo

forse quando finalmente me lo sarò dimenticato (il principe) potrò concludere anche le storie del blog

 

chissà… perché poi io ho anche una mia vita offline

cioè sfatiamo questo mito (dal pudore tutto italiano) che nel dating online circolano solo sfigati? Che siccome nella vita reale non riescono a racimolare incontri, ci provano davanti ad un computer

cioè sfatiamo questo mito dell’essere sfigati-out (cioè proprio come me) come la cosa peggiore al mondo?

(forse in realtà non è così male, visto che poi per crescere sembra che una delle cose più importanti e difficili da superare sia la paura del giudizio degli altri)

anyway

anch’io ho una mia vita offline

anche quella talvolta un po’ virtuale

d’altra parte da quando ho iniziato a usare tinder i miei incontri offline sono paradossalmente diminuiti, faccio meno la cretina in giro la sera ad attaccar bottone, ho scelto gli amici agli amanti, ho deciso che voglio comunicare on- o off- line, cioè in ogni caso, invece di parlare e relazionarmi senza comunicare per davvero

è anche per questo quindi che ho deciso di scrivere questo blog, per sfatare la polarizzazione reale/virtuale (anche la vita reale è un po’ virtuale, e mi piace raccontare quello che sta nel mezzo, e cioè le premonizioni)

 

anyway

 

2) il ragionamento (ovvero il problema della fiducia)

quella sera che decidevo se scrivere o meno questo blog riflettevo sul fatto che tinder mi sembrava risuonare questa corda… andasse a toccare questo fatto, del provare a fidarsi, un po’ per il genere di applicazione che è, un po’ per come è strutturata e un po’ anche proprio per come è organizzata la user experience… ma su questo ci si potrebbe scrivere un (inutile) trattato

ripartiamo dal fatto che anche la vita offline è spesso virtuale (cioè sono virtuali le percezioni talvolta, più o meno dipende)

per esempio quando avevo 14 anni (cioè il primo anno delle superiori) ho avuto la mia prima cotta

ora la prima cotta chiamarla così è una cosa orribile

si ok rende l’idea… ma non la esaurisce…

lui (chiamiamolo… fabio) era bello, già a 14 anni, molto probabilmente da sempre

un po’ tipo bellezza perfetta

ma non solo, c’era qualcos’altro, la percezione seppur virtuale (noi non ci conoscevamo direttamente… al massimo qualche battuta a qualche festa.. ma questo si perde nei miei ricordi) la percezione virtuale dicevo di una persona buona, ma dire buona non rende l’idea (anche se la esaurisce forse)

cioè -buona -poi sembra un’espressione buonista all’italiana

diciamo lo sguardo di una persona onesta… leale (a se stessa)…anche se si parla solo di un ragazzino

questa premonizione ha dovuto attendere un sacco di anni prima di trovare una rispondenza concreta

io e fabio ci siamo rincontrati una cosa come 15 anni dopo e siamo diventati amici, cioè ancora lo stiamo diventando…ci si conosce… pian pianino… che è l’unico modo intelligente per farlo

tipo un movimento lentissimo e millimetrico

ma ora posso dirlo, e non solo pensarlo: lui è esattamente come me l’ero immaginato

non mi aspettavo di rincontrarlo, figuriamoci così senza aspettarmelo, senza neanche ricordarmelo

che flash rivederlo mentre scende dalla macchina, mentre quell’altra prima valanga di emozioni torna fuori fresca come una rosa da sotto la coltre delle mie esperienze sedimentate

10 anni fa sono rimasta coinvolta in un incidente automobilistico, la botta in testa fu piuttosto energica, spezzò in due l’arco temporale della mia vita, prima/dopo…cioè risvegliandomi i ricordi che tornavano dal prima furono in gran parte filtrati (tipo filtro a maglia strettissima), tra quelli sopravvissuti fino al dopo (15 anni..) c’è quindi anche la valanga emozionale della mia prima cotta

cioè… nonostante la virtualità delle sensazioni dei miei 14 anni e della la prima cotta (cioè un amore vissuto nel silenzio dell’imbarazzo), 15 anni dopo, dopo un’emorragia cerebrale e conseguente coma indotto (dopo cioè chissà quanti ml di morfina a ripulire il mio cervello), un giorno di primavera me lo vedo là, uguale, cioè riconoscibilissimo con quell’aura attorno, precisa e identica a come la scrutavo dai gradini di quel primo anno di liceo mentre lui arrivava la mattina in motorino

(l’anno seguente cambiò liceo, e non lo rividi più)

a volte i ricordi rispuntano fuori così, all’improvviso

non pensavo sapesse di me, cioè non del fatto che mi piaceva, ma proprio del fatto che esistevo… e invece rincontrandoci ho scoperto che si ricordava di me, che sapeva chi ero, e pure il mio nome…

a me sembrava già di conoscerlo quando non lo conoscevo, come poi è successo per davvero 15 anni dopo, cioè lui effettivamente è davvero un po’ come me l’ero immaginato, certo non solo, ma anche, e altro ancora

 

cioè fidarsi è difficile (tipo col principe che al suo primo spiraglio sono scappata…è questione di tempistiche…poi certo lui che cretino il suo numero poteva anche darmelo…)

certo a lui molto probabilmente tutto questo non direbbe molto

ma a me continua e continuerà a sussurrarmi all’orecchio un’ispirazione d’amore

quindi per questo scrivo il blog

per via di quest’ispirazione che mi rende più coraggiosa nella sfida che lancio a me stessa, cercando di fidarmi delle mie sensazioni

 

3) lo stalker (ovvero perchè dovrebbero interessare le mie storie?)

ma perché la scrittura? E perché un blog?

al blog ho pensato perché una volta sono stata io la protagonista di un blog , ma non nel senso che lo scrivevo, piuttosto nel senso che qualcuno scriveva di me

avevo frequentato questo ragazzo per un po’, ma la cosa non era andata per via della sua gelosia OSSESSIVA (ora vorrei aprire una parentesi enorme sullo stalking…cioè in generale, non sugli uomini che stalkerizzano le donne, ma non lo farò qui sennò non finisco più)

cmq ad un certo punto ho tagliato corto e gli ho detto che non volevo più vederlo, lui è un attimo impazzito, e tra le altre si è messo pure a scrivere un blog su di me nel quale raccontava la nostra “storia” capovolgendo di segno la realtà…cioè la vittima era lui…

La scrittura serve quindi per rielaborare (o non rielaborare qualcosa)

cioè serve a tante cose, serve per (s)muovere, catalogare, o spiegare, rielaborare ma anche elaborare, spiegarsi o interpretare, ma anche per sbagliare, cioè scrivere vuol dire proprio “fare” qualcosa, trasporre un’idea su di un piano più concreto

cioè tipo: idee, parole, azioni

la parola è davvero l’unica cosa magica che abbiamo (l’ho già scritto qualche post fa) perché può trasformare un’idea in azione

 

“ma perché dovrebbe interessare la lettura di questo blog?” mi domandavo quella sera che decidevo se e cosa scrivere in un ipotetico blog su tinder

bè NON LO SO, mi dicevo, mi veniva però da pensarlo, da immaginarlo (da premonirlo?)

e poi ho provato a fidarmi di questa sensazione

 

 

quindi in definitiva perché mi sono messa una sera a scrivere?

 

Mi sono messa a scrivere pensando al principe

immersa in un surplus emozionale infilato in un blog

 

e da qui chissà dove…

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La canzone che posto è stata l’inizio delle rispondenze con il principe

è una bellissima canzone

e la dedico a tutte le persone coraggiose che non si lasciano sopraffare

 

 

[vimeo 49442252 w=500 h=281] <p><a href=”http://vimeo.com/49442252″>FAUVE ≠ NUITS FAUVES</a> from <a href=”http://vimeo.com/nokipowlonski”>noki Powlonski</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>