Il Principe 3.0

Allora io e il Principe dopo mesi a rincorrerci finalmente ci siamo rivisti. Come le altre volte siamo stati bene, ma poi….

La nostra RELAZIONE (Principe: RE-LA-ZIO-NE) si caratterizza da lunghe, anzi lunghissime (chat di) paranoie. Ecco oggi poi l’ultima l’ho riletta e forse sono io quella che di più alimenta le paranoie. Ma credo che a lui piaccia in fondo il fatto che io sia un attimo ossessionata da lui.

Chissà se tutto questo è giusto. Anzi forse le cose giuste sono diverse e altrove. Ma puntualmente le occasioni giuste mi sfuggono o sfuggo io a loro, non so. Sembro allergica alle situazioni giuste, o appunto sono le situazioni giuste ad essere allergiche a me. Cioè diciamolo chiaro e tondo anche se non mi fa onore né la cosa in sé né dirla pubblicamente: le situazioni giuste scappano presto da me, e a gambe levate.

Quindi io adesso mi arrendo, non posso più inseguire speranze vane. Anzi devo fermarmi a vedere quello che rimane nella mia vita.

 

è così… sono terrorizzata nella questione principe…perché paradossalmente è l’unico che non è scappato…

ma lui questo (cioè che sono terrorizzata) non vuole prenderlo in considerazione. Però gliel’ho detto chiaro e tondo: “mi terrorizzi”

 

Che poi ovvio quello che terrorizza nella vita è altro… ma, ovvio, questo altro poi uno lo proietta dove gli fa più comodo, tipo su scenari che si prestano a caricarsi d’angoscia… un po’ come la storia del principe

 

Anyway

Lunghissime paranoie

Ma in fondo è così che si deve fare secondo me, sempre, o almeno ogni volta che decidiamo che valga la pena conoscere per davvero qualcuno. Non tralasciare nulla di sé e dell’altro.

 

E così progressivamente il principe diventa federico…fuoriuscendo dal mondo favolesco del mio blog

 

cioè una persona vera e propria, in carne ed ossa…non più una fantasia romantica

 

cioè sembra quasi che per raggiungere il principe, io debba farlo fuori…

 

Ci vuole spazio, tempo e pazienza

 

e non sempre funziona

è questione di tempistiche

 

cioè non puoi mai sapere alla fine chi (se e quando) riuscirà ad andare veramente Oltre

pur di incontrarti sul serio

 

Oltre la paura

e la virtualità delle percezioni

 

[vimeo 2125767 w=500 h=278] <p><a href=”https://vimeo.com/2125767″>Nantes by Beirut</a> from <a href=”https://vimeo.com/coolin”>Colin Skillings</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

immedesimandomi..

Sono sempre occupata nel mio esperimento…che durerà più del previsto

quindi per ora non ho molto da dire su tinder

ma qualcosa da scrivere mi viene sempre in mente

 

ad esempio

 

qualche giorno fa mi è capitato di recitare, per la prima volta nella mia vita…

ho dovuto tirar fuori una certa capacità di immedesimazione

e mi è venuto in mente il principe, mentre stavo lì aspettando il momento giusto per partire…c’ho pensato

proprio a lui

tipo al volto

 

anyway

 

il principe è andato

dopo l’ultima parentesi è scomparso

nella mia testa intendo

e infatti mentre cercavo di visualizzarne il volto non ci riuscivo

non riuscivo più a metterlo a fuoco

è stato cmq abbastanza semplice: detto, fatto

alcune cose succedono e basta e quindi è tutto molto semplice

anche se a volte è faticoso

ma non col principe <3

insomma la curva a gomito precedeva sì il termine del valico, ma dopo non c’era il lieto fine

c’era invece uno scenario erotico alla bertolucci

ci pensavo mentre mi concentravo per immedesimarmi nel personaggio… “alla fine con il pacco di settembre devo averlo fatto incazzare”

l’avevo convinto…saremmo andati fuori a cena..io però ho avuto paura…e poi c’era di mezzo l’angelo…e così ho tagliato i contatti

ed è andato tutto a rotoli

no…non mi ero immaginata o idealizzata federico..certo il principe a volte è azzurro (e non esiste), a volte invece ha dei colori normalissimi ed è umano… solo che è un cazzo di riccio chiuso come una roccia… che devi saper prendere in controtempo..sennò inciampi

e io non ce l’ho fatta

le cose e le persone in fondo vengono e vanno

quando se ne vanno, se ne vanno e basta

 

quindi la vita è tornata ad una sorta di normalità

anche se ho lavorato tutto il we e sono a pezzi

domani poi ricomincia la settimana e l’altro lavoro

 

io ho un lavoro più serio diciamo

e poi una miriade diversi

 

ecco nella mia vita, per via di quella mia fissazione per le vie di mezzo, ho accumulato una serie di esperienze lavorative disparate

viste tutte insieme spaventerebbero chiunque

devo scremare più che aggiornare il cv

ma non si tratta di una cosa positiva

 

poi, per quanto riguarda il lavoro serio, per via della parentela che mi lega al capo, non vengo presa sul serio

cioè sul lavoro fin troppo

è fuori che non mi prendono sul serio

amici, conoscenti, o anche sconosciuti…

sottovalutano tutta una serie di aspetti del mio lavoro… che lo complicano e che mi proiettano in una dimensione fatta di responsabilità che pesano a fine giornata, a fine mese, a fine anno

d’altronde anche nella più piccola decisione economica adottata si trova la vita di qualcun altro

è questo il significato io credo dell’economia e delle scelte che la riguardano (e cioè la politica): la vita degli altri

e cerco sempre di fare del mio meglio per valutare e prendere le decisioni migliori

ma è un continuo aver paura e provare, per superare

paura e coraggio

 

anyway

oggi (cioè ieri, cioè boh…qualche giorno fa) mi trovavo su un prato verde, in costume (nel senso…di scena)

tenevo tra le dita una collana appesa al collo, lunga fino alla pancia

e tra me pensavo: ecco di recitare non mi era ancora capitato

un ruolo poi che mai avrei detto di poter recitare!

(ma non dirò qual era)

 

ma in qualche modo mi sentivo a mio agio

 

davvero la vita non smette mai di stupirti…la sensazione del metallo del ciondolo tra le dita me lo dimostrava

 

io qua, vestita così, al freddo, ad aspettare in silenzio…

io così ci sto bene

come in pausa

aspettando l’occasione giusta per partire

 

 

[vimeo 24222149 w=500 h=275] <p><a href=”http://vimeo.com/24222149″>Sound of Silence – Typography in Motion</a> from <a href=”http://vimeo.com/line36″>Andi</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

 

 

 

 

 

Paolo che non sa quel che vuole (su Tinder?)

Paolo è un indeciso, non so se solo su Tinder, solo con me, o invece proprio di suo.

Ieri sono tornata dopo le mie ferie lampo. È si è fatto vivo Paolo, dopo un mese di silenzio telematico.

La vicenda con lui era stata travagliata.. per quanto mi riesca a intrigarmi, occorre essere ben equipaggiati di buona predisposizione per stargli dietro. Ieri comunque quando ho letto il suo messaggio mi ha fatto piacere.

“Come stai?” (domanda sopravvalutata e sottovalutata allo stesso tempo).

E ho pensato: “insiste.. per una volta lo fa qualcun altro”.

Poi stamattina si sono sommate un paio di brutte questioni nella mia vita e niente, mi sono un attimo scoraggiata, la pazienza per stargli dietro mi è passata e l’ho lasciato perdere.

Anche con lui c’erano stati appuntamenti rimandati e ancora rimandati..avrà cambiato idea (circa il conoscersi) almeno 6/7 volte, facendo pure quello che “comunque io cerco solo sesso”. 

Ad ogni modo.. anche lui l’avevo riconosciuto, almeno davanti all webcam. Le prime  2 settimane ci siamo scritti e telefonati un sacco. Mi chiamava dai posti più disparati.. mi ascoltava con l’auricolare e mi guardava.. , io gli parlavo e lui ascoltava, commentava a volte con qualche espressione. Era una cosa che mi piaceva da matti, ma volevo sentire a tutti i costi la sua voce. Ecco per me la voce di una persona è importantissima. Nel bene o nel male, che mi piaccia o meno, è determinante nello stabilire sintonia con un’altra persona. Quindi gliel’ho detto chiaramente: ora basta col mutismo, ora voglio sentire la tua voce. Una volta allora mi ha chiamato dall’ufficio, puntando le webcam verso di sé, mentre era impegnato in una conversazione telefonica.. mi è piaciuta un sacco la cosa (e anche la voce!). Quindi ho iniziato a dirgli che ero rimasta colpita (non l’avessi mai fatto..). Di lì in poi è andata tutto un po’ a rotoli…

 

 

 Un po’ di tempo fa mi sono imbattuta nel video di una conferenza dove una dottoressa (di non so cosa) esponeva i risultati di una ricerca. Per farla breve: sembrerebbe che se i nostri stati emotivi influenzano la nostra postura (tipo se sei triste, incurvi la schiena), in qualche misura sia vero anche il contrario. Ovviamente appena c’è stata l’occasione giusta c’ho provato: di fronte ad uno sconforto (di non ricordo quale genere), seduta alla scrivania ho raddrizzato le spalle e fatto un sorriso (ho pure uno specchio di fronte). A me sembra proprio aver funzionato…