diventare #mistertinder

e’ passata solo metà settimana, ma PESANTISSIMA

sul lavoro mi sono incavolata di brutto, e ci sono rimasta malissimo (a volte le persone sono solo deficienti e basta)

oggi poi una collega è stata male (nulla di grave)… ma a momenti sveniva…le ho infilato le braccia sotto le ascelle e ho sentito il suo peso che cadeva…
per fortuna sono piuttosto sportiva, e in palestra un po’ di pesi li faccio

anyway (ne manca ancora metà…)

venerdì invece mi sono presa mezza giornata per andare in ospedale…
un ospedale che sta in un’altra città
mi devo operare (lo raccontavo un sacco di post fa http://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/08/23/sorridere-nonostante-2/)

venerdì conoscerò il dottore che mi opererà, e capirò meglio come/quando/perché/per quanto

(un’operazione banale, ma importante… visto che poi l’ho già fatta e non ha funzionato)

anyway

questo post in realtà è dedicato alla prima puntata della serie di #mistertinder

(che si è gentilmente offerto di raccontare i suoi incontri)

ecco la prima testimonianza:

 

“Sono un uomo esteticamente piacevole, mi ritengo carismatico e con un sottile senso dello humor…

Lavoro tanto, mi relaziono ogni giorno con persone… parlo, racconto, incuriosisco, scopro, propongo,vendo o compro.

Sono single.

Mi trovo a luglio tra le mani una rivista con un articolo che parla di TINDER, fenomeno tecnologico del momento che sfrutta la geolocalizzazione per “GENERARE INCONTRI AL BUIO CON UN CLIC” oltrepassando così le tipiche barriere della timidezza umana.
Stimola subito la mia curiosità sia a livello professionale (comprendere al meglio il funzionamento del logaritmo che prevede i match con tutto ciò che ne compete), sia ovviamente sul piano relazionale di nuovi incontri.

Sarei un timido, ma la vita da tempo mi ha insegnato dei trucchetti per celarlo nel migliore dei modi…
scarico l’app sul telefono, configuro le impostazioni di base, scelgo accuratamente le foto e mi tuffo così tra i clic delle prime preferenze, mettendo in gioco la mia identità, celata comunque dalla riservatezza che l’applicazione ti fornisce.
Come Serena nel suo blog, io stesso utilizzerò nomi fittizi per privacy.

Passa un giorno prima del primo match… l’ipotetica chiave di lettura per l’utilizzo di questo nuovo mezzo per incontri… 
Conosco Marzia, un paio d’anni più di me… donna sportiva, alta e di bell’aspetto… dista una trentina di km da me, non mi ricordo di averla cliccata..
Porgo i miei saluti e esprimo il piacere per la sua preferenza nei miei riguardi e per rompere il ghiaccio sottolineo sin da subito il fatto di essere novizio sull’app e di essere incuriosito dell’a mio avviso senso BORDERLINE dello stesso TINDER.
Si presenta e mi saluta, è un’educatrice e prova innanzitutto a spiegarmi il genere di match che a sua volta DA DONNA riceve ogni giorno…
( avevo trovato il modo per comprendere velocemente da neofita che tipo di “concorrenza maschile” ci potesse essere e quali fossero le “strategie” di approccio utilizzate   ).
Parlo di CONCORRENZA maschile e di STRATEGIE perché MARZIA stessa mi fa intendere che occasioni di incontri e PROPOSTE di OGNI genere riempiono quotidianamente la sua casella di messaggi TINDER.
Eccitato da questa competizione che genera in me adrenalina, leggo con interesse quanto mi scrive e provo quindi anch’io a giocare qualche carta per trasformare il virtuale in reale…

CONSIDERAZIONI del caso

1) TINDER ——> app per creare MATCH – UOMO CERCA DONNA e DONNA CERCA UOMO

2) UN MATCH = Coscienza da ambo le parti che almeno ESTETICAMENTE entrambi hanno avvertito tra loro un interesse.

3) UTILIZZO DI TINDER NEL TEMPO. Una donna che utilizza Tinder da tempo è ben cosciente su chi può eventualmente incontrare, e quindi capace di fare selezione e probabilmente determinata su ciò che le può piacere, incuriosita inconsciamente anche dagli incontri con risvolti “piccanti” o “sfacciati” su cui comunque procede con una attenta selezione.
IDEM per l’uomo: comunque più cacciatore che preda, forse proprio perché la linea sottile su cui viaggia TINDER gioca proprio sul fattore disinibitorio, e sul ribaltamento dei ruoli.

Mi ritrovo dopo una serie di messaggi tra lavoro e tempo libero a “giocare con le parole” con lei… la leggo divertita.. mi chiede di me, si incuriosisce su ciò che faccio e dicendomi di aver notato in una mia foto un fisico sportivo mi domanda gli sport praticati…
Sono contento… col cellulare in mano faccio un sorriso… e quindi sono ora consapevole che ha sfogliato le mie immagini…

Prendo subito coraggio e le chiedo il numero, dandole il mio, per poterla contattare e andare a berci una cosa insieme nei giorni a seguire..
Un attimo di suspence e arriva il suo.. MATCH completato… viene così abbandonato TINDER e si prosegue su WHATSAPP, l’applicazione sdoganata per le comunicazioni, che non è rivestita del velo di imbarazzo che troviamo approcciando all’app della fiamma rossa.

..continua…”

 

la prima osservazione che mi viene da fare è che su tinder in realtà la preferenza per il genere è aperta: puoi cercare uomini, donne o o entrambi

la seconda: è vero! su tinder sembra che tutti siano più cacciatori di come sono di solito offline

la terza (ma forse più importante): #mistertinder è TIMIDO??

 

Io MisterT l’ho conosciuto,

certo non lo conosco bene, ma timido non l’avrei mai detto!

Sono rimasta bene e sorpresa quando l’ho letto,

prima sorpresa, poi bene

 

Questa nota di timidezza arricchisce la sua figura di un aspetto fragile (seppure abilmente celato) che suscita tenerezza ovviamente

 

 

Se aver conosciuto Mister T è stato fantastico (anche perché mi dà una mano con il blog)

è andata a finire che anche scrivere il blog è una cosa fantastica (e non solo perché mi piace un sacco farlo)

ma perché mi ha permesso di scoprire una cosa importante di lui che chissà (altrimenti) se e quando  avrei capito…

 

[vimeo 20087431 w=500 h=375] <p><a href=”http://vimeo.com/20087431″>Tiziano Ferro – Alla mia Età</a> from <a href=”http://vimeo.com/imperat”>Imperat</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

Lettori/Scrittori: PT (promoting himself) Part2

“ma quindi con la quarta tipologia qualche scambio interessante l’hai avuto!?.. cioè “poi chissà”?
io ho provato solo tinder, a parte aver sbirciato le altre piattaforme ma sul versante gay dal profilo di un amico..
mi piace tantissimo quello che dici a proposito dell’essere promoter di se stessi (capisco perché anch’io mi sento allo stesso modo)
cosa che mi pare invece in contro tendenza nell’universo maschile..cioè molti fanno i duri…quelli che non devono chiedere mai (figuriamoci iniziare una chat… o invitarti fuori…), ma allo stesso tempo sono super narcisisti..cioè insicuri…
ovvio che ti pubblico in anonimato!!
hai un nick di preferenza?”
e lui:
“Risalgo la china delle domande/riflessioni dal fondo. Ho pensato di prendere in prestito uno dei nick che utilizzavo in passato poi mi son detto “perchè non coniare un soprannome nuovo che dia un taglio più appropriato alla conversazione intavolata?”. Giocherò con l’unica lingua straniera in cui mi destreggio discretamente bene: Puzzled Together (PT). Puzzled, perplesso insieme (together) a colei che aprirà quella porta e si troverà di fronte un individuo che non conosce; ma puzzled allude anche alla sensazione di disorientamento e di confusione che ti coglie davanti ad una persona potenzialmente interessante (quarta tipologia). Infine, la parola puzzle richiama il divertimento di comporre centinaia di tasselli inizialmente messi alla rinfusa, cercare di incastrare i pezzi uno con l’altro seguendo il disegno originale… Carattere, sfumature, pregi e difetti, le particolarità che rendono unico ciascun essere umano. Non è proprio ciò che compiono insieme due persone quando tentano di approfondire un rapporto?

Concordo con le tue conclusioni sul fatto che l’essere molto narcisisti sia collegato ad un’insicurezza di fondo. Non la naturale e classica palpitazione da primo appuntamento (per dare un’esempio concreto) ma intendo una sorta di appassimento. Ecco, può darsi che molti abbiano perso i petali e la ventiquattrore da promoter!!
Ebbene sì, ho avuto qualche scambio interessante con fanciulle del quarto tipo; non amo molto raccontare il mio passato. Non perchè quest’ultimo sia bieco o torbido ma ritengo sia più benefico vivere nel presente. Mi concedo uno strappo. L’incontro più significativo è avvenuto con A2 (nessun perchè please), nell’estate del 2010… Stavo attraversando un periodo di stallo con l’università quando conobbi A2 e scoppiò un amore straordinario. Un amore è valido se permette di realizzarsi, di dare il meglio di noi stessi e così fu. Purtroppo però la forza dell’amore si scontrò con sue problematiche di natura psicologica che pian piano uccisero la relazione. Superare quelle problematiche era l’impresa impossibile; impresa affascinante (specie perchè era un’impresa incarnata da un bel viso, fisico e da deliziosi modi di fare) ma di fatto sterile. A2, affondata

PS: davvero hai studiato filosofia come riporta il blog? Secondo me no. Sarebbe carino tracciare una linea a matita, tipo questa ——— oltre la quale Serena(non)mente ;-)”

 

 

allora…

effettivamente non ho studiato proprio filosofia, ma comunque stavo nella facoltà di lettere e filosofia, e giuro che di filosofia ne ho studiata tanta (anche se magari non sembra)

anyway

entrambe le categorie (narcisisti e promoter) rappresentano uomini che credono in se stessi (o almeno più ci credono per davvero e più riescono nel loro ruolo)

ma differiscono in questo:

i narcisisti per natura snobbano i tuoi desideri (esistono solo i loro)

i promoter per natura snobbano il tuo pudore

 

forse dovrei essere più pudica (parlo delle emozioni!)

forse dovrei farmi desiderare di più, dicono funzioni…

ma non ce l’ho mai fatta, ho sempre soprattutto desiderato…

 

sotto sotto PT (che mi sembra un gran promoter) nasconde qualche piccola ferita che gli conferisce quel tocco di nascisismo che non guasta

cioè

se il narcisismo lo tiriamo fuori con ironia per raccontare di quegli aspetti anche amari della vita è una cosa bella e che fa bene (perché anche un po’ ci protegge dagli sguardi indiscreti)

se invece lo tiriamo fuori per nascondere l’insicurezza, uccide qualsiasi cosa nella relazione con l’altro

 

perché poi il bello semmai (anzi quasi sempre) è la via di mezzo

e cioè (almeno nel mio caso) riuscire ad essere timidi senza pudore

😉

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=DDjlaN-X8-0&w=560&h=315]

 

Lettori/Scrittori: PT (promoting himself) Part1

a volte dico che sono la badante dei miei genitori, ma non è vero, lo dico con ironia… cioè proprio a loro lo dico, per farci due risate… se lo dicessi con sarcasmo sarebbe invece una cosa molto triste e fredda… a volte le difficoltà della vita trasformano l'(auto)ironia in sarcasmo, e fanno diventare narcisisti. cioè narcisisti a causa delle emozioni che nel percorso svolto ci hanno messo in difficoltà, difficoltà che a volte diventano dei macigni e non ci danno più la cifra del bicchiere mezzo pieno…bensì di quello mezzo vuoto… cioè non dico narcisisti per il proprio aspetto fisico

arroccati forse è più appropriato, ma visti dall’interno

perché dall’esterno, ad uno sguardo superficiale sembra solo narcisismo…

anyway

molto spesso nelle interazioni online su tinder (come nella vita reale di tutti i giorni) ho incontrato questo narcisismo (opposto e contrario secondo me al problema femminile riguardo l’acidità… ne parlavo molti post fa)

ultimamente mi sono scritta con uno, che alla fine non ho incontrato…

voleva a tutti i costi che ci incontrassimo a casa, o la mia o la sua, cioè contravvenire alla mia regola che ci si conosce fuori casa, in mezzo alla gente

(cioè manco per il principe ho contravvenuto…)

e niente, non c’è stato verso né di convincere me né di convincere lui

è ovvio che avevo ragione, e non lo sto a spiegare, perché è proprio talmente evidente che farlo vorrebbe dire indebolire la ragionevolezza del mio ragionamento

ma la cosa che vorrei sottolineare è il tono della conversazione (prolungata per più di una settimana) su questo argomento… cioè del vedersi fuori

lui non insisteva, seppur ogni tanto mi cercasse (seppur gli avessi detto che non cambiavo idea)

da parte mia ho provato a corteggiarlo, dico apertamente e con ironia per non metterlo a disagio ma sul serio, per vedere se i suoi petali si schiudevano, ma niente

in realtà non penso sia un soggetto pericoloso, e non credo che gli importasse davvero di incontrarci all’interno di 4 mura domestiche, quello che gli interessava, anzi sembrava proprio un bisogno, era di fare come diceva lui.

i narcisisti hanno questo problema che non riescono a chiedere, perché nella loro logica questo inficerebbe la loro perfezione

d’altra parte quando qualcuno non fa come loro si aspettano (o pretendono) si trovano in difficoltà… non potendo chiedere… possono al limite snobbare quello che così si trasforma da un rifiuto ad una diversa visione delle cose… una visione che però loro ovviamente non capiscono né condividono e che anzi tentano di mettere in discussione sul piano della logica..

cioè lo stesso piano su cui è evidente che ho ragione…

WTF?!

ecco questi sono i narcisisti

ma mica tutti uguali, a ciascuno il suo… io addirittura due…l’angelo e il principe erano entrambi un filino narcisisti ma con due approcci alla vita (e quindi anche al loro narcisismo) totalmente opposti (tipo cielo e terra)

i narcisisti secondo me si oppongono ad un altro genere d’uomini di cui PT (spiegherà lui stesso in mail la ragione del suo nick) mi ha involontariamente suggerito una denominazione… e cioè i “promoter di se stessi”

io (anche se non sono un uomo) temo di stare tra i promoter.. (cioè non sono ancora riuscita a trovare una buona via di mezzo…ma cioè soprattutto il problema dell’acidità non ce l’ho) …

per capire meglio il mondo dei promoter (a cui sento quindi di appartenere) uso le parole di PT perché ne incarnano una versione stemperata che io ancora non ho guadagnato nella mia esperienza

mi ha raccontato con leggera e simpatica ironia le sue esperienze con il dating online

nella prima mail cmq è rimasto su un’ironia vaga, nella seconda invece si è aperto di più..

anyway

l’ironia di PT è una buona via di mezzo…

“Ciao… Serena(?!) Il nome non fa la monaca e il blog mi ha sicuramente incuriosito, così ci tenevo a lasciarti il mio punto di vista su questi mondi paralleli partoriti dal web: chat o messaggistica o whatever!

Tinder è stata un’app che mi ha accompagnato ad aprire una finestra sul tuo oceano di pensieri (niente di più per ora)… Tuttavia sono familiare con applicazioni apparentemente un pochino più sofisticate ma dallo stesso denominatore comune. Di tanto in tanto ho usato Badoo, Meetic, Adotta1ragazzo, ecc. e da uomo, disperso in una folla virtuale di tanti altri uomini pronti ad accaparrarsi le attenzioni delle fanciulle di turno (solitamente in numero minore rispetto ai fanciulli), mi son spesso visto come una sorta di… Promoter di me stesso! Hai presente uno di quei venditori porta a porta che suonano al campanello e appena apri iniziano ad articolare frasi che ci vorrebbe la moviola per discernere una parola dall’altra?!
Driiiiin! Suono una volta sola, due è segno di insistenza, tre maleducazione. Dito pigiato non troppo a lungo, un messaggio poema per iniziare una conversazione è una zappata dove non batte il sole.
Sovente non mi aprono, cioè non rispondono. Magari sono ai fornelli a cucinare (ovvero impegnate con altre conversazioni), magari non sono in casa (il sito le dà connesse ma in realtà hanno chiuso il programma da un pezzo) o… magari mi hanno visto dal foto/citofono e non sono di loro gradimento.
Alcune invece, per coincidenze varie o per ispirazione, girano le chiavi nella toppa e… “ciao, Maria/Elena/chipiùnehanemetta piacere!”. Ed è nelle parole strettamente successive che ti giochi il 60 % del lavoro! La porta è aperta ma accostata, mai spalancata. Parte il dialogo… E ci si ritrova fondamentalmente davanti a sei tipologie di utenti:
– parli (o meglio, scrivi), sei partito di buona lena ma non cavi una risposta dal buco e ad un certo punto… BAM, porta chiusa in faccia!
– parli ma dopo uno scambio di messaggi realizzi che stai cercando di rompere il ghiaccio con una che ha fatto divano-porta solo per sgranchirsi le gambe (nel suo dizionario chat = perdita totale di tempo).
– parli e parti per la tangenziale (cioè ti descrivi in maniera un po’ più accurata) ma… Non scatta la molla, ritenta sarai più fortunato!
– parli e imbocchi la tangenziale, poi l’autostrada (di solito riesci a scambiare un contatto più personale rispetto alla chat del sito di turno) poi chissà…
– parli e raccogli risposte talmente striminzite che trasformano il dialogo in un monologo… In questi casi sento la porta richiudersi alle mie spalle perchè me ne sono già andato da un pezzo.
– interagisci che sembra di essere in un’avvincente partita di ping pong, equilibrata e combattuta (se mi passi il termine). Poi la pallina va persa, lei sparisce… L’unica regola che mi son sempre dato è “rimanere me stesso”. Puoi presentarti, ammiccare, stuzzicare… Ma con il mio modo d’essere ripiegato nel depliant informativo che lascerò a quest’ultima signorina che ha aperto. Lo troverà se e quando tornerà e magari ci scapperà la rivincita!

Spero di averti regalato un sorriso, la medicina più sana che possa esistere!”

 

sì è vero mi ha fatto sorridere, più volte… ecco ma in questa lista della spesa ho subito notato un ingrediente speciale… il quarto per la precisione, abilmente nascosto nell’indicizzazione…

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=JLFOrcxokAo&w=420&h=315]