Colazione (ovvero: chissà perché)

E’ sabato mattina, mi sveglio quando mi pare e appena mi alzo vado al parco con Nina. Facciamo una lunga passeggiata, ma poi sento il bisogno di un caffè…o di qualcos’altro. Deciderò poi. Mi dirigo verso il bar.

Vicino alla vecchia casa c’erano due bar. Ora, trasferita in quella nuova, ne ho ben tre di bar preferiti. In tutti e tre conoscono meglio Nina di me (Nina è il mio minuscolo cane).

Io e Nina entriamo, tutti la salutano. Ricambio al posto suo. Sono indecisa, ma cmq ordino un caffe. All’ultimo cambio idea: “anzi non lo voglio il caffe, posso cambiare? Una spremuta”

 

Non porto gli occhiali, e non ci vedo, ma mi accorgo che già da un po’ c’è un tizio che mi osserva. Questo per dire che gli sguardi sono una di quelle cose che si “sentono” oltre a poterle vedere. Io però mezza cecata non riesco a capire chi sia o perché mi stia guardando.

Proseguo…mi siedo e mi portano la spremuta. La guardo, augurandomi che non sia aspra. E’ la prima volta che la provo in questo mio nuovo bar sotto casa.

No…in effetti è dolce, buona.

 

“Serena!” sento chiamarmi, alzo lo sguardo e il tizio che mi osservava dal fondo della sala ora è di fronte a me.

 

Lo guardo, qualcosa mi dice, sicuramente ci siamo già conosciuti, ma non ricordo chi sia.

oddio non sarà mica uno di tinder…. (imbarazzo)

“Ti ricordi di me? Sono quello di quest’estate…dell’incidente”

“nooo…davvero…sì sei proprio tu…ora ti riconosco! Come stai?”

il tizio suddetto è uno che sta dentro uno dei racconti del blog, anche se non c’entra nulla con tinder.

https://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/08/05/186/

ecco ho riletto l’articolo…inserendo il link

è un articolo importante (cioè importante per me)

anyway

quindi anche lui 6 mesi dopo me lo sono ritrovato davanti

e alla fine mi ha offerto la colazione (cioè la spremuta)

che era rimasta in sospeso da quest’estate

 

“ci vediamo al bar sotto casa!” mi dice mentre lo saluto

“no, mi sono trasferita…ora il mio -bar sotto casa- è questo! Cioè ora vivo qui”

ma non gliel’ho detto, l’ho solo pensato…ho invece annuito “certo…alla prossima!”

chissà perché a volte si dissimula (pure ingiustificatamente)?

Non lo so (non c’è nessuna morale sta volta)

Però è una domanda che spesso mi passa per la capa

 

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=Qmt4pwjGXgQ&w=560&h=315]

intermezzo: la pratica fruvelia

 

La prima volta che ci devi andare non lo sai. Perché nessuno te lo dice. Al massimo se lo dicono, e commentano a riguardo tra loro, quelli che già ci sono stati.

E’ un palazzo alto, stretto e lungo. E’ il Palazzo dell’Amministrazione.

Appunto la prima volta che ci vai, pensi che sarà come tante altre volte…una coda infinita.

 

Ma non è solo così. Perché quando entri, ti sembra di superare un valico spazio-temporale e fuoriuscire in un’altra dimensione.

E’ inutile che lo spiego perché davvero è una cosa che andrebbe vissuta.

 

Lo scopo principale del Palazzo dell’Amministrazione è innanzitutto quello di archiviare qualsiasi documento, ovviamente cartaceo.

Questo in effetti dovrebbe fungere da garanzia: tutti i documenti vengono duplicati e una copia lì depositata.

Ovviamente dopo molti e molti anni, il Palazzo quasi non riesce più a tenerli tutti quei documenti assieme. E difatti li infilano ovunque, con il risultato però che 9 volte su 10 poi ovviamente nessuno si ricorda dove è finito un certo foglio, piuttosto che un altro.

Ma non importa, e anche se ancora non si è trovato il modo di allargare il Palazzo, comunque tutti i documenti importanti devono essere lì depositati.

Cioè è proprio la Legge che lo dice. Per ora quindi, anche se appunto una soluzione non è stata trovata, si continua a (dover) fare così.

 

Al Palazzo dell’Amministrazione ci sono dovuta andare più volte e col tempo ho imparato ad apprezzare il salto spazio-temporale all’ingresso, con quei dettagli kafkiani che spuntano fuori allì’improvviso e che ti proiettano direttamente sulla superficie delle pagine di un libro.

 

Anyway

 

Qualche tempo fa ero ad una riunione, di lavoro. Anche quella fafkiana… dove ognuno dice una cosa, ma nessuno ascolta.

Fino a quando qualcuno dice qualcosa, catturando la mia attenzione:

 

“ah Serena ricorda che a breve avrò bisogno di quella pratica… quella che hai consegnato a luglio”

 

 

“Pratica? Luglio? (luglio per dire è stato il mese del principe)”

 

E più dentro di me ripetevo -pratica- più il mio cervello ripeteva -luglio… principe-

 

“Serena! la Pratica Fruvelia!… a luglio l’hai consegnata al Palazzo. Ho bisogno della copia timbrata”

 

Siccome sono fermamente convinta che, soprattutto sul lavoro, ma ovvio anche nella vita in generale, l’onestà paghi sempre, ho preferito essere onesta e diretta, anche per capire quanto grave potesse essere il danno.

 

 

“Non posso esserne certa, ma siccome non sono sicura di sapere dove si trovi questa copia, quali potrebbero essere le conseguenze se fosse persa?”

 

 

Le conseguenze sarebbero gravi

tipo… anni di ritardi…

Cioè non mesi

Proprio anni

 

due settimane di tempo per ritrovare la Pratica, ma nessun ricordo di dove si trovasse.

Solo uno vaghissimo di una cartelletta in macchina…e poi quasi la sensazione di aver fatto la stronzata di averla buttata via

 

 

Sono state giornate di angoscia

E più sentivo l’angoscia e più mi paralizzavo

Senza riuscire ad avviare le ricerche

 

Poi un giorno spacchettando pacchetti (sto ancora traslocando….) me la vedo lì davanti, la cartelletta gialla (oook questo potrebbe essere l’anno del giallo…ma boh, se la contende col blu)

 

E chi l’avrebbe detto?

 

Ho provato un sollievo di qualche centimetro, pochi, ma ho creduto di volare…

L’ho restituita quindi con grande soddisfazione

 

E’ una regola, non so da dove salti fuori, ma succede sempre così… (quindi meglio seguirla):

 

Quando perdi qualcosa EVITA DI CERCARLA

 

cioè non so perchè

ma a volte è meglio scappare o far finta di niente

 

certo non sempre

ma a volte sì

 

a volte aiuta ad essere se stessi senza troppi pensieri a distrarci (e sovrastrutturarci)

 

a volte (ma solo qualche)

basta -essere-

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=v3V_YMejHi4&w=560&h=315]

0,2 02 e il Principe 3.0

 

Lo spignatto è tutta una questione di teoria. Poi certo la fase manuale è quella che regala maggiori soddisfazioni, ma solo se appunto viene dopo un lungo lavoro di concentrazione mentale. Cioè tutto sta nel comporre una buona ricetta.

Una delle cose più difficili della parte pratica è il dosaggio degli ingredienti. Mica facile pesare uno 0,2 di chessò un attivo particolare. Questione di gocce, o minuscoli granelli …

Qualche tempo fa pesavo appunto uno 0,2 di xantana…. e ragionavo su cose tipo l’importanza dei particolari, lo spazio del microcosmo…i frattali

Non so perché (cioè appunto non credo ci sia nessuna ragione fatidica a riguardo) ma quello 0,2 m’è rimasto impresso in mente qualche giorno.

 

(Ho avuto coi numeri alcune fissazioni nella mia vita)

 

Anyway

Finalmente poi arriva venerdì, ho un appuntamento, anche se tinder non c’entra niente, ma anche se il blog forse qualcosa sì.

Anyway

 

Finalmente dopo settimane mi prendo una serata di relax in buona compagnia.

Sono stesa sul divano, non ho idea di che ore siano. Mi godo il momento di pace che sto vivendo. Certo ovvio la pace è breve (sempre)…infatti sento un trrrrr… la vibrazione di un telefono

 

“È il tuo?” chiedo sperando non sia il mio

“No-no, è il tuo” dice lui guardando il suo nella mano destra, muto.

“È venerdì sera, sono passate le 10 non rispondo a nessuno” esclamo io da stronza acida

 

In realtà sono le due di notte, ma evidentemente ho perso la cognizione del tempo….

Lui è in piedi, vicino al tavolo e al mio telefono.

Butta lo stesso un occhio…continua a suonare…

 

“È uno 02”

 

Pausa di 2 secondi

 

improvvisamente capisco, smetto di fare la stronza e mi butto sul telefono

capisco…(0,2)…02 e la gravità della cosa…(dettagli)… insomma me la immagino

 

E’ stato importante rispondere (dettagli)

Non l’avessi fatto sarebbe stata una di quelle cose che poi ti rimangono come tanti piccoli sassolini nello stomaco. Soprattutto perché la scelta di non rispondere era stata volontaria e pure ponderata nell’acidità di quella frase “è venerdì sera, dopo le 10 non rispondo”

 

che stronza…non è neanche vero…anzi la mia reperibilità è proprio 24/24

 

Ma tutto sommato ora, con serenità di ragionamento, posso affermare che, forse per la prima volta nella mia vita, è stato maggiore lo stupore rispetto all’orgoglio. Cioè lo stupore verso chi non solo alla fine riesce ad andare Oltre (la sensazione leggendo il mio blog che io sia una “facile”), ma addirittura ti salva il culo, piuttosto che l’orgoglio acido di chi (come me in quel momento) si atteggia… barando… “non rispondo a nessuno…”

 

Così da quel venerdì sono tornata a frequentare gli ospedali…chepppalle…a dormire sulle sedie…

 

e così tutti giorni mi attraverso il centro di Milano (che è bello davvero!… questo però c’entra con una nuova lettrice/scrittrice che tra l’altro non so… vista la sua storia e altre cose… potrebbe essere la mia preferita)

 

 

sono stati giorni difficili e pesanti come macigni

ma anche intensi che mi hanno segnata profondamente

 

e nel bel mezzo dell’intensità…con un tempismo sempre fatidico….il Principe 3.0

 

“oggi e domani come sei messa? Lo so che non sei una pornostar”

 

no, non lo sono

 

(ma per te forse potrei anche diventarlo…)

 

ci siamo rivisti qualche giorno fa…6 mesi dopo

 

6 mesi che sono sembrati, a guadarlo negli occhi, un battito di ciglia

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=Il1gDZzFCB4&w=560&h=315]

 

 

<3

Lettori/Scrittori: Tania

Qualche giorno fa…un venerdì sera…mi è arrivata una mail molto carina
La posto ora sennò non lo faccio più
Ed è troppo carina per non farlo

Ho avuto non giorni incasinati…dipppiu’

Quindi approfitto ora di queste nove fermate sul tram…
Il 16 attraversa il centro di Milano
Non c è il sole, ma quel grigio giusto che illumina bene la città…
È vero..il grigio è il colore di Milano..ma non per quel motivo di tristezza sociale che si adduce sempre
È più una questione di fotografia credo…

Anyway

“Prossima fermata: cordusio centro”

Ho ancora un po’ di tempo..devo scendere dall altra parte del centro

Ma questa è la storia del prossimo post

Torniamo alla mail
di Tania

“Cara ragazza poco per bene,

È venerdì sera e proprio in questo momento dovrei essere in un locale della metropoli a sorseggiare cocktail in compagnia di Riso (il soprannome potrebbe sembrare stupido ma un senso ce l’ha 😉 ).

Chi è Riso? Uno delle mie 1000 e passa compatibilitá, ha vent’anni, un bellissimo sorriso e anche se non vanta il fisico di un dio greco ho deciso che, forse, una chance dovrei concedergliela.

Perchè non sono con lui? Ho passato una settimana difficile divisa tra la sessione di esami e problemi di salute, non banali, che mi hanno prosciugato le energie; non ho voluto mettere a rischio un incontro che, a differenza degli altri (ormai sono un’ habitué), potrebbe portare a qualcosa di concreto.
Ma questo è il finale di un luungo percorso su T… Tinder.

Cominciamo dall’inizio!
Sono Tania (nome di fantasia), da un mese ho compiuto 22 anni e da agosto sono reperibile su quello che le mie amiche chiamano “patetico sito di incontri”. Le stesse sostengono che sono una ragazza bella e interessante e che problemi a trovare ragazzi disponibili nei miei confronti non dovrei averne… e qui mi viene automatico: ‘sti ca**i! Ok non posso negare che non ho un bell’ aspetto o che non sia dotata di cervello ma una cosa devo ammetterla: ho problemi a relazionarmi col sesso opposto da cui sono fortemente attratta (non vorrei che venisse messa in dubbio la mia eterossesualitá). Così mi sono convinta a scaricare quell’ infernale applicazione e a premere il primo cuoricino. All’inzio ero un po’ titubante, mi sentivo stupida a passare il tempo sfogliando foto di soggetti la cui ambizione è sfilarti le mutande, ma poi ho fatto l’abitudine ai pesanti apprezzamenti, il mio livello di autostima è aumentato di qualche punto grazie ai pochi commenti gentili che spuntavano tra le infinite porcate e ho iniziato a stare al gioco!

Dopo circa un mese mi incontro con un adone (30 anni) apparentemente innocuo che si spara 50 km per conoscermi… casco come una pera cotta e la seconda volta non riesco a dire di no! Sporadicamente ricompare in whatsapp “Ehi ciao come va? Ci vediamo stasera?”, per quanto mi stia simpatico (e lo è per davvero!) il ruolo dell’oggetto non si addice a me…Quindi bye bye figo numero 1.

La mia amica Katarina mi segue in questa avventura e si addentra nel magico mondo di Tinder! In una foto del suo profilo compaio anche io, un trentenne mi nota, insiste per conoscermi… la mia amica fa da tramite finchè non ci incontriamo per una sola ed ultima volta… le sanguisughe sono meno appiccicose quindi me lo levo di torno ma il soggetto, pur avendo superato la soglia degli enta, si diverte ancora con gli scherzi telefonici… ringrazio la mia indifferenza che vince contro l’eterno Peterpan.

Un giorno scorrendo il catalogo metto mi piace a Riso che a differenza di tutti gli altri esordisce in maniera originale, ci scambiamo qualche battuta e la cosa muore a breve.

Durante un malanno invernale sfoglio il catalogo così tanto da far urlare pietá ai miei pollici. Lo sforzo viene ripagato da una fantastica compatibilitá: capelli chiari, occhi azzurri, fisico da urlo… insomma il principe azzurro (mancava solo il cavallo bianco)… mi lancio e dò vita ad una conversazione divertente e dal tono scherzoso (anche a simpatia il ragazzo sta messo bene). Segue uno scambio di messaggi, note vocali, foto, allusioni, apprezzamenti, battute e di tutto su wathsapp. La cosa si protrae per un mesetto, nel frattempo inizio a dimenticare Tinder. Ci incontriamo a metá strada… trascorriamo una serata piacevole ma evidentemente c’è qualcosa che non va. A partire dal giorno seguente la conversazione viene sempre meno finchè il figo numero 2 si volatilizza! Non sono una che si fissa ma un minimo di spiegazione la pretendo: mi liquida con la scusa dell’etá (certo, tinder ha sempre mostrato i miei 21 anni!) e di un’ altra(dove è stata tutto sto tempo? Boh). A mio dispiacere devo dire addio a figo numero 2, chiodo scaccia chiodo e quindi inizio nuovamente a sfogliare nellla casa del testosterone.

E poi boh ricompare Riso con cui sento una chimica pazzesca, in questo momento vorrei essere davanti a lui con un drink in mano… ho l’impressione di avergli dato buca spero che non l’abbia percepito in questo modo perchè se l’ho fatto è stato solo per evitare di mostrare una persona (stanca e annoiata) che in realtá non sono!

Ho sempre detto che una volta raggiunte le 1000 compatibilitá avrei abbandonato Tinder… ma così non è stato. In fin dei conti mi ha aiutato ad aprirmi, a tirar fuori il carattere anche con dei perfetti sconosciuti.
Ultimamente lo uso solo per non annoiarmi durante le ore passate in treno e per allenare il mio inglese!
Pensi che sia arrivato il momento di dirgli addio per sempre?

Forse sono stata un po’ troppo logorroica, ma ho pensato che ti saresti fatta quattro risate davanti alle storielle di una stupida ventenne in cerca di chissá cosa (non lo ho ancora capito). Il mio intento era quello di strappare un sorriso a qualche Tinderiano, come me e te, proprio come i tuoi fantastici post!

Qualsiasi tuo suggerimento, critica, commento mi farebbe solo piacere!

Tanti grazie per i sorrisi e spunti di riflessione che regali con i tuoi post!

Salut e bisous

Tania”

 

 

Una riflessione veloce:
Tutti i miei (il possessivo è affettuoso!) lettori/scrittori condividono un certo spirito…un piglio, una prospettiva..o forse meglio uno stile…possiamo dire flow visto che si tratta di parole&personalità?

cmq sia mi piace un sacco…

 

Addio? perché?

anche a me è capitato di scrivere in inglese su tinder… in francese c’ho provato ma non sn in grado…e anche spagnolo

effettivamente mi pare un ottimo esercizio!

 

visto che Tania la butta sul francese

perché le notti di questa settimana sono state lunghe

anche se l’ho già postata…credo più di una volta (rimane sempre bellissima)

 

 

[vimeo 49442252 w=500 h=281] <p><a href=”https://vimeo.com/49442252″>FAUVE &ne; NUITS FAUVES</a> from <a href=”https://vimeo.com/nokipowlonski”>noki Powlonski</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

Provarci, sbargliarsi (e poi farsi aiutare)

a proposito di vagoni metropolitani… vi suggerisco il mio blog preferito

https://vagoneidiota.wordpress.com/

 

Sono di fretta, come sempre. Quando crescerò sarò una persona non solo puntuale, ma anche in tempo. Ho i tacchi, alti. Vestita bene. Corro ad un appuntamento di lavoro. E’ difficile calibrare l’animo da scappata di casa con gli impegni seri che pretendono da me una serietà che posso solo emulare.

corro, attraverso l’incrocio sul giallo…volo, mi sembra di volare su quel giallo

sono diventata bravina nel tempo a usare i tacchi, anche in situazioni emergenziali, o dove sembrerebbe impossibile usarli…

ma insomma…a parte che bisogna avere cura dei propri piedi (troppi tacchi, fanno male).. a parte questo fa un certo effetto

cioè è una cazzata, vero, ma giuro che mi sembra faccia un certo effetto

ovvio anche l’altezza (riesco ampiamente a superare il metro,80) fa un certo effetto

ma intendo proprio il saperli (e poterli quindi) portare anche quando e dove sembrerebbe quantomeno assurdo

ma se lo sai fare bene (cioè quindi se hai imparato a farlo) il risultato fa un certo effetto

e quest’effetto può tornare utile sul lavoro, ad esempio quando mi occupo di recupero credito… una volta mi sono pure dovuta arrampicare su un’impalcatura coi tacchi e il tipo era stupito del fatto che non avessi problemi a farlo. quando poi siamo scesi e abbiamo parlato di soldi, cmq mi pareva mi guardasse con maggior rispetto (ecco io ho 31 anni ma ne dimostro meno…anche coi tacchi e tutto il resto)

(voglio sottolineare che recupero credito da persone, o realtà professionali, che i soldi ce li hanno o se li mangiano)

anyway

corro, curvo prendendo le scale che portano alla metro

compro un biglietto al volo, non c’è nessuno all’edicola..ho già i soldi pronti in mano

sento il rumore, cazzo sta arrivando

acchiappo il biglietto, niente resto (ho i soldi calcolati giusti)

vorrei saltare a pie’ pari i tornelli, ma oblitero

e riprendo la corsa

il treno è il mio

quando mi butto sull’ultima rampa di scale, il treno è già sulla banchina con le porte aperte e le persone scendono

orario di punta col suo fiume umano

a metà della rampa capisco che ce la farò…mi rilasso un attimo, mancano pochi gradini

mi fionderò dentro con le porte che si stanno chiudendo alle spalle, ma ce la farò, lo so.

 

basta poco, anzi pochissimo

un piccolissimo cedimento

il ginocchio si piega

e il tacco lungo si incastra nel gradino

cado, cioè proprio precipito verticalmente

e poi non so come mi giro e rotolo orizzontalmente

arrivo così anch’io sulla banchina e vedo, dalla prospettiva orizzontale del pavimento, le porte del treno che si chiudono

 

non ce l’ho fatta

ma non ho neanche il momento di terminare il pensiero che mi accorgo del fiume umano che tenta di evitare di calpestarmi

provo a rialzarmi, ma mi fa male ovunque

 

(mai caduti dalle scale?)

 

il fiume umano prosegue esaurendosi lentamente

nessuno si ferma

è la prima cosa che fa male questa

 

e poi dal fiume emerge una testa

“tutto bene?”

e poi emergono due mani e un busto che mi rimettono in piedi

 

tutto bene?

 

no…a voler sormontare distanze insormontabili ci si fa male

ma se mentre tenti di rialzarti passa di là per caso la persona giusta

allora forse la fatica e il dolore acquisiranno un senso

ma solo se ti fai aiutare, senza imbarazzi (non hai fatto nulla di male, sei solo inciampato)

senza invece intestardirti a pensare che il tuo destino è quello di affondare, precipitare, rotolare

per sfracellarti alla fine

con la faccia a terra

da solo

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=hfmY9Wlxx0o&w=420&h=315]

 

 

 

La Bionda Svirgolata e i Nanetti

tra i lettori/scrittori va ad aggiungersi una nuova donna, una BiondaSvirgolata che mi ha gentilmente scritto di un aneddoto interessante riguardo il dating online

anche con Lei sento una certa compatibilità seppur virtuale (tipo l’attenzione per l’inci dei cosmetici…le regole su tinder..)

il suo spirito (pure quello da indagatrice)… mi è piaciuto tantissimo

BiondaSvirgolata è una fantastica Blogger

http://diario-di-una-bionda-svirgolata.com/

 

Ecco il suo racconto:

 

“Su Tinder ho delle regole, me le sono imposte da subito, per evitare problemi, fraintendimenti e per evitare di ritrovarmi con dei residui insolubili, come li chiamo io, in memoria, cioè per non avere a che fare con persone che poi non si sganciano più, controllano quando sei on line su Tinder, se sei su whatsapp e se hai visualizzato il messaggio (maledetta spunta blu) e ti scrivono in continuazione.

Diciamo che di base le mie regole sono semplici: mai persone sotto i 10 km (molto probabilmete già li conosco), ragazzi più giovani di me solo se sono proprio belli e se sembrano più vecchi, mai ragazzi con cui ho amici in comune su facebbok (perché poi le voci girano e il mio è un paese piccolo) e mai persone con una sola foto sul profilo.

Ogni tanto però faccio delle eccezioni, in fondo c’è sempre l’eccezione che conferma la regola no!?

L’eccezione l’ho fatta con Marco, pittore, l’ho scelto solo perché, appunto, faceva il pittore (l’arte è una delle mie passioni), non ero molto convinta, un bel po’ di anni più di me, una sola foto, in bianco e nero e non nitidissima, sembrava figo, ma non ero sicura fosse lui, comunque “perché no!? Poi si vedrà” mi sono detta…

compatibili…

ha iniziato a scrivermi lui…

quello che mi ha scritto si potrebbe riassumere in poche righe, sempre le stesse frasi, dette e ridette per ribadire lo stesso concetto: voleva solo scopare…

ok, va bene, teniamo il gioco, tanto fino a quando è tutto online non c’è niente di male…

in effetti, devo ammettere che all’inizio mi sono anche sentita lusingata dalle sue parole e in un certo qual modo ero attratta da lui… ma, alla fine con la sfiga che ho io c’è sempre un ma, continuava a non convincermi…

gli ho chiesto qualcosa si lui, non ho ottenuto più di quello che già avevo letto sul profilo di Tinder… a questo punto ci sentivamo su whatsapp, ma il contatto di facebook non me l’ha chiesto…

le sue frasi intanto sono diventate sempre più audaci, così mi sono detta che dovevo capire se lui era veramente chi diceva di essere…

cioè, ognuno di noi è fatto di carne, ma anche di cervello, e io non posso farmi delle fantasie su una persona se non è chi dice di essere…

“Allora, ragioniamo, il nome lo so, ho la sua foto, Tinder è collegato a facebook, lo cerco su facebook, dovessi scorrere anche milioni di persone con il nome Marco, lo troverò”

Devo dire che facebbok è fatto bene, prima mi da tutti i Marco che conosco, poi quelli con cui ho amici in comune, poi quelli delle zone limitrofe alle mie e poi gli altri… pochi secondi e… trovato!! Il furbone, non mi ha detto niente di lui ma ha il profilo aperto…

Inizio a scorrere le foto, praticamente solo la foto che ha su Tinder e poi solo foto di paesaggi e cose del genere, continuo a scorrere e le trovo, le sue vere foto, oh sì che le trovo… e quello che vedo non mi entusiasma per niente… di base non sono una che giudica le persone solo dal loro aspetto fisico, perché sono la prima che spera che gli altri non lo facciano con me, però qui non si tratta di affinità intellettive, qui si tratta solo di una notte di sesso, due se proprio è stato bello, e allora è ovvio che mi devi attrarre fisicamente…

In ogni caso ho deciso di scaricarlo, non gli ho scritto per un po’, ha continuato lui, imperterrito, chiedendomi di vederci da soli una sera e appartarci nella sua macchina, dicendomi che voleva avermi tutta per sé e cose del genere e ogni volta senza ricevere risposte da parte mia… dopo ogni mia visualizzazione o accesso a whatsapp ecco un messaggio…

poi ha capito che forse volevo sapere altro di lui prima di continuare così mi ha scritto un lungo messaggio, dicendomi cose che già mi aveva scritto, e aggiungendo “Fisico snello, vado in bici (altro punto a suo sfavore, ho un’avversione per gli uomini in tutina)”. Mmm segno scorpione, direi che ti ho detto molto… (Molto!? Mmm io direi giusto lo stretto necessario) Ah dimenticavo mi piace da morire il sesso (Ma va!? Non l’avrei mai detto -.- ) ma purtroppo non ho una mia ragazza per sperimentare ;)”.

Ora bisogna capire che mi sono ritrovata a ricevere questo messaggio pochi giorni dopo aver scoperto il suo profilo su facebook, una sera in giro con le mie amiche e con in corpo già due cocktail, quindi ero, per così dire, un po’ disinibita, e gli ho riversato addosso tutto quello pensavo: ho trovato il profilo, non avevo bisogno di ulteriori informazioni e no non mi interessa uscire con te, non mi fido e non sono una che va con il primo che capita, almeno un minimo le persone voglio conoscerle, giusto per capire se posso fidarmi o no…

Ha cercato di insistere un po’ dicendomi che non voleva solo scopare con me ma anche conoscermi (sì vabbè e io secondo te sono scema e ci casco!? Uh, illuso…) ma poi ha capito che non c’era verso di salvare la situazione e mi ha detto di fari sentire se cambiavo idea…

Però ha ricominciato a scrivermi e a sto punto l’ho bloccato su whatsapp, su Tinder non c’è stato bisogno, mi ha tolto la compatibilità lui dopo che si è accorto che non mi vedeva più connessa su whatsapp… E meno male che voleva anche conoscermi…”

 

Eh già BiondaSvirgolata…

che brutte sorprese

il gioco (io tinder sul telefono ce l’ho nella cartella “giochi”) sta tutto lì…nel riconoscersi o meno

tu più che altro l’hai sgamato…e tutto sommato è stato istruttivo per te e per chi legge (almeno spero)

la virtualità può sempre fare anche questo effetto

all’opposto ad esempio quando invece ti riconosci, è una sensazione bellissima…a prescindere da quello che accadrà con lo sconosciuto-riconosciuto che hai di fronte

almeno io quando ho riconosciuto il Principe ho sentito quest’emozione incredibile che ancora sento nitida quando ci penso

(e pensa che ero davanti ad uno schermo..cioè lo guardavo in questo video dove -davvero non so come o perché- mi pareva di riuscire a leggere in trasparenza il suo scheletro nervoso ed emotivo, e mi fece quest’enorme tenerezza che quando sperimentai di persona fu una bomba esplosiva per me)

e nonostante tutto, questa sensazione rimarrà fichissima nei miei ricordi

una sensazione nuova che ormai fa parte del mio apparato emotivo

quella precisa emozione che poi mi ha spinto a scrivere il blog

la maggior parte delle volte però, quando approcci a qualcuno virtualmente può succedere che magari poi non ti riconosci, ma neppure ti disconosci, e l’incontro è semplicemente un incontro

certo magari non produrrà una rivoluzione emozionale dentro di te

né ti insegnerà nulla sulla piccolezza degli uomini

ma cmq ti arricchisce

cioè tipo interagire, conoscersi e alla fine conoscere meglio se stessi

riconoscersi…ecco nel senso di conoscersi meglio

certo..ma perché farlo?

 

cioè perché mettersi ad interagire con altre persone senza che nessuno schema preimpostato scandisca le tempistiche, le motivazioni e pure le predisposizioni che ci spingono gli uni verso gli altri?

 

cioè davvero dovrei rispondere a questa domanda?

ovvio no…è retorica

ma questa è un’altra storia

 

quello che invece volevo dire è molto più semplice

e cioè che i personaggi sono tanti, diversi e variegati nelle loro personalità

ad esempio ci sono Principi e Principi…tipo Principi Reali e Principi di Corte,

ma anche Nanetti…

 

e non è che riguarda l’altezza

cioè riguarda l’altezza morale, l’onestà verso se stessi e gli altri,

ma anche (ahimè sono una che la pensa così) il dolore della vita che evidentemente tende a fare gli uomini molto, molto piccoli,

e pure spesso infimi

 

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=YUtHjOvPKT0&w=560&h=315]

 

 

 

 

Contro il Destino: Il Principe Reale e Il Palazzo di Vetro

Mi è capitato recentemente di frequentare il luogo di lavoro del principe.

Ecco io in questo ruolo da pedinatrice mica mi ci ritrovo bene…

È successo tutto un po’ per caso, proprio poco poco prima o dopo averci reciprocamente likkati su tinder…

Mi aveva contattato un ragazzo, collega di una mia cara amica, per aiutarlo in un progetto…nel frattempo matchavo col principe e quindi, andando a spulciare online quello che faceva nella vita, mi ero accorta che questo progetto era organizzato dalla stessa Organizzazione in cui lavora anche lui.

Poi io, per dirla tutta, al Principe l’avevo raccontata questa cosa del progetto:

“Ma sai che sto aiutando dei ragazzi per un progetto a xxx?”

Lui non aveva risposto tipo: “ah davvero? Ci lavoro anch’io a xxx”

Lui aveva commentato: “ah”

E siccome aveva fatto finta di niente, pure io avevo fatto finta di niente.

Certo allora non pensavo che l’aiuto che mi ero resa disponibile a dare sarebbe proseguito molto oltre.

E invece…

Ad un certo punto ci sono pure dovuta entrare…nel Palazzo dell’Organizzazione… e me lo sono visto lì…il suo nome scritto su una parete.

Ero lì con Nina…cioè per fortuna che c’era Nina con me…sembrerà assurdo e un po’ da pazzi, ma io con Nina ci dialogo (oook non per forza sempre a voce alta)  e questo aiuta

Eravamo quindi da sole io&nina davanti al suo nome

E pensavo:

sto stronzo…

vedi te…

che cazzo ci faccio qui

mannaggia

“vabbè nina… facciamo sta cosa veloce e filiamocela via”

in fondo non è che sono una che crede al destino

(perché sennò principe…)

cioè al massimo nel destino a posteriori

cioè credo nella possibilità di rileggere la nostra storia a ritroso e trovarci significati nascosti

ma no, nel destino a priori, non credo

anyway

“fai veloce e fila via”

ecco poi però, evolvendosi il progetto, i ragazzi mi hanno chiamata di nuovo e poi di nuovo…

e ci sono tornata al Palazzo…

siccome poi sono loro sembrata gentile, hanno pensato bene di ricordarlo nella presentazione del progetto che ora sta appesa sulla porta d’ingresso:

 

“Un ringraziamento a xxx xxx”

(cioè il mio nome e il mio cognome)

 

non so esattamente cosa mi metta a disagio di questa situazione

io non credo nel destino

però,

cazzo,

sembra invece che il destino voglia farmi passare per una così

per una che ci crede

w…t…f…?

 

anyway

 

in realtà la cosa interessante da osservare a proposito di uomini e destino è un’altra che non so bene come definire, ma credo che abbia a che fare con l’idea che gli uomini (forse quelli un po’ come il Principe, forse un po’ tutti in certe situazioni…non so) hanno del loro destino

il Principe ovvio non è solo il mio, ideale, ne esiste anche uno Reale, molti credo.

cioè il Principe oltre a essere Federico (che poi ricordiamolo… non si chiama così) magari è uno che legge di sé in quello che scrivo

il Principe certo rappresenta l’intensità di un sentimento che al contempo può diventare desiderio incolmabile oppure pace dei sensi, e cioè emozione pura

d’altra parte però appunto spesso il Principe è Reale, cioè uno che, invece che viverlo a posteriori, ripercorrendolo con coscienza, dal destino si lascia travolgere, lo cavalca a priori, adducendolo come scusa per non occuparsi sul serio delle cose che gli “accadono”, oppure come dimostrazione dei propri magici successi…

facile fare il cinico che se la mena (sostanzialmente è questo il Principe Reale) per nascondere la crisi di mezza età, l’alcolismo e alcune paranoie assurde irrealistiche (che neanche mio padre a ottant’anni…)

 

si vive una volta sola…

perché sprecarla a rimanere intrappolati in un Palazzo di Vetro

al riparo da mostri

che molto probabilmente, tra l’altro, manco esistono?

 

quando sono uscita dal Palazzo

il freddo, il buio e lo stomaco sottosopra

ma ho affrontato i mostri, e con nina me ne sono tornata a casa

 

pedalando&sorridendo

 

(e canticchiando la canzone che di seguito posto, l’unica che non mi facesse sembrare una deficiente che canta in bici e l’unica che fosse possibile canticchiare continuando a sorridere)

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=vIbcqgXh5-4?feature=player_detailpage&w=640&h=360]

 

Lettori/Scrittori: Fabrizio e Le Relazioni

Mi ha scritto Fabrizio alla mail del blog

Fabrizio è uno che quando si mette a fare una cosa, la fa sul serio… o almeno così mi sembra

con tutto se stesso

e infatti la sua prima mail parte già approfondita

mi racconta di lui

e poi arriva al nocciolo:

ma le relazioni? tipo a 30 anni…

tipo se ne chiudi una importante, che fine fai?

 

“Mi chiamo Fabrizio, ho una trentina d’anni, e non so ancora per quale motivo ti sto scrivendo.

(Poche parole su di me.)

Mi sono sempre ritenuto un po’ “particolare” rispetto al resto del mondo. Da piccolo mi sono sempre sentito su “un altro pianeta” rispetto ai miei coetanei. Mi annoiava il loro modo di giocare, di divertirsi, di interagire: nulla in comune con loro. Tutto questo mi ha, inizialmente, reso timido, fatto sentire diverso ed isolato. Mi sono buttato sulla mia passione (la tecnologia, non di certo il calcio o cose simili J) e lo studio, ottenendo risultati. Intorno ai diciotto anni mi sono “svegliato”, ho cominciato ad avere relazioni con il mondo. Ho trovato subito tanti amici, per i quali mi sono fatto in quattro, quasi come per tenermeli stretti, essendo mancati per tanti anni; ovviamente ne hanno approfittato, ma questa è un’altra storia.

In casa le cose non andavano benissimo. Per ottenere la mia rivincita sul mondo mi sono iscritto all’università, fatto lavoretti nel mio settore, ho fatto politica (di questa cosa oggi ne sono pentito!), in tutti i casi avendo un buon successo.

A 20 anni mi sono fidanzato con una bella persona, Sara, la prima praticamente per tutto.

Con gli amici continuo ad essere presente: sono considerato una persona che ascolta e comprende. Nell’essere vicino agli altri traggo felicità anche per me stesso; anche se mi rendo conto che do molto di più di quanto ricevo, ma non importa.

Nel frattempo mi laureo, mi assumono. A tempo indeterminato.

A 24 anni mi trovo con un buono stipendio, discreta autonomia di progetto, sono ascoltato. Una bella rivincita dopo i miei primi 20 anni ai margini, mi dico. La mia autostima inizia a crescere: ora so che valgo.

Da solo sistemo un appartamento e vado a viverci. Ho 26 anni.

Il crescere insieme con Sara e il vivere la coppia in un modo, forse, un po’ troppo totalizzante ci ha reso, dopo 9 anni, “migliori amici”, ponendo termine alla nostra relazione. Ma chi, a 20 anni, non imposta una relazione in modo simbiotico?

A dispetto di quello che credono buona parte dei nostri conoscenti, la sua scelta di vita e di lavoro, da me sempre ammirata ed incentivata, che la porta a stare all’estero molto a lungo, non c’entra nulla con la fine della nostra storia. Oggi conserviamo un ottimo rapporto e ci siamo uno per l’altro come fratello e sorella.

Dopo il termine della relazione ricomincio da capo. Amici vicini a casa non ne ho, li ho sempre avuti lontani, non ho mai legato con la mentalità provinciale della mia zona. Ricostruisco le amicizie dell’università. A quasi due anni di distanza, non ho mai avuto così tanti amici come oggi. Amici veri, di quelli che ci sono sempre.

Oggi ho una trentina d’anni. Professionalmente in crescita, due progressioni di carriera, sono diventato responsabile di quel settore aziendale in cui ero stato assunto, ho validi collaboratori, sono preso come riferimento nel mio ambito; tutto questo, giuro, senza mai aver chiesto nulla, o riverito nessuno. Sono davvero fortunato, mi dico, in pochi alla mia età ci sono riusciti, considerata la crisi. Ancora non realizzo come il ragazzo timido e fuori dal mondo di dieci anni fa sia riuscito a far questo.

Sto sistemando un secondo appartamento. Aziendale. Tra poco mi sposto, spero per avvicinarmi a lavoro, amici e scappare dalla mentalità provinciale della mia zona.

(Fine del riassunto sulla mia vita. Le parole non sono state così poche.)

Bene, veniamo alle relazioni.

Anzitutto Tinder. Bene, non ce l’ho nè lo uso. Mi è comparso come suggerimento tra le App del Play Store e, incuriosito, ho scritto su Google: “Cos’è Tinder?”… il primo risultato è stato il tuo blog. Che mi ha sin da subito incuriosito, mi ha fatto scoprire un mondo che non conoscevo, seppur dall’esterno. Con il tuo modo di vivere questa esperienza con trasporto ed emozione, mi hai affascinato.

Non credo di avere intenzione di iscrivermi, per il momento.

Sottolineo: ho una mentalità aperta e non giudico chi usa questi strumenti; così come non giudico qualunque (e dico qualunque) atteggiamento umano morale o materiale che non sia criminale o leda altre persone. Semplicemente ho timore ad avvicinarmici, vorrei tentare ancora per un po’ il contatto diretto con le persone.

Non so perchè ti sto scrivendo. O forse si. Forse perché credo che tu, dopo aver conosciuto le persone di cui racconti, per le esperienze che hai avuto o per le cicatrici che porti, possa aiutarmi a capire come funzionano le relazioni a 30 anni. Io sono fermo a 10 anni fa. E a 20 anni era tutto diverso.

Dopo la fine della mia relazione, sono uscito (…soltanto uscito…) con diverse persone.

Ho scoperto che quello che sono, quello che ho costruito, paradossalmente mi allontana dalle donne. O meglio, non mi fa vedere agli occhi delle donne come un possibile compagno.

Elenco delle cose che, se nell’800 avrebbero attirato gentil donzelle, oggi secondo me le allontanano:

 

Ho costruito da solo tutto quello che ho. Non ho nessuno a cui dire grazie.

Ho un lavoro stabile. Una buona posizione. Un buon stipendio.

Una casa mia.

Credo di saper essere un buon amico e confidente.

Credo di essere sufficientemente maturo.

Amo viaggiare.

Non sono opprimente, geloso, amo le persone indipendenti. Lascio spazi.

Non mi interessano le avventure, non mi interessa il sesso facile. Posso aspettare anche mesi.

Vengo rapito mentalmente dalle persone, non fisicamente.

Dicono che abbia un buon carattere.

Non prendo in giro. Se esco con una persona è perchè ci voglio provare davvero; non cambio idea repentinamente.

 

Le persone con cui sono uscito, hanno preferito tenermi come “migliore amico”; per una relazione, hanno scelto invece:

Persone rudi e maleducate.

Uomini che le hanno umiliate, derise per i loro difetti. Anche fisici.

Soggetti cattivi, insensibili, dalla doppia vita.

Persone già impegnate (era cosa nota).

Sfaccendati che nella loro vita non hanno mai combinato nulla e campano alla giornata.

Persone anonime che non si differenziano minimamente dalla massa.

E dire che sono uscito con persone diverse. Diversa cultura, mentalità, modo di ragionare, istruzione, aspetto fisico. Ma questo denominatore comune le ha accumulate.

“Ho passato una giornata/serata/vacanza meravigliosa. Sono stata bene e ti ringrazio. E’ bello parlare con te. Mi capisci. Sei un amico speciale.”; questa è una delle più tipiche risposte.

Una bella soddisfazione, non c’è dubbio, saper mettere a proprio agio una donna. Ma con una buona dose di frustrazione di fondo.

Ed ecco che a trent’anni, di nuovo, mi torno a sentire inadeguato a questo mondo, sebbene limitatamente all’ambito “relazioni”. Inadeguato a causa del nuovo “me” che io stesso ho costruito per uscire dal guscio, con 10 anni di duro lavoro.

Ore 23.02. E’ un’ora che sto scrivendo..

Una buona notte”

 

Ecco vorrei sottolineare un paio di considerazioni a seguito della lettura:

– ma che figata che anche chi non usa tinder mi legge… cioè in fondo è una cosa che proprio mi rende contenta del lavoro sul blog
– io esperta di relazioni? io che sono quella del principe??? no assolutamente…cioè sicuro è un argomento che mi appassiona… quello precisamente della politica e dell’economia delle relazioni (ecco forse io sono una più per un’economia di scambio nelle relazioni…che non monetaria…cioè perché altrimenti qual è l’unità di conto in fatto di relazioni?…ANYWAY)
credo però  che la risposta sia la tua mail Fabrizio
la risposta sono le persone come te che ce la fanno (e non parlo di successo, quello è per chi non ce la fa)… sono poche, ma esistono
cioè mail tipo la tua che ti fanno pensare che c’è un modo più giusto di affrontare la vita
certo senti subito anche il disagio di non esserne anche tu in grado
magari però poi… inizi a pensare
solo fino ad ora…
(lo so t’avevo promesso…o fatto credere…chissà quali risposte a riguardo, ma giuro e ripeto che la risposta al quesito sei tu..le relazioni perché sono così complicate a volte? da una parte il fatto che personalità come la tua in pochi al giorno d’oggi possano vantarle, ma dall’altra e al tempo stesso che il mondo comune (ahitè) si trova in gran parte al di sotto del tuo orizzonte… e in questo, tutto sommato, risiede una sorta di equilibrio cosmico, non trovi?)
 [youtube https://www.youtube.com/watch?v=FHzvjIvJbfE&w=1280&h=750]

Andare Oltre

voglio raccontare una storia, ambientata nella vita reale

le chat o il dating online non c’entrano nulla

ma, al solito, la virtualità sì, anzi è centrale

prima della storia però devo fare qualche precisazione

io non sono una sempre ben predisposta nei confronti del prossimo,

diciamo che sono molto selettiva (anche se un po’ a cazzo di cane) nell’elargizione di tempo ed energie

cioè magari raccolgo un giorno un barbone al parco e  lo ospito 5 giorni a casa,

ma poi chessò a natale non faccio regali a nessuno

se posso evitare uno sbattimento lo evito

non sempre, ma tendenzialmente

e più che essere così

è un periodo che sono così

è un periodo che faccio mille cose diverse e ho davvero poco tempo

ma soprattutto poche energie mentali da impiegare nel tempo libero

e quindi più che altro nel tempo libero scrivo il blog, spignatto, leggo e guardo film

cioè interagisco poco con le persone (a parte su tinder…)

un giorno però incontro casualmente un Ragazzo che, qualche amico in comune mi aveva detto, aveva fatto commenti di apprezzamento nei miei confronti

un bel Ragazzo che però io davo un po’ per scontato fosse poco affidabile

non avevo quindi mai colto la cosa e anche lì per lì non l’avevo calcolata

ecco però incontrandolo e parlando del più e del meno, il Ragazzo ad un certo punto mi chiede un favore

“mi informo e ti dico” gli rispondo

ma mentre lo dico già lui mi chiede il numero

insomma questa cosa del favore mi era sembrata alla fine proprio una scusa per chiedermi il numero

e sta cosa mi era stata anche un po’ sul cazzo

anyway

decido quindi di farglielo questo benedetto favore, per amor di logica e coerenza

specie dopo che lui, qualche giorno a seguire, il mio numero l’aveva usato per invitarmi fuori

ma poi uno di quelli che appunto risultano poco affidabili

non so…con un modo di approcciarti che non ti fa sentire importante

quindi niente mi ero incaponita

avrei fatto questo favore, e a tutti i costi

cioè visto che pareva una scusa…

e quindi organizzo un incontro con lui e un’altro tizio, insomma questo benedetto favore

 

lui all’ultimo mi scrive però un msg sbrigativo, paccando l’appuntamento

non mi stupisco

anzi quasi in parte credo di averne goduto

(psicologia malata e contorta)

“hai visto Serena: avevi ragione…”

 

quindi niente mi dimentico dell’accaduto abbastanza in fretta

 

fino a quando, qualche mese più tardi, non mi ritrovo di fronte questo Ragazzo, totalmente inaspettatamente… per lavoro, per questo credo è successo che appena ci siamo visti, entrambi siamo rimasti comunque positivamente sorpresi

 

osservandolo poi durante la giornata di lavoro, oltre la virtualità di certe mie percezioni, ho iniziato a guardarlo con occhi diversi

è raro per me incontrare uno che mi piaccia

e guardate non parlo di bellezza

semmai di meccanismi inconsci che non sono mai riuscita a spiegarmi

affinità inspiegabili, spontanee e delicate

e ho seguito, nonostante l’orgoglio e la virtualità, quest’onda positiva

mi sono così ritrovata nel tempo a conoscere meglio questo Ragazzo e quello che c’era oltre il mio pregiudizio nei suoi confronti

è difficile andare Oltre

è davvero una cosa complicata

ma talvolta appagante perché restituisce interessanti verità nascoste

e ci vuole coraggio, ma anche soprattutto la voglia di farlo che è forse la cosa più rara al mondo, ancor più del coraggio (che ormai è quasi estinto)

anyway

 

poi ad un certo punto…

proprio perché questo Ragazzo iniziava a piacermi sul serio (tipo senza essere il Mio Ragazzo, ma insomma assorbiva tutte le mie energie mentali)

e anche perché dovete sapere che ci sono state di recente giornate di grossi numeri sul mio blog

e visto che la cosa evidentemente mi aveva un attimo esaltata e sentivo il bisogno di condividerla con qualcuno

(io non faccio un lavoro che regala soddisfazioni, se non minime e raramente, e comunque mai personali)

insomma per tutte queste ragioni, un mattino ho pensato bene di raccontare al Ragazzo del mio blog

 

WTF?!

(non imparo mai)

 

non ho molta voglia di scrivere oltre

oltre nel senso di questa storia

perché potete immaginare come finisca

 

a volte succede che per qualcuno semplicemente non valga la pena andare oltre, andare oltre a volte significa sfracellarsi (o diventare uno stalker)

 

quindi devo arrendermi

e accettare il fatto che non posso imporre la mia visione

e non posso pretendere che per forza esista qualcuno che possa comprenderla,

che vada oltre la virtualità (del mio blog in questo caso)

 

 

quello che scrivo nel blog è tutto vero,

ma tutto parodiato

parodiare per me vuol dire mantenere un filo rosso tra realtà e virtualità, aprire un vortice di senso che restituisca significati in codice che riescono cioè a raccontare la verità senza svelarne completamente la realtà

quello che scrivo che mi accade, o mi è accaduto, è vero

così come le mie impressioni e le mie emozioni

anche se le coordinate spazio temporali sono alterate

così come i particolari personali dei protagonisti

ma mai stravolti a caso

sempre invece parodiati, cioè traslati a senso

solo raramente è successo che raccontassi in diretta qualche vicenda (qualche aneddoto riguardante il Principe e l’Angelo)

negli altri casi invece il tempo di differita e la traslazione di certe coordinate sono il mio modo di rielaborare, cioè appunto a ritroso le mie esperienze di vita

 

non so sinceramente perché a qualcuno dovrebbero interessare

eppure così sembrerebbe

quindi continuo da luglio

 

d’altra parte la capacità di rielaborare le esperienze personali di vita è una delle cose più preziose e potenti che abbiamo

e mi sembra questa un’ottima ragione per continuare a scrivere il blog

 

 

certo ora mi rendo conto che questo blog rappresenta una parte importante di me

e devo decidere cosa farne…accettare il fatto che no…forse non esiste l’uomo che possa al contempo interessarsi a me e anche al blog, cioè andare oltre la virtualità dell’impressione?

 

o forse sì, ma è un po’ come una mano di roulette

cioè molto probabilmente no,

ma se per caso invece sì…

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=UACl2JZxleU&w=420&h=315]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Lillo e i campi di grano

Lillo è molto simpatico

L’altro giorno finalmente sono riuscita a sentirlo (cioè proprio vederlo) su skype

Posterò in sequenza il suo prossimo racconto e a seguire quello di un altro lettore/scrittore che non ho ancora presentato, Fabrizio… to the next…a parte che sto ancora aspettando il suo ok prima di pubblicare la sua mail… fabrizio! nel caso tu mi stessi leggendo  (certo non ti chiami Fabrizio, ma insomma quello delle relazioni a 30 anni)… nel caso…rispondimi 😉

Lillo e Fabrizio mi sembrano entrambe due belle persone… trasparenti, oneste e che la vita non la vivono a cazzo di cane…

Lillo è simpatico, intelligente e dal temperamento che non saprei definire bene.. ma diciamo che è fedelmente in contatto con se stesso…cioè un se stesso simpatico, spigliato e buono direi.. in più è pure carino, dotato di una bellezza che intenerisce e attrae allo stesso tempo (almeno secondo la prospettiva di skype)

Il suo prossimo racconto è divertente e acuto quanto il primo

” e’ da un po’ di tempo che ci vediamo con Valentina .. è più’ di un mese che la nostra amicizia, anzi conoscenza di lungo periodo, si e’ approfondita!
E’ estate..fa caldo!! Tanto caldo per tutti.. e per noi 2 di più’..
Siamo partiti sparati! .. L’estate aiuta 🙂
Insomma non era proprio una storia, ma non vedevamo l’ora di vederci per fare l’amore.

Fatta la premessa arrivo al punto..
Valentina va a cena con degli amici, la chiamo per sentire se si liberava per il dopo..
Dalla telefonata mi sembrava che aveva bevuto un po’ da come parlava forte.. Infatti mi rispondeva pure male “no oggi NO! voglio stare con i miei amici.. Mi sto divertendo, c’e’ pure coso, c’e’ pure cosa..”
Insomma avevo capito che ci saremmo rivisti nei giorni successivi
Quando verso le 2 Valentina mi chiama..non me l’aspettavo! e la passo a prendere.
La trovo Molto più’ ubriaca di come me la ero immaginata al telefono, riuscivo a distinguere il vino e la sambuca dal suo profumo, io avevo bevuto na biretta, era una serata tranquilla per me!!
Insomma tutto un sacco romantico.. E’ che quando non sei tu quello ubriaco che puzza d’alcool fra i 2 (difficile che capita!!!!) ci fai caso..
Allora Valentina voleva andare in campagna e ci mettiamo a girare in macchina.
Ci fermiamo su una stradina e lei esce dalla macchina e corre.. Voleva farlo sul campo di grano!
Bella idea penso io! E cosi’ mi metto a correrle dietro e lo facciamo in mezzo al grano! 10piu’ 🙂
(Veramente se ste fantasie venissero più’ spesso anche da sobri sarebbe meglio secondo me). Cmq Valentina non e’ che stava proprio benissimo anche dopo averlo fatto, pero’ sta botta di genio mi era piaciuta un bel po’!

Il giorno dopo mi chiama incazzata, veramente incazzata! E mi dice che aveva la schiena tutta graffiata dal grano, ma tanto graffiata!! Mi manda le foto come prova..e dopo quando la passo a trovare inizia lo show:  “ma che cazzo hai fatto ieri.. ma che so’ ste cose che ho sulla schiena.. non posso andare al mare!! mi prendono in giro..”
Allora io che pensavo fosse ancora ubriaca (un po’ sicuro) le spiego che e’ normale.. che non ci eravamo accorti, “fra 2gg passano i graffi”. Ma più’ la voglio calmare e più’ s’incazza..
E niente! era troppo incazzata, tanto che dopo quella volta, no more sex no more love!!
Bye bye.. Conoscenti come prima!”

Chiacchierando su Skype con Lillo, mentre mi raccontava a voce, ho provato a dargli la mia versione circa i significati nascosti della sua storia

Lillo si chiedeva (cioè su skype dialogando con me):  chissà perché Valentina ha reagito così ?

In my opinion…

Lillo è carino, sembra pure uno che ci sa fare…di quelli che sanno tirarti in mezzo nel modo giusto, cioè gentilmente ma facendoti ridere

E Lillo con Valentina non aveva una storia….

cioè risalendo a ritroso il suo racconto…

Non è che magari la Vale una storia con Lillo magari la voleva?

e magari sapeva che Lillo non la voleva…

magari quella sera aveva pensato di farsi i cazzi suoi… “magari si ingelosisce anche” pensava la Vale…e infatti gli scrive di tutti quelli che ci sono alla festa e che si sta divertendo…. ecc ecc

poi però alle due di notte… siccome, nonostante la cena e il vino, sta ancora pensando a lui…gli scrive

è irrimediabilmente già ubriaca

finiscono a farlo nel campo di grano…

l’incazzatura per i graffi forse è da ascrivere al senso di colpa che lei nutre nei confronti di se stessa?

non lo doveva chiamare

se uno/una non ti vuole interamente, mentre tu speri di essere colta anima e corpo

cazzo non richiamiarla/o

neanche in preda ai fumi dell’alcool

è uno di quei casi in cui è inutile insistere

(e poi se pure io ho smesso di insistere col principe

chiunque può farcela)

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=DczZh43zO8U&w=420&h=315]