Lettrici/Scrittrici: Ester è sveglia. Io invece non sono una strafica (secondo Filippo)

Ho un sacco di post in sospeso..cioè più che altro pensieri, emozioni…

Ma anche una lettrice/scrittrice che ho lasciato indietro, e che è arrivato il momento di recuperare

Chiamiamola Ester (non so davvero perché ma m’è venuto questo nome…di solito tutti i nomi fittizi, come gli altri particolari camuffati, hanno sempre un senso che li lega agli originali reali…anyway)

Ester mi ha scritto due mail che vale la pena pubblicare

E non solo, le ho chiesto se ci andiamo a bere un caffè per conoscerci. Più avanti quando sarà più libera dagli impegni di studio, magari ci riusciremo.

Iniziamo dalla prima mail:

 

“Ciao, ho visto il tuo blog e mi piace molto! Anche io uso tinder, ma per me è diventata quasi una droga: ho la fortuna di essere carina e spigliata e mi so giocare le mie carte, e tutto sommato sono anche discreta nell’evitare squilibrati, stalker e veri maniaci. Il problema è che son diventata una maniaca io stessa. Mi spiego: mi son iscritta a Tinder a novembre, e da allora ogni scusa è buona per cuccare. Lo faccio soprattutto quando sono a Milano (dove studio) e quando mi faccio weekend in grandi città. Credo di avere un problema con Tinder: se il ragazzo ispira, ci finisco quasi sempre a letto la sera stessa o anche prima. E poi cancello il match e non lascio nessuna traccia. Mi sono fatta una settimana a Londra da sola e ammetto che mi sono divertita. La cosa positiva è che puoi fartene quanti vuoi e non passi per troia, la cosa negativa è che troia sotto sotto lo diventi. E che perdi il gusto del “chissà se gli piaccio”. L’ultima sera avevo deciso di chiudere Tinder e vedere se qualcuno mi avrebbe provato a rimorchiare: mi son vestita davvero sexy (secondo me) e pure assecondando la famosa richiesta che i ragazzi fanno su Tinder e che tu hai descritto (quella della gonna, per capirci). Mi son divertita meno, i tempi (specie quelli degli inglesi -quasi tutti cessi- e stranieri) sono mooolto lunghi, e quindi ho acceso Tinder, e dopo due ore ero già che facevo i quattro salti in padella con un ragazzo norvegese. Bho non so perchè ti racconto questo. Forse dovrei andare dallo psicologo ahaha.
Ciao”

 

Bè io non ti conosco ma mi stai già simpaticissima Ester.

Riesci ad esprimere concetti forti con una leggerezza fresca e davvero innocente. Riesci a comunicare nel modo giusto il tuo pensiero in materia di dating online (ok sarebbe più giusto dire online dating ma a me proprio non viene), un pensiero diciamolo precoce rispetto al pudore italiano.

 

“Hey, io non so quanto tempo avrò da qui a giugno perché ho molto da studiare anche se forse un caffè lo ricaveremo magari a inizio maggio! Cmq la mia prima esperienza con Tinder è stata disastrosa perché la usavo solo per flirtare in maniera più o meno innocente, era un periodo in cui non ero felice e avevo solo bisogno di sentirmi corteggiata, come se avessi mille ammiratori fuori che sarebbero morti per me se solo l’avessi voluto. Il primo incontro mi son annoiata a morte, e mi son tolta per due settimane. Poi ho coniscuto una modella tedesca che mi ha spiegato che in realtà all’estero serve a tutt’altro, e allora ho provato a giocare più pesante e mi son lasciata andare, soprattutto con ragazzi erasmus e stranieri, e da lì è partita la rumba. E’ strano perché tanto lo odio, tanto lo amo (non è fantastico poter finire a letto con uno figo senza nemmeno scambiarsi il numero e poi cancellare il match???). La più bella esperienza l’ho avuta a Londra con sto ragazzo norvegese, molto carino tra l’altro. Mi trovavo a due km, e gli ho chiesto di raggiungermi. Eravamo imbarazzati entrambi (e io ero piuttosto “tirata”) e abbiamo bevuto due long island a testa. A un certo punto lui mi fa: “Now what?”. E io gli ho guidato le mani (NEL LOCALE). Siamo corsi in albergo, è stata l’unica volta che ho dormito con qualcuno di tinder. Il giorno dopo partivo, ed è l’unico con cui chatto ancora ogni tanto su whatsapp.

Non so perchè ti scrivo i fatti miei ma mi ispiri fiducia :-)!”

 

Anche tu mi ispira fiducia Ester….ti esponi sereneamente e onestamente. Certo c’è l’anonimato qua…

però ad esempio io l’ho fatto: c’ho messo la faccia. E’ successo recentemente, settimana scorsa (cioè sul serio settimana scorsa…il weekend che chiudeva la settimana del mobile a milano) Ho partecipato alle riprese per un documentario che parla di relazioni nate sul web.

Per la prima volta sono stata dall’altra parte…

Cioè di solito sono io a intervistare, m’è capitato per la radio e poi con l’università ho seguito qualche ricerca…e poi per la tesi…ho fatto proprio una ricerca su campo.

Questa volta invece sono stata io l’intervistata…anzi ho proprio recitato, tipo io che esco con Nina, io che faccio il caffè, io che dormo….

Per la seconda volta nella vita ho recitato dunque, ma questa volta me stessa. Quasi una pratica terapeutica (tipo lo psicodramma). La prima volta avevo interpretato una suora (giuro)

Comunque la vera protagonista delle riprese è stata Nina… che poi si chiama Pina.

Visto che con l’intervista ho tirato giù il velo di controluce, progressivamente mi sembra giusto iniziare a dare qualche informazione reale su di me anche qua sul blog, visto che poi questa cosa uscirà tra un sacco.

Non dico iniziare a dare informazioni “vere”… perché tutto quello che dico è già vero.

Però ci sono due modi per dire la verità. Il primo è quello che ho seguito finora, consiste nel dire la verità senza fare la cronistoria della realtà (che è il secondo modo), cioè significa estrapolare la verità per ricomporla creativamente in una nuova forma narrativa. Tipo un po’ come nella mitologia. Oppure nei sogni: l’inconscio pesca dalla memoria della vita da svegli, cioè dalla nostra esperienza di veglia, immagini, personaggi, dettagli, accadimenti e li ricompone creativamente così da riportare alla luce, almeno nell’esperienza onirica, quello che emotivamente c’è sfuggito.

Ester ad esempio mi sembra una che rielabora già molto da sveglia.

Cioè mi sembra una sveglia.

Non “facile”, “un po’ zoccola”, “sessualmente disinibita”.

Solo sveglia.

Perché ha capito che il modo giusto di vivere la vita è osare, mettendosi però in discussione, guardandosi indietro per misurare le distanze e le conseguenze del percorso che si sceglie di intraprendere.

“Osare” perché ancora c’è molto da fare in quanto a gabbie (mentali) e libertà.

Comunque un’altra informazione reale è che non sono una strafica

Come giustamente ha osservato un lettore/quasi scrittore, Filippo.

E’ uno che ha trovato in rete il blog e mi ha scritto. Dicendomi che era rimasto affascinato da me…ma che la cosa era strana perché non mi aveva mai visto in foto…cioè perché di solito a lui piacciono solo quelle belle. Così gli ho dato il mio contatto fb…quello reale.

Ecco le sue impressioni:

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Poi ci chiamiamo su skype

“Ciao Filippo”

“Ciao…” mi guarda (evidentemente qualche dubbio lo nutriva ancora)

ma niente: “nooo, non sei una strafica”

Ecco Filippo è un lettore del blog, un tizio che poteva sembrare un deficiente con incarnato tamarro, ma dopo la lunga chiacchierata su skype si è rivelato serio, simpatico, intelligente e mai banale.

E’ uno che per metà della vita ha fatto il fancazzista.

Poi ha scoperto la lettura e da otto anni non fa altro che leggere.

A me le vie di mezzo piacciono un sacco

Soprattutto quelle che oscillano da un opposto all’altro.

 

 

La canzone che posto di seguito si potrebbe ascoltare all’infinito, quasi ti manda in trance

ma ad un certo punto lo fai:

stoppi (la canzone e il cervello), ti alzi e ti metti a fare qualcosa…

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=RO4_g2wmFpA&w=560&h=315]

Arretrati: Strategie d’evasione (questo post non ha un senso vero e proprio ma è il risultato di un’improvvisa impellenza narrativa)

Mi sono fermata al centro…non so se posso andare a rifornirmi a destra, stanno tutti a sinistra. Quindi mi sono fermata al centro, aspetto che il tizio che serve la benzina finisca di farsi pagare, poi gli chiederò se posso mettermi a destra.

Ma nel frattempo arriva lui….il cazzone furbetto. E’ chiaro che mi sono messa in mezzo aspettando di capire da che parte andare, ma lui ne approfitta e mi supera.

E qui apro una parentesi: a me non interessa passare da rompicoglioni, quando qualcuno sbaglia glielo dico. La stessa severità cmq la indirizzo anche verso me stessa…ho questa cosa del senso civico che mi preme.

Una sera ero in un locale con il principe…ero andata a prendere due cocktail da berci insieme e stavo tornando al tavolo (per dire che il principe me lo sono davvero un sacco corteggiato <3)

Uno dei due calici, entrambi pieni fino all’orlo, oscilla e un po’ di vodka tonic cade sul pavimento …quindi appoggio i bicchieri al nostro tavolo e torno indietro, prendo due fazzoletti, pulisco a terra. Torno al tavolo e il principe mi dice: “sei la prima persona nella mia vita che vedo fare una cosa del genere”

 

Addirittura?

 

Cmq principe quando una persona per la prima volta ti comunica qualcosa di nuovo…bè principe potrebbe essere amore…

 

(Ma cmq il principe l’ho rimandato al mittente…cioè alla sua idea del cazzo di destino e di uomo depresso. Ho messo dei limiti)

 

Torniamo al benzinaio…(che poi mi rifornisco di gpl e le code sono sempre lunghe perché tutti fanno sempre il pieno)

 

Cmq insomma sto cazzone furbetto esce dalla macchina e glielo dico.

Tranquillamente, senza urlare ma a voce alta (tutti possono sentire): “complimenti, sei proprio un cazzone furbetto”

Lui mi guarda, ascolta ma non risponde.

Il benzinaio e un altro conducente in attesa si mettono a ridere. Poi il cazzone furbetto se ne va…. “No… ma hai fatto bene…”

Al benzinaio in realtà l’ho dovuto spiegare cos’era successo…perché non aveva capito.

Anyway

l’intervento comunque mi era uscito bene, col tono giusto ecce ecc.

Ora, questa cosa di dire le cose è importante, e soprattutto per la forma che si utilizza, più che per la sostanza.

Cioè la sostanza è importante ma nella comunicazione è forse più importante la forma, cioè le strategie di convincimento, cioè l’abilità di essere accattivanti. E’ come nel linguaggio…ok quello che vuoi dire, ma soprattutto ti serve un codice per capirti con gli altri.

Anyway

Siccome ho un po’ di riflessioni in sospeso faccio un attimo di confusione

Non è che abbia consigli da fornire su come essere accattivanti. Anzi, mi sono sempre sentita goffa e poco affabile…provarci c’ho sempre provato, e magari nel tempo sono anche migliorata, ma non è una cosa che ho nel sangue. C’è a chi riesce decisamente meglio.

Per questo credo mi piaccia così tanto scrivere questo blog. Cioè qualcosa di molto personale e poco altruistico, come un po’ uno sfogo…non mi interessa di quello che la gente “potrebbe pensare” o almeno non di più di quanto invece mi interessi sfogarmi liberamente.

Ma poi un blog è un blog…una serie di temi…come a scuola…solo che scegli tu il titolo, sempre. E non c’è nessun voto, perché nessuno è unilateralmente deputato a sentenziarlo. Siccome però siamo stati abituati ad essere “votati”…fa strano che questa sentenza non arrivi mai. E quindi continui a scrivere, aspettando però sotto sotto un giudizio finale, tipo universale…

visto che poi la rete ….cioè si tratta di un giudizio universale non tanto perché tutti sono giudicati ma piuttosto perché tutti possono farlo con te

anyway

(è la prima volta che lo sottolineo…per dire la difficoltà del momento…)

questo davvero è più un libero sfogo che un post

scusate

le cose cmq (volevo dire) vanno dette e pure nel modo giusto. Certo spesso la paura di essere fraintesi o anche manipolati nella discussione è un problema…ma insomma ok un po’ di prudenza, no la paura (paura e prudenza spesso si escludono a vicenda)

cioè smettiamo di aver paura del giudizio degli altri…anzi proprio sbattiamocene…cosa può avere uno di tanto orribile da nascondere? (mi auguro nulla)

Però con prudenza moduliamo i messaggi che mandiamo…

Cioè sbattiamocene della sostanza quella è nostra e della nostra “buona ragione”…

la forma quella invece… già forse è una gabbia…non se ne esce

but

piuttosto che tentare di aprirne la serratura, iniziamo a costruire un tunnel…insomma un’uscita alternativa..

una strategia d’evasione

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=7pqYTTW4hKk&w=420&h=315]

 

 

 

Lettori/Scrittori a confronto (Alessio e ilSanto), io invece sono senza parole

Oggi ho deciso di imbarcarmi in un’analisi comparativa

Ho ricevuto una mail qualche tempo fa da un lettore che vorrei mettere a confronto con un commento postato qualche giorno fa alla pagina “cos’è tinder” del blog

Iniziamo con il commento:

“Leggendo l’articolo mi sono imbattuto in frasi come “si è scottato”, “magari fai ANCHE sesso”, “i maschi sono timidi e rimandano gli appuntamenti”, “la gente cerca di nuovo l’amore”…..ommioddio…….l’amore su Tinder? L’AMORE SU TINDER?!?!? Ma ci rendiamo conto che Tinder esiste solo ed esclusivamente per fare sesso?! Per scopare?! In Italia siamo una massa di imbecilli (*) praticamente in tutto e quindi la cosa va in maniera diversa, ma l’obbietivo di Tinder è quello! Tu hai voluto ricamarci sopra una bella filastrocca per farla sembrare una cosa carina, e ti giuro che mi fai anche tenerezza, ma sappi che non è come dici tu! Se hai qualche amico che ha provato Tinder per trovare l’amore, o peggio, un amicizia…suggeriscigli di farsi vedere da un dottore della mente, perchè per fare quelle due cose ti conviene coltivare una vita sociale sana, e non andarle a cercare su una piattaforma sviluppata per facilitare l’accoppiamento tra umani

Ahah che spasso”

 

(* CENSURA: scusami ilSanto ma hai usato una parola non offensiva in senso offensivo e almeno qua l’ho levata)

 

la mia risposta:

“ovviamente non sono d’accordo con quello che dici ma ti ringrazio per il contributo (nel prossimo post ne parlo!)

ovviamente disapprovo inoltre l’utilizzo che fai della parola “handicappati”
io non elimino il tuo commento (ma anche perché …scusa…a mio parere l’abuso del termine nuoce innanzitutto alla tua immagine e al msg che volevi esprimere)

se qualcuno però che legge si sentisse offeso mi scriva ed il commento verrà eliminato”

poco dopo aggiungo:

“dimenticavo….non apprezzo neanche (scusa la sincerità) la facilità con cui approcci all’argomento salute mentale…”

 

ecco ma poi ho pensato che forse la cosa migliore era controbattere alSanto attraverso le parole di un altro uomo…visto che poi è proprio lui che tira in mezzo gli altri uomini

e quindi vi propongo le parole di alessio che mi ha scritto alcune mail. Copio/incollo una parte della prima. Anche se non l’ho mai incontrato a me non sembra un imbecille, né un pazzo.

“Ciao Serena,

eccomi qui dopo mesi che ho scoperto il blog, un po’ per caso, e dopo un po’ di mesi che pensavo di scriverti.
Mi sono avvicinato al mondo virtuale perché attratto dall’incontrare persone “lontane”, diverse, fuori dai canali accessibili, persone che a cui arriveresti solo con un balzo virtuale, un balzo fuori dal tempo che va oltre i limiti geografici e oltre le connessioni umane… (amici di amici..ecc).
Ho avuto qualche esperienza, ognuna molto diversa dall’altra, ma mai (o quasi..) mi sono pentito di un incontro. Non so.. qualcuno dice che “gli incontri sono il sale della vita”, nessuna altra frase riassume in 4 parole quello che penso. Lo riconosco, sono forse estremista, ma l’idea di incontrare un persona interessante, magari sconosciuta, mi piace.
Non ho sempre fatto incontri memorabili, ma tutte le volte (o quasi) sono tornato a casa con qualcosa, piccola o grande che sia.. ne è sempre (o quasi) valsa la pena.
Ho trovato ragazze alla ricerca di marito, di sesso, di una relazione, una stolker-psicopatica! Esatto non li trovi solo te.. ;-).. ecc..
Sai cosa non ho mai trovato??? Non ho mai trovato nessuna che arrivasse all’incontro… per l’incontro.. in testa avevano già quello che volevano da me, non parlo in senso assoluto ma comunque l’idea era quella. Non ti nascondo che forse è per questo che nessuna mia ha mai coinvolto mentalmente al 100%.
Io ho un approccio diverso..
Il virtuale mi attrae, ma lo vivo come un aperitivo, sono una persona fisica, ho bisogno di un contatto anche solo visivo per instaurare un feeling completo.. Senza, la scintilla virtuale finisce per affievolirsi, quindi cerco di coglierla..
Sono sempre stato convinto che il tempismo è tutto, purtroppo. Percio’ cerco di non rimandare, ma di organizzare, che è molto diverso.
Se c’è feeling, di qualsiasi tipo, perchè non vedersi? Ecco , io ho sempre incontrato persone con questo spirito, non sono mai partito con l’idea della relazione, del sesso, o chissà cosa… sono sempre partito con la curiosità di conoscere una persona che valesse l’incontro, senza farmi troppe domande, senza pianificare, solo per il piacere di prendere un caffè.. solo per guardarsi negli occhi, vedere espressione, carattere.. fare una risata insieme e capire se quel feeling ipotetico è stata una visione.. o no.
Perciò i miei incontri non sono sfociati tutti nel sesso, ho trovato anche amicizia, comprensione, condivisione, ho trovato qualche persona speciale.. e una stolker-psicopatica.. che cmq è stata una esperienza. 🙂

 

Volevo risponderti Santo…davvero…subito

Ma poi ho lasciato correre

E volevo scriverci un articolo, ma davvero non ne avevo molta voglia…chissà perchè

Boh forse poi chissà …

magari è stata più la dipartita del Principe ad avermi lasciato così

Senza parole

 

E forse Principe davvero va bene così

Va bene lasciarci andare (via), ciascuno verso il proprio destino

Smettiamo di insistere

(ma senza dimenticarci!)

 

E sarà bellissimo così

senza parole…

 

il nostro

sarà per sempre un bacio virtuale

 

 

 

che poi virtuale davvero mica ha un brutto significato

 

cioè tipo viene da virtus….

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=CctHKU4Lvwo&w=420&h=315]

FEDE E/O RAGIONE

Me ne vado, e non chiudo la porta. Dovrebbe farlo lui, ma siccome manco si alza per accompagnarmi, faccio da sola e la lascio accostata.

Sono piuttosto serena, e avverto che sarà l’ultima volta che scendo quelle scale. Ma poi chissà appunto non credo in queste cose, c’è comunque questa sensazione. Che invece non avevo avuto l’anno scorso, a luglio, quando uscendo da casa sua (il mattino dopo) mi guardavo attorno con la sensazione “rivedrai questi posti…” come in effetti poi mesi dopo è successo più di una volta.

Anyway

E’ successo come se l’avessi mandato a quel paese, ma con toni molto pacati. Anzi è stato più lui ad un certo punto ad innervosirsi, e lì ho capito che dovevo mollare il colpo.

Mi rimetto in macchina e mi avvio verso la circonvallazione. C’è un punto in circonvallazione che da un sacco di tempo è in cantiere. In prossimità della piazza finalmente però hanno riaperto la viabilità e così l’attraverso, fino al semaforo successivo, rosso. La nuova viabilità della piazza fa curvare la strada secondo una prospettiva diversa rispetto a prima. In particolar modo a quel semaforo, se ti capita di fermartici col rosso, di fronte a te l’inquadratura è curvata di 30° verso destra. Intravedo, oltre il cantiere, un po’ di più quello che da anni ormai stanno costruendo e demolendo. In particolar modo vedo come una banchina… una piattaforma sotto una tettoia. Insomma sono di fronte ad un riquadro, ad un’inquadratura ben precisa.

Ora non sto a spiegare perché o per come, ma insomma in quegli stessi istanti il principe (l’avrei scoperto giorni dopo) guardava in una fotografia quella stessa identica inquadratura.

Guarda tu le coincidenze… cioè lasciandoci io e il principe fissavamo la stessa immagine…

Già è una bella coincidenza, di quelle talmente belle che risolvono la tua ossessione. Perché ti danno la conferma che cercavi, il riconoscimento che smette di farti sentire ignorato dal destino, perché finalmente tu e il destino state sulla stessa lunghezza d’onda.

Mi era già successo un’altra volta… ed era stato bellissimo

Io sono nata il giorno X di un certo mese e non so perché o esattamente quando ho iniziato a sviluppare una certa ossessione per questo numero.

(mai avute ossessioni con i numeri?)

cmq… e senza entrare nello specifico… sì sono stata piuttosto ossessionata e piuttosto a lungo riguardo il numero X

è durata anni fino a quando per la prima volta nella mia vita (avrò avuto su per giù 23-24 anni) sono entrata in un casinò. Stavo in sudamerica in compagnia di mia sorella e mio fratello. Mio fratello, fisico teorico, aveva sviluppato un sistema per vincere…robe basate sul calcolo delle possibilità.

La sua teoria era sostanzialmente che doveva giocare circa 800 euro per vincerne 50. Su per giù. Io invece avevo il mio schema elaborato da tutta una vita…andare alla roulette e giocare tutto sul numero X.

Io e mia sorella cambiamo 20 euro in due, mio fratello 800 (pazzo…faceva il dottorato ai tempi…ne guadagnava 600 in un mese)

Ci dividiamo e ognuno va a giocare per conto suo. Io faccio un giro, non ero mai stata in un casinò e mi sento proprio come ad un luna park. Ma tanto a me interessa solo una giostra. Rimando il momento perché è tutta la vita che l’aspetto.

Poi ne scelgo una…di roulette ce ne sono diverse, la scelgo così di pancia senza starci a pensare, mi avvicino… con me c’è mia sorella.

Davanti alla roulette però cambio idea…prendo solo una fiche, la più piccola…vale pochissimo…tipo centesimi di euro.

Cerco il numero X sul tavolo e ci metto molto tranquillamente la mia fiche. Non sono né distratta né concentrata… finalmente posso sottoporre al destino la mia ossessione, concedergliela….anzi abbandonarla al suo volere.

Non ci vuole molto, la pallina finisce sul numero X….il croupier mi fa i complimenti.

Sorrido, mantengo davvero incredibilmente la calma, vedo tutto come rallentato (non avevo bevuto un goccio d’alcool…ero incredibilmente lucida)

Mi ritrovo con un sacco di fiches, davvero tantissime. Ma quello insomma incalza subito e mi chiede cosa voglio fare.

In che senso, non capisco. Ah cacchio…giocare di nuovo…si ma cosa? E quanto?

Cacchio lì mi incasino e mi agito…

“un momento…mi faccia pensare”

il croupier capisce che sono alle prime armi. Perché fino a quel momento invece sembrava fossi una che ne sapeva…cioè dato il mio sangue freddo di fronte alla vincita.

Prendo di nuovo una fiche, di nuovo la più piccola.

In una frazione di secondo mi chiedo: quale? Quale numero?

Niente X (è stato il primo pensiero…già mi liberavo dell’ossessione)

E boh ho subito pensato X/2…Y

E la fiche è finita sul numero Y

Gira la pallina gira…

E anche quella finisce su Y

Il croupier questa volta giuro…mi guarda male…un po’ stupito e un po’ incarognito mi sembra.

Mi riempie di altre fiches

Tante davvero tante

Tutti mi guardano

Guardo mia sorella stupita…cioè lei è stupita…e pure io

Ma serena

Penso subito…ok andiamocene

Riconvertite subito le fiches siamo andati a ballare come dei matti nella discoteca al piano inferiore

Da allora non sono più stata ossessione dal numero X o da qualsiasi altro numero.

La morale di questa storia è doppia:

Confermare un’ossessione definitivamente può aiutare a liberarci della sensazione di sentirci pazzi, che è quella la vera ossessione da superare.

Mio fratello si portò a casa più o meno 50 euro (giocati 800 e ripresi 850), io tra tutto una somma simile…cioè forse fede e ragione si equivalgono?

 

 

 

riguardo al video due cose:

odiosità di tutti i picchiatori, di qualsiasi genere

ma quanto sono belli questi due che si baciano? mi piacciono da matti

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=MYSVMgRr6pw&w=560&h=315]

Colazione (ovvero: chissà perché)

E’ sabato mattina, mi sveglio quando mi pare e appena mi alzo vado al parco con Nina. Facciamo una lunga passeggiata, ma poi sento il bisogno di un caffè…o di qualcos’altro. Deciderò poi. Mi dirigo verso il bar.

Vicino alla vecchia casa c’erano due bar. Ora, trasferita in quella nuova, ne ho ben tre di bar preferiti. In tutti e tre conoscono meglio Nina di me (Nina è il mio minuscolo cane).

Io e Nina entriamo, tutti la salutano. Ricambio al posto suo. Sono indecisa, ma cmq ordino un caffe. All’ultimo cambio idea: “anzi non lo voglio il caffe, posso cambiare? Una spremuta”

 

Non porto gli occhiali, e non ci vedo, ma mi accorgo che già da un po’ c’è un tizio che mi osserva. Questo per dire che gli sguardi sono una di quelle cose che si “sentono” oltre a poterle vedere. Io però mezza cecata non riesco a capire chi sia o perché mi stia guardando.

Proseguo…mi siedo e mi portano la spremuta. La guardo, augurandomi che non sia aspra. E’ la prima volta che la provo in questo mio nuovo bar sotto casa.

No…in effetti è dolce, buona.

 

“Serena!” sento chiamarmi, alzo lo sguardo e il tizio che mi osservava dal fondo della sala ora è di fronte a me.

 

Lo guardo, qualcosa mi dice, sicuramente ci siamo già conosciuti, ma non ricordo chi sia.

oddio non sarà mica uno di tinder…. (imbarazzo)

“Ti ricordi di me? Sono quello di quest’estate…dell’incidente”

“nooo…davvero…sì sei proprio tu…ora ti riconosco! Come stai?”

il tizio suddetto è uno che sta dentro uno dei racconti del blog, anche se non c’entra nulla con tinder.

https://parodiedirelazioni.wordpress.com/2014/08/05/186/

ecco ho riletto l’articolo…inserendo il link

è un articolo importante (cioè importante per me)

anyway

quindi anche lui 6 mesi dopo me lo sono ritrovato davanti

e alla fine mi ha offerto la colazione (cioè la spremuta)

che era rimasta in sospeso da quest’estate

 

“ci vediamo al bar sotto casa!” mi dice mentre lo saluto

“no, mi sono trasferita…ora il mio -bar sotto casa- è questo! Cioè ora vivo qui”

ma non gliel’ho detto, l’ho solo pensato…ho invece annuito “certo…alla prossima!”

chissà perché a volte si dissimula (pure ingiustificatamente)?

Non lo so (non c’è nessuna morale sta volta)

Però è una domanda che spesso mi passa per la capa

 

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=Qmt4pwjGXgQ&w=560&h=315]

Il Principe 3.0

Allora io e il Principe dopo mesi a rincorrerci finalmente ci siamo rivisti. Come le altre volte siamo stati bene, ma poi….

La nostra RELAZIONE (Principe: RE-LA-ZIO-NE) si caratterizza da lunghe, anzi lunghissime (chat di) paranoie. Ecco oggi poi l’ultima l’ho riletta e forse sono io quella che di più alimenta le paranoie. Ma credo che a lui piaccia in fondo il fatto che io sia un attimo ossessionata da lui.

Chissà se tutto questo è giusto. Anzi forse le cose giuste sono diverse e altrove. Ma puntualmente le occasioni giuste mi sfuggono o sfuggo io a loro, non so. Sembro allergica alle situazioni giuste, o appunto sono le situazioni giuste ad essere allergiche a me. Cioè diciamolo chiaro e tondo anche se non mi fa onore né la cosa in sé né dirla pubblicamente: le situazioni giuste scappano presto da me, e a gambe levate.

Quindi io adesso mi arrendo, non posso più inseguire speranze vane. Anzi devo fermarmi a vedere quello che rimane nella mia vita.

 

è così… sono terrorizzata nella questione principe…perché paradossalmente è l’unico che non è scappato…

ma lui questo (cioè che sono terrorizzata) non vuole prenderlo in considerazione. Però gliel’ho detto chiaro e tondo: “mi terrorizzi”

 

Che poi ovvio quello che terrorizza nella vita è altro… ma, ovvio, questo altro poi uno lo proietta dove gli fa più comodo, tipo su scenari che si prestano a caricarsi d’angoscia… un po’ come la storia del principe

 

Anyway

Lunghissime paranoie

Ma in fondo è così che si deve fare secondo me, sempre, o almeno ogni volta che decidiamo che valga la pena conoscere per davvero qualcuno. Non tralasciare nulla di sé e dell’altro.

 

E così progressivamente il principe diventa federico…fuoriuscendo dal mondo favolesco del mio blog

 

cioè una persona vera e propria, in carne ed ossa…non più una fantasia romantica

 

cioè sembra quasi che per raggiungere il principe, io debba farlo fuori…

 

Ci vuole spazio, tempo e pazienza

 

e non sempre funziona

è questione di tempistiche

 

cioè non puoi mai sapere alla fine chi (se e quando) riuscirà ad andare veramente Oltre

pur di incontrarti sul serio

 

Oltre la paura

e la virtualità delle percezioni

 

[vimeo 2125767 w=500 h=278] <p><a href=”https://vimeo.com/2125767″>Nantes by Beirut</a> from <a href=”https://vimeo.com/coolin”>Colin Skillings</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

INTERVISTA

Settimana scorsa è venuto un giornalista di Lettera43 a casa mia. Mi aveva contattata per fare un’ intervista.

È uscito stamattina il pezzo

Mi piace

Temevo di leggere e accorgermi di essere stata fraintesa o chesso’ cosecosi

E invece no

Il giornalista ha capito e non ha dimenticato niente!

Quindi grazie Davide!

http://www.lettera43.it/esclusive/tinder-la-blogger-sesso-si-ma-mi-sono-innamorata_43675159684.htm

Il titolo ovviamente l ha scelto il giornalista  (io non c’entro niente)

Lettori/Scrittori: Tania

Qualche giorno fa…un venerdì sera…mi è arrivata una mail molto carina
La posto ora sennò non lo faccio più
Ed è troppo carina per non farlo

Ho avuto non giorni incasinati…dipppiu’

Quindi approfitto ora di queste nove fermate sul tram…
Il 16 attraversa il centro di Milano
Non c è il sole, ma quel grigio giusto che illumina bene la città…
È vero..il grigio è il colore di Milano..ma non per quel motivo di tristezza sociale che si adduce sempre
È più una questione di fotografia credo…

Anyway

“Prossima fermata: cordusio centro”

Ho ancora un po’ di tempo..devo scendere dall altra parte del centro

Ma questa è la storia del prossimo post

Torniamo alla mail
di Tania

“Cara ragazza poco per bene,

È venerdì sera e proprio in questo momento dovrei essere in un locale della metropoli a sorseggiare cocktail in compagnia di Riso (il soprannome potrebbe sembrare stupido ma un senso ce l’ha 😉 ).

Chi è Riso? Uno delle mie 1000 e passa compatibilitá, ha vent’anni, un bellissimo sorriso e anche se non vanta il fisico di un dio greco ho deciso che, forse, una chance dovrei concedergliela.

Perchè non sono con lui? Ho passato una settimana difficile divisa tra la sessione di esami e problemi di salute, non banali, che mi hanno prosciugato le energie; non ho voluto mettere a rischio un incontro che, a differenza degli altri (ormai sono un’ habitué), potrebbe portare a qualcosa di concreto.
Ma questo è il finale di un luungo percorso su T… Tinder.

Cominciamo dall’inizio!
Sono Tania (nome di fantasia), da un mese ho compiuto 22 anni e da agosto sono reperibile su quello che le mie amiche chiamano “patetico sito di incontri”. Le stesse sostengono che sono una ragazza bella e interessante e che problemi a trovare ragazzi disponibili nei miei confronti non dovrei averne… e qui mi viene automatico: ‘sti ca**i! Ok non posso negare che non ho un bell’ aspetto o che non sia dotata di cervello ma una cosa devo ammetterla: ho problemi a relazionarmi col sesso opposto da cui sono fortemente attratta (non vorrei che venisse messa in dubbio la mia eterossesualitá). Così mi sono convinta a scaricare quell’ infernale applicazione e a premere il primo cuoricino. All’inzio ero un po’ titubante, mi sentivo stupida a passare il tempo sfogliando foto di soggetti la cui ambizione è sfilarti le mutande, ma poi ho fatto l’abitudine ai pesanti apprezzamenti, il mio livello di autostima è aumentato di qualche punto grazie ai pochi commenti gentili che spuntavano tra le infinite porcate e ho iniziato a stare al gioco!

Dopo circa un mese mi incontro con un adone (30 anni) apparentemente innocuo che si spara 50 km per conoscermi… casco come una pera cotta e la seconda volta non riesco a dire di no! Sporadicamente ricompare in whatsapp “Ehi ciao come va? Ci vediamo stasera?”, per quanto mi stia simpatico (e lo è per davvero!) il ruolo dell’oggetto non si addice a me…Quindi bye bye figo numero 1.

La mia amica Katarina mi segue in questa avventura e si addentra nel magico mondo di Tinder! In una foto del suo profilo compaio anche io, un trentenne mi nota, insiste per conoscermi… la mia amica fa da tramite finchè non ci incontriamo per una sola ed ultima volta… le sanguisughe sono meno appiccicose quindi me lo levo di torno ma il soggetto, pur avendo superato la soglia degli enta, si diverte ancora con gli scherzi telefonici… ringrazio la mia indifferenza che vince contro l’eterno Peterpan.

Un giorno scorrendo il catalogo metto mi piace a Riso che a differenza di tutti gli altri esordisce in maniera originale, ci scambiamo qualche battuta e la cosa muore a breve.

Durante un malanno invernale sfoglio il catalogo così tanto da far urlare pietá ai miei pollici. Lo sforzo viene ripagato da una fantastica compatibilitá: capelli chiari, occhi azzurri, fisico da urlo… insomma il principe azzurro (mancava solo il cavallo bianco)… mi lancio e dò vita ad una conversazione divertente e dal tono scherzoso (anche a simpatia il ragazzo sta messo bene). Segue uno scambio di messaggi, note vocali, foto, allusioni, apprezzamenti, battute e di tutto su wathsapp. La cosa si protrae per un mesetto, nel frattempo inizio a dimenticare Tinder. Ci incontriamo a metá strada… trascorriamo una serata piacevole ma evidentemente c’è qualcosa che non va. A partire dal giorno seguente la conversazione viene sempre meno finchè il figo numero 2 si volatilizza! Non sono una che si fissa ma un minimo di spiegazione la pretendo: mi liquida con la scusa dell’etá (certo, tinder ha sempre mostrato i miei 21 anni!) e di un’ altra(dove è stata tutto sto tempo? Boh). A mio dispiacere devo dire addio a figo numero 2, chiodo scaccia chiodo e quindi inizio nuovamente a sfogliare nellla casa del testosterone.

E poi boh ricompare Riso con cui sento una chimica pazzesca, in questo momento vorrei essere davanti a lui con un drink in mano… ho l’impressione di avergli dato buca spero che non l’abbia percepito in questo modo perchè se l’ho fatto è stato solo per evitare di mostrare una persona (stanca e annoiata) che in realtá non sono!

Ho sempre detto che una volta raggiunte le 1000 compatibilitá avrei abbandonato Tinder… ma così non è stato. In fin dei conti mi ha aiutato ad aprirmi, a tirar fuori il carattere anche con dei perfetti sconosciuti.
Ultimamente lo uso solo per non annoiarmi durante le ore passate in treno e per allenare il mio inglese!
Pensi che sia arrivato il momento di dirgli addio per sempre?

Forse sono stata un po’ troppo logorroica, ma ho pensato che ti saresti fatta quattro risate davanti alle storielle di una stupida ventenne in cerca di chissá cosa (non lo ho ancora capito). Il mio intento era quello di strappare un sorriso a qualche Tinderiano, come me e te, proprio come i tuoi fantastici post!

Qualsiasi tuo suggerimento, critica, commento mi farebbe solo piacere!

Tanti grazie per i sorrisi e spunti di riflessione che regali con i tuoi post!

Salut e bisous

Tania”

 

 

Una riflessione veloce:
Tutti i miei (il possessivo è affettuoso!) lettori/scrittori condividono un certo spirito…un piglio, una prospettiva..o forse meglio uno stile…possiamo dire flow visto che si tratta di parole&personalità?

cmq sia mi piace un sacco…

 

Addio? perché?

anche a me è capitato di scrivere in inglese su tinder… in francese c’ho provato ma non sn in grado…e anche spagnolo

effettivamente mi pare un ottimo esercizio!

 

visto che Tania la butta sul francese

perché le notti di questa settimana sono state lunghe

anche se l’ho già postata…credo più di una volta (rimane sempre bellissima)

 

 

[vimeo 49442252 w=500 h=281] <p><a href=”https://vimeo.com/49442252″>FAUVE &ne; NUITS FAUVES</a> from <a href=”https://vimeo.com/nokipowlonski”>noki Powlonski</a> on <a href=”https://vimeo.com”>Vimeo</a>.</p>

Provarci, sbargliarsi (e poi farsi aiutare)

a proposito di vagoni metropolitani… vi suggerisco il mio blog preferito

https://vagoneidiota.wordpress.com/

 

Sono di fretta, come sempre. Quando crescerò sarò una persona non solo puntuale, ma anche in tempo. Ho i tacchi, alti. Vestita bene. Corro ad un appuntamento di lavoro. E’ difficile calibrare l’animo da scappata di casa con gli impegni seri che pretendono da me una serietà che posso solo emulare.

corro, attraverso l’incrocio sul giallo…volo, mi sembra di volare su quel giallo

sono diventata bravina nel tempo a usare i tacchi, anche in situazioni emergenziali, o dove sembrerebbe impossibile usarli…

ma insomma…a parte che bisogna avere cura dei propri piedi (troppi tacchi, fanno male).. a parte questo fa un certo effetto

cioè è una cazzata, vero, ma giuro che mi sembra faccia un certo effetto

ovvio anche l’altezza (riesco ampiamente a superare il metro,80) fa un certo effetto

ma intendo proprio il saperli (e poterli quindi) portare anche quando e dove sembrerebbe quantomeno assurdo

ma se lo sai fare bene (cioè quindi se hai imparato a farlo) il risultato fa un certo effetto

e quest’effetto può tornare utile sul lavoro, ad esempio quando mi occupo di recupero credito… una volta mi sono pure dovuta arrampicare su un’impalcatura coi tacchi e il tipo era stupito del fatto che non avessi problemi a farlo. quando poi siamo scesi e abbiamo parlato di soldi, cmq mi pareva mi guardasse con maggior rispetto (ecco io ho 31 anni ma ne dimostro meno…anche coi tacchi e tutto il resto)

(voglio sottolineare che recupero credito da persone, o realtà professionali, che i soldi ce li hanno o se li mangiano)

anyway

corro, curvo prendendo le scale che portano alla metro

compro un biglietto al volo, non c’è nessuno all’edicola..ho già i soldi pronti in mano

sento il rumore, cazzo sta arrivando

acchiappo il biglietto, niente resto (ho i soldi calcolati giusti)

vorrei saltare a pie’ pari i tornelli, ma oblitero

e riprendo la corsa

il treno è il mio

quando mi butto sull’ultima rampa di scale, il treno è già sulla banchina con le porte aperte e le persone scendono

orario di punta col suo fiume umano

a metà della rampa capisco che ce la farò…mi rilasso un attimo, mancano pochi gradini

mi fionderò dentro con le porte che si stanno chiudendo alle spalle, ma ce la farò, lo so.

 

basta poco, anzi pochissimo

un piccolissimo cedimento

il ginocchio si piega

e il tacco lungo si incastra nel gradino

cado, cioè proprio precipito verticalmente

e poi non so come mi giro e rotolo orizzontalmente

arrivo così anch’io sulla banchina e vedo, dalla prospettiva orizzontale del pavimento, le porte del treno che si chiudono

 

non ce l’ho fatta

ma non ho neanche il momento di terminare il pensiero che mi accorgo del fiume umano che tenta di evitare di calpestarmi

provo a rialzarmi, ma mi fa male ovunque

 

(mai caduti dalle scale?)

 

il fiume umano prosegue esaurendosi lentamente

nessuno si ferma

è la prima cosa che fa male questa

 

e poi dal fiume emerge una testa

“tutto bene?”

e poi emergono due mani e un busto che mi rimettono in piedi

 

tutto bene?

 

no…a voler sormontare distanze insormontabili ci si fa male

ma se mentre tenti di rialzarti passa di là per caso la persona giusta

allora forse la fatica e il dolore acquisiranno un senso

ma solo se ti fai aiutare, senza imbarazzi (non hai fatto nulla di male, sei solo inciampato)

senza invece intestardirti a pensare che il tuo destino è quello di affondare, precipitare, rotolare

per sfracellarti alla fine

con la faccia a terra

da solo

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=hfmY9Wlxx0o&w=420&h=315]

 

 

 

La Bionda Svirgolata e i Nanetti

tra i lettori/scrittori va ad aggiungersi una nuova donna, una BiondaSvirgolata che mi ha gentilmente scritto di un aneddoto interessante riguardo il dating online

anche con Lei sento una certa compatibilità seppur virtuale (tipo l’attenzione per l’inci dei cosmetici…le regole su tinder..)

il suo spirito (pure quello da indagatrice)… mi è piaciuto tantissimo

BiondaSvirgolata è una fantastica Blogger

http://diario-di-una-bionda-svirgolata.com/

 

Ecco il suo racconto:

 

“Su Tinder ho delle regole, me le sono imposte da subito, per evitare problemi, fraintendimenti e per evitare di ritrovarmi con dei residui insolubili, come li chiamo io, in memoria, cioè per non avere a che fare con persone che poi non si sganciano più, controllano quando sei on line su Tinder, se sei su whatsapp e se hai visualizzato il messaggio (maledetta spunta blu) e ti scrivono in continuazione.

Diciamo che di base le mie regole sono semplici: mai persone sotto i 10 km (molto probabilmete già li conosco), ragazzi più giovani di me solo se sono proprio belli e se sembrano più vecchi, mai ragazzi con cui ho amici in comune su facebbok (perché poi le voci girano e il mio è un paese piccolo) e mai persone con una sola foto sul profilo.

Ogni tanto però faccio delle eccezioni, in fondo c’è sempre l’eccezione che conferma la regola no!?

L’eccezione l’ho fatta con Marco, pittore, l’ho scelto solo perché, appunto, faceva il pittore (l’arte è una delle mie passioni), non ero molto convinta, un bel po’ di anni più di me, una sola foto, in bianco e nero e non nitidissima, sembrava figo, ma non ero sicura fosse lui, comunque “perché no!? Poi si vedrà” mi sono detta…

compatibili…

ha iniziato a scrivermi lui…

quello che mi ha scritto si potrebbe riassumere in poche righe, sempre le stesse frasi, dette e ridette per ribadire lo stesso concetto: voleva solo scopare…

ok, va bene, teniamo il gioco, tanto fino a quando è tutto online non c’è niente di male…

in effetti, devo ammettere che all’inizio mi sono anche sentita lusingata dalle sue parole e in un certo qual modo ero attratta da lui… ma, alla fine con la sfiga che ho io c’è sempre un ma, continuava a non convincermi…

gli ho chiesto qualcosa si lui, non ho ottenuto più di quello che già avevo letto sul profilo di Tinder… a questo punto ci sentivamo su whatsapp, ma il contatto di facebook non me l’ha chiesto…

le sue frasi intanto sono diventate sempre più audaci, così mi sono detta che dovevo capire se lui era veramente chi diceva di essere…

cioè, ognuno di noi è fatto di carne, ma anche di cervello, e io non posso farmi delle fantasie su una persona se non è chi dice di essere…

“Allora, ragioniamo, il nome lo so, ho la sua foto, Tinder è collegato a facebook, lo cerco su facebook, dovessi scorrere anche milioni di persone con il nome Marco, lo troverò”

Devo dire che facebbok è fatto bene, prima mi da tutti i Marco che conosco, poi quelli con cui ho amici in comune, poi quelli delle zone limitrofe alle mie e poi gli altri… pochi secondi e… trovato!! Il furbone, non mi ha detto niente di lui ma ha il profilo aperto…

Inizio a scorrere le foto, praticamente solo la foto che ha su Tinder e poi solo foto di paesaggi e cose del genere, continuo a scorrere e le trovo, le sue vere foto, oh sì che le trovo… e quello che vedo non mi entusiasma per niente… di base non sono una che giudica le persone solo dal loro aspetto fisico, perché sono la prima che spera che gli altri non lo facciano con me, però qui non si tratta di affinità intellettive, qui si tratta solo di una notte di sesso, due se proprio è stato bello, e allora è ovvio che mi devi attrarre fisicamente…

In ogni caso ho deciso di scaricarlo, non gli ho scritto per un po’, ha continuato lui, imperterrito, chiedendomi di vederci da soli una sera e appartarci nella sua macchina, dicendomi che voleva avermi tutta per sé e cose del genere e ogni volta senza ricevere risposte da parte mia… dopo ogni mia visualizzazione o accesso a whatsapp ecco un messaggio…

poi ha capito che forse volevo sapere altro di lui prima di continuare così mi ha scritto un lungo messaggio, dicendomi cose che già mi aveva scritto, e aggiungendo “Fisico snello, vado in bici (altro punto a suo sfavore, ho un’avversione per gli uomini in tutina)”. Mmm segno scorpione, direi che ti ho detto molto… (Molto!? Mmm io direi giusto lo stretto necessario) Ah dimenticavo mi piace da morire il sesso (Ma va!? Non l’avrei mai detto -.- ) ma purtroppo non ho una mia ragazza per sperimentare ;)”.

Ora bisogna capire che mi sono ritrovata a ricevere questo messaggio pochi giorni dopo aver scoperto il suo profilo su facebook, una sera in giro con le mie amiche e con in corpo già due cocktail, quindi ero, per così dire, un po’ disinibita, e gli ho riversato addosso tutto quello pensavo: ho trovato il profilo, non avevo bisogno di ulteriori informazioni e no non mi interessa uscire con te, non mi fido e non sono una che va con il primo che capita, almeno un minimo le persone voglio conoscerle, giusto per capire se posso fidarmi o no…

Ha cercato di insistere un po’ dicendomi che non voleva solo scopare con me ma anche conoscermi (sì vabbè e io secondo te sono scema e ci casco!? Uh, illuso…) ma poi ha capito che non c’era verso di salvare la situazione e mi ha detto di fari sentire se cambiavo idea…

Però ha ricominciato a scrivermi e a sto punto l’ho bloccato su whatsapp, su Tinder non c’è stato bisogno, mi ha tolto la compatibilità lui dopo che si è accorto che non mi vedeva più connessa su whatsapp… E meno male che voleva anche conoscermi…”

 

Eh già BiondaSvirgolata…

che brutte sorprese

il gioco (io tinder sul telefono ce l’ho nella cartella “giochi”) sta tutto lì…nel riconoscersi o meno

tu più che altro l’hai sgamato…e tutto sommato è stato istruttivo per te e per chi legge (almeno spero)

la virtualità può sempre fare anche questo effetto

all’opposto ad esempio quando invece ti riconosci, è una sensazione bellissima…a prescindere da quello che accadrà con lo sconosciuto-riconosciuto che hai di fronte

almeno io quando ho riconosciuto il Principe ho sentito quest’emozione incredibile che ancora sento nitida quando ci penso

(e pensa che ero davanti ad uno schermo..cioè lo guardavo in questo video dove -davvero non so come o perché- mi pareva di riuscire a leggere in trasparenza il suo scheletro nervoso ed emotivo, e mi fece quest’enorme tenerezza che quando sperimentai di persona fu una bomba esplosiva per me)

e nonostante tutto, questa sensazione rimarrà fichissima nei miei ricordi

una sensazione nuova che ormai fa parte del mio apparato emotivo

quella precisa emozione che poi mi ha spinto a scrivere il blog

la maggior parte delle volte però, quando approcci a qualcuno virtualmente può succedere che magari poi non ti riconosci, ma neppure ti disconosci, e l’incontro è semplicemente un incontro

certo magari non produrrà una rivoluzione emozionale dentro di te

né ti insegnerà nulla sulla piccolezza degli uomini

ma cmq ti arricchisce

cioè tipo interagire, conoscersi e alla fine conoscere meglio se stessi

riconoscersi…ecco nel senso di conoscersi meglio

certo..ma perché farlo?

 

cioè perché mettersi ad interagire con altre persone senza che nessuno schema preimpostato scandisca le tempistiche, le motivazioni e pure le predisposizioni che ci spingono gli uni verso gli altri?

 

cioè davvero dovrei rispondere a questa domanda?

ovvio no…è retorica

ma questa è un’altra storia

 

quello che invece volevo dire è molto più semplice

e cioè che i personaggi sono tanti, diversi e variegati nelle loro personalità

ad esempio ci sono Principi e Principi…tipo Principi Reali e Principi di Corte,

ma anche Nanetti…

 

e non è che riguarda l’altezza

cioè riguarda l’altezza morale, l’onestà verso se stessi e gli altri,

ma anche (ahimè sono una che la pensa così) il dolore della vita che evidentemente tende a fare gli uomini molto, molto piccoli,

e pure spesso infimi

 

 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=YUtHjOvPKT0&w=560&h=315]